«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 29 marzo 2009

GIORGIA BRONZINI IRIDATA!!



BELLISSIMA SODDISFAZIONE DAI MONDIALI SU PISTA, DOVE L’INNO DI MAMELI HA RISUONATO TRA LE DONNE NELLA GARA A PUNTI!

Il Corpo Forestale dello Stato e gli appassionati di ciclismo femminile, festeggiano il titolo del mondo di Giorgia Bronzini.
Una corsa attenta e grintosa è valsa la medaglia d’oro per l’italiana. L’atleta stessa ha detto – nel dopo gara – che voleva rispondere con i fatti ad un periodo per lei antipatico. Non c’era modo migliore, visto che la nostra velocista-pistard ha corso benissimo, e dopo la vittoria in Coppa del Mondo della specialità ecco arrivare l’iride. Il dopo Vera Carrara è iniziato nel modo migliore possibile; BRAVA GIORGIA!!

mercoledì 25 marzo 2009

Coppa del Mondo Femminile

NON MANCATE DI FARE UN SALTO SU "CICLISMO FEMMINILE PROJECT" (link a fianco per accedere), PER L'APPUNTAMENTO ITALIANO CON LA COPPA DEL MONDO, CHE SI CORRE DOMENICA.
DOVE TROVERETE RISULTATI E COMMENTI AL RIGUARDO.

sabato 21 marzo 2009

God save the... new King!;Cavendish, un falco su Sanremo!!



Foto: Giro 2008.

LO SPAURACCHIO DI TUTTI I VELOCISTI PIU’ ATTESI HA PIAZZATO IL COLPO. PER 10 CENTIMETRI, LA CLASSICISSIMA PARLA INGLESE.

Mark Cavendish è nato nell’Isola di Man il 21 Maggio del 1986, e da oggi non è più soltanto un talento da tenere d’occhio. Con una volata nella volata, si è imposto come sanno fare in pochi. Il fortissimo velocista inglese sbanca la Sanremo dopo aver tenuto duro sul Poggio, e a meno di 23 anni d’età mette la firma sulla classica di Primavera.
Una Sanremo che è vissuta nell’attesa che la decina di atleti in fuga venissero ripresi, per poi vedere quali big avrebbero tentato di andarsene sul Poggio. Ci ha provato Rebellin ma non è durato molto – salivano come moto! – poi Pozzato che ha fatto un ‘buco’ per circa un chilometro o forse meno. Molto lavoro di Scarponi sulla Cipressa, di Nibali per Bennati sul Poggio attaccato a Pozzato, ma poi ecco una Sanremo che si è decisa negli ultimi 500 metri.
È il fenomenale pistard inglese – che la Federazione vorrebbe riportare anche in pista, anche se il ragazzo non sembra entusisasta – a colpire con una frustata che mi ha ricordato il miglior Freire dei tempi d’oro. La scuola di Zabel ha dato i suoi frutti. Complimenti!

giovedì 19 marzo 2009

Da non credere; Ballan e Cancellara OUT!



ROBE DA MATTI! IL VINCITORE 2008 ED IL CAMPIONE DEL MONDO ALZANO BANDIERA BIANCA PER SANREMO. SOPRATTUTTO PER L’ITALIANO CHE DOVRA’ GUARDARE GIRO E CLASSICHE IN TV. CHE BOTTA!

Cerco di immaginare le bestemmie di Zomegnan al sapere che Cancellara e Ballan staranno a casa. Se per il vincitore della classicissima 2008 ci saranno comunque le classiche del nord, ecco che per Alessandro va a p*****e tutta la preparazione di 3 mesi per i grandi appuntamenti di Aprile e Maggio.
La Sanremo non avrà il Campione iridato – che è pure italiano – a causa di un rompic******i di nome CITOMEGALOVIRUS. Sulle prime sembra il nome di un eroe dei cartoni animati giapponesi degli anni ’80, ma di fatto è un virus parente della varicella e della mononucleosi – chiedere a Cunego per specifiche sulla materia – che ha messo col sedere per terra il ciclista veneto che alla Tirreno era sempre stanco e non capiva perché.
Cancellara è caduto 3 settimane fa mentre si allenava e la condizione non c’era proprio. Ma è per Ballan che la botta è forte. Tra periodo di ‘ferma’ e cure con antibiotici per guarire dal virus, il Campione del Mondo dovrà fermarsi e ricominciare ad allenarsi quasi da zero.
Personalmente avevo pensato ad una cosa come un virus, quando leggevo che l’italiano si sentiva molto stanco in questo periodo, ma una cosa così lunga è una botta forte, visto che mezza stagione se ne va in malora.
Vi saluto mentre l’eco dei sacramenti di Zomegnan iniziano a farsi sentire anche sulle vallate vicino a casa mia…

martedì 17 marzo 2009

Noi siamo pronti... e loro?






CON PARIGI-NIZZA E TIRRENO, SI CHIUDE IL PERIODO DI PREPARAZIONE PER LE GRANDI CLASSICHE. DA MESI LE ASPETTATIVE SONO ALTE PER TANTI NOMI, MA CON 2 DI QUESTI PIU’ DI TUTTI.
SIGNORI, ECCO LA SANREMO; DA ADESSO SI SPINGE A TUTTA!

17 MARZO; MANCANO 52 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA.

Boonen, Cancellara, Pozzato, Rebellin, Bennati, Cavensdish, Paolini, Petacchi… ce ne sono che la vogliono! Finito il tempo delle attese, ecco che si inizia a fare sul serio anche con le grandi corse storiche. La Sanremo si prepara a lanciare il nome del primo grande protagonista delle cronache di primavera.
Ci saranno anche due nomi che anche senza essere protagonisti avranno un’attenzione molto alta attorno a loro. Per Basso l’interrogativo di sapere se sarà forte come due anni addietro – quasi tre – mentre per lo Space Cow-boy un ritorno dopo diversi anni in Italia. Il 1° per scaricare la rabbia di tanto rancore che alcuni colleghi non hanno mai troppo nascosto, e la voglia di tornare a vincere anche per zittirne tanti. Il 2° per uno dei ritorni che se vincenti al Giro o al tour, diverrebbe uno dei più clamorosi nella storia del ciclismo.
Basso era stato scelto da Armstrong come suo erede nell’allora Discovery Channel, designato in pompa magna ed in eurovisione alla fine del Tour 2005 sui Campi Elisi. L’italiano è certo di star crescendo bene, forse come mai prima. Di certo anche lui ha voglia di avere delle risposte su quanto vale veramente, ora che i più forti dovrà incrociarli tutti.
Dall’altra abbiamo 38 anni che senz’altro hanno perso lo smalto di 5 o 6 anni addietro, e che troveranno nelle strade del Giro la loro risposta definitiva. Dall’italiano la grande voglia di rinascere, dallo statunitense quella grande di stupire. Tra due mesi i verdetti, che iniziano a costruirsi da adesso.

Risultati della mini-inchiesta

ECCO IL ‘VOSTRO’ POST; O ALMENO, QUELLI CHE SONO ALCUNI PUNTI IN COMUNE TRA VOI, PER QUELLE CHE ERANO LE DOMANDE CHE AVEVO PROPOSTO NELLA MINI-INCHIESTA DOPING ALCUNI GIORNI ADDIETRO.

Nell’estate dello scorso anno, quando avevo rinnovato il blog nell’impostazione delle pagine e nella grafica, volevo anche renderlo il più possibile plasmabile dalle vostre idee sul mondo delle specialissime. Per far risaltare un ciclismo fatto non solo dai numeri, ma anche dalle emozioni che ne possono venir fuori. Questo perché il blog spero diventi presto parte di un progetto più ampio. Fin’ora posso soltanto essere contento.
Ho fatto 5 domande, e da voi non ho avuto solo 5 risposte. Ma 100 altre cose tra suggerimenti, argomenti, idee, racconti preziosi, sensazioni e situazioni, vissute anche direttamente da voi e che posso solo elogiare per un’esemplare onestà nell’esporle.
Spesso e volentieri ho nell’animo l’idea che la cosa bella del Giro d’Italia – parlo del Giro per dare un’esempio conosciuto da tutti – sia l’Italia del Giro, cioè la gente. Ed ancora una volta traspare (tristemente, ci metto io) che sono più gli appassionati che non i ciclisti stessi a voler pulizia di tutto il letame umano che ha impregnato l’ambiente.
Comunque ecco quelli che sono alcune considerazioni che mi sono permesso di accomunare, tra le righe da voi lasciate.

Domanda 1 (come la pensavate sul discorso squalifiche); Si sente l’esigenza di sanzioni – anche economiche – più severe, ma soprattutto traspare la voglia di avere sanzioni che vengano stabilite in egual modo una volta per sempre.

Domanda 2 (se accettare o no GS non Pro-Tour alle corse di primo piano, nonostante durante la stagione abbiano meno controlli); qui emerge un equilibrio di vedute; da un lato l’idea che siano da aumentare i controlli anti-doping per le cosiddette ‘Professional’. Dall’altro che, per queste ultime, debbano essere considerati i risultati nelle settimane precedenti in altre gare.

Domanda 3 (sulla motivazione che spinge al doping; la paura delle 3 settimane o i soldi); è vostra opinione che il denaro è ancora valutato come la motivazione più forte per spingersi ad imbrogliare.

Domanda 4 (per casi di doping meno gravi – tipo Petacchi e Bastianelli – cosa fareste?); per casi di doping che possiamo definire più ‘leggeri’, c’è la tendenza ad un’apertura verso punizioni meno pesanti. Ma il fenomeno ‘asma’ tra i ciclisti è sempre più sospettosamente frequente.

Domanda 5 (altre vostre considerazioni a ruota libera); Direttori Sportivi, preparatori e medici hanno ancora troppe ombre sul loro operato. Emerge una voglia molto forte di fare un bel repulisti tra di loro. L’omertà che vive nel gruppo tra i ciclisti è considerata ancora molto forte.

Grazie ancora. Spero di aver interpretato nel modo migliore possibile, o che comunque sia stato fatto uno specchio abbastanza fedele.

sabato 14 marzo 2009

Mi dite la vostra?



VORREI AVERE LA VOSTRA OPINIONE SU ALCUNE IDEE RIGUARDO LA LOTTA AL DOPING. CONSIDERATELO UN POST CREATO DALLE VOSTRE IDEE.

Ci terrei a sapere il vostro parere su queste domande. Vi chiedo un momento di pazienza, nello specificare prima della vostra risposta il numero della domanda; es. scrivete il numero della domanda, e poi il testo della vostra risposta.

1. Discorso squalifiche; le condividi? Meglio più pesanti? Cosa faresti?

2. Ci sono GS che non fanno parte della cosiddetta ‘prima fascia’ Pro-Tour. Per questo motivo subiscono meno controlli, durante l’anno. Li escluderesti dalle corse più note, dove a volte partecipano, come suggeriscono alcuni ciclisti che corrono nel Pro-Tour?

3. Soldi da un lato, 3 settimane di fatica – nei grandi giri – dall’altro; pensi che il doping sia più motivato dalla prima o dalla seconda cosa? o da qualcos’altro?

4. Cosa pensi sul punire in modo più leggero chi usa medicine più deboli, o le usa in buona fede (vedi i casi Petacchi o Bastianelli)?

5. Hai qualche altra idea su questo argomento, che non è stata menzionata in queste domande, e che consiglieresti di prendere in considerazione?

Grazie per la pazienza.

martedì 10 marzo 2009

20 ANNI DI GIRO...ROSA!!

CANINS, BONANOMI, MARSAL, LENKA, FANINI, LUPERINI, SOMARRIBA, BRANDLI, BOUBNENKOVA, COOKE, PUCINSKAITE. NON E’ UNA SQUADRA DI CALCIO FEMMINILE, MA NEL LORO PICCOLO SONO 11 REGINE. REGINE DI COSA?
COME PROMESSO QUALCHE TEMPO FA, ECCO UN POST TUTTO PARTICOLARE. IL GIRO-DONNE RAGGIUNGE LE 20 EDIZIONI (MA QUALCUNO SE N’E’ ACCORTO?).
AUGURI!!!

La storia del Giro d’Italia femminile iniziò alla fine degli anni ’80, quando un nome mitico del nostro sport – Maria Canins – venne scritto in cima alla classifica finale del 1° Giro d’Italia Femminile. Era il 1988, e la Canins vinse il Giro femminile a 39 anni. La Germania era divisa in due. Non esistevano atlete ucraine, russe, kazake o chissà da dove, ma si parlava di URSS. Il grande Enzo Ferrari sarebbe morto di lì a poco, Derrick risolveva delitti ogni giorno all’ora di cena, l’Olanda vinceva i Campionati Europei di Calcio, e un ragazzo mai sentito prima di nome Andrew Hampsten era arrivato dagli Stati Uniti per diventare il 1° statunitense a vincere il Giro d’Italia.
In Italia erano gli anni dei paninari, dei Ciao elaborati con la sella lunga, delle leggendarie Ragazze Cin-Cin (…”diventeremo amici”…”assaggia e poi mi dici”…), Mino Reitano cantava “Italia” e Paolo Valenti ci raccontava la domenica di campionato.
In questa Italia, iniziò la storia del Giro d’Italia Femminile. I primi anni era una manifestazione considerata quasi di cornice. Il ciclismo era una lista che parlava di Argentin, Saronni, Lemond, Fignon, Roche, Kelly, Fondriest. Il Giro-Donne sembrava puro intrattenimento più che un’evento sportivo.





Maria Canins. La prima regina del Giro-Donne. Era il 1988.

Con l’inizio del decennio successivo, la gara a tappe femminile sembrava destinata a confermare questa impressione. Le edizioni del 1992 e 1993 non vennero infatti nemmeno disputate, e la competizione in rosa assomigliava a una parentesi arrivata e passata in poco tempo.
Arrivammo alla prima metà degli anni ’90; l’austriaco Roland Ratzenberger e il brasiliano Ayrton Senna morivano al GP di San Marino di Formula 1 dopo due schianti terrificanti. La stella del vicentino Roberto Baggio illuminava Torino e l’Italia calcistica. Un giovane ciclista romagnolo di nome Pantani esaltava le strade del Giro d’Italia e Craxi era scappato da poco dall’Italia.
Con la ripresa del Giro-Donne, a metà degli anni ’90 arrivò un’atleta destinata a diventare la numero 1 per il ciclismo di casa nostra. Nata a Pontedera, in provincia di Pisa, il 14 Gennaio del 1974, Fabiana Luperini ha vinto (fin’ora) 6 Giri del Trentino, 4 titoli italiani su strada, 3 Tour de France per citare le gare più note al pubblico. Ma parlando di Giro-Donne, la campionessa toscana ha messo il suo nome in cima alla classifica finale 5 volte. Il suo dominio inizia nel 1995 per proseguire negli anni ’96, ’97, ’98 e poi ecco che nel 2008 arriva il suo 5° sigillo a 10 anni di distanza. Altre cicliste hanno fatto in tempo ad arrivare, diventare campionesse, ritirarsi, e la Luperini è ancora vincente.





Fabiana Luperini: 5 Giri d’Italia (con 3 Tour de France e una Vuelta). Il mito del ciclismo femminile italiano.

Si arriva alla fine degli anni ’90. Nel ciclismo maschile sono anni tremendi. Il doping è passato quasi ovunque, e l’immagine del movimento maschile è inquinata come mai prima. Dall’altra parte, ormai il Giro-Donne si afferma tra le gare di punta del calendario internazionale. Le atlete più forti al mondo incrociano le loro spade sulle terre dello stivale, e nei primi anni del nuovo millennio è il nome di Edita Pucinskaite a farsi largo a livello internazionale. Ma nella prima metà di questo decennio, arriva dalla Svizzera – terra di orologi, banche, cioccolato e aria buona – un’atleta che, con 3 vittorie (2001 – 2003 – 2005), merita menzione in seno alla gara italiana.
Nicole Brandli è nata il 18 Giugno 1979 e all’età di 21 anni vince il Giro-Donne. Si ripeterà altre 2 volte nel giro di pochi anni. La continuità da lei dimostrata nelle stagioni successive (2° posto nel 2006 e 2° posto anche nel 2007), le fanno guadagnare la citazione come ultima grande protagonista di una corsa che in questo 2009 raggiunge il 20° anno di vita.





Nicole Brandli: bella, bionda e… vincente! (3 Giri d’Italia con 2 secondi posti).

Ed ecco l’anno del Giro-Donne numero 20; è il decennio in cui un ciclista americano vince 7 Tour de France uno dietro all’altro, il Papa è tedesco, e il mondo ha smesso di parlarsi di persona perché ora usa uno strumento inventato (a quanto sembra) dalle forze armate americane negli anni ’60, che tramite un semplice filo del telefono collega tutti a tutto il mondo.
Oggi il Giro d’Italia femminile arriva alla 20^ edizione. Rispetto al 1988 gode di maggior attenzione, ma che è sempre un decimo rispetto a quello che è il fenomeno del ciclismo maschile. Ne è prova l’edizione 2007, dove non si sapeva ancora – a pochi mesi dall’inizio – se la corsa ci sarebbe stata. In quell’occasione infatti le tappe furono per buona parte delle frazioni in circuiti, vista la difficoltà di organizzare frazioni in linea senza qualche mese di anticipo. La corsa si svolse, ma fu nel 2008 che la manifestazione tornò ad essere più itinerante, come una gara a tappe dev’essere.
Ci sono persone che seguono le ruote rosa, ne parlano, magari ne scrivono da qualche parte. Ma esiste ancora una mentalità scema in cui la fatica delle donne non riceve l’attenzione che meriterebbe. Dalla Canins alla Luperini tanti sforzi sono stati fatti per aumentarne la visibilità, ma i risultati sono stati modesti. Se provate a raggiungere le mitiche pagine di Wikipedia dentro il Web, troverete poche righe nei confronti del Giro-Donne.
E sia. Teniamoci strette queste poche cose, con la speranza che la voglia di fare ogni anno qualcosa – anche soltanto poco di più, ma bene – sia sempre presente.
Intanto, caro Giro-Donne buon compleanno per queste 20 candeline. E che il vento della passione soffi forte su di loro!




Fiuuu!... che lavoraccio. Vabbé, ora preparatevi ad un post dedicato al doping per sapere la vostra su alcune cose. W il ciclismo donne, buon lavoro ad Ale che ha dato il via al nuovo sito, e via così.

lunedì 9 marzo 2009

Ciclismo femminile; un nuovo sito!

SE RIESCO A FICCAR DENTRO IL LINK - CHE MI FA SACRAMENTARE PERCHE' NON VUOL METTERSI IL LISTA - ECCO UN NUOVO SITO PER IL CICLISMO DONNE.
GRAZIE AD ALESSANDRO CHE DOPO IL BLOG, AGGIUNGE UN NUOVO ANGOLO PER IL CICLISMO IN ROSA.
BUON LAVORO, ED ECCO IL LINK: http://sites.google.com/site/ciclismofemminile/

PS: anche il sottoscritto sparerà un post un po' speciale sul... e no! Non mi vorrete rovinare la sorpresa.

giovedì 5 marzo 2009

Dilettante, ma quanto mi costi?


RIPORTO DA BICISPORT DI FEBBRAIO 2 TABELLE. SONO I COSTI DI UN GS UNDER 23 (DILETTANTI), PER UNA STAGIONE. IN QUESTO CASO SI TRATTA DI UN GS DI VERTICE. PER QUESTIONI DI SPAZIO NON RIPORTO TUTTE LE VOCI.

Totale spese: 460.500 euro. Dentro questa cifra ci sono alcune voci che dicono;

Medico 10.000
Esami atleti 5.000
Foto 5.000
Noleggio auto (2 ammiraglie) 15.000
Officina meccanica 6.000
Gasolio 20.000
Spesa alimentari 10.000
Telefono 5.000
Ritiri atleti 20.000
Alberghi/trasferimenti 7.000
Stipendi atleti (24) 135.000
Stipendi personale 118.000

ORA LE SPESE RICHIESTE DA GIORNALI O EMITTENTI TV, PER FAR APPARIRE ATLETI O SPONSOR DELLE SQUADRE. SEMPRE DA BS DI FEBBRAIO.

Anche qui riporto solo alcune voci.

Presentazione squadra con pranzo 15.000
Foto ufficiale GS 3.000
Servizio foto, 10 pagine, più invio foto su Mondo del Ciclismo, copertura foto per 12 mesi, servizi TV 15.000
Presenza su TV locale 2.500
Addetto stampa 12 mesi 10.000 (circa)

Non mi dispiacerebbe se Ale, che correva – mi corregga se sbaglio – da dilettante prima di metter su un blog sul ciclismo donne e girasse lo stivale in Cagiva, mi lasciasse una sua opinione/impressione su queste cifre “dilettantistiche”.
Ale, qual’era lo “spiegamento di forze” che faceva parte del tuo ambiente quando correvi? Com’era il tuo ciclismo da dilettante?

Nel prossimo post, doping e... le vostre opinioni su alcune cosette al riguardo.

domenica 1 marzo 2009

Marzo; l'editoriale.



LASCIO STARE (VOLUTAMENTE) LE BEGHE SPAGNA-C.O.N.I. & TORRI-VALVERDE.
ARRIVANO “EROICA”, PARIGI-NIZZA, TIRRENO-ADRIATICO; OBIETTIVO MILANO-SANREMO. CI ERAVAMO SCORDATI DI CANCELLARA, CHE DELLA SCORSA PRIMAVERA FU MATTATORE D’INIZIO STAGIONE? MA ALTRI ATLETI HANNO ANCORA IL DENTE AVVELENATO.
GIUSTO, POZZATO?

1° MARZO; MANCANO 67 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA.

Da qualche settimana la stagione è ben avviata. Le prime gare servono per preparare i motori al meglio in vista delle prime corse importanti del mese; Parigi-Nizza e Tirreno che, a loro volta, fanno da trampolino di lancio per la Sanremo. Personalmente mi ricordo le vecchie Sanremo – anche degli anni Ottanta per intenderci – dove lungo la salita del Poggio sapevi subito che inverno era stato da quelle parti, vedendo il livello raggiunto dalle tante cisterne d’acqua che le immagini dall’elicottero catturavano. Un’altra cosa ho notato. Oggi ci sono un sacco di serre, che 20 e passa anni addietro si contavano sulle dita di una mano. Che c’entra questo con la Sanremo? Una mazza!, perciò vado avanti che è meglio.
Ma senza andare ai tempi di Argentin o Fondriest, 12 mesi fa molti di noi seguirono in TV l’Eroica e ne rimasero affascinati. Lampi di ciclismo in bianco e nero, che diventava improvvisamente colorato. Da quelle strade sterrate e polverose, emersero due nomi pesanti come Cancellara e Ballan. Il primo avrebbe gioito – grazie alla Corsa dei Due Mari – fino alla Sanremo e per un niente avrebbe conquistato la sua 2^ Roubaix. Per Ballan, sempre a Roubaix, ci fu la lotta con lo svizzero e con l’altro gigante belga Boonen, e sul traguardo dell’inferno del Nord, il veneto nulla avrebbe potuto oltre un bel 3° posto. Il destino lo avrebbe premiato 6 mesi più tardi con un finale che anche noi ricorderemo per tanti anni. Anche il campione del mondo ha in testa la classica di primavera. Ma ci sono molti altri nomi che dovrebbero arrivare a Milano per partire da favoriti. Uno, forse più di altri, ha tanta voglia di Sanremo
Filippo Pozzato vinse la Sanremo quando era gregario di Boonen e Bettini. Si attaccò alle ruote dei fuggitivi per controllarli e approfittò da campione dell’opportunità che a mezzo chilometro dalla fine lo mise davanti a tutti. Vinse con un sorriso grande così, forse pensando al fatto che una possibilità come quella, mai l’avrebbe avuta se avesse corso da leader. Lo scorso anno ci furono altre recriminazione per lui. Quel Cancellara lasciato scappar via, poteva essere il suo trampolino per un 2° successo a Sanremo. Per molti ciclisti, un successo importante può rappresentare una piccola dannazione. Pensando proprio alla Sanremo, vi ricordate di Gabriele Colombo nel 1996, che vinse a 24 anni e di lì tutti ad aspettarsi un acuto di egual livello mai riproposto?
Qualche anno fa Pozzato se ne andò dalla Quick Step per trovare una squadra che lo facesse uomo di punta nelle corse di un giorno (con Boonen e Bettini capitani, come dargli torto?). Trovò la Liquigas che gliene diede le possibilità. Ma numerose sono le corse che, vai a sapere se per troppa sicurezza o paura di osare, andò a lasciare ad altri. Ora ha una squadra nuovissima dove le attese saranno abbastanza alte nei suoi confronti. Forse non potrà esserne la stella di prima grandezza, ma di certo le stagioni passano e un talento come quello del vicentino è ora che esca fuori a suon di risultati. La Sanremo è lì che aspetta anche lui.
Tom Boonen cerca da anni la classica di primavera. Per lui esiste la possibilità in volata, ma non sarà il solo; Bennati, Petacchi, Cavendish (se arriva in volata saranno rogne per tutti), sono lì per lo stesso motivo. Ostacolo per questi ultimi due il nuovo finale della gara. Un finale per gente come Ballan, Rebellin, forse Bennati o – hai visto mai? – Cunego. Altri nomi pesanti non mancano. Ci sarebbe anche Armstrong che ha Sanremo non ha mai combinato un’accidente anche se forse tornerà a correre più per respirare l’aria della costa ligure che non tentare il colpo gobbo. Da uno come lui ci si può aspettar di tutto. Non ci sarà Oscar Freire Gomez a causa di 2 costole rotte 10 giorni fa. Per lui solo una Sanremo in TV, dal salotto di casa.
Insomma, ecco Eroica, Parigi-Nizza, Tirreno, Sanremo e poi inizieremo i primi “processi” verso chi poteva e non ha fatto, vedremo se salterà fuori un nuovo campioncino, oppure se sarà la volta buona per un Rebellin che forse quest’anno è veramente all’ultimo atto. L’importante è che la stagione sia entrata nel vivo e che si parli di ciclismo pedalato (magari anche femminile). A buon intenditor ecc. ecc.