«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 23 febbraio 2012

Come andrà?



Marta Bastianelli (foto; cyclingarchives.com); dopo una stagione piena (la 2011) come “rodaggio”, quest’anno la rivedremo tra le protagoniste?

LA STAGIONE CICLISTICA ROSA E’ PARTITA, SCORTATA DAGLI ORMAI TRADIZIONALI MINUSCOLI TRAFILETTI RIEMPISPAZIO DEI QUOTIDIANI.
IN ITALIA NON MANCA MOLTO ALL’INIZIO.

Il 2012 è anno speciale. Non solo per il ritorno di Camin nel calendario, di botto diventata un’internazionale (saranno contenti a Cento, nel vedersi superare nella considerazione da una 4^ edizione), ma anche per le Olimpiadi. L’esordio è per l’11 del mese prossimo con il Trofeo Vannucci/Valbisenzio.
Con l’Olimpiade in lista-gare 2012, le cicliste “da giornata” guarderanno al Giro come appuntamento ideale alla preparazione. Quindi non è da escludere una lista di partenti alla corsa italiana di primo piano. Ai Mondiali olandesi – e probabilmente anche prima in quel di Londra – Marianne Vos, Giorgia Bronzini, Nicole Cooke, Judith Arndt, dovrebbero essere le più attese. Con loro, appena dietro, Pooley, Baccaille (si, mettiamoci la bella Monia), Guderzo, Johansson, magari Cantele (però, ce n’è d’Italia) a rendere appassionante la storia di queste corse.
In linea generale riguardo a casa nostra, il calendario da minimo sindacale si avvicina a Camin e Cittiglio. Tra le tante possibili protagoniste del 2012, riusciremo a vedere Marta Bastianelli finalmente ai livelli a cui la stessa ciclista ambisce fin dal suo ritorno post-squalifica? Sull’ex iridata tornerò tra poche righe.
Sul discorso visibilità del ciclismo rosa lasciamo perdere, chiedendoci invece se una certa ciclista italiana di non ricordo il nome – Guderzo – tornerà a vincere una corsa di quelle importanti. Tra una cosa e l’altra infatti, l’ex iridata vicentina è da molto lontana dallo scalino più alto, ed il fatto di non avere più la Gallese Cooke in squadra, dovrebbe renderla più capitana di quanto non sia stata lo scorso anno. Il potenziale della MCipollini anche senza la Cooke resta di prima qualità. Forza e coraggio, visto che parliamo della squadra italiana che al momento ha la rosa migliore tra le nostre.
Tra le alte cicliste, la tedesca Claudia Hausler è stata una cometa che ha fatto sfracelli tre Giri fa, oppure è incappata in un periodo balordo? E Valentina Scandolara, che tenendo conto della giovane età è stata probabilmente – dopo la Giorgia nazionale – l’italiana più brava (si, stavolta metto la veronese anche davanti la Tati) nel 2011?
Parlando di cicliste nostrane, temine inelegantemente simpatico, Marta Bastianelli tornerà ai vertici, o l’ormai lontano 2007 iridato è stata “occasione che val carriera” come direbbe Don Lorenzo? (PS;RIDATECELO!) Dopo mezza stagione 2010 e tutto il 2011, la ciclista laziale non può attendere un’altra stagione. Il ciclismo a volte dimentica presto, in certi casi anche a torto, ma certo sarebbe ora di uno squillo (leggi; vittoria) di spessore. Senza chiedere di spaccare il mondo, sia chiaro.
Chiudo con la penosa tiritera riguardante la francese Longo, e le dichiarazioni del marito che se fosse stato zitto avrebbe reso il tutto meno triste. Sul sito di Ciclonews (pagina ciclismo femminile) dovreste trovare ancora in lista l’articolo al riguardo.

domenica 19 febbraio 2012

La lunga strada verso il Poggio (seconda parte).



NEGLI ULTIMI 40 ANNI, LA SANREMO HA REGALATO POCHE AZIONI DA RICORDARE NEL TEMPO. QUASI SEMPRE INFATTI LA LEGGE DEL 54/11 HA RECITATO IL RUOLO DI PROTAGONISTA. FACCIAMO UNO SCATTO ALL’INDIETRO.

Negli anni ’70 il belga Merckx diventa il campione di riferimento. Le vittorie aumentano con le affermazioni del 1971, 1972, 1975 e 1976. Il devastante fuoriclasse belga raggiungerà così le 7 vittorie totali, restando fin’ora imbattuto per numero di affermazioni. Sempre negli anni ’70, la Sanremo sembra diventata una classica del Belgio. Infatti nel 1973, 1978 e 1979 il belga De Vlaeminck vince la classica ligure. Con le vittorie di Merckx e De Vlaeminck, il Belgio vince 7 edizioni su 10.
Gli anno ’80 iniziano a riparlare italiano con Pierino Gavazzi che vince nel 1980, mentre Giuseppe Saronni conquista il 3° secondo posto consecutivo. Sarà nel 1983, con la maglia iridata, che Saronni vincerà la Sanremo. L’anno dopo arriva la vittoria per Moser, fresco di record dell’ora in Messico.
La fine degli anni ’80 parla francese. Il compianto Laurent Fignon vince le edizioni 1988 e 1989. La vittoria di Fignon battezza la prima prova di un nuovo trofeo ciclistico chiamato Coppa del Mondo. Con la prima metà degli anni ’90, l’Italia torna a fare la voce del padrone, e conquista le vittorie del 1990 (Bugno), Chiappucci (1991), nel 1992 ecco l’occasione persa malamente da Argentin che arriva 2° alle spalle di Sean Kelly, che bissa così la vittoria del 1986.
Nel 1993 la vittoria di Fondriest che inseguiva la Sanremo da un pezzo, e nel 1994 ancora Italia con Giorgio Furlan che con la Sanremo toccherà il vertice della carriera (aveva appena vinto la Tirreno-Adiatico). Nel 1996 la vittoria della carriera per Gabriele Colombo, che vince da vera meteora la classica ligure. Nel resto della carriera non raccoglierà più affermazioni di prestigio.
Con la fine degli anni ’90 la Sanremo diventa la corsa del velocista tedesco Eric Zabel (4 vittorie; 1997, 1998, 2000 e 2001), ma soprattutto diventa la classica dei “treni”. Corsa che negli ultimi 80 chilometri inizia ad essere sorvegliata dalle squadre dei velocisti, il Poggio che nel punto più duro (duro?) viene affrontato omai a quasi 30 chilometri orari, ed il doping che vive la sua EPOca d’oro rendendo le prestazioni tra i protagonisti sempre più livellate.
Nell’ultimo decennio sono stati ancora i velocisti ad essere protagonisti. Tranne qualche occasione sporadica abbiamo visto Freire vincere 3 volte, poi vittorie per Petacchi, Cipollini, Cavendish. Tutte ruote veloci, per una corsa ormai meteo-dipendente, se si vuole vedere qualcosa di diverso.

domenica 12 febbraio 2012

Il lungo cammino verso il Poggio.


Se in cima al Poggio saranno ancora tutti insieme sarà il favorito. Mark Cavendish cerca il bis sulla costa ligure. I pretendenti non gli mancano.

CHI L’HA VINTA, CHI L’HA ANCHE RIVINTA, E CHI NON L’HA MAI VINTA MA LA VUOLE DA MATTI. LA SANREMO 2012 AVRA’ DIVERSI PROTAGONISTI; DA UN “VECCHIETTO” SPAGNOLO ALLE GAMBE GIOVANI DI CASA NOSTRA.

Beh, insomma, ci siamo. O almeno si cominciano a correre i primi traguardi importanti. Con tutto il rispetto per il Tour Down Under ed il Giro di San Luigi.
La prossima settimana, con la Ruta del Sol (19-23 febbraio) ed il Giro di Sardegna (21-25 febbraio) s’inizierà a spostare la preparazione verso Tirreno-Adriatico e Parigi-Nizza, le prime corse importanti certamente, ma anche le gare di rifinitura in attesa del Poggio. Tra i ciclisti in procinto di usarle per iniziare la rincorsa alla Sanremo, alcuni sono attesi per le ultime chiamate buone, ed altri per iniziare a provarci sul serio.
Due anni fa sembrava deciso a correre fino ai prossimi Mondiali italiani, visto che aveva un paio di percorsi che sembravano alla sua portata e l’iride l’aveva già vinta tre volte. Oscar Freire Gomez è come sempre lontano da tutti gli sguardi, finché il giorno in cui ti trovi pronto a partire, cominci a chiederti se lo vedrai solamente a un chilometro dalla fine per fregare tutti. Di Sanremo ne ha vinte tante quanti i Mondiali. A furbizia è maestro.
Philippe Gilbert vuole la Sanremo e di certo sarà uomo che vorrà evitare la volata, cercando il “buco” ben prima. Non solo perché contro i velocisti avrebbe meno possibilità d’imporsi, ma anche perché se in cima al Poggio il gruppo dovesse ritrovarsi ancora tutto unito, potrebbe (dovrebbe?) trasformarsi automaticamente in tira-volata per Thor Hushovd. La BMC potrebbe usare l’italiano Ballan come ariete per iniziare a menare le danze sull’ultima salita, ma certamente Gilbert e Hushovd saranno i due uomini su cui punterà la corazzata rosso-nera.



Sacha Modolo (foto; allezandy.blogspot.com/) è nato a Vazzola il 19 giugno 1987 ed è al 3° anno da professionista. Alla prima Sanremo corsa (2010) si classificò al 4° posto. Davanti a lui Freire, Boonen e Petacchi.


In casa nostra sono tre i nomi (forse quattro) che sognano la vittoria. Alessandro Petacchi ha dovuto mettere una pietra sopra le sue speranze iridate, e quindi per il velocista spezzino il mondiale di primavera diventa il Mondiale vero e proprio. Con lui ci sono altri due ragazzi nostrani che sognano il colpo gobbo. Lo cerca Sacha Modolo, che non ha una squadra all’altezza di ben altre formazioni. Però ricordiamoci che due anni fa, con una squadra nuova, arrivò vicino al podio. Lo notammo tutti, e lui disse chiaro che entro qualche anno voleva portasi a casa la Sanremo. Troppo presto ancora?
Se la buttiamo sull’esperienza non dovrebbe avere molte chances nemmeno Elia Viviani. Ma il forte velocista della Liquigas potrebbe ritrovarsi nel finale della Sanremo con diversi aiuti importanti. Prima dovrà attendere l’esito di una probabile azione di Nibali, visto che il siciliano facilmente cercherà di guadagnare un pugno si secondi per “buttarsi” dal Poggio. Con quest’ultimo a disposizione, se non dovesse andare a buon esito un’attacco del siciliano, con Peter Sagan e con le trenate molto potenti di Daniel Oss a lanciarlo in un’eventuale volata conclusiva, teniamo d’occhio le maglie verde chiaro della squadra italiana, Viviani in testa, se dal Poggio il plotone scenderà unito.



Oscar Freire Gomez ha vinto le Sanremo 2004, 2007, 2010. Professionista dal 1999, è nato nel 1976. In volata sa mettertela in quel posto come pochi, forse nessuno. Chiedere a Zabel.

Poi c’è la “solita” Sanremo, ormai così poco difficile rispetto alle altre, per cui le differenze ormai la fanno più le condizioni atmosferiche che non il percorso. Tant’è che la vittoria di Goss, l’anno scorso, è arrivata in una giornata in cui il tempo non fu la solita pedalata primaverile, a cui la bella costa ligure ci ha spesso abituati.

mercoledì 8 febbraio 2012

Presunto colpevole!



PROBABILITA’ DI DOPING; NEL DUBBIO TI FERMO.
CON QUESTA DECISIONE DEL TAS, ALBERTO CONTADOR DIVENTA PROTAGONISTA DI UN PRECEDENTE CHE POTREBBE RAPPRESENTARE UNA SVOLTA. E IL GS SAXO BANK E’ – IN TEORIA – FUORI DAL WORLD TOUR.

Chi scrive è rimasto sorpreso della squalifica, ancor di più della sua lunghezza, ma non dispiaciuto. Sorpreso perché ormai il baraccone medico/legale dello sport ne aveva fatte di tutti i colori, e la fiducia perdeva i pezzi. Immaginiamo che la Wada, l’Agenzia Mondiale Antidoping, sia una persona in carne ed ossa, e debba spiegare al ciclista, in maniera meno “casinistica” possibile, il perché della squalifica.
“Visto che nel tuo organismo c’era una sostanza che non doveva esserci, dovevi dare spiegazioni convincenti sulla sua presenza dentro di te. E questo non sei riuscito a farlo.” Al resto, appoggiandosi alla “probabilità di doping”, ci hanno pensato i giudici del Tas a decidere; 2 anni.
La sentenza riguardante il numero uno al mondo è un trionfo per l’UCI che persegue la linea del “niente sconti”. Il vice presidente Renato Di Rocco ha giustamente criticato ancora la giustizia spagnola. La squalifica di Contador diventa possibile viatico per altre decisioni in merito, che in teoria potrebbero dare la possibilità di squalifiche a vagonate. Se la giustizia sportiva non accorcerà i tempi, ci ritroveremo con atleti che potrebbero subire squalifiche a mesi di distanza, e classifiche da rifare con mesi di ritardo.
In questo però non dobbiamo dimenticare che la vicenda ha necessitato di 25.000 pagine che dovevano essere viste. Un numero enorme. Le famose leggi, leggine e leggette varie, che la legge deve concedere al diretto interessato, nel caso volesse usufruirne.

UN “COPRENTE” USATO MALE?
Da diversi anni a questa parte, la tecnologia applicata al doping (non all’anti-doping) ha lavorato molto sul trovare possibili medicine “coprenti”. Alcuni prodotti, che non sono scemo a dire quali così pubblicamente, non sono chissà quali trovate dell’ultima generazione. Sono medicinali che oggi sono consumati con una certa regolarità. Potrebbe essere che Contador è stato giudicato colpevole, perché fin dall’inizio si era pensato che i “rimasugli” trovatigli nell’organismo erano vittima di un farmaco coprente che non aveva ottenuto il suo scopo? Una specie di coperta stavolta troppo corta. Un piede gli è rimasto scoperto, ed è partito lo starnuto.
Giusta la squalifica, ma se Matador piglia due anni per una quantità minima, cosa fanno Di Luca, Sella, Basso, Valverde, Schumacher, Vinokurov, Scarponi nel gruppo? Ancora non ci siamo. O troppo a Contador, o poco a questi ultimi.

PELLIZOTTI; UN CASO UGUALE?
Potrebbe essere stata questa la decisione per cui l’italiano Pellizotti è stato sospeso, ma non si è mai parlato di una vera e concreta presenza di doping?; “Io non so perché risulti “sballato” nei valori riportati nel tuo passaporto biologico, ma sei tu che devi spiegare il motivo e non me lo hai spiegato in maniera convincente. Nel dubbio, ti fermo.” Se da ora in avanti si ragionasse in questo modo, prepariamoci a corse con 50 ciclisti alla partenza.

E LA SAXO BANK? IN TEORIA E’ FUORI DALL’UCI WORLD TOUR
Alberto Contador era stato trovato positivo al clembunerolo quando correva per l’Astana, ma sarà la Saxo Bank a pagarne le conseguenze, perché il malloppo di punti dal ciclista coi suoi risultati portato con sé a Riis sfiorano il 70% del totale. Ora, in teoria, la squadra di Riis potrebbe ritrovarsi fuori dalle corse più importanti, a meno che i rispettivi organizzatori non facciano una richiesta all’UCI per avere una “carta bianca” in più.

domenica 5 febbraio 2012

Senza titolo; v'è forse bisogno?


(foto; A.Oriani)

A VOLTE FAI LE COSE E BASTA. QUESTO E’ QUEL CHE NE PUO’ VENIR FUORI. RILEGGI, SISTEMI QUA E LA E POI DICI “OK”. PUNTO.

Scorron quelle ruote e guidano il pensiero,
guidate con tal grazia girando un mondo intero.
Rincorri la vittoria, ma ella è ancor lontana,
fatica sempre dura, da troppo sempre vana.
Ma presto tornerai sul quel gradino alto,
e il cuor lo rivivrà facendo un grande salto.
L’immaginar così quell’attimo di gloria,
sarà nell’emozione un tingersi di storia?


Ricolmo di parole l’immaginario foglio,
si possono vergare nel modo che più voglio.
Ma non c’è paragone, non v’è incertezza alcuna,
che in gruppo come te ancor non c’è nessuna.
Ricordi mai lontani, riverberi iridati,
rivivon nella mente, ma non li hai più gridati.
E la vittoria è li, da tanto lei ti scappa,
ci provi nel sol giorno, ci provi nella tappa.



Ed ora ecco il via di un’altra tua stagione,
con tutte intorno a te racchiuse nel plotone.
Da quanto non ritornano quel podio e quel momento,
capir saprà la gloria, che a volte è un gran tormento?
E intanto ancora qui, a scriver con speranza,
sperando con passione e fede fino a oltranza,
che cambi qualche cosa in questa primavera,
finché su un bel tramonto non calerà la sera.

mercoledì 1 febbraio 2012

Febbraio; l'editoriale.



VUOI UN BEL BIMBO SANO E FORTE? “MACELLERIA DA ALBERTO, LA FETTINA DELL’ESPERTO”. QUALUNQUE SARA’ IL FINALE, INUTILE MENARLA TANTO. CHE VUOI PIGLIARTELA COI CICLISTI, CON LEGGI, LEGGINE, LEGGETTE CHE PERMETTONO DI QUESTI TEATRINI?
A PROPOSITO; LA STAGIONE INIZIA.

1° FEBBRAIO; MANCANO 94 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA (e 150 a quello femminile)

“Ti vien voglia di stare dalla parte del ciclista, che tanto non sarebbe più assurdo che dover aspettare fino al pieno periodo del Carnevale (solo un caso?) per vedere se sarà squalifica o meno. Certamente a tutti i ciclisti o sportivi in generale, non possiamo non consigliare di tesserarsi con società o federazione spagnole, vista l’efficacia dei loro ricorsi in seno alla giustizia sportiva.
Un’anno e mezzo per sapere se uno sportivo deve essere squalificato, è una sana e coriacea presa per il didietro, che ricalca e forse migliora la vecchia telenovela con Valverde protagonista. In teoria potremmo avere un Valverde che ormai è tornato in gruppo, ed un Matador che a quest’ultimo dovrà rinunciarci per un po’. Ma è inutile menarla tanto in giro. Finché leggi sportive che dicono tutto e permettono il suo contrario non verranno fatte oggetto di un bel falò per essere riscritte ex-novo, rivivremo queste situazioni dell’assurdo legalizzato.
C’era tutto un’inverno di tempo per processare l’atleta, senza comprometterne la stagione, invece la storia della bistecca-criptonite è riuscita ad allungarsi fino allo spasimo. Credevamo che l’Operacion Puerto fosse il top della lentezza e schifezza sportivo-disciplinare, ma tenendo conto che qui parliamo di un solo atleta, possiamo solo complimentarci con Alberto per la scelta degli avvocati.
Due cose che dovrebbero essere dalla parte del ciclista sono il fatto che l’allora positività venne resa nota dall’Astana all’UCI e non il contrario, e che la quantità era a livelli che superavano il ridicolo come efficacia. Dall’altra vedremo se Wada e UCI avranno tracce concrete di sostanze “coprenti”, perché altrimenti la squalifica potrebbe concludersi con un nulla di fatto. Il ciclista non ha fatto altro, in questo anno e mezzo che applicare quello che la legislazione gli permette. Come fai a metterlo in croce?
C’è anche il ciclismo pedalato (ma dai?), che inizia a farsi vedere. Conclusi il Giro di San Luigi sudamericano e quello Giù di Sotto in Australia, ci si avvicina al vecchio continente. Mentre leggete sarà stata appena presentata la Tirreno-Adriatico con il Matador tra i protagonisti attesi. Alcune corse minori di casa nostra si faran vedere nei fine settimana per iniziare a ricongiungere il filo della passione, che almeno nell’animo dell’appassionato è ancora (abbastanza) saldo.
Ultima notizia, al fatto che è stato momentaneamente chiuso un laboratorio anti-doping in sudamerica, causa delle analisi che hanno dato esiti sbagliati nei confronti di una sportiva brasiliana (atletica leggera), risultata prima positiva e poi invece pulita. Se si può usare questa parola al giorno d’oggi. Siamo nel pieno del carnevale. Chi riderà tra Alberto e Pat McQuaid?”