«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 30 giugno 2010

TAKE IT TO THE LIMIT (one more time...)


Claudia Hausler può concentrarsi al 100% nel dare il massimo; il GS Cervelo le tiene le spalle ben coperte (anche la Pooley?).

MARIANNE VOS, CLAUDIA HAUSLER, TATIANA GUDERZO; PRIMO, SECONDO E CONTORNO DI UN PIATTO ROSA CHE, TRA DUE GIORNI, VERRA’ PROPOSTO SULLA TAVOLA CICLISTICA DEGLI APPASSIONATI ITALIANI.
AL VIA DA MUGGIA LE MIGLIORI AL MONDO, PER IL GIRO NUMERO 21.


La capitana dell'Olanda è sempre pacifica, ma stavolta ha lo sguardo un po’ perso; sognerà mica la maglia rosa?



“…E naturale mi sovvenne, un perché sconosciuto che nel mio cuor convive…”

Per i risultati conseguiti al Giro-Donne negli ultimi tempi, Claudia Hausler sarà il punto di riferimento per tutte guardando la classifica generale. Con la vittoria della scorsa edizione, la rappresentante del GS Cervelo Test Team ha dalla sua il miglior palmares in assoluto da due anni a questa parte; nel 2008 si è imposta nella classifica delle giovani, e si è classificata 3^ in quella dei GPM – davanti a una tal Guderzo Tatiana – facendo la felicità del suo GS (al tempo correva per i colori dell’Equipe Nurberger) con il 3° posto finale, davanti anche all’allora sua capitana Edita Pucinskaite, quest’ultima 6^ classificata alla fine di quel Giro. Difficile non tenere conto che la forza della sua ascesa viene anche dal suo attuale GS, tra i migliori in assoluto. Dimenticavo che, tanto per gradire, la Hausler ha vinto anche la “Ciclamino” nell’ultima edizione del Giro.
Tatiana Guderzo porterà con sé i colori dell’iride, recitando il ruolo di padrona di casa. Lo scorso anno le ha prese dalle avversarie per trequarti della corsa. Poi, con l’aumentare dei chilometri nelle gambe, la musica iniziava a cambiare, con una crescita trionfale nel finale di stagione. Certo è che l’aver cambiato ancora GS (dal Michela Fanini al Valdarno), complica quella che è la costruzione di una squadra al servizio di una campionessa come la bionda ventiseienne. Con il Giro ha un bel feeling, recitando però una battuta d’arresto nell’edizione passata (il 7° posto non è male, ma 11 minuti sono un bel divario). Il suo distacco dalla maglia rosa, è infatti stato il più grande negli ultimi anni; 5^ nel 2007 a un solo minuto, anche se in quell’edizione vinta dalla Pucinskaite le prime 10 arrivarono in poco più di 2 minuti! Nel 2008 l’occasione di acchiappare la piazza d’onore, diventata un 4° posto a tre minuti scarsi dalla trionfatrice Fabiana Luperini. A proposito, allora la Hausler le arrivò davanti in generale per 13 secondi. Segno del destino? Di certo questo Giro ci deve far vedere una “Tati” ai vertici. A mia memoria non ricordo ancora una sua vittoria di tappa. Guardando la corsa col cuore la metto tra le favorite, guardandola con un velo di buonsenso a giocarsi un posto sul podio. Ma solo se sarà la migliore Guderzo di sempre potrà portarsi a casa la corsa, e in una corsa di dieci giorni conta la squadra.
Ultima, anche se lei è la prima a non sapere il significato di questa parola, Marianne Vos; non ha corso l’ultimo Giro e, se sbaglio qualcuno mi corregga, nemmeno quello del 2008. La troviamo vincitrice della Maglia Ciclamino nell’edizione del 2007, quando la Guderzo vinse la sua ultima Maglia Bianca. Curiosamente, se andiamo a scorrere la classifica conclusiva di quel Giro, Marianne non appare tra le prime dieci posizioni della generale. Certamente ha avuto effetto la classifica incredibilmente corta di quell’edizione; Pucinskaite 1^, Brandli seconda a 18 secondi e Moreno Allue a 36, che occupò il gradino più basso del podio. Più una classifica da corsa di un giorno che di quasi dieci. Insieme a Ina Yoko Toitemberg e Giorgia Bronzini (e magari la Baccaille, uscità in forma perfetta dalla settimana tricolore dove si è riconfermata regina italiana in linea) aiutate dagli arrivi in volata che non mancano, la Vos potrebbe/dovrebbe apparire ai vertici della classifica ciclamino, mentre per quella assoluta ci sono salite lunghe (troppo?) che potrebbero sfiancarla.
Tre donne, tre stelle, tre nomi di indiscutibile primo piano, che non possono permettersi di venire a correre il Giro; “sperando di far bene”. La Hausler perché è la vincitrice in carica, rappresenta un GS al vertice, e di salite ne trova fin che vuole. Marianne Vos per confermarsi (come se ne avesse bisogno) la ciclista più forte e completa in senso assoluto, e l’angelo azzurro per il carattere di ferro che in più di un’occasione ha esibito, contornato stavolta dai colori dell’iride.

domenica 27 giugno 2010

PERFETTA!!


“Tu, del ciclismo fatal poesia, che accarezzando il vento ci domasti il cuor.”

ALTRO TITOLO TRICOLORE PER LA CAMPIONESSA DEL MONDO IN LINEA, CHE INSIEME A MONIA BACCAILLE CONSENTE ALLE FIAMME AZZURRE DI CHIUDERE IN BELLEZZA LA SETTIMANA TRICOLORE.

Tatiana Guderzo torna ad una vittoria importante dopo il Mondiale, riconquistando in quel di Treviso il titolo italiano a cronometro, facendo sì che il GS Fiamme Azzurre porti a casa il titolo in linea (Monia Baccaille, mercoledì) e quello contro il tempo, oggi.
La campionessa iridata riveste il tricolore con un discreto distacco, davanti a Silvia Valsecchi del GS Top Girls Fassa Bortolo e a Noemi Cantele del Team Columbia HTC Women.
Le due atlete neo-tricolori correranno insieme il Giro-Donne difendendo i colori del GS Valdarno, nella manifestazione a tappe ormai dietro l’angolo e pronta ad abbassare la bandiera a scacchi.
La vittoria della Guderzo non fa altro che confermare il talento contro il tempo dell’atleta marosticense, che negli ultimi anni quando non ha vinto è sempre arrivata vicino al farlo. Ora la corsa rosa.

sabato 26 giugno 2010

Visconti non fa sconti; Campione d'Italia!!


PERENTORIA AFFERMAZIONE DI GIOVANNI VISCONTI NELLA PROVA TRICOLORE DI CONEGLIANO. IL SICILIANO RIVINCE IL TRICOLORE A TRE STAGIONI DI DISTANZA.

C’era grande attesa nei confronti di Ivan Basso, Riccardo Riccò, Vincenzo Nibali, Damiano Cunego. Alla fine però la maglia tricolore ritorna sulle spalle di Giovanni Visconti che regala al GS ISD la vittoria più importante fin’ora.
È stata la vittoria più bella di Visconti. Con un’azione solitaria a circa due giri dalla fine, dove i pensieri erano tutti verso la salita di Cà del Poggio. Ma è stata l’ascesa verso Coste a decidere il campionato tricolore 2010. Visconti ha guadagnato con regolarità per un giro intero. Niente hanno potuto alcuni protagonisti come Riccò e Ballan che hanno aspettato troppo per cercare di riprendere il capitano della ISD. Mai visti Nibali, Cunego o Basso alle spalle dell’isolano Santaromita e Ballan che ha regolato la volata dei migliori di giornata.
Tanta gioia per Visconti che ha tagliato il traguardo in perfetta solitudine – con tanto di tricolore passatogli dall’ammiraglia all’ultimo chilometro – e una velata polemica del suo DS Luca Scinto nei confronti dell’innominato Zomegnan, per la mancata convocazione della ISD all’ultimo Giro.
Ora il Tour, senza tricolore in gruppo, ed anche il Giro-Donne dove invece il tricolore sarà ben presente con un’altra atleta che ha vinto il titolo per due volte, Monia Baccaille.

venerdì 25 giugno 2010

Dal vostro inviato...


Se una foto vale 1.000 parole, questa ne vale 2.000.

QUEL CHE LA TELEVISIONE NON RACCONTA, E CHE A VOLTE VIENE CERCATO DALLA CURIOSITA’ DELLA PASSIONE. COME IL DIETRO LE QUINTE DI UNA GIORNATA AL CAMPIONATO ITALIANO (GARE FEMMINILI).

CIAO RIESE; Riese Pio X mi accoglie con un sole che preannuncia una giornata bella calda. Dopo aver cercato un posto macchina facendo avanti e indietro tre volte (per il Giro saran dolori trovar parcheggio), eccomi di buon passo verso la zona arrivo. La prova Juniores donne è in pieno svolgimento ma si vede che si tratta di cicliste giovani. Pochi giovanotti e tante famigliole che fanno su e giù lungo il marciapiede che affianca il rettilineo d’arrivo (e partenza…).
Le prime ragazze ritirate sono sedute sui muretti. Una di loro è stata battuta dal mal di schiena. Potrebbe avere carriera breve, speriamo di no; auguri. Un’altra siede pacifica e silenziosa su un muretto basso. Sembra aspettare, ma chi non si sa. Alcuni spettatori le chiedono come mai si è ritirata. Intanto, tutti aspettano la volata della corsa; delle ragazze distribuiscono centinaia di bicchieri di tè freddo (uno sponsor molto noto nelle gare ciclistiche). Lo faranno per tutto il giorno. I Led Zeppelin, tramite altoparlanti, sono la colonna sonora di quei momenti.
PIU’ RISPETTO PER LE CICLISTE!; Arriva la campionessa italiana a cronometro juniores, ora anche in linea. Arrivo in solitaria, e applausi meritati. Podio, medaglie, maglia tricolore e presa per i fondelli; l’inno italiano viene irradiato forse per un quarto di quella che è la solita durata; ridicolo, assolutamente ridicolo. Un momento così sentito come salire sul podio, indossare la maglia tricolore e ascoltare l’inno nazionale. Un’emozione tarpata sul nascere; inaccettabile. Come ancora più antipatico vedere che quel momento è stato castrato senza remore, perché i vari sindaci, presidente di questo, assessore di quest’altro devono salire sul palco per l’ennesima fotografia. Bravi, complimenti, ed andatevene a quel paese pagliacci vestiti a festa. Voi che la fatica l’avete fatta per salire i sei scalini che portano al palco. E questo teatrino è stato ripetuto per la premiazione delle donne elite. Ma andate a vedere cos’è una ciclista!
MA QUANTI BEI GIOVANOTTI!; Si arriva a mezzogiorno, nell’aria si annusa qualcosa di diverso. Infatti cominciano a spuntare come funghi tanti giovanotti in fascia d’età 25 – 35; combinazione, di lì a 10 minuti ecco le prime ragazze per la prova elite. Ma pensa! Tra fotografi, motociclisti e ragazzi che non c’entrano un’accidente, l’ormone maschile si espande nell’aria senza complimenti. “Ciao, come stai?... che mi dici?.... ti è arrivata la foto?.......” ma che gentili noi maschietti!
A proposito; se vi dicono che il ciclismo fa bene alla cellulite – messaggio per le donne che leggeranno – sappiate che un po’ ve la raccontano, soprattutto a guardare certi retro-coscia di diverse atlete. Arrivano le big; sua maestà Guderzo pedala pacifica, ripasserà con due ruote per la sua bici (Speriamo siano le sue!!). La forte Giorgia Bronzini è ancora in bermuda, e si coccola un cagnetto che tiene in braccio mentre passeggia lungo il rettilineo d’arrivo. La Cantele ha l’aria annoiata, pedala avanti e indietro in ciabatte (!). Spunta una grande ex; Diana Ziliute più che altro per chiacchierare con quasi tutte.
ALLORA SI PARTE?; Intanto il tempo passa, anche troppo. Tutte le concorrenti iniziano a fare avanti e indietro perché non trovano la zona del foglio firma; ce l’hanno a pochi metri e ci passano davanti di continuo! Intanto lo speaker recita; “Preghiamo le concorrenti di iniziare l’avvicinamento al palco per le foto delle rappresentanti regionali, grazie” come si allontana il microfono dalla bocca...; “qualcuno va a dirgli che si muovano, o no? La finiscono di fare quel che gli pare, che tra 15 minuti si deve partire?” Stupendo. La Guderzo è di buon umore, come sempre o quasi. Alla partenza (per ultima!) le scappa un; “Ohh! Dove andate? Pianoo!!)
VAI MONIA!; all’inizio del primo giro, già una fuga. Nel gruppo ecco la reazione all’ultimo chilometro del passaggio, viene annunciata una forte accelerazione; “Gruppo allungato!! La campionessa del mondo è uscita dal gruppo!!). infatti l’angelo azzurro passa come un jet rasente alle transenne. Bucherà nello stesso giro! Ma è solo l’antipasto per le fiamme azzurre. Nell’ultimo giro iniziano ad accalcarsi tutti i fotografi; “stai basso, che mi copri!” “ e dove mi metto? Me la fai tu la foto?” e tutti discorsi così. Ecco la volata; Mania Baccaille vince con una volata da oscar sul gruppetto di fuggitive. Qualche minuto dopo ecco il grosso del plotone. La Guderzo passa il traguardo a braccia alzate; la notizia delle compagna vincente è arrivata. Che la festa cominci.
CIAO RIESE; ormai sto raggiungendo la macchina. Mentre salgo noto una ciclista che cammina pacifica in cerca di qualcosa o qualcuno, zainetto in spalla. Guarda qui, guarda là… È dall’altra parte della strada. Nessuno la degna di uno sguardo, la calca è lontana. Mi pare di conoscerla; Eva Lechner. Ciao Eva, ci vediamo al Giro?

mercoledì 23 giugno 2010

BANG!! FRECCIA TRICOLORE!!


COGLI L’ATTIMO PERCHE’ LEI NON TE NE LASCERA’ UN’ALTRO!
MONIA BACCAILLE RIVINCE IL TITOLO NAZIONALE IN LINEA, CON UNA VOLATA CHE HA FATTO VEDERE UNA CICLISTA DI UNA CLASSE SEMPRE PIU’ ESALTANTE.

23 GIUGNO; MANCANO 8 GIORNI AL GIRO D’ITALIA FEMMINILE.

Poche parole visto che il racconto della giornata arriverà in un secondo momento.
Le Fiamme Azzurre (ed il GS Valdarno) festeggiano Monia Baccaille che rivince il titolo italiano in linea sul traguardo di Riese Pio X.
Giornata calda, corsa tirata, finale incerto ma soprattutto una Baccaille che si afferma quasi di prepotenza. Dopo la vittoria al GP Liberazione, ecco il bis nella prova tricolore. Il Giro d’Italia vede arrivare dal trampolino della settimana tricolore una sicura protagonista per le volate della corsa in rosa.
Ora possiamo proprio dirlo; che lo spettacolo cominci!

domenica 20 giugno 2010

Con Emma Pooley, "Trentino" made in England!



Ecco la prima outsider per il Giro d’Italia; Emma Pooley (compagna di squadra di Claudia Hausler, ma questo diciamolo piano…).

INIZIATA LA “TRIADE” D’ORO DEL NOSTRO CALENDARIO. L’INGLESE EMMA POOLEY VINCE IL “TRENTINO” FEMMINILE, E SI CANDIDA COME PRIMA OUTSIDER DEL GIRO-DONNE; VOS, HAUSLER E GUDERZO, ATTENTE ALLO SCRICCIOLO MADE IN ENGLAND!

21 GIUGNO; MANCANO 9 GIORNI AL 21° GIRO D’ITALIA FEMMINILE.

Grazie ad una grande azione che già dalla prima tappa non ha lasciato respiro alle avversarie, Emma Pooley (GS Cervelo Test Team) si è imposta nel Giro del Trentino 2010. L’atleta anglosassone ha vinto la corsa già nella frazione che portava le atlete da Trento al traguardo di Appiano.
Senza discussioni la sua affermazione costruita nella prima giornata di gara, sulle tre in totale, quando l’inglesina ha scollinato ai quasi 1.400 metri del Passo della Mendola, con quattro minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo delle migliori, e con quattro minuti su una coraggiosa Noemi Cantele che era partita in fuga per anticipare le azione delle possibili protagoniste.
La forma mostrata dalla Pooley sulle strade trentine la mette certamente in lista come prima favorita tra le… seconde favorite, che il 2 luglio partiranno da Muggia per il 21° Giro-Donne. Emma partirà mezzo scalino sotto – come gerarchie di squadra – nei confronti di Claudia Hausler, e sarà da divertirsi se la tedesca avrà una giornata storta.
Nel 2009 la Pooley ha concluso il Giro al 4° posto finale della generale. Conquistò la maglia rosa nella frazione Calcinaia – Monte Serra (quel giorno vinse Mara Abbot, la Pooley conquistò la piazza d’onore), che tenne per 3 giorni finche non la consegnò alla compagna Claudia Hausler (la tappa era la Cerro al Volturno – S.Elena Sannita), che la indossò fino alla fine. L’inglese mandò in fumo la leaderschip nella generale, “aiutandosi” con una discesa da 4 in pagella nell’andare verso il traguardo. Chiuse il Giro con 6 minuti e mezzo dalla capitana tedesca.
Tenendo conto delle salite che le atlete troveranno da metà Giro in avanti, Emma Pooley incrocerà il terreno ideale per cercare di rifarsi, dopo i 3 giorni in rosa assaporati nell’ultima edizione della principale corsa a tappe di casa nostra. Con la disputa del Giro del Trentino, si è aperto il periodo più importante del calendario italiano. In questi giorni sono in pieno svolgimento i Campionati Italiani su strada, mentre il Giro-Donne è sempre più vicino. Che lo spettacolo cominci.

venerdì 18 giugno 2010

giovedì 17 giugno 2010

Che ne pensate?


Allora Paolo, da chi si riparte; Pozzato/Petacchi oppure…?

PROPRIO NEL PIENO DELLA SETTIMANA TRICOLORE 2010 INIZIERA’, UFFICIALMENTE, L’AVVENTURA DA CT PER PAOLO BETTINI.
TRAGHETTATORE O GUIDA PER UN NUOVO CICLO?

Ormai segreto di Pulcinella, a metà della prossima settimana l’FCI annuncerà Paolo Bettini come nuovo Commissario Tecnico della Nazionale di ciclismo. Era da due mesi che questa notizia era nell’aria, ma per sistemare certe questioni economico-amministrative del neo-CT, tutto era sempre spostato in avanti. Ma che nazionale metterà in piedi Bettini? Gira voce che potrebbe essere solo un traghettatore, un uomo da quattro mesi e poi con altro ruolo sempre in seno alla Federazione. Non avrebbe senso come ipotesi, se lo stesso Bettini nel numero di giugno di Bicisport non avesse fatto accenno a questa possibilità.
Dopo il periodo d’oro di Ballerini, era nell’aria che stesse iniziando anche un cambiamento nei ranghi della nazionale, per quei ciclisti che ne sono stati per diversi anni i protagonisti. Si vociferava che i mondiali australiani sarebbero stati gli ultimi di Ballerini, per poi mettere Bettini al suo posto da questo inverno. Per quelli che erano i protagonisti in sella, alcuni di questi atleti hanno aiutato le scelte in questo senso; hanno appeso la bici al chiodo lo stesso Bettini e da poco Simoni, squalifiche per doping per Rebellin e Di Luca, ciclisti verso la fine della carriera o che non correranno più molto sono Petacchi, Bruseghin Tosatto (hanno ormai 36 anni, anche se il velocista della Lampre punta molto al mondiale di quest’anno), Stefano Garzelli ne ha 37. Questa poteva essere l’occasione di impostare la nazionale su ciclisti più giovani (Pozzato, Cunego, Bennati, Basso, Ballan), con qualche talento per gli anni a venire (Nibali, Visconti, Modolo, magari Riccò, Masciarelli). Per questo se ora l’ex iridato inizierà a guidare la squadra italiana, sarebbe giusto farne un progetto con certezze sui prossimi anni. Speriamo sia questa una delle prime notizie che verranno enunciate nella conferenza stampa di presentazione del nuovo Commissario Tecnico.

Secondo voi, quali sono le qualità che Bettini può portare con sé sul sedile dell’ammiraglia azzurra, e quali sono le cose che potrebbero mancargli?

domenica 13 giugno 2010

LEALI......A TUTTI I COSTI?



UN MOMENTO DI RELAX IN UNA CALDA DOMENICA, SFOGLIANDO UN QUOTIDIANO SPORTIVO DOPO UNA MATTINATA IN SELLA. ECCO LA PAGINA SUL CICLISMO; MI RACCONTA CHE…

Per chi non lo sapesse, da pochi giorni è iniziato il Giro-Bio. Il vecchio Giro d’Italia dei dilettanti, simpaticamente soprannominato Giro-Baby. Corsa ciclistica lunga una decina di giorni da dove, solitamente, escono i campioni del domani. Che Dio li aiuti!
La squadra ciclistica Lucchini-Unidelta è stata espulsa dalla manifestazione perché, in un’operazione di controllo avviata dalla Procura di Padova, presso diverse sedi (tra queste l’abitazione di Bruno Leali, Team Manager), sono stati trovati medicinali, integratori, farmaci vietati e siringhe.
Bruno Leali ha detto (non posso copiare dalla Gazzetta Sportiva perché la riproduzione è riservata) che queste porcherie le teneva nello zaino pronte all’uso, ma che aveva intenzione di usarle solo dopo essersi fatto fare una ricetta dal medico sociale. Leali era consapevole anche di non poter tenere queste medicine, ma l’ho ha fatto per poter “intervenire rapidamente.” Capirete che queste ultime due parole, sono inaccettabili (come se il resto fosse acqua di rose).
Il Giro-Bio è un’idea pensata per far diventare la carovana un’enorme carrozzone controllabile su diversi aspetti. I ragazzi mangiano insieme, dormono insieme in caserme dimesse oppure collegi ora vuoti perché chiuse molte scuole, fanno i massaggi assieme, ecc… Che i controlli nell’ambiente dei dilettanti siano troppo pochi, è storia che va avanti da anni. Come nel ciclismo amatoriale, sembra che il doping esista solo tra i professionisti. Ora che si è aperta questa ennesima fogna, la speranza è che i controlli vengano moltiplicati a velocità del fulmine, ma come capita di solito in occasioni come queste, chi aveva porcherie nascoste le avrà già fatte sparire nello scarico (e non penso sia solo un modo di dire!).
Tanti ex ciclisti del periodo ’80 e ’90 hanno convissuto con il doping, quando non fattone uso. Tanti si sono tappati le orecchie o il naso, cercando di farsi gli affari propri per non inguaiarsi in rogne più grandi di loro. Altri invece hanno deciso che il ciclismo di ieri, è l’unico modo di far andare avanti il carrozzone di oggi. Spremuti loro nel ciclismo di 20 anni fa, spremiamo i ragazzi di oggi. Se oggi un genitore decidesse di bucar le gomme alla bici di suo figlio dodicenne per non fargli frequentare l’ambiente ciclistico, chi gli darebbe torto? La colpa è di tutti? Per il doping proprio per niente, perché il generalizzare vuol dire alzare quel polverone di frasi fatte che permette ai falsi di nascondervisi dentro; la colpa è di persone false e disoneste, degli ancora troppi “Leali” che spargono marciume tra i giovani. Troppi ex degli anni ’80 e ’90 sono riusciti a salire sulle ammiraglie in questi anni.
La gente che ha vera passione per lo sport od il ciclismo sa apprezzare anche chi pedala a 25 di media, e non che viaggiano come motorini a 18 anni. Se credono che noi appassionati vogliamo ogni anno il record per salire sull’Alpe d’Huez o sul Croce d’Aune, sui 200 stile libero, sui 400 metri ad ostacoli, non è così. Lo sport continua ad ammazzarsi da solo; continuerà così o si stancherà?

sabato 12 giugno 2010

Opla!, questa poi!...



CICLISMO PST SI RINNOVA. IN VISTA DEI GRANDI APPUNTAMENTI (CAMPIONATI NAZIONALI, TOUR E GIRO FEMMINILE) VESTE GRAFICA PIU' ELEGANTE, RAFFINATA E COLORATA.
CON UN GRAZIE ALLA TECNOLOGIA E... A VOI

(ma la "penna", quella, non cambia...)

Campionati Italiani di Ciclismo 2010.


Monia Baccaille (26 anni, GS Valdarno – Fiamme Azzurre) dovrà svestirsi del tricolore in linea 2009; temporaneamente?

17 MAGLIE CON I COLORI DELLA BANDIERA. CHI SARANNO I NUOVI CAMPIONI E CAMPIONESSE D’ITALIA? ECCO IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA TRICOLORE 2010, IN ATTESA DEGLI EVENTI PRINCIPE DI LUGLIO; TOUR E GIRO-DONNE.

12 GIUGNO: MANCANO 19 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO-DONNE.

SETTIMANA TRICOLORE 2010; 19 – 27 GIUGNO.

SABATO 19 – MOGLIANO VENETO;
PROVA A CRONOMETRO: Allievi uomini/Allieve donne/Juniores uomini/Hand-Bike/Paralimpici/Juniores donne

DOMENICA 20 – TREVISO SANT’ARTEMIO;
PROVA IN LINEA: Hand-Bike/Paralimpici

MARTEDI 22 – VIDOR;
PROVA IN LINEA: Juniores uomini

MERCOLEDI 23 – RIESE PIO X;
PROVA IN LINEA: Donne elite/Juniores donne
(la partenza delle donne elite è prevista per le ore 13:00)

GIOVEDI 24 – MOTTA DI LIVENZA;
PROVA IN LINEA: Elite SC (senza contratto)

VENERDI 25 – PIEVE DI SOLIGO:
PROVA IN LINEA: Under 23

SABATO 26 – CONEGLIANO;
PROVA IN LINEA: Professionisti
(la partenza è prevista per le ore 10:00)

Domenica 27 – TREVISO CITTA’
PROVA A CRONOMETRO; Donne elite/Under 23/Open

PER TUTTE LE ULTERIORI INFORMAZIONI (ORARI, PERCORSI, EVENTI COLLATERALI, SEDI DELLE VARIE PROVE TRICOLORI, ECC.)
WWW.SETTIMANATRICOLORE2010.IT

martedì 8 giugno 2010

Verso il Giro-Donne; Giro del Trentino 2010.


Signorine, in sella!; il Giro non è lontano.

FONDAMENTALE TAPPA DI AVVICINAMENTO AL GIRO-DONNE 2010, CON QUASI TUTTE LE MIGLIORI AL MONDO; QUESTO IL GIRO DEL TRENTINO FEMMINILE IL 18, 19 E 20 GIUGNO.

8 GIUGNO; MANCANO 22 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO-DONNE.

Mentre buona parte d’Italia si ricorda di avere una bandiera tricolore impolverata e lasciata 4 anni sopra l’armadio in camera da letto, il ciclismo rosa torna protagonista con l’edizione 2010 del “Trentino” Femminile. Il Giro del Trentino arriva infatti al suo 17° traguardo, offrendo agli appassionati, e anche alle appassionate che speriamo ci siano, una ventina di Gruppi Sportivi con diverse big tra le numero uno delle squadre.
Saranno al via quasi tutte le migliori cicliste del gruppo rosa; le nazionali di Australia e Gran Bretagna (mai sentita nominare una certa Cooke?), i GS del Cervelo Test Team con la numero uno Claudia Hausler e lo scricciolo vincente Emma Pooley, Judith Arndt e Noemi Cantele per l’altro squadrone HTC Columbia, il Team Valdarno che si dovrà “accontentare” della Campionessa d’Italia Monia Baccaille e della campionessa del mondo Tatiana Guderzo.
Ma non mancheranno anche altri nomi di grande livello; Edita Pucinckaite, Rossella Callosi, Valentina Scandolara, poi la Tamanini, la D’ettorre, la Worrack, la Berlato…

RAI-TV; si potrà seguire la corsa (incredibile ma vero!) su Rai Sport, a quanto sembra dopo le sintesi del Giro Dilettanti.

PERCORSO;
venerdì 18 giugno: Trento – Appiano (BZ) km. 75
sabato 19: Riva del Garda (TN) – Monzambano (MN) km. 100
domenica 20: Castelli di Thun (TN) – Cles (TN) km.72

domenica 6 giugno 2010

Ops,.. che colore strambo.

CHIEDO SCUSA PER IL COLORE VIOLA A DESTRA DELLA PAGINA, CHE RENDE QUASI INVISIBILI I LINK DELL'ELENCO.
IL BELLO E' CHE NON RIESCO PIU' A FARLO CAMBIARE.
(qualche consiglio?)

giovedì 3 giugno 2010

Le granfondo ai granfondisti!

COME ORMAI TRADIZIONE, TRA LA SECONDA E LA TERZA SETTIMANA DI GIUGNO – TRA 24 ORE E GRANFONDO – FELTRE PER 10 GIORNI RIDIVENTA CONSUETA CAPITALE DEL CICLISMO AMATORIALE. EX PRO’ COMPRESI IN GRUPPO.

Che le granfondo siano per molti, non tutti, un’occasione per misurarsi e competere con gli altri per stabilire così quanto si è forti in bici, è pura acqua calda. Che ci siano ciclisti visti da altri colleghi di pedale con (malcelata) derisione perché vanno in bici “solo” per passione, acqua calda pure questa, se non bollente. Che il “movimento” granfondistico sia diventato un business enorme, siamo alla trasformazione dell’acqua in vapore.
Oggi, i gruppi di testa nelle GF viaggiano a medie da professionisti o quasi, e lo fanno per 200 chilometri. Fino alla fine degli anni ’90, le granfondo erano le feste per i ciclisti non agonisti. Un po’ come i moto-raduni o i raduni di auto d’epoca. Poi con il successo delle granfondo, creato dai ciclisti amatoriali e non da altri, ecco arrivare gli ex professionisti; grazie tante. Le corse hanno cominciato a vedere alzarsi le medie anno dopo anno. I corridori in testa hanno assistenza praticamente personalizzata, per tutto il percorso. Vai a sapere se l’iscrizione gli viene pagata dal negozio che gli da (regala?) la bicicletta, o dallo sponsor che da il nome alla squadra che rappresentano. Se uno di loro fora una ruota in un momento o in un punto importante, si ritira perché arrivare 30° o 40° non ha senso.
Perché alle granfondo si deve permettere che soprattutto ex professionisti che fino a solo un’anno o due prima correvano, possano far parte di queste corse e sfruttare diversi anni di allenamenti e pedalate quasi giornaliere, con 25.000/30.000 chilometri all’anno? Gli ex-prò dovrebbero si poter correre le GF, perché ne hanno il diritto, ma per qualche anno (tre?) vengano messi fuori dalle classifiche. I premi vadano a chi fa veramente rinunce per la bici. Altrimenti è come falsare le corse.
Anni addietro, alle partenze delle varie granfondo, uomini e donne partivano assieme. I gruppi sportivi si organizzavano e si mettevano a “tirare” per decine e decine di chilometri la compagna di squadra che era messa bene in classifica, aiutandola (chiaramente i ragazzi non indossavano la stessa maglietta che aveva la compagna di società, mica scemi ma non invisibili all’occhio sveglio) e falsando così – per anni – le classifiche femminili, visto che tante altre dovevano arrangiarsi. Oggi, almeno a Feltre, da altre parti non lo so, le donne partono 15 minuti prima, per evitare i trenini falsa-classifiche.
Tornando agli ex-professionisti, questi hanno nomi e cognomi; per qualche anno non vengano messi in classifiche che comprendono i veri ciclisti della domenica. O li si faccia partite per ultimi, in fondo al ”gruppone”.

martedì 1 giugno 2010

Giugno; l'editoriale.


Milano, 28 maggio 2006; Ivan Basso vince il Giro d’Italia. Il Tour aveva il suo favorito, poi un’estate amara.

UN SALTO NEL PASSATO LUNGO 4 ANNI, PER POTER RICOSTRUIRE DA ADESSO, E VERAMENTE, IL PROPRIO FUTURO.
LA VITTORIA DI IVAN BASSO PREMIA GIUSTAMENTE IL CICLISTA PIU’ FORTE DELLA SQUADRA PIU’ FORTE. SONO DIVERSI I FATTORI CHE HANNO FATTO LA DIFFERENZA. UNO DI QUESTI SI CHIAMA NIBALI.

Se la vittoria di Ivan Basso è figlia di un ciclismo pulito – non è cattiveria, ma chi scrive non ha nessuna intenzione di dimenticare le prese per il naso regalateci da Di Luca, Riccò, Sella… – siamo davanti al momento della vita che il varesino aspettava da anni. Basso è tornato, ed esce vincitore di un Giro d’Italia che voleva con tutte le sue forze, e che ha vinto con grandi meriti ed enormi fatiche. Gli avversari hanno fatto quello che potevano, pensando alle formazioni che capitanavano. La BMC di Evans, non vale Evans (voto 4 alla prima, 9 al secondo), l’Androni Giocattoli di Scarponi (voto 5 alla prima e 7 allo scalatore italiano) è un GS al top in Italia ma poco altro fuori, la Caisse d’Epargne del neo-sospeso Valverde e Sanchez non aveva ne l’uno ne l’altro (e per questo Arroyo merita un 10 in pagella), l’Astana aveva come capitano il gregario – di lusso, ma sempre gregario – di Contador al Tour, la Saxo Bank (voto 0 al GS, voto 8 al bravo Porte) nemmeno attaccar discorso. Una vittoria, quella di Ivan, che non vale molto? Certo che no, ed ecco perché;
non sappiamo se la forzata rinuncia a Franco Pellizotti, pochi giorni prima della corsa rosa, sia stata la svolta che ha tolto a Ivan le preoccupazioni interne al fatto di essere il leader del GS Liquigas. Di certo il Basso che ha fatto l’andatura sul Mortirolo per quasi tutta la salita “mangiandosi” gli atleti in fuga, le tirate sul Grappa che hanno dato una spazzolata con il contropelo a Vinokurov e Sastre, gli occhi fulminanti visti sulle rampe orrende dello Zoncolan, sono state azioni fatte con una decisione che non gli vedevamo dal Tour del 2005. Sull’”Everest dei ciclisti” (Mauro Corona), Basso a fatto a pezzi gli avversari uno ad uno, come abbiamo visto fare a pochi in questi anni (ricordate Armstrong nel ’99 a Sestriere o Pantani a Pampeago nel ’98?). E quando la RAI indugiava e riproponeva il primo piano del varesino mentre questi tagliava solo il traguardo friulano, forse ne arrivava un pensiero che non recitava un magari comprensibile; “Bravo, Ivan!”, ma un più semplice e duro; “E adesso ci divertiamo”. Questo sembravano dire quegli occhi che tradivano la fatica, perché accarezzati da un velo di certezza sul fatto che la vittoria che Ivan voleva, da quattro anni, era arrivata. Un’affermazione perentoria, senza discussioni, senza episodi inaspettati, sempre costantemente davanti fino alla riga bianca.
Quali sono stati i fattori che hanno fatto la differenza con gli avversari? La forza del suo GS certamente; la qualità non è in discussione per la rosa che in Liquigas hanno messo insieme. E facilmente al Tour non saranno da meno (anche se a quanto pare Nibali aspetterà il sole di Spagna). Ma poche volte, come in questa occasione, abbiamo visto proprio un talento puro come il siciliano mettersi a disposizione del proprio capitano. Forse tra i due ciclisti vive una sorta di “rispettosa rivalità”; Basso sa che senza aspettare chissà quanto, arriverà il giorno in cui dirà a quel ragazzo; “Vai!”, e lì si chiuderà un capitolo per lasciare che il siculo possa iniziare a scrivere il proprio. Altra cosa che Basso ha rispolverato dal Tour nei suoi anni “scolastici” sull’Alpe d’Huez, sul Col d’Aspen, sul Mount Ventoux, sul Tourmalet, è stata la padronanza di farsi sentire sicuro soprattutto dagli avversari (una qualità cara a Lance Armstrong, che ha sempre saputo usare i mass media da maestro). Dieci minuti dopo aver conquistato la maglia rosa sul traguardo dell’Aprica, Basso andava in TV dicendo senza troppi giri di parole che il GS Liquigas avrebbe continuato anche nei giorni successivi a voler prendere in mano la corsa. Una mentalità decisa, poco italiana se ci pensate, forse figlia di una scuola molto… texana? Testa, voglia di rivalsa, un GS tra i migliori in assoluto e due talenti; il suo e quello indiscusso di Vincenzo Nibali; il ciclista che il Giro manco lo doveva fare.
Vincenzo Nibali doveva correre il Tour di quest’anno per arrivare lassù, vicino ai “grandi”; essere il rompiscatole tra i tre (o quattro, con Basso) uomini che quest’anno saranno attesi a una sfida ciclistica come poche altre in fatto di attesa e curiosità tra gli appassionati. Poi aveva nel mirino la Vuelta, per provare a vincerla. Nibali è quasi pronto a provare a vincere un grande giro. Visto che l’età è dalla sua, la Vuelta è l’obiettivo migliore. Fin’ora la Liquigas ha fatto crescere il ragazzo in modo perfetto, per questo non si lasci, Nibali, far vincere dall’entusiasmo. Entusiasmo che spesso ha rovinato e non aiutato altri talenti di Casa-Italia.



Come Ivan, è “cresciuto” all’università del Tour; Vincenzo Nibali è stato l’uomo che ha fatto la differenza nella vittoria di Basso. Il Giro ci ha dato le risposte che da questo ragazzo speravamo di avere a luglio.