«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 23 dicembre 2009

E buone feste a tutti!



DA "CICLISMO PST FELTRE"...

lunedì 21 dicembre 2009

Ciclo-Donne... davanti al caminetto.

BRRRR, CHE FREDDO! TUTTI AL CALDO? BALLE!
ANCHE PER L’ALTRA META’ DEL SELLINO E’ TEMPO SI RISALIRE IN BICI. ALCUNE SONO GIA’ TORNATE ALLE GARE CON LA PISTA, ALTRE AFFILANO LE…UNGHIE, ED UNA DI LORO SPERA IN UN REGALUCCIO DALL’UCI.

Facciamo un rapido escursus (si scriverà così?) su alcune ragazze di casa nostra, prima di iniziare a vivere la stagione ciclistica su strada. Quattro ‘ciakole’ virtuali in compagnia, per ragazze attese a conferme, ritorni, rivalse, speranze.
Giorgia Bronzini passerà un bel Natale. Con l’affermazione in pista per la Coppa del Mondo – dall’altra parte dell’Atlantico – una medaglia color oro in più non guasta. Anche l’angelo azzurro è tornato all’anello veloce, specialità che non disdegna, magari anche per non far spostare troppo l’ago della bilancia in questo periodo di pandori e spumanti. Comunque, tra gare su pista e allenamenti su strada, ormai tutte stanno pedalando.
Tra le tante, 5 ragazze di casa nostra hanno di che farsi attendere, anche se i risultati già ce li hanno. Inutile scrivere della Guderzo, visto che ormai è nell’elite del gruppo e da anni è sempre e solo in cresciuta nei risultati e nei consensi. Per la marosticense (sempre col dubbio se si scriva marosticana), si allunga la lista di compagne in azzurro che saranno suoi rivali durante la stagione.
Grazie al mondiale dei canguri, la Bronzini farà più di un pensiero alla gara iridata. Già regina dell’anello veloce per il 2009, l’atleta della Gauss RDZ sa che con una squadra votata a lei il Mondiale non sarebbe miraggio nel deserto. A livello internazionale però, le avversarie sono sempre state mezzo scalino sopra, anche se spesso per merito dell’organizzazione in gara con i cosiddetti treni.
Ma per una Bronzini regina delle velociste di casa nostra, eccoti la principessa Monia che pian piano è sempre migliorata nelle gare da ruote veloci. La Baccaille forse patirà di più il cambio di casacca – correrà ancora con la Guderzo – più per il fatto che per una velocista la squadra è più importante, che non per un’atleta da fughe solitarie come la Guderzo. Anche se quando ha vinto il tricolore, l’ha fatto con un’azione fenomenale tutta sua. Certo è che la prossima stagione metterà in scena la sfida tricolore tra la Bronzini e la Baccaille nelle volate. Occhio perciò a chi delle due, che poi vinca o meno, arriverà davanti all’altra.
Altra freccia all’arco azzurro, Noemi Cantele riparte con un nuovo GS e con la speranza che dopo tre tentativi andati a vuoto, il 2010 sia l’anno buono per l’iride. Pensare che viene sempre considerata la favorita delle nostre ragazze, e al momento delle rassegne iridate i mondiali li vincono le compagne di squadra (Bastianelli prima, Guderzo poi); dev’essere frustrante.
Scrivendo della Bastianelli, ecco appunto una ex-protagonista del gruppo che da due anni mastica pane e rabbia. Finalmente affronta un inverno con la sicurezza che sarà l’ultimo di vacanza forzata. Vacanza che però sarà ancora di là da finire, visto che la squalifica dell’ex iridata scadrà il 6 luglio. Cosa che va ricordata è che il Giro-Donne 2010 partirà il 2 dello stesso mese. Per 4 giorni Marta dovrebbe quindi perdere il Giro. Ecco che in questo senso, si spera che in seno alla FCI qualcuno pigli in mano il telefono e faccia un paio di telefonate all’UCI. Se a Riccardo Riccò sono stati ‘regalati’ quattro mesi, speranza mia sarebbe che alla Bastianelli togliessero almeno quei quattro giorni, per permetterle così di correre il Giro. A quanto ho letto su Bicisport, la Bastianelli è ancora una rappresentante per le Fiamme Azzurre. Tenendo conto che le sue compagne di colori si chiamano; Frisoni, Baccaille e Guderzo tra le più note, le Fiamme Azzurre hanno un Dream Team da spavento. Anche se durante la stagione ‘regolare’ corrono con altri colori.
Potevamo stupirvi con effetti speciali, ma ci bastano cinque ragazze; tre di loro un mondiale l’anno già vinto, un’altra è stata l’atleta migliore in assoluto ai Mondiali di Mendrisio con 2 medaglie, e un’altra ancora è Campionessa d’Italia e l’anno passato ha fatto un’altro mezzo passetto in avanti. La nazionale già anni fa si basava su di loro e quindi anche da questo lato i pedigree ci sono tutti. Per la pista, per le volate, per le cronometro, per corse difficili. Riempiamogli le borracce con un nostro simbolico sostegno e magari anche con del tè caldo visti i termometri.

(e adesso vado a mangiarmi una fetta di panettone)


Giorgia Bronzini sembra aprir le ali per spiccare il volo. La regina delle piste sogna l'iride su strada? Facilmente si. Che colpo sarebbe!


"Sarà la quarta volta che ci provo!" sembra dire Noemi. Anche lei pensa all'Australia.


L'angelo azzurro (foto; A.Oriani) sembra pensieroso; "Queste quattro mi faran sudare. Non bastavano Ziliute, Hausler e Vos?"


Monia Baccaile; tra lei e la Bronzini una sfida affascinante tra le ruote veloci di casa nostra?


Marta Bastianelli; squalifiche, cadute, ospedali... Due anni da dimenticare. Tranquilli che dietro le lenti gli occhi saran cattivi.

giovedì 17 dicembre 2009

Per favore, qualcuno mi spieghi cos'è il ciclismo.


Nella foto, me stesso;autoritratto?

SPESSO ME LO CHIEDO. SOPRATTUTTO QUANDO GIRO A CURIOSARE NEL WEB E TROVO SITI DI ALTRI APPASSIONATI. QUALCUNO HA UNA RISPOSTA?

Solitamente, in questo sito scrivo sul ciclismo di altro livello; uomini o donne, sempre nell’elite di questo sport e di altri personaggi che ne alimentano la leggenda (Contador, Schleck, Armstrong, Guderzo, Basso, Roata…). Ma da sempre amo vivere il ciclismo senza la spinta antipatica – a volte incomprensibile, per me – della ricerca di un agonismo continuo e dei suoi numeri.
Ho smesso di correre gare anni fa. Ormai il parlare di ciclismo con gente che pedalava era una noia mortale. Solo, soltanto numeri; questo usciva ed ancora esce dalla bocca. Tutti preoccupati per il numero; quello della media, quello del cronometro, quello della bilancia, quello della posizione in classifica, quello dei chilometri fatti, quello che han speso per la bici, quanto pesa quest’ultima o quella che avevano prima.
Io quando salgo in sella pedalo. Direte; sai che novità. Noi che facciamo? Ci tagliamo le unghie dei piedi? I numeri che tengo da conto son quelli che mi scrivo nel quaderno quando torno a casa – perché il sottoscritto è uno che si spreca a scrivere ancora sul quaderno con la penna – e sono quelli dei chilometri che ho appena pedalato. Basta.
Quando vengo affiancato da un ciclista, o quando raggiungo un ciclista, non chiedo quanti chilometri ha fatto da febbraio (o da gennaio). Chiedo dove è appena passato, o dove ha idea di andare e se vuole pedalare con me. Non riesco a dare importanza ai numeri. Non me ne frega niente. Eppure da quasi tutti – e ripeto la parola “quasi” perché con qualcuno riesco ancora a parlare di ciclismo senza solo numeri – ricevo solo domande basate sui numeri. Ma sarà mai possibile che la gente abbia sempre, costantemente bisogno di confrontarsi con gli altri? C’è tutta questa insicurezza nel mondo? Eppure i chiacchieroni che hanno una risposta per tutto non mancano mai.
L’inverno è fatto per gli sport invernali? Ma che siam matti? Una volta! Adesso guai! Bisogna pedalare per non perdere la gamba! Sei stufo, o stufa, di pedalare con la specialissima? Usa la Mountain Bike! L’inverno è freddo? Vai con lo spinning e l’Italia è felice! E poi ci si stupisce se con l’arrivo di Agosto c’è gente che inizia a saltare allenamenti perché si sente stufa. Per forza!
Pedalo in salita appena posso. Per questo motivo faccio meno chilometri di chi pedala su strade pianeggianti per l’80% del tempo. Mi spacco le gambe dal male sotto il sole tiepido di febbraio, ma non perché vado come una moto, ma perché i muscoli sono fermi anche da due mesi. La schiena mi fa tirar sacramenti al mondo per almeno tutto il primo mese di allenamenti. Il culo brucia che piango. Ma mi sta bene così. Capisco così i miei limiti, capisco quando posso provare a farli a pezzi, e così facendo lascio che sia il mio corpo a parlarmi e non un contachilometri o cardiofrequenzimetro. Cerco in ogni momento che pedalo di far meglio che posso e quel che vien fuori amen. Sia brutto o bello. La gente parla tanto di semplicità, per poi farsi dire dai numeri quanto vale? Complimenti.
Forse il mio ciclismo è morto e non me ne sono accorto. Forse avere questi pensieri nell’animo è, disse Mauro Corona; “Come ‘misiare’ la polenta nel cervello!” Corona o meno che sia, per favore qualcuno mi spieghi che cos’è il ciclismo!

domenica 13 dicembre 2009

6 giorni (amari) di Cremona e Guderzo cantante!


(Foto; Repubblica) Povera pista...


BRUTTE NOTIZIE PER IL CICLISMO SU PISTA DI CASA NOSTRA, SIMPATICHE QUELLE DAL CICLISMO ROSA CHE COINVOLGONO L’ANGELO AZZURRO: ENTRAMBE LE NOTIZIE TROVANO SPAZIO NEL SITO CYCLINGFORALL (link nella lista a fianco pagina)

La 6 giorni di Cremona è stata annullata. Vi dirò che io non seguo – solitamente – le corse sull’anello veloce, ma certo questa situazione mi ricorda molto quella che altre gare su strada stanno patendo (Giro del Veneto, del Lazio, Milano – Torino…). Dopo che per anni avevamo atteso un velodromo fatto come si deve, e finalmente arrivato nel bresciano, ecco che è addirittura il calendario stesso delle manifestazioni a perder colpi.
Nel sito Cyclung For All trovate altre notizie sugli appuntamenti dei prossimi mesi, e le dichiarazioni certamente non entusiastiche di Claudio Santi che è il direttore generale dell’organizzazione.



Brava Tatiana! (Foto; Alessandro Oriani)

Sempre sul sopracitato sito, ecco la notizia sulla persona che, con Charlize Theron, per me dovrebbe diventare patrimonio Unesco. Tatiana si dà alla musica! Si tratta di un’iniziativa benefica a cui tutti possono contribuire. L’iridata di Mendrisio canta un brano scritto uscito dalla penna di Massimo Bizzarri – un calibro pesante delle parole in musica di casa nostra – e si intitola “Lo sguardo sul traguardo”.
Non aggiungo altro, in modo che se volete avere notizie e commenti dei protagonisti andiate nel sito che è stato fonte di questo articolo.

venerdì 11 dicembre 2009

Letterina a Babbo Natale 2009



I BRAVI BAMBINI POSSONO SCRIVERE LA LETTERINA A BABBO NATALE (foto), QUINDI ECCO LA MIA.
(comunque, lo ricordavo diverso...mah!...)

“Caro Babbo Natale…
Spero di rivederti anche questo Natale, ma stavolta non arrivarmi sbronzo perso a casa, che l’anno passato mi hai ridotto il tappeto uno schifo. E ricordati che i camini non sono quelli dei film, che l’anno scorso hai spaccato quello del mio vicino di casa, che poi abbiamo dovuto rompere i c******i ai pompieri alle 4 di notte per disincastrarti. Che fra gli; “ohhh, issa!” di loro che tiravano e le tue bestemmie, altro che notte di Natale.
Porta una tappa del Giro-Donne 2010 dalle mie parti, che salite ne abbiamo fin che vuoi, e può venir fuori un garone da spaccar le gambe delle cicliste, che ce le hanno belle senz’altro ma i pedali si devono comunque girare.
Porta sotto l’albero dell’Ilaria un set di canne da pesca, e alcuni buoni benzina per i pieni del suo Kangoo, che poi sa lei cosa deve farci co ‘ste robe, visto che da qui al Lussemburgo di strada ce n’è un sacco.
Porta sotto l’albero di Alessandro tutto quel che serve per fare il suo GS femminile, con gente che non gli fa perder tempo per niente. E pure una macchina fotografica che sia una figata. “Robe fatte moderne” come direbbe il vecchio Mosole.
A questo proposito, porta a Remo Mosole un vocabolario di italiano. Ma semplice. Non roba troppo complicata.
Portaci un ciclismo più pulito, 4 gatti in più alle gare femminili, riporta Roata sulla Moto 1 al Giro, che così quando gli passano la linea ci divertiamo, e confermalo come voce del ciclismo rosa.
Regalaci una puntata di Porta a porta con Mauro Corona ospite, e mandala in prima serata così ci pisciamo addosso.
Fa in modo che la Rai non cambi la musica per la sigla del Giro d’Italia che è bella così, anche perché le musiche di Paolo Belli avevano rotto le balle.
Regala salute a chi non ne ha, fai diventare il mondo un posto migliore, porta il posto fisso a chi ne ha bisogno.
A me bastano poche cose; Charlize Theron sotto l’albero col vestito di Wonder Woman, che io mi vesto da Lord Fenner e gliela faccio io la trilogia dello Jedi, Dolby Surround compreso porca paletta!

PS; dimenticavo.
Non parcheggiare la slitta nel mezzo della strada, che poi l’anno scorso le renne hanno cagato così tanto mentre entravi nelle case a portar doni, che alle 7 di mattina di Santo Stefano ho riempito 3 carriole di roba per ripulir la via.”

Manuel

sabato 5 dicembre 2009

Il ciclismo davanti al caminetto.


“Voglio essere il primo!” sembra dirci Pellizotti, professionista dal 2001.
Passo di Gavia, Passo del Mortirolo, Plan de Corones, Monte Grappa, Aprica, Passo del Tonale… sembra proprio un Giro disegnato per lui. Caro Franco se non quest’anno, quando?



SEMBRA ESAGERATO MA, CON DICEMBRE, LA STAGIONE CICLISTICA E’ PARTITA. GLI EROI STANNO TORNANDO IN SELLA PER LE LORO PRIME PEDALATE. DA BATMAN A FLASH GORDON, DA ARMSTRONG A CONTADOR, DA SCHLECK ALL’UOMO RAGNO.
PENSANDO A CASA ITALIA, SU TUTTE LA LIQUIGAS 2010 CON I FANTASTICI 4.

Franco Pellizotti, Vincenzo Nibali, Roman Kreuziger, Ivan Basso; 4 ciclisti che potrebbero essere capitani di altrettante proprie formazioni. Certo è che se stona lamentarsi della minestra troppo grassa, forse ogni tanto un brodino sarebbe salutare. I dirigenti Liquigas senza troppi problemi parlano di avere 3 o 4 uomini di riferimento nelle gare a tappe. Buon lavoro per la diplomazia che dovranno usare a quintali.
Pellizotti troverà un Giro che sembra disegnato per lui. Con tutte le montagne che arrivano nella seconda metà, di salite ne avrà fin che vuole. Vedremo lui e Basso ricomporre la strana coppia senza idee chiare, come all’ultimo Giro? E Nibali? Lui pensa, pedala, parla, fatica, pensando a Parigi. Se fa il Giro farà il gregario? Se sarà così, non lo rifarà al Tour, questo è certo. E allora saranno lui e Basso la strana coppia?
Poi eccoti Kreuziger, che fermo non è, visto che nelle ultime 2 stagioni a fatto e vinto due corse che non sono gare di 2° piano; Giro di Romandia e Giro di Svizzera. Al Romandia ha vinto un’edizione, ed è arrivato 2° nell’altra. Nella corsa svizzera, una volta ha vinto e nell’altra è arrivato al 3° posto finale.
Poi il discorso legato all’età. Basso e Pellizotti sono il presente ma non troppo il futuro. Il ciclista di Cassano Magnano ha 32 anni, lo scalatore friulano 31. Sono gli ultimi anni buoni – cera a parte – per la maggior parte dei campioni. Dietro a questi due ci sono gli entusiasmi, la giovane età, la voglia di emergere e di vincere di Nibali (25 anni) e Kreuziger (24).
Di Nibali si dicono mezze meraviglie da due anni. Ragazzo molto sveglio, sa che in questa stagione deve, e lo vuole lui per primo, fare meglio. Ma è anche un ciclista orgoglioso, e per questo è difficile vederlo come uomo da gregariato in seno al suo GS, soprattutto nelle corse a tappe più sentite. Roman invece se ne sta quasi zitto (quasi, perché anche lui vorrebbe far classifica in Francia), ma andando a cercare il famoso pelo nell’uovo, tra i fantastici 4 solo Basso ha vinto di più.
In teoria di gare ce ne sarebbero per tutti e quattro. Nella pratica sarebbe bello poter assistere ai discorsi messi sul tavolo dai dirigenti del GS italiano, quando si è trattato di decidere gli appuntamenti della stagione. Stagione, quella che si sta iniziando a preparare, che per la Liquigas sarà targata Dolomiti con il primo incontro sul Passo San Pellegrino pochi giorni addietro. Passo San Pellegrino che avrà ospiti gli uomini Liquigas anche durante la stagione, per affinare le preparazioni, e starsene un po’ in pace a pedalare, prima del Giro e del Tour.

martedì 1 dicembre 2009

Dicembre:l'editoriale


10 cicliste per me, posson bastare?


ORMAI COCCOLATO DALLE BRACCIA DEL TEMPO CHE NON TORNERA’, IL 2009 INIZIA A SALUTARE.
E’ STATO UN’ANNO SPECIALE; IL GIRO DEL CENTENARIO, IL 20° GIRO FEMMINILE E 3 TITOLI MONDIALI TUTTI AL FEMMINILE. IL SIPARIO SI CHIUDE E LE LUCI SI SPENGONO. TRA POCHI GIORNI, SOTTO L’ALBERO, IL BIMBO CHIAMATO 2010 INIZIERA’ A CAMMINARE.

Editoriale breve. Lo spirito natalizio la fa da padrone.
Mai come quest’anno si è vissuto un’anno particolarmente sentito; 100 anni per il Giro dei maschietti, 20 candeline per quello rosa. Tante gioie sono arrivate dalle nostre ragazze, con titoli mondiali su strada, su pista, su strada Juniores. Amarezze forti sono giunte dal Giro, prima e dopo; nel dopo con Di Luca, ricoperto di applausi per 3 settimane, che ha rovinato un suo Giro corso in grande, e forse chiudendosi la carriera nel modo peggiore. Nel prima, Rebellin ci ha ferito profondamente. Da anni riceveva solo complimenti e aveva da poco vinto per la terza volta la Freccia-Vallone, salvando il bilancio italiano per le classiche del nord Europa. Ma ci sono anche immagini da ricordare in positivo.
Venezia mai così bella e che si concede come poche volte in passato, nel diventare un teatro unico al mondo per mandare sul palcoscenico attori tra i migliori al mondo. Tutti giovani e con costumi di scena dai mille colori. Le terre dell’Abruzzo colpite a morte e accarezzate dal vento della solidarietà da ogni angolo d’Italia. L’arrivo a Roma con Menchov nuovo Zar del ciclismo, premiato nientemeno che dal nostro Presidente della Repubblica.
Poi ecco il Tour, che concedeva la disfida tra i ‘ragazzini’ Schleck e Contador – quest’ultimo nuovo gigante del ciclismo, degno erede di Armstrong – e appunto lo statunitense che quest’anno ha dato il via alla sua terza carriera agonistica. Una cosa mai vista prima. Nel mentre il Giro-Donne, vinto da una tedesca, e che inizia il cammino verso Mendrisio, dove i sorrisi più belli arrivano dalla Cantele e dalla Guderzo, senza dimenticare la Bronzini, iridata in primavera sull’anello veloce, e la Callovi iridata in quel di Mosca.
Immagini che sono passate veloci come la pedalata del tempo. Mai ferma, qualunque sia la salita, essa avanza senza l’imbiancar di capelli. Il tempo è il ciclista mai stanco, la sua borraccia è sempre piena, le sue energie infinite. Nelle sue tasche ci sono tante cose; le nostre gioie e i nostri momenti brutti, i nostri sbagli e le cose buone. Ricordiamoci delle cose buone. Cerchiamo di essere parte di qualcosa di buono, ma che qualche pezzetto sia lì anche per gli altri. Dell’egoismo non sappiamo cosa farci. Se lo ricordino sempre i ciclisti e le cicliste che imbrogliano. E al riguardo di questo, visto che siamo verso Natale e un’aria di amichevole poesia è tradizione, calci in c**o a chi ci prende per il c**o.
Buone feste da Manuel.

lunedì 23 novembre 2009

Ciclo-Donne... davanti al caminetto.


INVERNO; TEMPO DI RIFLESSIONI, SUGGERIMENTI, OPINIONI E VIN BRULE’. CHE SE POI NON SI ESAGERA CON QUEST’ULTIMO, MAGARI SI SCRIVONO COSE SENSATE.
UNIRE LE CORSE DEI MASCHIETTI A QUELLE FEMMINILI PUO’ ESSERE L’UNICA E ULTIMA PANACEA, PER DARE PIU’ RISALTO ALLE RUOTE ROSA? BENE, MA SENZA SOFFOCARNE LO SPIRITO.

Inizio con una notizia che potrebbe creare incredulità. Il numero di Novembre della rivista “Ciclismo” aveva tutta (e ripeto, tutta) la copertina dedicata al ciclismo in rosa, con l’angelo azzurro in primo piano e una decina di pagine dedicate all’altra metà del sellino. Certo, se per avere un’intervista con una ciclista quest’ultima mi deve vincere un Mondiale, stiamo messi bene! Anche a Ottobre c’era un servizio su Monia Baccaille, ma se devo vedere che per parlare di lei la ragazza mi viene messa in copertina fotografata dal retro, la cosa fa girar le… ruote. Infatti non ho speso soldi per quel numero.
Edita Pucinskaite scrive un suo articolo (per l’appunto su “Ciclismo” di Novembre), ed esprime l’idea che bisogna partire dagli esempi esteri dove GS al top (Cervelo, Columbia High Road), hanno anche il GS femminile. S’inizia poi a risentir parlare dell’ipotesi di mettere insieme le gare maschili e femminili, con meno chilometri per le seconde.
Potrebbe essere un’ancora di salvezza da rivalutare – in Italia – per uscire dall’angolino in penombra della visibilità pubblica? Che poi ci siano situazioni che potrebbero e potevano essere usate meglio, questo è certo. Al riguardo, vi rimando all’articolo di Alessandro nel suo consueto sito Ciclismo Femminile dove, oltre alle ultime notizie sulla campionessa iridata, Alessandro offre con la sua idea un prezioso spunto di riflessione.
Domanda; avere la concomitanza delle corse – chiaramente ad orari e con chilometraggi distinti – può essere lo scacco matto per le difficoltà del settore femminile? Un tempo c’era la Sanremo femminile – più breve – ed al nord Europa troviamo sempre il Fiandre o la Freccia Vallone per le signore del pedale. Per l’Italia potrebbe servire un Giro del Veneto, uno del Lazio, uno del Friuli, un Giro-Donne, una Tirreno-Adriatico corse sulle strade dei maschietti? O c’è il rischio che la gara femminile appaia come un diversivo in attesa del passaggio dei ciclisti uomini? Una specie di carovana pubblicitaria, più che una corsa a sé?
Alcune cose che l’ambiente maschile ha perso da molti anni, e che grazie al cielo vivono ancora in maniera robusta nell’ambiente rosa, sono la semplicità, la disponibilità, la libertà che il pubblico può trovare a disposizione dalle atlete, anche le più importanti. Non troverete transenne fin sotto il naso, se non all’arrivo per questioni di sicurezza. Potrete fotografare la Campionessa d’Italia che fa la calza (almeno a me, a Camin di Padova, sembrò una cosa simpatica), per attaccarsi il numero alla maglia, sola soletta in un’angolo di parcheggio seduta su una sedia, e non ciclisti che stanno nel pullman fino a 2 minuti dal momento del foglio firma della partenza. Potrete fermare all’ultimo istante qualunque ragazza per strapparle una foto, mentre tra i maschietti si deve, nella maggior parte dei casi, attendere mezze ore alla volta per un’autografo che non capisci nemmeno cosa c’è scritto. E vuoi mettere la possibilità di usare il podio come tavolo da pranzo per il proprio panino con la mortadella quando arriva mezzodì? (sempre Camin…)
Risalta quel rapporto diretto e semplice che ha avvicinato la gente al ciclismo e che, personalmente, cercherei di salvaguardare prima di tutto. Ricordiamo che il business porta anche gente falsa e disonesta per lucrare tra la passione della gente. Crescere va bene, ma il ‘movimento rosa’ non deve perdere quelle qualità che ho messo sul tavolo poche righe sopra, e che sono ancora caratteristiche che vanno salvaguardate. Va bene unire gli intenti, ma senza soffocare troppo una realtà che, rispetto a quella maschile, sa profumare ancora di semplicità. E la semplicità non è come un profumo, che per averlo basta spruzzarselo addosso. Si lavori meglio per la promozione delle gare, visto che ci sono corse Juniores che sono pubblicizzate meglio di corse femminili elite.

giovedì 19 novembre 2009

Il ciclismo davanti al caminetto.


RIPRENDO IL RIASSUNTO DELLA MIA ANNATA SULLA BICI E AL SEGUITO DELLE CORSE. PASSATO IL GIRO DEI 100 ANNI, PROTAGONISTE DIVENTANO LE PEDALATE DELL’ALTRA META’ DEL SELLINO.

(seconda parte; Luglio/ Novembre)
Dopo la prima metà della stagione, dedicata al Giro del Trentino e al Giro del centenario, condivisi alcune corse con l’amico Alessandro. Iniziai dal padovano grazie alla gara monumento per eccellenza a Camin di Padova, con la 2^ (e ripeto, seconda) edizione della classica città di Padova. Come possa una gara definirsi ‘classica’ già alla seconda edizione resterà un mistero, ma essendo la gara che si corre nella località dei record, non mi pongo più domande.
Diversi gli spunti di quella giornata; per ingannare l’attesa tra un passaggio e l’altro della gara – corsa in circuito – un suo amico per 3 volte tentò il suicidio cercando di gettarsi da un ponte (mai contento, tra l’altro, delle angolazioni scelte dal fotografo per immortalare il momento), la pioggia bella forte che arrivò nei minuti di presentazione delle squadre, per smettere appena quest’ultima era finita, i sacramenti che papà e mamma di una ciclista caduta si scaricarono addosso dando uno spettacolo vergognoso, l’ombrello perso di Alessandro e poi visto in mano a uno spettatore passarci davanti, una signora che con una certa decisione ci caldeggiò molto il fare quintali di fotografie alle ragazze e, tra l’emozione generale, l’apparizione ad un giro dalla fine dell’apparecchiatura per il fotofinish. Ne avrei ancora ma penso basti. Il clou, per la seconda parte della stagione, doveva però arrivare.
A parte gli infarti multipli provocati al sottoscritto grazie ai nostri angeli azzurri il sabato dei Mondiali di Mendrisio – che non seguii sul posto ma in TV, e forse per questo sono ancora vivo – ci fu la bella occasione datami da Ilaria che mi invitò a Firenze proprio per l’arrivo del Giro di Toscana Femminile. Con 8 parole di cui una magica; “Vieni qui che c’è anche la Guderzo, dai!” mi convinse e mi divertii. Anche perché come antipasto andai a vedere la corsa di suo figlio Liveri nella zona del Mugello il giorno prima. Firenze è bella. Spiace che non avevo la possibilità di fermarmi per altri giorni, visto che con l’Ilaria a farti da Cicerone te la godi meglio. Per l’arrivo del Giro di Toscana riuscii a ritrovare Alessandro entusiasta nella zona d’arrivo, munito di tutto punto per le sue foto e pronto a passarmi il “mio” pass per la zona traguardo (quando si dice avere le giuste amicizie). Concludemmo la manifestazione distribuendo centinaia di borracce al pubblico. L’Ilaria soprattutto; se ne portò a casa una decina.
Mi dispiacque andarmene quella domenica stessa perché quel poco che vidi di Firenze fu proprio bello. Anche se devo dire che potendo ‘beccare’ il nuovo Frecciarossa per ritornare verso casa, ne sono rimasto entusiasta; passare nelle stazioni a 150 chilometri orari (parole del bigliettaio), fa più impressione che viaggiare a 250 quando il piccolino è lanciato. Per il resto, senti un rumore ch’è poco più di un sibilo.
Ultimo appuntamento dell’anno fu la Coppa del Mondo di ciclocross a Lovadina di Spresiano (TV). Passando a Spresiano ritrovai Alessandro in stazione e ci recammo al Centro Sportivo Le Bandìe di proprietà di Remo Mosole e famiglia. Tra una corsa, un panino, due parole e la cronaca dello speaker (Ale, non mi ricordo il nome! Se leggi dammi la dritta!) imparammo che la Coppa del Mondo (World Cup) era diventata la Coppa della Guerra (War Cup!) e che quando si mischiano italiano, francese ed inglese i risultati sono esilaranti. C’era il gelato gratis per tutti – come Mosole aveva anticipato – e se qualcuno voleva mangiarsi un panino e una birra doveva chiedere un mutuo alla banca; un panino? € 3,50. una pizzetta tipo supermercato precotta e unta? Anche per lei € 3,50. dico, sono 6.760 delle vecchie lireee!!! Praticamente, per un pasto spendevi quasi 12.000 lire. Meno male che noi avevamo la nostra roba.
Con quest’ultimo appuntamento si è chiusa la mia stagione 2009, anche se quando il termometro lo permette salgo in sella per guardarmi il bosco d’autunno che mi saluta in alcuni punti dove allunga i suoi rami verso le strade. Nemmeno il tempo di scrivere queste righe, che già è arrivato il Giro 2010, e per questo l’idea e l’attesa per la prossima stagione già riscaldano l’animo in questo inverno che va ad iniziare tra non molto. Ora come ora, l’idea per il prossimo Giro riguarda il Monte Grappa; vedremo. Ringrazio le persone nominate in questo riassunto diviso in 2 parti, per avermi reso più bella una passione già bella di suo.

Nota a margine; l’immagine più bella me la portai a casa da Spresiano. Una ragazza che avrà avuto 10 o 12 anni, era ultima e staccatissima nella sua corsa mattutina. Nessuno le dedicava uno sguardo. Fermai Alessandro e gli feci guardare con me quella ragazzina. Nel superare l’ultima fatica del percorso, un su e giù molto veloce e corto, si arrese alla stanchezza. Scese di bici, iniziò a spingerla pian piano sbuffando. In viso era tutta rossa per la fatica. Arrivata al culmine dell’ostacolo, iniziò la fase discendente sempre a piccoli passi per non cadere. Era stanca, sudata, ultima di tutti ma andò giù piano piano, fino a tornare sul tratto in piano. Risalì in sella, sbuffò ancora e andò a chiudere la sua gara. Ultima di tutti, nessuno la guardava nemmeno per sbaglio, tranne noi due. Fu bravissima. Spero che dopo l’arrivo le abbiano dato il gelato più grande del mondo.
Penso a Riccò, alla Cucinotta, a Di Luca o Vinokurov, e la rabbia è forte.

martedì 17 novembre 2009

Il ciclismo davanti al caminetto.


PASSIAMOCI UN PO’ IL TEMPO IN QUESTO MODO, COSI’ AGGIUNGIAMO CULTURA A ‘STO SITO…

Dorme la bici bella e lucente,
come anche il bosco spoglio e silente.
Brucia la legna nel caminetto,
che l’animo scalda in modo perfetto.
Ormai lungo i prati, la brina comanda,
e c’è il Pettirosso che dal bosco ora canta.
E mentre il ciclista aspetta il suo Giro,
nascosto in legnaia dorme anche il Ghiro.

Silenzio sul Grappa che adesso è assopito,
fin quando a Maggio non passerà il mito.
Riposa anche il Gavia, che dei monti è un gigante,
che farà patir tanto chi andrà su un po’ irridente.
Dormicchian sornioni Mortirolo ed Aprica,
che quel dì, pei ciclisti, sarà tutt’altro che amica.
Si beve tranquillo un’ombra di vino,
chi scrive ‘ste righe, che si sa è un bell’omino.

Il Giro ora dorme, ed è scesa la notte,
e Gigi Sgarbozza s’attacca alla botte.
Un’angelo in sogno m’appare; uno scherzo?
ma poi guardo bene; è lei, la Guderzo.
E meglio che smetto di metter giù in rima,
e smetto di prendere anche il vino in cantina.
Un bacio a voi tutti che chiudiam ‘sta boiata,
e cedo la linea a Lorenzo Roata.

sabato 14 novembre 2009

Allez Andy!


NATO IN LUSSEMBURGO IL 10 GIUGNO DEL 1985, ANDY SCHLECK CONQUISTA LA VITTORIA PIU’ PRESTIGIOSA, VINCENDO IL SONDAGGIO “CICLISMO PST – CICLISTA DELL’ANNO 2009”.
PER LA GIOIA DI FEDE E ILARIA, IL BIONDINO DELLA SAXO BANK HA LA MEGLIO SULL’ANGELO AZZURRO E SU FABIAN CANCELLARA, CHE DAL VOTO FINALE E’ USCITO A PEZZI.

Andy Schleck è, secondo voi, il ciclista più bravo tra quelli scelti per questo 2009. Uscito tra i più votati anche dal sondaggio preliminare per decidere i finalisti, il giovane campione s’impone davanti a due Campioni del Mondo freschi di carica.
Mando un ringraziamento alle persone che hanno partecipato, dando il loro voto agli atleti che componevano la griglia dei nomi ammessi – e scelti originariamente dal sottoscritto – e poi votando nuovamente i nomi scelti sempre da voi, per quella che è stata la fase conclusiva.

Andy Schleck (24 anni, GS Saxo Bank); conscio del prestigioso riconoscimento, non può trattenere un bel sorriso di soddisfazione!

mercoledì 11 novembre 2009

Diario di bordo (o quasi); parte 1.


DI SOLITO RACCONTO LE MIE BICICLETTATE SU FACEBOOK CON IL DIARIO DE “IL MIO CICLISMO”, MA UN RESOCONTO FINALE LO SI PUO’ FARE PURE SUL SITO. SENSAZIONI, EMOZIONI, ESPERIENZE DEL MIO 2009 CICLISTICO ALLE GARE.
LO FACCIO IN 2 PARTI PERCHE’ LA COSA E’ LUNGHETTA DA LEGGERE D’UN BOTTO.

(prima parte: Febbraio/Giugno)
L’attesa principale è stata, dall’inizio dell’anno, per il Giro dei 100 anni. Già dalla presentazione autunnale avevo messo gli occhi sulla frazione che arrivava a San Martino di Castrozza. Prima di quella giornata, un bell’antipasto mi arrivò con l’occasione data dal Giro del Trentino che, con l’arrivo di tappa sulla tremenda Alpe di Pampeago, mi regalò una giornata d’Aprile con nevicata inclusa e vento freddo. Comunque, ne valse la pena, anche se per via dell’aria abbastanza gelida passai quasi tutto il tempo dentro l’auto. Stupendo vedere due appassionati, penso marito e moglie, prepararsi con le sedie sdraio, sedersi con giubbotti da Polo Nord e stare a gelarsi all’aria mentre io mi leggevo Autosprint in macchina. Successivamente, quando i ciclisti vennero annunciati a 20 chilometri dall’arrivo, presi posto ai 50 metri dalla fine. Vedere Basso o ‘Gibo’ spuntare tra i fiocchi di neve grossi così, fece un certo effetto. Anche avere un metro di neve a bordo strada sul Rolle diede all’occhio una bella cartolina. Anche l’eroica Zx si fece onore, con Rolle, Pampeago e ancora Rolle al ritorno. Tra lei e la Kangoo dell’Ilaria sono due eroine del ciclismo italiano.
Arrivò un Maggio con temperature splendide per il Giro. La mattina dell’evento (Padova – S.Martino di Castrozza), mi ritrovai con l’amico Renato e successivamente con Marco che indossava la maglia a pois del Tour. Vederlo arrivare verso di noi con l’emblema dei Re della Montagna rafforzò l’alone di atmosfera di quella giornata. Di quell’arrivo di tappa ricordo la pace che tuttavia regnava verso mezzogiorno all’arrivo, e la colossale baraonda di 4 ore più tardi, con una marea di gente che applaudiva senza risparmio i ciclisti. Ricordo bene anche Cunego, che mi scattò proprio davanti ma il suo pedale si sganciò di schianto, lasciandolo in mutande per quelle che erano le possibilità di giocarsi la tappa. Con quella foto potei fare un post sul mio blog in esclusiva; piccole soddisfazioni. Ricordo Armstrong che mi passò a tre dita dalla faccia perché nel salire si spostò tutto a destra rasente le transenne. E ricordo Renato, che se andava avanti e indietro in canottiera, quando lassù l’aria era freddina essendo nemmeno la metà di Maggio. Fu una gran bella giornata, come altre al seguito del Giro negli anni.
Non potei seguire direttamente il Giro Femminile, ormai eravamo a Luglio, ma il Passo di Croce d’Aune segnò il passaggio del Giro Dilettanti che quest’anno ha avuto Feltre come arrivo di tappa. Vergognoso il fatto che, appassionati a parte, la promozione fatta dell’evento fu quasi zero. Ma non solo a Feltre, da quello che mi raccontarono due spettatori dall’alta padovana, che stavano seguendo da due giorni la corsa e con cui attesi per un paio d’ore la gara. Volevo vedere la gara anche sul Passo Cima Campo (dove transitavano prima che sul Croce d’Aune), ma persi l’occasione per questione di 15 minuti; che nervi!

(fine prima parte. Nella prossima; Giro d’Italia Femminile, Giro di Toscana Femminile e la Coppa del Mondo di ciclocross a Spresiano dove un panino costava come una bicicletta)

venerdì 6 novembre 2009

Il ciclismo davanti al caminetto.


Quale Lampre sta costruendo 'Beppe' Saronni?

ASPETTANDO L’ARRIVO DEL GENERALE INVERNO, TORNA IL PERIODO DEDICATO ALLE CHIACCHIERE INVERNALI DAVANTI ALL’AMICHEVOLE FUOCO DEL CAMINO*.
UNA DOMANDA SUL MERCATO DELLA LAMPRE; NEL 2010 CUNEGO NE SARA’ ANCOR DI PIU’ L’UOMO SIMBOLO. MA CHE SQUADRA AVRA’ A DISPOSIZIONE?

* camino che non ho, ma voi lavorate di fantasia che stiamo a posto.

Solitamente il ciclo-mercato non è minimamente paragonabile a quello del calcio-mercato, dove la più scema delle notizie finisce nei TG; Del Piero non ha attraversato sulle strisce perché erano bianche e rosse, e non le classiche bianche e nere… Ronaldinho si taglia le unghie dei piedi dai ragazzi dell’officina sotto casa, e altre boiate così. Per questo capita che, chi non segue con continuità il ciclismo, si ritrovi nomi di ciclisti che credeva ancora con un GS, ad aver cambiato aria. Magari anche verso l’estero.
Parlando di estero, ecco che il GS Lampre di Beppe Saronni sta decisamente dando al proprio ambiente una bella rinfrescata. Cunego diventa sempre più il numero uno all’interno della formazione blu-arancio, ma non si può non notare che con la partenza di Marzio Bruseghin e dell’ex iridato Alessandro Ballan, il team italiano perde quantità e qualità.
Nonostante sia uno dei gregari migliori al mondo da diverse stagioni, Bruseghin inizia il tramonto della sua carriera (scrive uno che lo stima molto). L’atleta di Conegliano avrà quasi 36 anni al momento del Giro d’Italia, e non sono tutti Armstrong. Va in Spagna per, a quanto si è detto dall’inizio, un bel versamento in banca per il suo contratto votato alla causa Valverde.
Alessandro Ballan ha probabilmente avuto un’occasione economica altrettanto robusta. Personalmente ritengo che non avrebbe avuto problemi a trovare un GS italiano od europeo. Il ragazzo ha parlato di una scelta dettata dal fascino che un’esperienza ciclistica con un GS americano gli può dare anche umanamente. La vedo più verso il lato economico, anche perché il suo nuovo GS ha sede in Svizzera. Diventerà compagno di squadra del neo iridato Evans (che guarda un po’ abita in Svizzera!), così eccoti i punteggi sicuri per poter correre tutte le gare più importanti nel 2010. Enrico Gasparotto dovrebbe cambiare aria pure lui – anzi, mentre leggete l’ex tricolore forse avrà già dato notizia di questo – e sinceramente il tesseramento di Alessandro Petacchi (classe ’74 come Bruseghin) non è per niente improntata al futuro.
Insomma, tra gente che viene e gente che va, Damiano Cunego troverà intorno a se un team con gambe fresche ed entusiasmo, ma senza esperienza; Malori è un campioncino come pochi a cronometro, ma che ruolo può avere nel supportare Damiano nell’ennesimo tentativo per il Giro (se lo farà)? Per Ulissi e Balloni stessa musica. Per quanto abbiano talento, questi tre ragazzi, che apporto possono dare già dalla prossima stagione a Damiano, vista la loro gioventù?
Che Saronni voglia cambiare d’accordo, ma non è che Cunego si ritroverà mezza squadra da dover svezzare, proprio quando il campione di Cerro Veronese è arrivato nel momento culminante della carriera? Avere uomini in grado di capire e leggere la corsa, senza che sia il capitano a dover impartire ogni singolo ordine o suggerimento, è di fondamentale importanza nel ciclismo di alto livello. Gasparotto, Bruseghin e Ballan da una parte; Malori, Ulissi, Balloni dall’altra. La Lampre guarda al futuro, ma Cunego quanto può attendere?

martedì 3 novembre 2009

Ciclista dell'anno 2009; via alla finale!

SONO I TRE CICLISTI PIU’ VOTATI DA VOI, E PERCIO’ ECCOLI IN FINALE. RISPETTO ALLA PRIMA SELEZIONE, VI RICORDO CHE STAVOLTA POTETE SCEGLIERE UN SOLO NOME.


Andy Schleck; Chissà perché ho la sensazione che un voto lo becca sicuro, (anzi, forse due)


ANDY SCHLECK; ancora non so come si scriva il suo cognome, comunque al fratellino (s’incazza che non vi dico quando lo chiamano così), dicevo al fratellino va riconosciuta l’ottima campagna del nord con la gran vittoria nella Liegi ed il 2° posto nella Freccia Vallone. Poi il bel 2° posto al Tour ha consolidato l’immagine del fratellino. Dispiace che al Mondiale il fratellino si sia presentato con una forma che con fa onore ad un ciclista del suo calibro, visto che lo poteva vincere, e che abbia rinunciato al Lombardia. E anche questa era una gara nelle sue corde. Comunque, il fratellino per combattere le fatiche di una stagione, piglia la canna e va a pescare. Ma ricordate, non chiamatelo fratellino.



Tatiana Guderzo; “Oh, italica poesia, che su di una bici pedali e che via il mio cuor portasti…”


Ora capirete perché io non voto in questo prestigioso premio. Dopo mezza stagione zoppa di gare e risultati, titolo italiano su pista, Giro del Friuli, per un pelo non vince il Giro di Toscana e al Mondiale quasi riesce nell’omicidio a distanza del sottoscritto. Sono contento che una ciclista sia riuscita a raggiungere la finale. Dimostrazione che era possibile mettere assieme uomini e donne per questo sondaggio. Questo vuol dire che voi votanti non vi fate accecare dai lustrini e dalle paillettes che circondano a mille il ciclismo dei maschietti.



Fabian "Ufo Robot" Cancellara; il ragazzone sorride. Pensa al prestigioso sondaggio in cui è arrivato in finale?


FABIAN CANCELLARA; “Attenzione. Il treno Fabian Intercity per Mendrisio è in partenza. Ferma solo al capolinea, tra due giri esatti. Agli altri concorrenti sul percorso, preghiamo di stare lontani dalla linea bianca di mezzeria per non farvi travolgere. Grazie!”
Prima della spazzare via tutti nella crono iridata, vince il Giro di Svizzera. E poi pensi a Cunego che non sa più come vincere il Giro. Meglio che il ‘bocia’ si muova, che se al gigante svizzero gli mettono in testa la corsa rosa…

QUESTI SONO I TRE FINALISTI. A VOI!

domenica 1 novembre 2009

Novembre: l'editoriale.



SARA’ UN GIRO PER SCALATORI. MA QUELLO CHE NOI APPASSIONATI CI MERITIAMO, NON SONO SOLTANTO IL MORTIROLO, IL GAVIA, LO ZONCOLAN O LO SCENARIO MAGICO DELL’ARENA DI VERONA. QUELLO CHE CI SPETTA E’ UN GIRO PULITO. COME DOVREBBE ESSERE AD OGNI LIVELLO.

Tempo di castagne e di vino nuovo! Con l’anticipata presentazione del Giro d’Italia 2010, nemmeno il tempo di salutare questa stagione, che già si assaporano il profumo e l’aria delle Alpi. Saranno queste ultime, come ai bei tempi, a dare l’impronta decisiva per la prossima corsa rosa. Sarà un Giro per gli arrampicatori, per gli uomini che hanno creato ed alimentato la grande leggenda del ciclismo. Per quegli atleti che fanno fare alla gente ore di attesa a bordo strada.
Non starò qui a fare un’analisi delle montagne scelte da Zomegnan per questa edizione. Sono cime che hanno fatto scrivere articoli a volte storici, a fior di giornalisti. Stà di fatto che il Giro, senza più 100 anni da onorare, è tornato ai suoi vecchi schemi che lo hanno reso grande. E la tappa più bella, emozionante, importante sarà quella che porterà la grande carovana rosa a l’Aquila. Bene hanno fatto gli organizzatori a rispondere con un si, alla richiesta del nostro Presidente della Repubblica. Ancor più bello sarebbe che, come a volte è capitato al Tour, proprio il Presidente fosse presente in auto con il direttore Zomegnan per seguire la tappa.
Ma il Giro è più di tutto la festa della gente. Gli ultimi otto giorni sono quelli che ogni appassionato (ed appassionata), vorrebbe tutti i giorni. Ed un finale nella stupenda Arena di Verona, ha poco da invidiare all’imponente Colosseo che ha chiuso il Giro del centenario.
Il percorso studiato chiama a raccolta i velocisti e gli uomini delle montagne. È un Giro perfetto per Contador, e speriamo che il ragazzo torni sulle nostre strade. Ma nel pensare a Contador, mi chiedo se non sia l’ultima occasione per Franco Pellizotti, ch’è stato Re delle cime francesi poco più di 3 mesi fa. Poi potrebbero esserci dei ritorni eccellenti come Riccò, anche se vien da chiedersi con quale clima avrà a che fare, se il suo GS verrà accettato dai boss del Giro. Stesso discorso per Sella, anche se il suo modo do proporsi – meno voglia di fare il divo, rispetto a Riccò – potrebbe metterlo sotto una luce migliore agli occhi degli appassionati.
Sarà un Giro senza inganni ai tifosi? Dopo la rabbia per Di Luca quest’anno, Sella la stagione prima, ci ritroveremo ad applaudire altri falsi protagonisti? Perché i lustrini e le paillettes per l’edizione dei 100 anni, lo spettacolo fatto da noi appassionati che abbiamo riempito le strade dello stivale, non ci fanno dimenticare che i nostri incitamenti ed applausi vanno meritati senza imbrogli. Ma senza dimenticare, anche, che il cancro del doping non è una porcheria che vive soltanto nel ciclismo a grande livello. Sono troppi i ciclisti che per primi fanno male al ciclismo, anche nelle corse della domenica mattina. Le possibilità date da Internet per comprare di tutto, sono impensabili. E il mercato che vive grazie agli sportivi della domenica è superiore a quel che si crede. Quanti controlli ci sono nelle gare amatoriali? Una miseria, se rapportati al numero di praticanti. Se qualche stregone vuole fare il proprio schifoso mercato, quale terreno migliore di quello dove i controlli sono scarsi?
Quando, in Maggio, pedalavo con gli amici Renato e Marco sui tornanti del Rolle per andare al traguardo di tappa del Giro, scambiammo due parole sul discorso doping (in verità, pure sul Pordoi sempre con Marco. Certo che abbiamo una fantasia!…). nel salire da Fiera di Primiero. Dissi a mo di conclusione, con fare ironico; “Il vero ciclismo siamo noi.” Riferendomi al nostro sbuffare a causa degli zaini sulle spalle che appesantivano molto la nostra pedalata. Facciamo in modo che resti una battuta e non diventi sempre più una realtà.

martedì 20 ottobre 2009

Ciclo-Donne 2010; l'occasione d'oro?



CIAO CIAO 2009! Nuova regina del ciclismo (ma la Vos è sempre fantastica!) Tatiana è forse solo la punta di un’iceberg azzurro-rosa che ha iniziato ad emergere.

FINITA LA STAGIONE SU STRADA ANCHE PER L’ALTRA META’ DEL SELLINO, IL CICLISMO ROSA CHIUDE I BATTENTI CON RISULTATI DI GRANDE LIVELLO. MAGLIE IRIDATE SU STRADA E IDEM SU PISTA, CHE POTREBBERO ESSERE L’INIZIO DI UN PERIODO DA GUARDARE CON GRANDE ATTENZIONE (RACCONTATO COME SEMPRE DAL MITICO ROATA).

Il bosco ha già indossato l’ultimo vestito, fatto di colori giallo-arancio, e le nostre stufe hanno ricominciato a scaldarci le ossa, facendoci compagnia con il crepitare della legna arsa dal fuoco. Abbiamo ancora in mente (io, almeno) gli occhi a tutto schermo della Guderzo, sparati in mondovisione nel mezzogiorno italiano di fine settembre, com’anche della voce tremula d’emozione di Noemi Cantele nel dopo-cronometro di Mendrisio, al microfono di Alessandra ‘Wonder Woman’ De Stefano. Fatto sta che la stagione su strada ora è a nanna, lasciandoci risultati fantastici. Avevo sempre pensato che la Guderzo avrebbe vinto prima un Giro che non un Mondiale, e poi vedi che ti regala il ciclismo.
Nel settore strada troppo facile fare i nomi della Cantele e della Guderzo. Medaglie belle quanto meritate e volute, che però non devono far dimenticare quella che è stata una nazionale di ciclismo che forse mai aveva così tanta qualità da scaricare sui pedali. Avevo già scritto, in un post appena prima delle gare iridate, che la squadra italiana aveva fior di atlete anche tra le cosiddette seconde linee, che avrebbero indossato l’azzurro a Mendrisio. Quando hai una campionessa del mondo in carica, una campionessa italiana in carica e la Luperini a fare le gregarie, penso non serva precisare ancora di più. Le vittorie e le medaglie arrivano da un gruppo di cicliste che per la maggior parte di loro, e per età anagrafica (Luperini a parte), hanno la possibilità di essere ai vertici per altri 4 o 5 anni.
L’Italia rosa viaggia bene anche su pista. Non scordiamoci che l’inno di Goffredo Mameli, ha risuonato anche a inizio primavera grazie al titolo mondiale di Giorgia Bronzini – per l’appunto una delle azzurre di Mendrisio – per la sua vittoria sull’anello veloce della pista. Insieme alla Bronzini, sta andando sempre meglio Elena Frisoni che su pista mostra cose di grande livello, e che forse rappresenta quell’anello basato sulla continuità, che Annalisa Cucinotta ha voluto spezzare.
Mentre si facevano feste e contro-feste per la Guderzo, mi veniva in mente Marta Bastianelli. L’ex iridata iniziò la stagione con la maglia iridata che neanche in tempo d’arrivare al Giro e già dovette cambiare team, per questioni economico-sportive anche se di sportivo vai a sapere quante ce ne fossero veramente. Cosa che non diede troppi entusiasmi alla ciclista laziale, e che poi si ritrovò addosso la positività a causa di quelle boiate dimagranti, che le sono costati 2 anni di stop. Grossomodo, la ragazza si è goduta la maglia iridata per 6 mesi. Poi la botta. La rivedremo a Luglio e vedremo se riusciranno a farle fare il Giro d’Italia che i quel periodo, solitamente, prende il via. Potremmo ritrovarci a rinunciare alla Bastianelli, per un numero di giorni che sta sulle dita di una mano. Comunque, forza Marta, ti aspettiamo.
Sui discorsi del gradimento del pubblico alle gare non ci torno, perché ne ho scritto abbastanza. La speranza, personale, è che il prossimo Giro-Donne bazzichi ancora nella zona veneta, che da queste parti ci sarebbero certe strade da farci fior di gare. Ho ancora bei ricordi del crono-prologo dell’anno passato.
Chiudo con qualche riga per Diana Ziliute e Nicole Brandli che a quanto sembra hanno detto veramente stop. La Ziliute ha pedalato in gruppo dalla seconda metà degli anni ’90. Grande protagonista di vertice nelle corse più importanti al mondo per diversi anni, ha disputato un’estate 2009 di grande livello, chiudendo la carriera con la vittoria del Giro di Toscana (per i maschietti vale come una Vuelta), e dalla prossima stagione dovrebbe accomodarsi al volante dell’ammiraglia. Italiana (anzi, veneta) d’adozione, speriamo rimanga nell’ambiente in rosa per essere riferimento prezioso al movimento femminile, che con le belle parole ci si fa la birra.
Nicole Brandli deve principalmente al Giro il suo pedigree di campionessa. Con 3 vittorie in 5 stagioni (2001 – 2003 – 2005), e con piazzamenti quasi sempre sul podio italiano, la bionda ragazza svizzera si può considerare una ciclista simbolo della corsa in rosa insieme alla nostra Luperini. Un saluto a queste due atlete, un saluto alle altre, uno a Roata e buone vacanze, finché il timido sole di Gennaio non le farà risalire in sella. E se tra noi appassionati o appassionate di ciclismo si farà sentire anche soltanto un applauso in più, ecco che un regalo migliore, questo inverno, non potrebbe portar loro.



Firenze – Giro di Toscana 2009; a conclusione della manifestazione, Ziliute e Vos sul palco per la festa finale. La prima, una regina di ieri, per il passaggio di consegne alla regina del domani?




In crescita costante il 2009 della nostra regina tricolore; brava Monia!




Come non chiudere con un sorriso del mito di Ciclismo PST? Adesso si può proprio dire buon inverno a tutte!!

domenica 18 ottobre 2009

Ti vogliono in tanti, lo sai?


MENTRE VI CONSIGLIO DI ANDARE A VEDERE SU "PENSIERI CICLISMO"(LINK NEKLLA LISTA A FIANCO) I MONGOLINI D'ORO 2009, ASPETTIAMO IL RITORNO DEL SOGNO IN ROSA CHE SI MATERIALIZZERA' SABATO (E FORSE SARA' L'ULTIMA USCITA UFFICILE DI AURO COME TELECRONISTA NEL RACCONTARCI IL PERCORSO).

sabato 17 ottobre 2009

Ciclista dell'anno 2009; via al concorso.

CICLISMO PST – CICLISTA DELL’ANNO 2009;
PER SCEGLIERE L’ATLETA SECONDO VOI MERITEVOLE E PARTECIPARE AL SONDAGGIO, ECCO QUEL CHE SERVE SAPERE.

Regolamento;
il sondaggio per decretare il ciclista dell’anno si divide in due parti.
Nella prima fase (questa) scegliete tre nominativi tra quelli in lista. I tre atleti che avranno avuto il maggior numero di voti, passeranno ad un sondaggio finale riservato soltanto a loro. In caso di parità fra 4 o più nomi, alla fine di questa prima fase, gli atleti comunque più votati passeranno al sondaggio finale (esempio; 5 nomi a parità di voti, andranno tutti e 5 in finale). Al sondaggio finale si potrà scegliere soltanto un nome, e verrà decretato il vincitore (o vincitrice).
Non ho volutamente fatto due classifiche (maschili e femminili), proprio perché la fatica merita un’eguale rispetto. Ovviamente, il sottoscritto confida che non ci siano persone che votino più d’una volta.

SCHLECK ANDY (Lussemburgo – GS Saxo Bank); vincitore Liegi-Bastogne-Liegi, 2° alla Freccia-Vallone, 2° al Tour de France, Campione del Lussemburgo.

BOONEN TOM (Belgio – GS Quik Step); vincitore Paris-Roubaix, Campione del Belgio.

CONTADOR ALBERTO (Spagna – GS Astana); vincitore Giro dei Paesi Baschi, Campione Nazionale a cronometro, vincitore Tour de France.

GILBERT FILIPPE (Belgio – GS Silente/Lotto); vincitore Parigi-Tours, vincitore Giro del Piemonte, vincitore Giro di Lombardia.

GUDERZO TATIANA (GS Michela Fanini); Campionessa del Mondo su strada

DEVOLDER STIJN (Belgio – GS Quik Step); vincitore Giro delle Fiandre.

CANCELLARA FABIAN (Svizzera – GS Saxo Bank); Campione di Svizzera, vincitore Giro di Svizzera, Campione del Mondo a cronometro.

EVANS CADEL (Australia – GS Silence/Lotto); 3° posto al Giro di Spagna, Campione del Mondo su strada

CANTELE NOEMI (GS Bigla); Campionessa d’Italia a Cronometro, 2^ ai Mondiali (prova a cronometro), 3^ nella prova in linea.

FRANCO PELLIZOTTI (GS Liquigas); maglia a pois al Tour di France, 3° posto al Giro d’Italia.

ALEJANDRO VALVERDE (Spagna – GS Caisse d’Epargne); vincitore Giro di Spagna.

DENIS MENCHOV (Russia – GS Rabobank); vincitore Giro d’Italia.

Gilbert, Re d'autunno!


Non gli è bastata la Parigi-Tours; Gilbert vince ancora.

UNA FORMA STREPITOSA, CHE UNITA A UNA GRANDE CLASSE VEDE IL SUO BAGLIORE FARSI TALMENTE FORTE DA ACCENDERE LE FOGLIE CADENTI DEL LOMBARDIA. FILIPPE GILBERT VINCE LA CLASSICA D’AUTUNNO.

La Silente/Lotto vince ancora. Gilbert vince il Lombardia dando continuità ad un periodo d’oro per lui e per il suo GS. Mauro Santambrogio ha cercato di fare da spalla a Damiano Cunego, ma nonostante abbia fatto molto bene la sua parte, Gilbert è scattato a 300 metri dal San Fermo portandosi dietro Samuel Sanchez.
Evans ha acceso la gara dei big, e Vinokurov aveva provato a 9 dalla fine, ma niente di fatto. Poi lo scatto del belga a 6 km. dall’arrivo e la volata – che per un pelo non perde – ma che da a Gilbert la vittoria al Lombardia.

giovedì 1 ottobre 2009


COME L’ANNO PASSATO DI QUESTI TEMPI, IL SITO SI FERMA UN POCHETTO. TRA CLASSICHE DEL NORD, GIRO DEL CENTENARIO, TOUR E GIRO-DONNE FINO A MENDRISIO, UN’ALTRA STAGIONE SI PREPARA A CHIUDER BARACCA. POSSO SOLO RINGRAZIARE VOI, CHE CON LE VOSTRE OPINIONI AVETE IMPREZIOSITO LE TEMATICHE PROPOSTE DAL SOTTOSCRITTO O SUGGERITE DAGLI EVENTI.
HO NOTATO DI AVER GUADAGNATO UN LETTORE (O LETTRICE?) TRA I COSIDDETTI “LETTORI FISSI”. OBIETTIVO PER QUESTO INVERNO?; GUADAGNARNE UN’ALTRO. PREFERIREI UN’ALTRA, MA INTANTO RIEMPIAMO IL FIENILE CHE POI PER FAR LO SCHIZZINOSO HO TEMPO.
VOI NON PENSATE DI FARLA FRANCA; QUANDO TORNERO’ SARA’ TEMPO DI PREPARARSI ALLA PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL GIRO CICLISTICO D’ITALIA 2010. QUINDI CHIEDERO’ LA VOSTRA PREZIOSA OPINIONE. LA GRANDE AVVENTURA ROSA SI TOGLIERA’ I VELI PRIMA DEL SOLITO; 24 OTTOBRE. MA UNA SETTIMANA PRIMA (IL 17) POTREMMO AVERE DA COMMENTARE IL GRANDE POKER DEL ‘BOCIA’ AL GIRO DI LOMBARDIA.
HAI VISTO MAI?

A PRESTO.


Mauro Corona; come lui, brinderemo al 'Poker Lombardo' di Cunego?

Ottobre; l'editoriale.



DAI MONDIALI SVIZZERI NON SOLO MEDAGLIE (FEMMINILI!); CON L’ELEZIONE A VICE DEL PRESIDENTE DI ROCCO, LA SPERANZA CHE L’ARIA – FIN TROPPO VIZIATA – NELLE STANZE DELL’UCI POSSA INIZIARE A RIPULIRSI.
E POI DUE RIGHE E MEZZO SUL CICLISMO ROSA CHE FORSE, TIMIDAMENTE, A PICCOLI PASSI, PIAN PIANO, GUARDANDOLA CON OTTIMISMO E UN PELINO DI PASSIONE....

NOTA; se volete curiosare un po’ sul mondiale svizzero, andate a leggere il simpatico post dal titolo La Dolce Vita, che Alessandro ha scritto nel suo sito “Ciclismo Femminile” (come sempre link a fianco), per leggere quello che ha volte è il dietro le quinte di una corsa; emozioni, sensazioni, timori, speranze…

Con l’elezione di Renato Di Rocco a vice-presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale, l’Italia guadagna importanza a livello decisionale e d’immagine. La speranza principale è diretta verso il cancro del doping, portato da ciclisti, DS, e dottori disonesti nell’ambiente delle gare. E anche verso una definitiva decisione sull’equilibrio delle squalifiche e sulla velocità nello stabilire le sanzioni. Qualunque sarà infatti la fine della ciclismo-novela verso lo spagnolo Valverde, qualunque sarà, il ciclismo esce in maniera ridicola da questa vicenda. Squalificarlo adesso per cose passate e toglierli le vittorie degli ultimi 2 o 3 anni? Come non fare la multa per eccesso di velocità quando doveva essere fatta, e farla quando invece non ce il superamento del limite per rimediare alla mancanza precedente.
E poi che venga decisa in modo uniforme l’entità delle squalifiche. Che situazioni come quelle della Bastianelli non vadano a ripetersi. Possibile che l’ex campionessa del mondo debba prendersi squalifiche pesanti come quelle di Riccò, oppure Vinoukurov o la Cucinotta che hanno volontariamente cercato il modo disonesto di correre? La prima stagione del simbolico “chilometro 0” – come lo avevo battezzato l’inverno scorso – va tra poco a chiudersi con qualche sicurezza in più nella lotta al doping, anche se certe frasi ottimistiche della coppia Bulbarelli e Cassani sembrano nascere più dalla speranza che non dalla certezza. (anche se va scritto che Auro Bulbarelli durante la cronaca della super cronometro di Cancellara ha messo le mai avanti). Altra cosa che speriamo possa sistemarsi e che alcune corse classiche del nostro calendario – com’anche altre classiche in altre nazioni – non vadano a scomparire per fare posto a gare nate più grazie ad un bell’assegno che non alla tradizione.

“Cara bici rosa, come ti va? Dalla terra di Gugliemo Tell ci hai portato medaglie e titoli. Sei una ragazzaccia, lo sai? Certe persone a volte si chiedono perché non sei seguita come quelle dei maschietti. Che mi dici? Forse la gente inizierà a considerare che anche le cicliste fanno fatica, invece di guardare solo Cunego, Valverde, Contador e compagnia come l’unica razza esistente di cavalieri della fatica? Ah, ma questa è storia vecchia, ricordi?
Lo sai, cara bici rosa, che Alessandro – incontrato nella bella Firenze per il ‘Toscana 2009’ – mi faceva notare un bel po’ di gente ad attenderti? E lui è uno che lo conosce il tuo ambiente e ti tiene d’occhio da anni e anni. E che a dispetto della mia prudenza, i dati d’ascolto in TV per il Giro di quest’anno sono stati ottimi, rispetto al passato?
Sarà mica che pian piano, con la pazienza dei piccoli passi stai facendo vedere che anche tu sai essere bella come le tue colleghe usate dai maschietti? Oh, beh certo,… vuoi mettere tutti i lustrini che loro hanno intorno? Sarà Sgarbozza che li rende così belli? (sta a vedere ch’è meglio lui di Roata?) Tu al massimo regali caramelle, un po’ di borracce e le tue padroncine non sono capaci di darsi tante arie (anche se qualcuna di loro se la ‘tira’ un pochetto).
Mah!, sai che ti dico, cara bici rosa? Che questo 2009 – risultati a parte – forse è più positivo di quel che pensavo. O sarà solo la mia testardaggine a cercare di vederti bella come le bici dei maschietti?” Che dici, sarò troppo cattivo con qualcuno? Forse. Beh, tu sai che io ho in po’ il dente avvelenato su questa cosa da un pezzo, ma se stiamo tutti lì a farci domande e basta, come le costruiamo le risposte? Ciao bici rosa, ci vediamo alla prossima. E grazie per le medaglie dalla svizzera.”

PS: a volte, nei siti internet (o blog, chiamateli come vi pare, ma io non saprei dov’è alla fine la differenza) capita di trovare persone che si lamentano di non vedere ciclismo rosa in giornali importanti. Smettiamola di lamentarci, e chi può faccia come Alessandro, che fa la felicità di Trenitalia pigliando treni per ogni dove, e racconta il ciclismo femminile. E dire di non comprare più un tal giornale o una tal rivista perché delle ragazze non parla, in concreto non risolve un’accidente. Usiamo i nostri blog per scrivere le lamentele? Usiamoli anche per raccontare il ciclismo rosa, far capire quello che capita, e spiegarlo a chi legge. Dai gente, su!

domenica 27 settembre 2009

LA RASOIATA!!*


CADEL EVANS WORLD CHAMPION 2009!

(*) Titolo tratto da un SMS di Alessandro.

RINGRAZIO ILARIA E FEDE (NON EMILIO!), CHE MI HANNO MANDATO MESSAGGI PER SAPERE DELLE MIE CONDIZIONI NEL POMERIGGIO DI IERI (AVETE PRESENTE NEI TELEFILM E.R. QUANDO I DOTTORI ENTRANO DI CORSA NELLA SALA E CHIEDONO "COS'ABBIAMO?!").
COMUNQUE SONO BASTATE 6 ORE DI TENDA A ASSIGENO E UN PAIO DI "LIBERA!!" PER RIAVERMI VERSO L'ORA DI CENA.
A ILARIA DICO CHE MI DISPIACE PER ANDY
(NON E' VERO, ANZI HO TIRATO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO NEL SAPERLO RITIRATO MA NON DITEGLIELO).
E' STATO UN MONDIALE VERAMENTE DURO; IERI A MEZZOGIORNO GLI ANGELI ROSA, POI GLI UNDER 23, OGGI IL 'BOCIA' E COMPAGNI. CREDO CHE QUESTO SARA' UNO DEGLI ULTIMI POST, PRIMA DI UN PERIODO DI SOSTA.
CHI E' ARRIVATO SUL PODIO?... BOH!... TROPPO LIMONCELLO...

sabato 26 settembre 2009

OH, MIO DIOOOO!!!!!!!!!!!!!!







TATIANA GUDERZO; CAMPIONESSA DEL MONDO SU STRADA 2009.

(e ora lasciatemi svenire...)

giovedì 24 settembre 2009

DISINTEGRATI!!



SI TRASFORMA IN UN RAZZO MISSILE, CON CIRCUITI DI 1000 VALVOLE,
TRA LE... BICI SPRINTA E VAAAA,
MA CHI E?
UFO ROBOT!

Mai vista una roba del genere!
Spazzati via, polverizzati, sverniciati; Fabian cancellara stravince a braccia alzate negli ultimi 200 metri il 3o titolo mondiale - 5o in totale - .
Bravo Pinotti che conquista il 5o posto (4o tra gli umani).

1 FABIAN CANCELLARA (SVI) 57'55"
2 LARSSON (SVE) A 1'27"
3 MARTIN (GER) A 2'30"
4 ZIRBEL (USA)
5 PINOTTI

mercoledì 23 settembre 2009

CON L'ARGENTO VIVO ADDOSSO!!



BRAVA, BRAVA, BRAVA!
NOEMI CANTELE CI PORTA UN ARGENTO STORICO CONTRO IL TEMPO. DAVANTI A LEI SOLO UN'ARMSTONG (KRISTIN, PER PRECISARE...) CHE PEDALAVA CHE ERA UNO SPETTACOLO GUARDARLA.
MALACCIO LA GUDERZO (18^... OH, MIO CUOR NON DOLERMI COSI' FORTE!), BRAVA LA ZILIUTE (16^).

Noemi Cantele regina del cronometro italiano. Dopo il titolo assoluto a Imola, ecco un argento bello come il sole. Solo la statunitense Kristin Armstrong - che non è parente nemmeno alla lontana di quello lì... - ha finito davanti all'azzurra. Splendida la pedalata dell'americana che ha dominato la corsa.
Questi i rilevamenti (delle posizioni) ai passaggi;
Guderzo; 2^ (primo intermedio), 2^ (secondo), 3^ (terzo), 2^ finale.
Cantele; 2^ (primo), 1^ (secondo), 1^ (terzo), 1^ (finale).
La Guderzo quasi pedalava meglio nel secondo passaggio nonostante l'affaticamento, ma alla prima salita della gara era troppo ciondolante. La Cantele era molto più ferma sulla bici, e rispetto alla marosticense.

CLASSIFICA;
1^ ARMSTRONG (USA) 35'26"
2^ CANTELE a 55"
3^ VILLUMSEN (DAN) 58"
4^ ARNDT (GER)
5^ SOEDER (AUSTRIA)

martedì 22 settembre 2009

Mondiali disabili e Giro del Lazio 2009;


Gianni Bugno (foto) vinse il Giro del Lazio nel 1992, con la maglia iridata da poco riconfermata a Benidorm.

MENTRE E’ PARTITA ORMAI LA RASSEGNA IRIDATA DI MENDRISIO, DUE RIGHE SUL CICLISMO PER ATLETI DISABILI CHE VIENE SEGUITO ZERO, E SU UNA CORSA STORICA DI CASA NOSTRA. NOTIZIE BUONE E ALTRE MENO.

Ai recenti Campionati del Mondo di Ciclismo per atleti disabili 2009, l’Italia ha vinto 11 (undici) medaglie. Con un bottino 5 titoli del mondo, 4 medaglie d’argento e “soltanto” 2 medaglie di bronzo, i nostri atleti hanno disputato una rassegna iridata fantastica. Non c’è viatico più bello per Mendrisio 2009.

Dispiace leggere sulla ‘Rosea’ che il Giro Ciclistico del Lazio debba rinunciare al proprio disputarsi per quest’anno. La corsa si sarebbe dovuta tenere il 4 Ottobre, ma è stata presa la decisione di spostare la manifestazione. Gli organizzatori vogliono trovare una ‘posizione’ nel calendario delle gare, migliore rispetto all’attuale.
Il Giro del Lazio probabilmente soffre, come altre vecchie classiche di casa nostra, del soffocamento di un calendario strapieno, che ormai coinvolge decine di corse sparse per l’Europa. Le squadre più importanti, cercano di essere presenti a corse dove i vantaggi economici abbiano maggior risalto nel proprio tornaconto. Corse come il Giro del Lazio, o quello del Veneto, oppure la Milano – Torino, erano gare che un tempo rappresentavano delle gemme (quando vinte) nella carriera di un ciclista. Oggi sono diventate gare di 2° piano.

(fonte dati; Bicisport)
Il Giro del Lazio iniziò la sua storia nel 1933 – guarda caso in piena epoca fascista – con Valetti come 1° vincitore. Seguirono altri nomi che hanno fatto la leggenda del ciclismo; Bartali (1937 – 1940 – 1945), Magni (1951 – 1956), Gimondi (1967), Moser (1977 – 1978 - 1984), Bugno (1992), Fondriest (1990 – 1994), Bettini (2002). L’ultimo vincitore (2008) è stato Masciarelli. Il Giro del Lazio è stata una gara valida per assegnare il titolo italiano nel 1959 e nel 1966.

lunedì 21 settembre 2009

Mendrisio 2009; le reginette di Casa-Italia*.

PROVIAMO A BUTTARLA SULL’ENTUSIASMO PURO, CONDITO CON UN PO’ DI RUFFIANERIA ITALICA. CON LE CONVOCAZIONI PER LA NOSTRA NAZIONALE IN ROSA, ECCO LE NOSTRE REGINETTE PER MENDRISIO; RAGAZZI, CHE SQUADRA!

(*)NOTA; questo articolo è stato scritto quando il Giro di Toscana Femminile era in pieno svolgimento. Pertanto, i nomi delle convocate presi in considerazione sono quelli dati per certi fino a una settimana addietro)

FABIANA LUPERINI; Ai Mondiali non ha mai combinato niente. Il suo rapporto con la rassegna iridata è sempre stato un punto interrogativo. Ma è il mito del nostro ciclismo rosa ed è ancora in sella. Se nell’inverno scorso ha …ritirato il ritiro, probabile che sia stato per la difficoltà del Mondiale svizzero. Da un’anno se ne parlava come di un percorso duro, e la ‘Lupa’ non ha forse resistito alla tentazione. Dopo alcuni anni in cui i suoi rapporti con la Nazionale erano abbastanza congelati, da un paio di stagioni le cose si sono raddrizzate. Per quello che ha fatto quest’anno, non molto, facile che sia stato il suo curriculum il vero lasciapassare per Mendrisio. Anche se al Giro del Friuli è sembrata in crescita.

NOEMI CANTELE; gira e rigira, ‘sta ragazza è da un paio d’anni che è considerata la nostra atleta principale, quando c’è la rassegna iridata. (per Cassani, almeno, sembrava ci fosse solo lei, due anni fa). Compagna di team della grande svizzera Nicole Brandli, ha vinto il titolo italiano a crono 2009, è arrivata 4^ nella prova in linea, a Marostica ha vinto facendo capire che la forma è ottima, e nelle corse di un giorno sembra ancora la nostra numero uno. Con la Guderzo (segue sospiro…) correrà la prova contro il tempo. Al Giro di Toscana ha corso poche tappe, poi il ritiro; problemi o condizione già affinata?

TATIANA GUDERZO; hai voglia!.. come chiedere all’Ilaria del suo Andy.
Comunque, fino ai Campionati Italiani non ha combinato niente. Il 2° posto nella prova a crono lo possiamo definire ordinaria amministrazione, vista la sua classe nel pedalare contro il tempo. Nella prova in linea, ha recitato in modo perfetto il ruolo di ‘palo’ per la Baccaille, compagna di team, che stava volando verso la maglia tricolore. Al Giro ha iniziato a carburare negli ultimi giorni, a dimostrazione che le mancavano i giorni di gara. Doveva carburare?; detto e fatto. Ennesimo titolo italiano su pista, Giro del Friuli portato a casa alla grande. Grazie ad Alessandro (inviato speciale a Nove) le notizie che è stata una delle migliori in salita, e la conferma con la vittoria nella tappa più difficile del Giro di Toscana. La sua forma è maledettamente in orario per i Mondiali. Insieme alla Noemi l’aspetta anche la crono. Le prime due dei campionati italiani a crono; più di così!...

MONIA BACCAILLE; chiamatelo anno della consacrazione, della maturazione, come vi pare. Zitta e buona è diventata la seconda velocista italiana (la Bronzini è la nostra numero 1, su questo non ci piove). Ha vinto il titolo italiano a Imola con una gara fantastica demolendo le avversarie. Poi, a Padova, leggendaria ‘classica’ del nostro calendario (!?), ha confermato che la forma è ottimale. Sembrerebbe l’atleta giusta per ‘rompere le scatole’ a metà corsa, se la gara fosse dormiente.

GIORGIA BRONZINI; la nostra regina delle ruote veloci – e Campionessa del Mondo su pista, prego – è stata protagonista al Campionato Italiano (3° posto nella gara in linea), dimostrando doti di fondo che dalle ruote veloci non ti aspetti, specie se in più entrano nelle fughe. Stessa cosa al Giro; altra fuga nella tappa più attesa (vinse la Cantele), e anche a Nove tra le girine scappate dal plotone. Al Giro di Toscana la conferma. Se riesce a farsi portare al traguardo, su con le antenne!

ELENA BERLATO, LUISA TAMANINI & VALENTINA CARRETTA; Sono le atlete che (se correranno, perché qualcuna sarà riserva) dovranno fare la corsa nei primi 50 – 60 chilometri. Con cinque compagne che potrebbero essere tranquillamente cinque capitane – e nelle loro squadre lo sono – ci devono essere le gregarie dove cercare di costruire il sogno. Le atlete che preparano le fondamenta dell’edificio con i colori dell’iride. Comunque, chiamarle gregarie è riduttivo; si tratta di fior di atlete.

Mendrisio 2009; VIA!


The Queen of the season 2008.

LADIES AND GENTLEMEN (si scrive così?); RIEMPIRE LE BORRACCE!
PUO’ CAMBIARTI LA CARRIERA, PUO’ SALVARTI UNA STAGIONE, PUO’ FARTI VIVERE DI RENDITA PER QUELLA DOPO. È IL MONDIALE. E QUESTI SONO ALCUNI DEI FAVORITI.

L’anno scorso, Nicole Cooke ha vinto ‘quasi’ in casa (la nostra nazione è un po’ la sua seconda patria). Si è allenata lontana dai riflettori (niente ‘Toscana’), ma tanto per cambiare gia voce che pedali alla grande. Volete vincere un Mondiale? Lei è la prima da superare. Mezzo scalino sotto, ecco Marianne Vos. La fuoriclasse olandese ha chiuso con due vittorie il Giro di Toscana, battendo di tre bici le avversarie sull’arrivo conclusivo di Firenze. Poi teniamo d’occhio Diana Ziliute. Da due mesi, pian piano, è cresciuta di ‘gamba’ ed è appena uscita vincitrice dal Giro di Toscana.


Cantele e Guderzo sono le atlete che facilmente avranno i ruoli principali in seno alla nazionale rosa. Entrambe corrono anche la cronometro. La marosticense è uscita dal ‘Toscana’ con la forma in crescendo. Noemi invece ha concluso anzitempo la corsa italiana; pretattica?


Alla sua prima partecipazione al Giro (22 anni) 2° in classifica. 2° al Tour quest’anno, battuto da Contador che è pur sempre il numero 1. Voleva la Liegi. L’ha vinta da campione. Ha una squadretta, ma è il più grande talento del Lussemburgo dai tempi di Gaul. Di pochissimo, forse è favorito rispetto agli altri perché non ha obblighi di vittoria (vedi in nostro Cunego). E se gli va male… lui va a pescare!


Il neo-Re d’Espana 2009; ma Vuelta o non Vuelta, ha il dente avvelenato. Niente Giro, niente Tour e un Mondiale 2008 finito tra le polemiche di casa-Espana. Le motivazioni saranno super. La condizione? Idem.


La Vuelta lo ha plasmato come mai prima. Da quando è finito il Giro, in testa ha solo il Mondiale. Poche storie; è il nostro capitano ed ha una gamba da “Lombardia”. Ha squadra e gambe per vincere. Non corra aspettando sempre gli altri (‘bocia’, mi raccomando!), e saran dolori per tutti.

giovedì 17 settembre 2009

Guderzo; avanti così!


(foto;TATIANA GUDERZO Michela Fanini.com)

MARIANNE VOSS 2^, MARA ABBOT 3^; L'OPERAZIONE MENDRISIO PER LE NOSTRE RAGAZZE AZZURRE AVANZA COME NEI PIANI, DALLE STRADE DEL GIRO DI TOSCANA 2009.
AH, DIMENTICAVO; TATIANA HA VINTO...

lunedì 14 settembre 2009

Mendrisio 2009; i convocati.



ECCO I NOSTRI EROI; ASPETTO UNA VOSTRA IDEA AL RIGUARDO.

ALESSANDRO BALLAN
IVAN BASSO
MARZIO BRUSEGHIN
DAMIANO CUNEGO
STEFANO GARZELLI
LUCA PAOLINI
FILIPPO POZZATO
MAURO SANTAMBROGIO
MICHELE SCARPONI
MAURO MATTEO TOSATTO
GIOVANNI VISCONTI

CRONOMETRO;MARCO PINOTTI.
REPARTO OSTERIA; LUIGI SGARBOZZA.

Durante il Giro di Toscana Femminile, che si correrà in questi giorni, saranno fatte le scelte definitive anche per la nazionale-rosa.

domenica 13 settembre 2009

Verso Mendrisio; il capitano è pronto!



COME LA VUELTA AVANZA, IL 'BOCIA' VA SEMPRE PIù FORTE. 2^ VITTORIA DI TAPPA E UNA CONDIZIONE IN CRESCITA.
AVANTI COSI'!

giovedì 10 settembre 2009

Il buono, il brutto, il cattivo.



MENTRE LA RAI CI STA OFFRENDO UNA VERGOGNOSA VUELTA DI SPAGNA, CON SPORADICI E MISERI SERVIZI AL SEGUITO DELLA 3^ GARA AL MONDO PER IMPORTANZA, DA RILEVARE LA SITUAZIONE DI CONTADOR;
IL NUMERO 1 AL MONDO SENZA GS PER IL 2010? QUESTO NO, PERO’…

Contador aveva finito la stagione 2008 con la splendida notizia che lo Space Cowboy sarebbe stato il suo nuovo compagno di team. Per tutto l’inverno e per tutta la primavera i due si sono evitati il più possibile, per poi inscenare una commedia agro-dolce andata in scena al Tour, ed annunciata da mezzo mondo.
Ora che Lance ha dato il via alla sua nuova squadra, questi toglierà il disturbo dall’Astana per grande gioia del campione spagnolo. Salvo che per Contador si prospetta una stagione in compagnia di uno che forse è ancora peggio; Vonoukurov (o come cavolo si scrive…). Uno che si è beccato due anni di squalifica al Tour e che torna a fare la voce del padrone.
A parte che a ‘Vino’ sarebbe da sputargli in faccia, a sto punto a Contador forse converrebbe sopportare Mister l’Astana Sono Io visto che, se tutti e due faranno il Tour, Mister Vodka si beccherebbe una tale spazzolata in montagna che Alberto gli farebbe vomitar l’anima al 3° tornante*.
Di certo Contador si troverebbe in una situazione simile a quest’anno, visto che Armtrong si porta dietro diversi milioni di dollari da investire con mezza Astana 2009, e che probabilmente sarà Vinokurov a decidere chi avere in squadra. Ma se esci vivo da una co-leaderschip con Lance, vuol dire che sei pronto a battagliare con chiunque.
Se poi Contador avesse intenzione di cambiare aria tra due anni, bisognerebbe vedere chi tra Caisse d’Epargne, Liquigas e Banco Santander avranno argomenti più concreti (che squadra possono costruire, e non solo soldi), da offrire allo spagnolo. Avere Contador per un GS italiano sarebbe bellissimo, ma c’è il rischio di svenarsi per garantirgli un contratto all’altezza.

* in quel caso registrerei la tappa e ne farei dei DVD da regalare.

domenica 6 settembre 2009

Verso Mendrisio; questi i nomi?



TRAMITE LA GAZZETTA ECCO UNA LISTA DI PROBABILI AZZURRI. ALCUNI SONO SICURI PARTENTI. CI SONO NOMI CHE CONDIVIDETE? ALTRI CHE NON VORRESTE? ALTRI ANCORA CHE METTERESTE NEL TACCUINO DEL CT?
TRA UNA SETTIMANA LA LISTA UFFICIALE DOVREBBE ESSERE DIRAMATA.

Basso
Ballan
Cunego
Scarponi
Pozzato
Bruseghin
Visconti
Garzelli
Paolini
Santambrogio
Biondo
Pinotti
Caruso
Tosatto

PS; volevo scrivere anche la lista ideale di Gigi Sgarbozza, ma arrivato al 43o nome mi son stancato.