«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 17 dicembre 2009

Per favore, qualcuno mi spieghi cos'è il ciclismo.


Nella foto, me stesso;autoritratto?

SPESSO ME LO CHIEDO. SOPRATTUTTO QUANDO GIRO A CURIOSARE NEL WEB E TROVO SITI DI ALTRI APPASSIONATI. QUALCUNO HA UNA RISPOSTA?

Solitamente, in questo sito scrivo sul ciclismo di altro livello; uomini o donne, sempre nell’elite di questo sport e di altri personaggi che ne alimentano la leggenda (Contador, Schleck, Armstrong, Guderzo, Basso, Roata…). Ma da sempre amo vivere il ciclismo senza la spinta antipatica – a volte incomprensibile, per me – della ricerca di un agonismo continuo e dei suoi numeri.
Ho smesso di correre gare anni fa. Ormai il parlare di ciclismo con gente che pedalava era una noia mortale. Solo, soltanto numeri; questo usciva ed ancora esce dalla bocca. Tutti preoccupati per il numero; quello della media, quello del cronometro, quello della bilancia, quello della posizione in classifica, quello dei chilometri fatti, quello che han speso per la bici, quanto pesa quest’ultima o quella che avevano prima.
Io quando salgo in sella pedalo. Direte; sai che novità. Noi che facciamo? Ci tagliamo le unghie dei piedi? I numeri che tengo da conto son quelli che mi scrivo nel quaderno quando torno a casa – perché il sottoscritto è uno che si spreca a scrivere ancora sul quaderno con la penna – e sono quelli dei chilometri che ho appena pedalato. Basta.
Quando vengo affiancato da un ciclista, o quando raggiungo un ciclista, non chiedo quanti chilometri ha fatto da febbraio (o da gennaio). Chiedo dove è appena passato, o dove ha idea di andare e se vuole pedalare con me. Non riesco a dare importanza ai numeri. Non me ne frega niente. Eppure da quasi tutti – e ripeto la parola “quasi” perché con qualcuno riesco ancora a parlare di ciclismo senza solo numeri – ricevo solo domande basate sui numeri. Ma sarà mai possibile che la gente abbia sempre, costantemente bisogno di confrontarsi con gli altri? C’è tutta questa insicurezza nel mondo? Eppure i chiacchieroni che hanno una risposta per tutto non mancano mai.
L’inverno è fatto per gli sport invernali? Ma che siam matti? Una volta! Adesso guai! Bisogna pedalare per non perdere la gamba! Sei stufo, o stufa, di pedalare con la specialissima? Usa la Mountain Bike! L’inverno è freddo? Vai con lo spinning e l’Italia è felice! E poi ci si stupisce se con l’arrivo di Agosto c’è gente che inizia a saltare allenamenti perché si sente stufa. Per forza!
Pedalo in salita appena posso. Per questo motivo faccio meno chilometri di chi pedala su strade pianeggianti per l’80% del tempo. Mi spacco le gambe dal male sotto il sole tiepido di febbraio, ma non perché vado come una moto, ma perché i muscoli sono fermi anche da due mesi. La schiena mi fa tirar sacramenti al mondo per almeno tutto il primo mese di allenamenti. Il culo brucia che piango. Ma mi sta bene così. Capisco così i miei limiti, capisco quando posso provare a farli a pezzi, e così facendo lascio che sia il mio corpo a parlarmi e non un contachilometri o cardiofrequenzimetro. Cerco in ogni momento che pedalo di far meglio che posso e quel che vien fuori amen. Sia brutto o bello. La gente parla tanto di semplicità, per poi farsi dire dai numeri quanto vale? Complimenti.
Forse il mio ciclismo è morto e non me ne sono accorto. Forse avere questi pensieri nell’animo è, disse Mauro Corona; “Come ‘misiare’ la polenta nel cervello!” Corona o meno che sia, per favore qualcuno mi spieghi che cos’è il ciclismo!

venerdì 11 dicembre 2009

Letterina a Babbo Natale 2009



I BRAVI BAMBINI POSSONO SCRIVERE LA LETTERINA A BABBO NATALE (foto), QUINDI ECCO LA MIA.
(comunque, lo ricordavo diverso...mah!...)

“Caro Babbo Natale…
Spero di rivederti anche questo Natale, ma stavolta non arrivarmi sbronzo perso a casa, che l’anno passato mi hai ridotto il tappeto uno schifo. E ricordati che i camini non sono quelli dei film, che l’anno scorso hai spaccato quello del mio vicino di casa, che poi abbiamo dovuto rompere i c******i ai pompieri alle 4 di notte per disincastrarti. Che fra gli; “ohhh, issa!” di loro che tiravano e le tue bestemmie, altro che notte di Natale.
Porta una tappa del Giro-Donne 2010 dalle mie parti, che salite ne abbiamo fin che vuoi, e può venir fuori un garone da spaccar le gambe delle cicliste, che ce le hanno belle senz’altro ma i pedali si devono comunque girare.
Porta sotto l’albero dell’Ilaria un set di canne da pesca, e alcuni buoni benzina per i pieni del suo Kangoo, che poi sa lei cosa deve farci co ‘ste robe, visto che da qui al Lussemburgo di strada ce n’è un sacco.
Porta sotto l’albero di Alessandro tutto quel che serve per fare il suo GS femminile, con gente che non gli fa perder tempo per niente. E pure una macchina fotografica che sia una figata. “Robe fatte moderne” come direbbe il vecchio Mosole.
A questo proposito, porta a Remo Mosole un vocabolario di italiano. Ma semplice. Non roba troppo complicata.
Portaci un ciclismo più pulito, 4 gatti in più alle gare femminili, riporta Roata sulla Moto 1 al Giro, che così quando gli passano la linea ci divertiamo, e confermalo come voce del ciclismo rosa.
Regalaci una puntata di Porta a porta con Mauro Corona ospite, e mandala in prima serata così ci pisciamo addosso.
Fa in modo che la Rai non cambi la musica per la sigla del Giro d’Italia che è bella così, anche perché le musiche di Paolo Belli avevano rotto le balle.
Regala salute a chi non ne ha, fai diventare il mondo un posto migliore, porta il posto fisso a chi ne ha bisogno.
A me bastano poche cose; Charlize Theron sotto l’albero col vestito di Wonder Woman, che io mi vesto da Lord Fenner e gliela faccio io la trilogia dello Jedi, Dolby Surround compreso porca paletta!

PS; dimenticavo.
Non parcheggiare la slitta nel mezzo della strada, che poi l’anno scorso le renne hanno cagato così tanto mentre entravi nelle case a portar doni, che alle 7 di mattina di Santo Stefano ho riempito 3 carriole di roba per ripulir la via.”

Manuel

sabato 5 dicembre 2009

Il ciclismo davanti al caminetto.


“Voglio essere il primo!” sembra dirci Pellizotti, professionista dal 2001.
Passo di Gavia, Passo del Mortirolo, Plan de Corones, Monte Grappa, Aprica, Passo del Tonale… sembra proprio un Giro disegnato per lui. Caro Franco se non quest’anno, quando?



SEMBRA ESAGERATO MA, CON DICEMBRE, LA STAGIONE CICLISTICA E’ PARTITA. GLI EROI STANNO TORNANDO IN SELLA PER LE LORO PRIME PEDALATE. DA BATMAN A FLASH GORDON, DA ARMSTRONG A CONTADOR, DA SCHLECK ALL’UOMO RAGNO.
PENSANDO A CASA ITALIA, SU TUTTE LA LIQUIGAS 2010 CON I FANTASTICI 4.

Franco Pellizotti, Vincenzo Nibali, Roman Kreuziger, Ivan Basso; 4 ciclisti che potrebbero essere capitani di altrettante proprie formazioni. Certo è che se stona lamentarsi della minestra troppo grassa, forse ogni tanto un brodino sarebbe salutare. I dirigenti Liquigas senza troppi problemi parlano di avere 3 o 4 uomini di riferimento nelle gare a tappe. Buon lavoro per la diplomazia che dovranno usare a quintali.
Pellizotti troverà un Giro che sembra disegnato per lui. Con tutte le montagne che arrivano nella seconda metà, di salite ne avrà fin che vuole. Vedremo lui e Basso ricomporre la strana coppia senza idee chiare, come all’ultimo Giro? E Nibali? Lui pensa, pedala, parla, fatica, pensando a Parigi. Se fa il Giro farà il gregario? Se sarà così, non lo rifarà al Tour, questo è certo. E allora saranno lui e Basso la strana coppia?
Poi eccoti Kreuziger, che fermo non è, visto che nelle ultime 2 stagioni a fatto e vinto due corse che non sono gare di 2° piano; Giro di Romandia e Giro di Svizzera. Al Romandia ha vinto un’edizione, ed è arrivato 2° nell’altra. Nella corsa svizzera, una volta ha vinto e nell’altra è arrivato al 3° posto finale.
Poi il discorso legato all’età. Basso e Pellizotti sono il presente ma non troppo il futuro. Il ciclista di Cassano Magnano ha 32 anni, lo scalatore friulano 31. Sono gli ultimi anni buoni – cera a parte – per la maggior parte dei campioni. Dietro a questi due ci sono gli entusiasmi, la giovane età, la voglia di emergere e di vincere di Nibali (25 anni) e Kreuziger (24).
Di Nibali si dicono mezze meraviglie da due anni. Ragazzo molto sveglio, sa che in questa stagione deve, e lo vuole lui per primo, fare meglio. Ma è anche un ciclista orgoglioso, e per questo è difficile vederlo come uomo da gregariato in seno al suo GS, soprattutto nelle corse a tappe più sentite. Roman invece se ne sta quasi zitto (quasi, perché anche lui vorrebbe far classifica in Francia), ma andando a cercare il famoso pelo nell’uovo, tra i fantastici 4 solo Basso ha vinto di più.
In teoria di gare ce ne sarebbero per tutti e quattro. Nella pratica sarebbe bello poter assistere ai discorsi messi sul tavolo dai dirigenti del GS italiano, quando si è trattato di decidere gli appuntamenti della stagione. Stagione, quella che si sta iniziando a preparare, che per la Liquigas sarà targata Dolomiti con il primo incontro sul Passo San Pellegrino pochi giorni addietro. Passo San Pellegrino che avrà ospiti gli uomini Liquigas anche durante la stagione, per affinare le preparazioni, e starsene un po’ in pace a pedalare, prima del Giro e del Tour.

martedì 1 dicembre 2009

Dicembre:l'editoriale


10 cicliste per me, posson bastare?


ORMAI COCCOLATO DALLE BRACCIA DEL TEMPO CHE NON TORNERA’, IL 2009 INIZIA A SALUTARE.
E’ STATO UN’ANNO SPECIALE; IL GIRO DEL CENTENARIO, IL 20° GIRO FEMMINILE E 3 TITOLI MONDIALI TUTTI AL FEMMINILE. IL SIPARIO SI CHIUDE E LE LUCI SI SPENGONO. TRA POCHI GIORNI, SOTTO L’ALBERO, IL BIMBO CHIAMATO 2010 INIZIERA’ A CAMMINARE.

Editoriale breve. Lo spirito natalizio la fa da padrone.
Mai come quest’anno si è vissuto un’anno particolarmente sentito; 100 anni per il Giro dei maschietti, 20 candeline per quello rosa. Tante gioie sono arrivate dalle nostre ragazze, con titoli mondiali su strada, su pista, su strada Juniores. Amarezze forti sono giunte dal Giro, prima e dopo; nel dopo con Di Luca, ricoperto di applausi per 3 settimane, che ha rovinato un suo Giro corso in grande, e forse chiudendosi la carriera nel modo peggiore. Nel prima, Rebellin ci ha ferito profondamente. Da anni riceveva solo complimenti e aveva da poco vinto per la terza volta la Freccia-Vallone, salvando il bilancio italiano per le classiche del nord Europa. Ma ci sono anche immagini da ricordare in positivo.
Venezia mai così bella e che si concede come poche volte in passato, nel diventare un teatro unico al mondo per mandare sul palcoscenico attori tra i migliori al mondo. Tutti giovani e con costumi di scena dai mille colori. Le terre dell’Abruzzo colpite a morte e accarezzate dal vento della solidarietà da ogni angolo d’Italia. L’arrivo a Roma con Menchov nuovo Zar del ciclismo, premiato nientemeno che dal nostro Presidente della Repubblica.
Poi ecco il Tour, che concedeva la disfida tra i ‘ragazzini’ Schleck e Contador – quest’ultimo nuovo gigante del ciclismo, degno erede di Armstrong – e appunto lo statunitense che quest’anno ha dato il via alla sua terza carriera agonistica. Una cosa mai vista prima. Nel mentre il Giro-Donne, vinto da una tedesca, e che inizia il cammino verso Mendrisio, dove i sorrisi più belli arrivano dalla Cantele e dalla Guderzo, senza dimenticare la Bronzini, iridata in primavera sull’anello veloce, e la Callovi iridata in quel di Mosca.
Immagini che sono passate veloci come la pedalata del tempo. Mai ferma, qualunque sia la salita, essa avanza senza l’imbiancar di capelli. Il tempo è il ciclista mai stanco, la sua borraccia è sempre piena, le sue energie infinite. Nelle sue tasche ci sono tante cose; le nostre gioie e i nostri momenti brutti, i nostri sbagli e le cose buone. Ricordiamoci delle cose buone. Cerchiamo di essere parte di qualcosa di buono, ma che qualche pezzetto sia lì anche per gli altri. Dell’egoismo non sappiamo cosa farci. Se lo ricordino sempre i ciclisti e le cicliste che imbrogliano. E al riguardo di questo, visto che siamo verso Natale e un’aria di amichevole poesia è tradizione, calci in c**o a chi ci prende per il c**o.
Buone feste da Manuel.