«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 1 gennaio 2016

Gennaio; l'editoriale

“Parliamo di una cosa di cui frega a quasi nessun appassionato di ciclismo: il ciclismo rosa. Con l’inizio della stagione 2016 il ciclismo femminile dovrebbe fare un grosso salto in avanti. Almeno questo sarebbe il progetto targato UCI che pare inizierà proprio con l’avvio di questa stagione. A casa nostra spariranno alcune (più di alcune) magagne del passato? In queste ultime tre stagioni abbiamo avuto corse che sono scomparse, altre stanno in piedi per il rotto della cuffia, altre sono state ridimensionate pur di farle a ogni costo. Questo ha fatto si che alcune gare siano state ‘promosse’ forse più per necessità di mettere in piedi un calendario decente in maniera da offrire alle nostre cicliste un minimo di giorni di gara. Nonostante i bei discorsi che ogni tanto saltano fuori, mondiale a parte non vi è nessuna corsa che in Italia venga mandata in onda con la diretta. A livello continentale le cose potrebbero forse cambiare in meglio, ma se partiamo da casa nostra la situazione vede tutte le nostre migliori atlete correre con squadre estere. La speranza è che questo rilancio, questa riorganizzazione del ciclismo femminile a livello mondiale, non crei un divario ancora più grosso”.

3 commenti:

Ale ha detto...

Contratti, fondi pensionistici, assicurazioni, fidejussioni a garanzia di stipendi, minimo salariale, bilanci in ordine, come dicevi tu, prima di fare grande il ciclismo femminile bisogna iniziare a pensare a come fare "il ciclismo femminile".
Se vogliono fare il World Tour ad esempio, lo facciano con gli stessi parametri in uso nel settore maschile, diversamente sarà la solita fregatura a danno, sulla pelle e sulla passione delle ragazze.

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Sai, un organizzazione che fosse fatta davvero con attenzione sarebbe già un 'filtro' che dividerebbe team con i conti a posto da quelli no. Quando usi le parole "sulla pelle e sulla passione delle ragazze" purtroppo racconti in pochi vocaboli 20 anni di ciclismo rosa. Io non dimentico gli anni (che non so se siano davvero spariti) dove certe mollavano, perché dopo sei mesi i soldi dei (magri) stipendi finivano.

Ale ha detto...

... E i soliti noti che "non si può fare", "costa troppo", però ogni anno erano lì, belli pasciuti... Mi sono sempre domandato: ma non è che questi sul budget stagionale ci fanno la cresta e portano a casa il loro bel stipendietto ? Così, tanto per...