«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 29 settembre 2010

PICCOLA GRANDE POOLEY!


Sarà un tè delle 5 mai così gustoso per Emma Pooley, neo iridata nella prova contro il tempo 2010.

SPLENDE IL SOLE SU EMMA POOLEY, CHE DIVENTA CAMPIONESSA DEL MONDO CONTRO IL TEMPO. STREPITOSA LA FRANCESE LONGO’, GRIGIE LE ITALIANE.

Piccola in bici, grande una volta scesa da quest’ultima. Emma Pooley vince il titolo iridato nella sfida contro il tempo, davanti alla tedesca Arndt e all’atleta di casa Villumsen. Incredibile la francese Longò che arriva al 5° posto finale alla tenera età di 52 anni.
La vincitrice del Giro del Trentino 2010 vince la cronometro di 22 chilometri pedalando con grande scioltezza per quasi tutto il percorso. In testa per tutta la durata dl percorso, l’inglese del GS Cervelo arriva davanti alla tedesca Arndt e all’americana Neben. Il tempo è incerto e si temono acquazzoni che potrebbero falsare la corsa. le concorrenti al via sono 38 con Guderzo e Cantele in pedana all’ora del cappuccino. Il percorso è bello duro nei primi 15 chilometri, con due asperità.
Dopo 20 minuti di gara arriva un po’ di pioggia, e si teme che la strada sia tutta un’insidia per le ragazze che partiranno di lì in avanti. Per fortuna degli organizzatori ci pensa la Guderzo a portare il sole arrivando in pedana di partenza. Stupenda la regia australiana che non ci fa mai vedere le italiane, se non pochi secondi per la Cantele e poi all’arrivo d’entrambe.
La Pooley parte ed andrà come il vento per tutta la corsa. la Longò starà con le prime fino alla fine, la Arndt conferma la grande gamba guadagnata tra le colline toscane. All’arrivo Emma Pooley ferma i cronometri prima di tutte, e si candida anche tra le favorite per sabato – insieme alla compagna di nazionale Cooke – così come la tedesca Arndt arrivata a 15” dall’oro.
Grigia l’Italia. Senza infamia e senza lode l’angelo azzurro, che si conferma miglior italiana a crono (10^ alla fine con due parziali che segnavano il 3° tempo entrambi), dopo il tricolore di quest’anno nella specialità. Malaccio la Cantele, mai in corsa per una medaglia (12° posto finale con parziali identici dove transitava sempre al 9°).

Classifica prime posizioni;

1^ Emma Pooley (GBR) 32’ 48”
2^ Arndt (GER) a 15”
3^ Villumsen (AUS) a 16”
4^ Neben (USA) a 38”
5^ Longò (FRA) a 44”

10^ Guderzo a 1’ 25”
12^ Cantele a 1’ 41”

martedì 28 settembre 2010

THE QUEEN AT THE GATES OF DAWN


LA REGINA SCENDE IN CAMPO; VIA AI MONDIALI 2010.

sabato 25 settembre 2010

Next generation.


“Congratulations guy, and good luck for your future!” sembrano dirsi nonno Lance e Vincenzo.

CONSIDERAZIONI DEL DOPO VUELTA, CON PROTAGONISTA LO SQUALO DELLO STRETTO, DIVENTATO IN QUATTRO MESI NUOVO RIFERIMENTO DEL CICLISMO NOSTRANO.
CON LA PAURA SEMPRE DIETRO L’ANGOLO, MA NON PER CATTIVERIA.

Mercoledì 24 maggio 2006, la Gazzetta dello Sport titola; “Basso, è nato un fenomeno”. Pier Bergonzi scrive in prima pagina un commento dal titolo “Progressione da paura”, per poi iniziare il sue editoriale; “C’è sempre un momento che segna il corso d’una carriera. Il Big Bang di Ivan Basso si chiama Monte Bondone, la salita che 50 anni fa rivelò Charly Gaul”.
Sulla prima pagina della Gazzetta Sportiva del 19 settembre 2010; “Trionfo Nibali – È la Vuelta buona!” Stavolta è Franco Arturi a scrivere in prima pagina un commento; “Benvenuto campione” è l’attacco dell’articolo. Articolo che inizia ben diversamente rispetto a quello che collega 4 anni prima; “Dio sa quante volte abbiamo sognato che il ciclismo italiano risalisse a nuova vita dai buchi neri che hanno inghiottito tanti protagonisti. Siamo reduci da una lunga lista di delusioni brucianti”.
La vittoria di Vincenzo Nibali ha un sapore particolare, in quella che è stata la sua affermazione spagnola. Da due anni era il talento da tanti annunciato, e che ci si attendeva ancora migliorato rispetto alla stagione precedente. Che le basi fossero diverse da altri atleti, questo lo si evinceva già un paio d’anni addietro. Nessuna fretta di correre questa o quella corsa per vincere, e fare sua la politica del passo alla volta. Da questo lato un ciclista molto somigliante a Basso, che corse tre Tour con l’obiettivo di crescere prima di provare a vincerlo. Poi arrivò la cretineria assortita delle sacche di sangue, e buonanotte al secchio.
Nibali ha sfruttato al meglio anche le situazioni che si sono incrociate alla Vuelta. Un Contador partecipante avrebbe probabilmente vinto la corsa spagnola. Il Nibali di oggi non è ancora all’altezza del Numero Uno al mondo. Probabilmente è anche mezzo scalino sotto ad Andy Schleck, che se non avesse trovato Contador almeno un Tour lo avrebbe portato a casa. Ma la cosa buona del siciliano è che Contador è ormai al massimo del suo rendimento, Schleck vi è vicino e Vincenzo sta iniziando adesso a sparare le cartucce buone. Altra cosa positiva, è che alla prima occasione in cui la Liquigas gli ha dato una “sua“ squadra – Liquigas che ha molti meriti, vista la pazienza nel far crescere il ragazzo poco alla volta – Nibali ha centrato il colpo grosso. E qui torna il discorso sulla testa con cui questo ragazzo si applica.
Alcune stagioni addietro, Visconti, Nibali e Riccò godevano alla pari dell’attenzione dei critici ed addetti ai lavori. Di Riccò sappiamo che ha un talento secondo a nessuno, ficcato dentro a una testa che regala sorprese anche troppo volentieri. Con Nibali non è mai stato in buoni rapporti, ora anche meno visto che mentre Riccardo ha riempito i giornali di proclami, l’altro ha vinto la Vuelta e da ora godrà di maggiori coccole dagli addetti ai lavori. Dopo il secondo posto al Giro 2008 dietro a Contador, Riccò doveva usare la testa invece dell’orgoglio. Altro che CERA perchè non riusciva resistere al fascino di correre il Tour! Ora per Riccò altre rogne indirette, con l’arresto del fratello di Vania Rossi, Enrico, per doping dentro l’inchiesta che “Red Cobra” che ha coinvolto una trentina di persone.
Visconti invece ha potuto correre insieme a ciclisti come Boonen e come Bettini alla Quik Step, riuscendo forse a capire proprio da loro che quando hai del talento nessuno te lo porta via, e solo tu puoi buttarlo nel cesso. Visconti per ora ha vinto due titoli italiani in linea, e nel 2009 è stato il miglior ciclista europeo, nelle corse UCI Europa.
Nibali ha potuto approfittare in questi due anni della vicinanza di Basso, che con parole semplici e chiare ha detto che Vincenzo rappresenta il futuro del ciclismo italiano, mentre il due volte vincitore del Giro non ha nascosto che i suoi anni migliori ormai stanno andando via. Con la speranza che Nibali non faccia le cretinerie già sopra citate che il suo capitano (da ora co-capitano probabilmente) fece al Tour del 2006, stringiamo idealmente la mano a questo siciliano “con la faccia da emigrante del secolo scorso” come hanno scritto di lui in questi giorni. L’erede di Basso è arrivato, speriamo sia solo l’inizio.

mercoledì 22 settembre 2010

Quanto vale una famiglia?


MI FERMEREI.
SE FOSSI IN RICCARDO RICCO’ SCENDEREI SUBITO DI SELLA E PENSEREI A QUELLA COSA CHE VALE BEN PIU’ DI UNA QUALSIASI VITTORIA.

Quanto vale una propria famiglia? Io non lo so perché non ho una famiglia mia. Ma quando leggo del nuovo guaio che coinvolge il ciclismo italiano, vedendo chi è la persona finita sui giornali (il ciclista Enrico Rossi della Ceramiche Flaminia), mi viene da chiedermi in che razza di situazione rischia di ritrovarsi Riccardo Riccò.
Lo scalatore italiano stava faticando come una bestia per riuscire a trovare uno spiraglio di credibilità, ed ecco arrivare la notizia dell’arresto del fratello della sua fidanzata Vania Rossi. Vania, che ha passato la fine dell’inverno e la primavera a risolvere i propri guai per una positività – poi risoltasi con le contro-analisi – ai Campionati Italiani di ciclocross. L’accusa per il fratello della donna è pesante; Enrico Rossi è considerato una figura di primo piano, dopo un’azione anti-doping dei Carabinieri che ha coinvolto più di 30 persone, alcune di queste arrestate.
Fossi in Riccò scenderei di sella e penserei per prima cosa al suo ruolo di fidanzato e papà. Due anni di squalifica, il ritorno alle corse ed ecco la fidanzata fermata per doping quest’inverno. Poi l’esito delle contro-analisi che sistema tutto anche se con tanti dubbi. Ora il fratello di Vania arrestato, e che era compagno di team di Riccardo finché Riccò non ha trovato l’accordo con la VacanSoleil. Perché? Sapeva che Rossi gestiva veramente il doping, e viste le rogne del passato ha preferito cambiare aria per non rischiare ancora di finire nei guai?
Di domande possiamo farcene tante, ma se fossi in Riccò ora penserei solo alla sorella di Enrico Rossi che è, prima di ogni cosa, la donna che a Riccardo un figlio glielo ha dato. Se Riccò sapeva di quello che il “cognato” Enrico gestiva, dovrebbe andare a nascondersi in Siberia e stare lì a vendere ventilatori. Se queste tre persone sapevano quello che poteva capitare, bisognerebbe prendere i loro tesserini targati FCI e usarli per accendere il fuoco della stufa, visto che le serate iniziano a rinfrescare.
Ma se fossi nella sua posizione, per prima cosa scenderei di sella e mi fermerei almeno un’altro anno. Farei il padre, prima di ogni cosa questo, e starei vicino a una donna che ha visto il fratello arrestato per doping. E penserei, come mai prima d’ora, se lo ha fatto, se non fosse anche veramente il caso di “andare a lavorare”.

domenica 19 settembre 2010

Granfondo meno sporche ed equilibrate; forse si comincia (finalmente!).



DOPO ANNI – ANCHE TROPPI – SI COMINCIA A FARE UN GIRO DI VITE SULLE “LIBERTA” CHE POSSONO ESSERE SFRUTTATE DAI CICLOTURISTI PER LE GRANFONDO.

La Granfondo Sportful entra a far parte di un consorzio denominato 5 Stelle (il nome sarebbe FiveStars, perché fa più figo). Insieme alle corse; GF Felice Gimondi – Nove Colli – Dles Dolomites – Pinarello.
Regole principali che dovranno essere considerate; tutela per la salute dei corridori (cioè doping, ma è parola vietata da usare perché sennò fa meno figo). Verrà preparato un Codice Etico che verrà chiesto ai ciclisti e cicliste di rispettare.
Non saranno ammessi i ciclisti della categoria denominata “Master Gold” ed i professionisti che hanno smesso l’attività da meno di 5 anni. Dovranno sottoporsi ad un monitoraggio biologico quelli che pedaleranno per il ranking.
Il Ministero della Salute vuole garantire maggiore attenzione per i controlli anti-doping, e a quanto pare scucerà un bel po’ di soldini per aiutare in questo. Altra questione che verrà affrontata, è quella per risolvere il problema della trasformazione in pattumiere di giornata – tramite bottigliette di plastica, bucce di banane e di arance, confezioni di barrette e gel energetici vari – dei cigli stradali nel chilometro successivo alle zone rifornimento.

sabato 18 settembre 2010

VAMOS, VAMOS, VAMOOOS!!!


Da due decenni non si parlava italiano al Giro di Spagna. Olè Vincenzo!

VINCENZO NIBALI E’ AD UN……COLPO DI PEDALE, DALLA VITTORIA DEL GIRO DI SPAGNA. UN’ATTESA DURATA 20 ANNI STA PER FINIRE.

A 12 anni dall’ultima vittoria italiana in un grande giro estero (Marco Pantani – Tour 1998) a 20 dall’ultima vittoria italiana alla Vuelta (Marco Giovanetti – 1990), l’Inno di Mameli dovrebbe risuonare domani nella capitale spagnola.
Vincenzo Nibali è lontano un giorno dalla vittoria che prima o poi, per questo ragazzo, sembrava dovesse arrivare. Da due anni sono sempre di più quelli che seguono il siciliano con buone impressioni sulla sua crescita ciclistica (anche come testa), e finalmente sembra arrivato il giorno del gradino più alto definitivo.
Nibali ha in mano la Vuelta anche perchè ha sfruttato al meglio delle situazioni che erano abbastanza inattese alla vigilia. Contador che preferisce rinunciare era un’occasione da sfruttare al massimo per tutti, non solo per l’italiano. Andy Schleck che ne combina più di Bertoldo nel giro di una notte, lasciando suo fratello con due gregari in meno in un colpo solo.
Nibali aveva quasi tutto da perdere, visto che a metà Vuelta era il nome favorito. Ma è riuscito a restare sempre con i migliori anche nelle frazioni più lontane dalle sue capacità. Sapeva che si sarebbe giocata la Vuelta a cronometro, ed è riuscito a riprendersi la “rossa” al momento perfetto. Era la prima volta che Nibali partiva come capitano della Liquigas, con l’intento di provare a vincere. Siamo lì, ad un…… colpo di pedale.
Terzo al Giro e ora..... VAMOS VINCENZO!!!

giovedì 16 settembre 2010

Ancora sulla pelle dei nostri giovani; basta maledizione!!


GUAI GROSSI PER LA SOCIETA’ DILETTANTISTICA “TEAM TRENTINO” E PER IL LORO DIESSE MARIANO PICCOLI, DOPO UN CONTROLLO DELLE FIAMME GIALLE FATTO IN LUGLIO AL GIRO DEL MEDIO BRENTA.
ORA SE NE SA DI PIU’ E DOPO LA VICENDA DEL GIRO-BIO L'AMAREZZA DIVENTA RABBIA.

(notizie tratte dal Gazzettino di giovedì 16 settembre 2010)

L’ex professionista Mariano Piccoli è stato perquisito, dalle Fiamme Gialle, al Giro del Medio Brenta corso a luglio, e gli sono state trovate delle compresse anonime e di presunta provenienza estera. Ma se in questa caso si parla di compresse anonime e di una provenienza presunta – quindi senza certezze – le notizie che coinvolgono i ciclisti della squadra danno meno dubbi a causa di un’altro dell’episodio capitato nella medesima occasione.
Infatti, mentre un gruppo di finanzieri si stava dirigendo a perquisire il furgoncino della squadra, sarebbero state viste volare fuori da un finestrino delle confezioni di farmaci che sono state raccolte poi in un fosso. Uno dei ciclisti che è stato visto gettare i farmaci, è poi risultato positivo all’EPO.
Piccoli ora dovrà vedersela con l’accusa forse più pesante; non solo doping ma anche ricettazione dello stesso.

martedì 14 settembre 2010

"SARA' UNA SQUADRA CATTIVA" (Paolo Bettini)



Il nostro Commissario Tecnico (nella foto?) vuole una squadra garibaldina. Meglio che i ragazzi l’accontentino!

ECCO LE LISTE DEI CONVOCATI E DELLE CONVOCATE PER LE DUE NAZIONALI MAGGIORI, IN VISTA DEI MONDIALI 2010. PER POZZATO ECCO L’OCCASIONE CHE VOLEVA DA UN PEZZO, TRA LE DAME UN RITORNO ECCELLENTE.

NAZIONALE ELITE UOMINI;
Filippo Pozzato – Luca Paolini – Daniel Oss – Francesco Gavazzi – Marzio Bruseghin – Matteo Tosatto – Marco Pinotti – Rinaldo Nocentini – Andrea Tonti – Vincenzo Nibali.

L’uomo di punta sarà Filippo Pozzato. La mancanze di Alessandro Petacchi e Daniele Bennati fanno capire che Bettini non vede un arrivo in volata, e vuole un’Italia a trazione anteriore.
Luca Paolini, Marzio Briseghin e Matteo Tosatto sono “vecchietti azzurri” che Bettini conosce molto bene, e sa che per loro basteranno due parole per intendersi nelle fasi più delicate.
Vincenzo Nibali sarà la mina vagante, soprattutto per le altre squadre, quando arriveremo negli ultimi 40/50 chilometri. Giuste le convocazioni per Gavazzi, che nell’ultimo anno ha mostrato ottime cose in ambito Acqua & Sapone, e anche del trentino Oss che forse sarà con Gavazzi l’uomo che dovrà entrare nelle fughe dei primi 100 chilometri.

NAZIONALE ELITE DONNE;
Guderzo Tatiana
Baccaille Monia
Bastianelli Marta
Berlato Elena
Bronzini Giorgia
Callovi Rossella
Cantele Noemi

Se la nazionale di Paolo Bettini parte per vincere la corsa, l’Italia rosa è semplicemente la nazionale da battere. Altissimo il livello per qualità delle atlete, con tre campionesse del mondo in squadra, tenendo conto del titolo iridato della Bronzini su pista.
Tatiana Guderzo e Noemi Cantele saranno le atlete di riferimento, contornate dalle velociste migliori sulla nostra piazza, con la Bronzini tra le migliori a livello internazionale. Con lei la due volte campionessa d’Italia su strada Monia Baccaille, che in volata sa regalar sorprese (vedi titolo italiano o GP Liberazione).
Torna a vestire l’azzurro, a tre stagioni di distanza, l’ex iridata Marta Bastianelli, che potrebbe rappresentare la carta per far saltare la corsa negli ultimi 30 o 40 chilometri.
Giusta la convocazione per la 22enne della Top Girl Fassa Bortolo Elena Berlato, una delle ragazze di Casa-Italia che arrivano dall’interessantissima generazione di fine ’80, anche se l’atleta sarà attesa ai vertici solo tra un paio di stagioni.
Nel complesso quella femminile è la nazionale migliore che l’FCI porta quest’anno in Australia, tra le varie selezioni.



Una Nazionale per lui; Filippo Pozzato non chiedeva altro.



Marta Bastianelli riassapora la Nazionale. Per lei un ruolo di "mina vagante"?

domenica 12 settembre 2010

Grazie a Casarotto, Nibali in vetta.


BRUTTE NOTIZIE DALLE STRADE ITALIANE, SENZ’ALTRO MIGLIORI QUELLE CHE ARRIVANO DALLA VUELTA. GIRO DI SPAGNA CHE ORA ENTRA NEI GIORNI DECISIVI.
SUL DOPING, CONFESSA IL BELGA SENTJENS.

La famiglia del diciannovenne Thomas Casarotto si prepara a salutare il figlio, e quest’ultimo donerà i suoi organi per chi potrà così continuare a vivere. Le condizioni del giovane di Schio (Vicenza) sono di una gravità irreversibile, e quindi le speranze si sono arenate. Casarotto è tenuto in vita dai macchinari dell’Ospedale di Udine.

A causa di una caduta di gruppo che ha coinvolto il leader della generale Igor Anton, Vincenzo Nibali è la nuova maglia rossa della Vuelta di Spagna. Il siciliano della Liquigas passa in testa al giro spagnolo, e ora guida la classifica con 4” su Rodriguez, e 50” su Mosquera. La Vuelta entra ora nella fase decisiva, con tre consecutivi arrivi in salita (il primo ieri).
Vista la continuità di rendimento dimostrata in queste due settimane, ora Nibali è il favorito per la vittoria conclusiva, anche in memoria del fatto che l’italiano avrà una cronometro a disposizione nella strada verso Madrid. Da 12 anni un italiano non vince un grande giro straniero (Marco Pantani nel 1998 con il Tour), e da 20 anni (Marco Giovanetti) un ciclista di casa nostra non vince il Giro di Spagna.

DOPING; Il ciclista belga Roy Sentjens (Team Milram) ha confessato di aver usato EPO, e di averlo acquistato a Barcellona in una normale farmacia. Il ciclista ha detto che non vuole più tornare a correre dopo la squalifica. Era stato trovato “positivo” ad un controllo alla metà di agosto.

MONDIALI; Tra due giorni Paolo Bettini comunicherà la lista di convocati per i Campionati Mondiali di Ciclismo su strada.

mercoledì 8 settembre 2010

SAXO BANK; CHE PASTICCIO!!


“Ragazzi, che m’avete combinato?!”
Forse è lui che ci ha rimesso di più: Frank Schleck perde due compagni di squadra nel giro di…. una notte!

UNA NOTTE DI LIBERTA’ CHE HA OLTREPASSATO LE REGOLE INTERNE DEL GS SAXO BANK; QUESTO IL MOTIVO PER L’ALLONTANAMENTO DI ANDY SCHLECK E DEL COMPAGNO DI SQUADRA O’GRADY.

Giro di Spagna da dimenticare per il GS Saxo Bank e per il capitano Andy Schleck in particolare. A causa di una notte passata con troppa libertà, il giovane campione del team danese è stato allontanato dalla gara insieme al compagno di squadra Stuart O’Grady. I ciclisti sono rientrati in albergo “attesi” dal Direttore Tecnico Trey Greenwood; tutto in apparenza normale, se non fossero state le 5 del mattino.
Il Direttore Sportivo Bijarne Riis ha preso il massimo provvedimento del caso, escludendo i due ciclisti dal Giro di Spagna. Le dichiarazioni di Riis non sono entrate nel dettaglio, anche se ci sono due versioni del fatto accaduto. I due ciclisti hanno parlato di un allontanamento per un bicchiere prima di cena. Dall’altra si parla di un rientro in albergo all’alba con l’aria di essersela spassata con più di qualche bicchiere. Probabilmente, nei prossimi giorni su questa storia se ne sentiranno ancora.
Ma in mezzo a tutto questo mezzo mistero, chi ci ha perso di più è stato Frank Schleck, fratello di Andy, che in un colpo soltanto si è ritrovato con due compagni di squadra in meno. Nell’arco di un grande giro, nella terza settimana soprattutto, un uomo in più si può rivelare molto importante, e Frank è a qualche minuto dalla vetta della classifica.
Tenendo conto che da qualche settimana Alberto Contador ha trovato l’accordo con la prossima squadra di Riss, è probabile che Andy Schleck e il suo DS abbiano iniziato a scrivere le carte per il loro divorzio professionale, che a fine stagione probabilmente avrà ancora strascichi per questo epilogo inatteso da tutti.

domenica 5 settembre 2010

AVANTI COSI'!


Fin'ora tutto secondo i piani; così si potrebbe interpretare la prima settimana della Vuelta per Vincenzo. Alè ragazzo!

PASSATA LA PRIMA SETTIMANA DELLA VUELTA. NOTIZIE TRISTI SUL PIANO UMANO, OTTIME PER QUELLO SPORTIVO GUARDANDO A NIBALI.
BUONE NOTIZIE SEMBRANO FARSI VIVE ANCHE PER BETTINI.

Passata la prima settimana della Vuelta, l’argomento più importante è stato il ritiro del Team Sky, in segno di lutto per la morte del loro massaggiatore Txema Gonzalez. Una notizia che ha lasciato di stucco tutta la carovana, e che ha decretato la decisione drastica da parte dei dirigenti del GS inglese. In un primo tempo si è parlato di mononucleosi, ma ancora nessuno ha detto qualcosa con sicurezza, sulle cause della morte. Anche Juan Antonio Flecha accusava gli stessi sintomi, ma una cura a ase di antibiotici lo ha guarito.
Sul piano ciclistico, ottima la corsa che Nibali ha portato avanti fin’ora. Il siciliano è vicino alla vetta della classifica, e l’impressione emersa è che l’italiano ancora non abbia spinto sui pedali fino in fondo. Gli spagnoli Igor Anton e Joaquin Rodriguez per ora sono i leader – alla pari – della generale, mentre alcuni protagonisti attesi hanno perso terreno; da Menchov ai fratelli Schleck.
Nibali sta pedalando con grande testa ed attenzione, soprattutto cercando di spendere le energie quando servono veramente. Cercare la maglia di leader in questo momento è cosa ancora prematura, per questo va bene così.
Anche per il CT Bettini sembrano delinearsi buone notizie all’orizzonte. Petacchi è caduto ma si tratta di abrasioni che non andranno a pregiudicarne il prosieguo per la ricerca della forma migliore possibile. Per Filippo Pozzato – probabilmente l’uomo di riferimento in Australia, con lo spezzino Petacchi – tutto sembra andare per il verso giusto, e sta pedalando sempre meglio Marzio Bruseghin.
Paolo Bettini dovrebbe annunciare la sua nazionale la metà di settembre. Questo fa pensare che forse mancano solo i nomi per le cosiddette “riserve”. Niente di più facile che la nazionale 2010 sia quindi già fatta.

sabato 4 settembre 2010

Salutiamo dei nuovi amici.

SI CHIAMA "PROPAGANDA BC" ED E' UN SITO PENSATO PER FARE DA TRAMITE, E AD AIUTARE ANCHE CHI DI DOVERE, A RENDERE PIU' GODIBILE LA NOSTRA ITALIA VISSUTA IN BICI.
OGNI TANTO ANDIAMO A FARCI UNA VISITINA!

mercoledì 1 settembre 2010

Settembre;l'editoriale


UN RAGAZZO CHE CERCA LA CONSACRAZIONE, UN’ALTRO CHE LA VUOLE A MODO SUO, UNA RAGAZZA CHE RIPARTE QUASI DA ZERO, E POI TUTTI VERSO UN MONDIALE ROGNOSO PERCHE’ APERTO A TANTI PROTAGONISTI.
QUESTO IL SETTEMBRE CICLISTICO CHE CI VIENE A TROVARE.

La Vuelta è partita. Le notizie arrivate dall’ultima decade di agosto, ci mostrano un Vincenzo Nibali in gran forma anche di testa. Cosa fondamentale visto che alla Vuelta sarà lui l’atleta di riferimento per la pattuglia di Casa-Italia. Cresciuto e migliorato per gradi, merito anche della pazienza dei suoi dirigenti in Liquigas, lo squalo dello stretto dovrà far vedere se il dopo-Basso può veramente iniziare a prendere forma. Potrebbe, Nibali, trovare in Roman Kreuziger un compagno-avversario inaspettato. Soprattutto per il fatto che proprio Kreuziger vorrà far vedere all’Astana – suo prossimo Gruppo Sportivo – che su di lui, e sul suo talento, si può costruire un programma al vertice. A volte le motivazioni possono fare molto più di quel che si pensa.
Una Vuelta che poteva avere in Riccardo Riccò un grande protagonista, ma che invece non vedrà lo scalatore di casa nostra nemmeno al via. Spesso e volentieri sembra proprio Riccò la prima persona a non sapere cosa vuole. Finire sui giornali con l’annuncio che di lì a poco andrà a correre in Quik Step per poi leggere, tre giorni dopo, che l’atleta ha cambiato ancora Gruppo Sportivo. È l’ennesima situazione che ancora non ci da affidabilità sul carattere della persona. Tanto rumore, probabilmente con sapiente uso della stampa per cercare una squadra di prima fascia, e poi ritrovarsi a correre con una formazione di secondo piano, che valeva la stessa classe d’appartenenza – per la graduatoria UCI – della Ceramiche Flaminia. Come pedalare con la catena caduta dalla moltiplica.
Con il “Toscana” femminile in arrivo, Marta Bastianelli cercherà di capire quanto veramente le sono costati due anni di squalifica. L’atleta due volte medaglia iridata (argento juniores a Verona nel 2004 e iridata elite nel 2007 a Stoccarda) è tornata in gruppo a metà luglio con il GS Fenix-Petrogradets al Trofeo Carnevale d’Europa di Cento. Dopo un buon risultato alla Thüringen Rundfahrt der Frauen con il 7° posto finale, l’atleta laziale vorrà capire con la corsa a tappe toscana quanto deve ancora lavorare per arrivare a quel vertice che conquistò 3 anni addietro. Non è da escludere che la ragazza cercherà una convocazione ai Mondiali, per tornare a vestire quell’azzurro che in queste ultime stagioni – grazie al lavoro fenomenale del CT Salvoldi – ha messo in piedi un gruppo di grandissimo livello per qualità delle atlete. Con l’abbandono di Fabiana Luperini, e in attesa della giusta maturazione della Scandolara o della Berlato, Marta Bastianelli potrebbe essere una pedina che arriva al momento giusto.
E proprio da Settembre inizia per tutti la lunga rincorsa iridata verso l’Australia. Paolo Bettini deciderà nei prossimi 10 giorni chi vestirà d’azzurro. Scelta già arrivata alla cerchia finale, anche grazie alla convocazione decisa per il Giro del Veneto di fine agosto, un’occasione dove il CT ha potuto fare le prime scelte definitive. Sarà probabilmente un Mondiale rognoso, visto che il percorso è aperto ai finisseurs (Gilbert, Pozzato, Cancellara, Evans, Vinokurov, S.Sanchez. A.Schleck…) come a certi velocisti (Boonen, Bennati, Kavensdich, Freire…). Nonostante la lista ideale di Gigi Sgarbozza abbia già superato quota 40 convocati, sembra che Filippo Pozzato, Daniele Bennati, Luca Paolini, Giovanni Visconti e Alessandro Ballan siano i nomi che Bettini ha già scritto nel suo taccuino per la sua squadra verso la terra dei canguri.
Questi gli argomenti che riempiranno le chiacchiere di fine estate, mentre inizieremo a salutare i colori estivi per abbracciare i toni più caldi ed eleganti. Quelli che il bosco ci regala prima d’iniziare ad incamminarsi lungo la strada dell’inverno. Colori che, sia chiaro, vedremo in sella alle nostre specialissime.