«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 24 ottobre 2010

SENZA RESPIRO!


ZONCOLAN, COLLE DELLE FINESTRE, ETNA, CROSTIS, GIAU, FEDAIA… LO SPETTRO DEL DOPING SARA’ ANCORA LASSU’ PER CHIAMARE A SE DEI FALSI CAMPIONI?
DOPO UN MESE TRIBOLATO ECCO L’ANTEPRIMA DELLA GRANDE FAVOLA ROSA 2011. RIEMPIAMO L‘ANIMO DI PASSIONE, PRONTI PERO’ AD ESSERE SEVERI CON CHI CERCHERA’ D’IMBROGLIARCI ANCORA.

Presentato a Torino, dove partirà per omaggiare l’Italia nei suoi 150 anni d’unità tricolore, l’edizione 2011 della corsa rosa si è svelata agli appassionati. Un Giro che non lascia troppo spazio a giornate dove si potrà tirare il fiato, e che presenta diverse tappe con finali a trabocchetto. Trampolini non duri, ma quel che basta per dare a chi vuole l’occasione per accendere le polveri.
Poi ci sono le salite e ve ne sono di dure; la Marmolada, lo Zoncolan e la novità del Crostis, per far piangere le gambe. La crono-scalata dell’Alpe del Nevegal per dirci chi non potrà più vincere la corsa, ed il Colle delle Finestre per il probabile verdetto finale. Per motivi di “celebrazione” Zomegnan e compagni l’hanno resa una corsa strapiena di trasferimenti. Una rottura di scatole che nella terza settimana si aggrappa ai fisici dei ciclisti, e porta via quella brillantezza che una notte di sonno ancora ti da nei primi dieci giorni. Un Giro che sarà duro come quello dell’anno scorso, con la differenza che l’edizione passata ha tritato le gambe negli ultimo 8 giorni, mentre questo lo farà poco alla volta fin dalla prima settimana.
Un Giro che è disegnato per gli uomini della montagna, con ciclisti come Riccò o Contador che, se correranno la corsa italiana, saranno i probabili favoriti visti gli 8 arrivi in salita, crono-scalata compresa. A cronometro si chiuderà il sipario a Milano, tornando così nel capoluogo lombardo per salutare tutti. Per i velocisti ci sono alcune tappe disegnate appositamente per loro, altre se le dovranno guadagnare tenendo duro in alcuni finali insidiosi. Ma viste le tappe, non è da escludere che per le ruote veloci il Giro si chiuderà alla 12^ frazione con l’arrivo a Ravenna.


UN’ALTALENA DI EMOZIONI.
QUESTA LA SENSAZIONE CHE PRENDE GLI APPASSIONATI, NEL VEDERE L’ALTIMETRIA GENERALE DELLA CORSA. PREMIATA LA PROVINCIA DI BELLUNO CON DIVERSI GIORNI VESTITI DI ROSA (COME IL COLORE DELLE DOLOMITI QUANDO IL SOLE TRAMONTA).

Fra tappe che vi transitano, altre che l’hanno eletta a sede di tappa, oppure come partenza di giornata e infine come sede per il secondo giorno di riposo, la provincia di Belluno sarà casa ospitante della carovana dalla fine della seconda settimana, fino a metà dell’ultima. Per 5 giorni si parlerà di Giro nella terra delle Dolomiti.
Incantato reame di leggende, che il sole al tramonto illumina di rosa, lassù dove si estendono dei scintillanti ghiacciai o degli assolati pascoli cosparsi di laghi montani, contenenti acque azzurre come poche, e dove si aprono vallate e conche il cui fondo verde smeraldo dei pascoli, spicca tra un verde più cupo di foreste. Quelle foreste che da secoli ed in silenzio, immerse nell’Adriatico, stanno sostenendo Venezia che può così continuare a mostrarsi agli occhi del mondo.

RAI; la presentazione è stata un passo indietro. Ormai anche il Giro sta diventando sempre più un prodotto della RAI, e si è visto quando sono stati fatti salire sul palco Martinello, Beppe Conti e Savoldelli, con Martinello che si dava arie da santone del ciclismo. Se penso che Gianni “sette bellezze” Mura ha più cultura ciclistica di quei tre messi insieme… Passi per Cassani, ormai di casa, quest’anno nessun filmato a descrivere nessuna tappa. In compenso, eccoti l’idea di copiare il Tour con il filmato d’apertura del Giro scorso, se non fosse che certe inquadrature la RAI se le sogna. In alcune regioni italiane (Veneto compreso!) buchi audio hanno reso snervante la spiegazione di alcune frazioni. Sul fronte del doping pochi accenni sulla questione, anche perché ci pensa la De Stefano a far girare i discorsi su altri temi quando questa piaga viene toccata.
Un’ultima annotazione; al Giro del Millennio (2000) arrivo a Feltre, al Giro del Centenario passaggio per Feltre, al Giro per i 150 anni d’unità tricolore Feltre sede di partenza. Manca la ciliegina sulla torta; datemi la Guderzo!!!

mercoledì 20 ottobre 2010

Presi per il sedere; punto.


Alla salute del ciclismo onesto, apriamo una bottiglia in allegria!!

“L’HO FATTO PER I RAGAZZI DI OGGI” (Danilo Di Luca – Gazzetta dello Sport del 16 ottobre 2010). SIMPATICA COMICA FINALE, OPPURE CICLISTICA PRESA PER IL DERETANO? SALUTIAMO COMMOSSI L’ARRIVO DEL NUOVO SALVATORE PER I CICLISTI DEL FUTURO.

Marta Bastianelli è stata proprio fessa. Eh si, la ragazza si è fatta due anni di squalifica, senza tante manfrine, per un prodotto dimagrante, quando facendo uso di doping ben più pesante e grave poteva cavarsela molto prima.
Come accidenti lavorano nelle procure anti-doping? Quali sono le motivazioni per dare un pesante sconto di squalifica a Danilo, ascoltando poi il ciclista affermare alle telecamere RAI che lui non ha fatto nomi? Aiuti per l’inchiesta sul Giro-Bio riguardante la squadra Lucchini-Unidelta di Bruno Leali? Cosa sapeva Di Luca di tutta quella storia? Siamo alla presa in giro bella e buona. Altro che Contador, qui siamo al limite del mandare a quel paese le procure e non i ciclisti.
Di Luca ha detto di non aver fatto nessun nome riguardo ad altri ciclisti. Ha tenuto a sottolinearlo, così almeno i colleghi non gli daranno della spia e l’onore è salvo. E l’omertà sorride, perché la sua pianta cresce ed ha fatto sbocciare un’altro dei suoi fiori puzzolenti. Ha ”collaborato” riguardo alle metodologie che vengono messe in atto per fare uso di sostanze dopanti. E per questo motivo ha meritato 9 mesi di sconto sulla squalifica; grazie tante.
Imbrogli con il CERA (l’EPO di ultima generazione, e non una purga per perdere mezzo chilo), poi una volta scoperto mi gridi ai 444 venti che i controlli dell’UCI non sono affidabili, e bla-bla-bla-bla… La tua collaborazione me la devi dare senza il lecca-lecca in regalo perché non hai pianto dopo la punturina. Mi dici chi ti ha detto cosa comprare, chi ti ha aiutato a doparti, se ti sei arrangiato chi te lo ha insegnato o dove lo hai imparato. Stai zitto? Fai due anni (io ci metterei anche il divieto per un’anno, dopo il ritorno alle gare, di vestire la maglia della nazionale), oppure la scelta più dolorosa; alzarti alle sette di mattina e andartene a lavorare 5 fottuti giorni su sette (se non 6), come fanno in tanti che sono vero e concreto esempio per i giovani!
Gianni Bugno (presidente dell’Associazione dei Corridori Professionisti) dice bene sul fatto che Torri ha sbagliato a tirare scariche di mitra su tutti i ciclisti. Ma il mitico Gianni – uno dei pochi idoli di chi scrive – dovrebbe dire ai ciclisti squalificati di non rompere le balle e collaborare come si deve senza chiedere nulla in cambio. Questo sarebbe il comportamento più rispettoso nei confronti dei colleghi del pedale onesti – che ce ne sono – e più ancora degli appassionati che sono stati presi in giro, quando si prendono il giorno di ferie con 3 o 4 mesi di anticipo, si alzano alle 6 di mattina, si fanno 2 ore di macchina per andarsene sul tornante del tale Passo, e lì aspettano 4 o 5 ore, per poi farsi altre 2 ore per tornare. Oppure vanno al Giro di Lombardia e si prendono tonnellate di pioggia quando potrebbero starsene al calduccio a casa loro.
“L’ho fatto per i ragazzi di oggi.” Allora ricordiamo ai ragazzi di oggi che Di Luca arriva dalle inchieste per avere frequentato il dottor Carlo Santuccione, che nel suo ambulatorio aveva un vero e proprio crocevia del doping, ai Mondiali del 2007 viene mandato a casa per l’inchiesta “Oil for Drug” con 3 mesi di squalifica, poi la famosa “pipì degli angeli” nel dopo Zoncolan a quel Giro, quando le urine del ciclista erano stranamente perfette, visto che dopo uno sforzo del genere nelle urine ci sono delle fisiologiche dissonanze legate allo sforzo, che lì invece non avevano lasciato segno.
La Madonna del Ghisallo è la protettrice dei ciclisti? Meglio protegga gli appassionati da questi ciclisti, che di legnate in quel posto ne abbiamo prese già troppe.

OMERTA’;
1) solidale intesa che vincola i membri della malavita alla protezione vicendevole, tacendo o mascherando ogni indizio utile per l’individuazione del colpevole di un reato
2) intesa tacita o formale fra membri di uno stesso gruppo o ceto sociale.
(Nicola Zingarelli – Vocabolario della lingua italiana)

Dimenticavo; ben ritrovati a tutti.

sabato 2 ottobre 2010

L'ALBA PIU' BELLA; GIORGIA BRONZINI CAMPIONESSA DEL MONDO!



UN CORSA CHE HA REGALATO UN FINALE DEVASTANTE PER EMOZIONI E PAURE DI AVERE PERSO L’OCCASIONE.
LE “SALVOLDI’S’ANGELS” PORTANO L’ORO ALL’ITALIA CON LA VELOCISTA DELLA GAUSS RDZ!
MARIANNE VOS AL 2° POSTO PER IL 4° ANNO CONSECUTIVO!
"PER FRANCO BALLERINI"; LE PRIME PAROLE DELLA NEO-IRIDATA.

La prima ora e mezza di corsa è tutto un raccontarsela; sia in gruppo che in RAI. Le gambe delle velociste ringraziano. Valentina Carretta esce dal gruppo ed acchiappa l’americana Mattis, che poi ritenta da sola ad andar via. Beppe Conti ed Alessandra De Stefano reclamano la brioches del mattino, mentre Cassani mordicchia un panino dall’altra parte del mondo. La Mattis va via ed il gruppo vivacchia.
VivaIddio, a due giri dalla fine le migliori iniziano a farsi vedere. L’Olanda della Vos prende in mano la corsa e la Mattis viene ripresa. Il gruppo diventa di circa 30 atlete, con tutte le migliori.
Emma Pooley pedala da Dio, e rintuzza ogni allungo, e risalta Luisa Tamanini che è stata una delle più brave tra le nostre, sempre attenta anche nel finale a marcare le avversarie. All’inizio dell’ultimo giro cominciano i fuochi d’artificio.
Noemi Cantele forza ancora, ma l’Olanda non molla. Il discorso non ha bisogno di tante spiegazioni; la Vos si prepara. Tutte attendono la Guderzo, la Arndt e la Pooley.
Scatta Elena Berlato ma è un fuco di paglia. Tutte guardarsi terrorizzate dal pensiero di scattare al momento sbagliato. Quando Guderzo, Pooley, Johansonn e Vos allungano sembra che sia l’azione buona. Ma in discesa è Nicole Cooke a partire come una moto. Le migliori si scuotono e la riprendono. Per l’iridata di Varese 2008 è solo l’antipasto.
Poco dopo ancora la Cooke e Judith Arndt allungano e fanno il buco. Dietro tutte a guardarsi “Chi è più bella di noi?” le due in fuga ringraziano. Per fortuna il Canada tenta una disperata rincorsa e riporta il gruppo delle migliori (Bronzini inclusa!) a riprendere Arndt e Cooke a mezzo chilometro dalla fine.
Marianne Vos parte ai 200 metri dalla fine. La strada è in salita e la Vos fa due sbagli; rapporto troppo duro, ma forse e soprattutto, le mani sulla parte alta delle leve dei freni che non le consentono di spingere al 100%. Negli ultimi 50 metri spunta Giorgia Bronzini molto più agile nella pedalata, e riesce a vincere a braccia alzate il titolo del mondo, dopo quello su pista di dell’anno scorso. Marianne Vos è seconda, Emma Johansonn è terza.
Buongiorno Italia!!

1^ GIORGIA BRONZINI

2^ Marianne Vos (Olanda)
3^ Emma Johansonn (Svezia)
4 Nicole Cooke (GBR)
5 Judith Arndt (Germania)

venerdì 1 ottobre 2010

Ottobre; l'editoriale.



IMPORTANTE; Questo editoriale è basato sulle notizie fino alla serata del 30 settembre. Sono arrivate novità che complicherebbero la questione riguardante Alberto Contador, ma non sono state inserite come argomentazione nella stesura dell’articolo.

ALBERTO CONTADOR E’ UN CRETINO DA MEDAGLIA D’ORO, OPPURE UN FURBO DA POLE POSITION? CONSEGNATA AI POSTERI LA STORIA DELLA BISTECCA, RICORDIAMOCI CHE IN QUESTI ANNI IL DOPING HA PEDALATO FORTE PER PRENDERCI IN GIRO.
ATTENTI POI A COME E’ STATA GOVERNATA LA QUESTIONE DAL “SOSPETTATO”.

“Macelleria da Alberto” non è un brutto nome. Suona simpatico tipo: “Birreria da Andy; Open All Night!”. Questo finale di stagione non avrà come notizia principale chi sarà il Campione del Mondo 2010. La notizia arrivata ieri, è una bomba abbastanza forte per riempire le chiacchiere invernali. Ma visto che Alberto Contador rischia di correre la Vuelta solo nel 2013, vediamo di stabilire cosa è capitato, e soprattutto di capire perché “Matador” potrebbe pure cavarsela per il buco della serratura.

1) Che cos’è il CLENBUTEROLO?
È una sostanza che stimola il sistema nervoso centrale. È utile nella perdita di peso, per l’ipertensione, per l’asma e tra le altre cose anche per il mal di testa. È un brucia-grassi, senza il bisogno di essere supportati da cure dimagranti. Viene usato in dosi molto alte negli allevamenti del bestiame. Sopravvive alla cotture del cibo, e Alberto potrebbe basarsi su questo.

2) Perché Contador potrebbe cavarsela con poco?
Perché la quantità di sostanza trovata nel suo sangue è veramente ridicola per trarne dei vantaggi, ma anche perché la positività del ragazzo è emersa da controlli interni, dandone poi avviso all’UCI; o Alberto è un cretino da medaglia d’oro, oppure questo avvisare l’UCI potrebbe per assurdo girare a suo favore. Visto che poi la stessa UCI ha chiesto ulteriori approfondimenti al riguardo, cosa molto rara visto che di solito le squalifiche di questo ente scattano senza complimenti.

3) Lo spagnolo rischia 2 anni di squalifica?
Così dovrebbe andare, ma ricordiamoci la ridicola tiritera di Valverde, che ha corso due anni quando doveva farseli in poltrona. Ed in quel caso il ciclista iberico aveva negato fin dall’inizio, cosa che Alberto ha invece sbandierato in conferenza stampa.

4) Chi ci rimette di più?
In teoria Contador. Alla fine sarà ancora il ciclismo a farne di più le spese.

5) A cosa potrebbe aggrapparsi il campione spagnolo?
Non è stata l’UCI o la WADA ad avvisare l’Astana, ma il contrario. Questo è un fatto mai visto ad alto livello, e l’UCI non potrà non tenerne conto. Poi la quantità della sostanza trovata, paragonabile all’energia che ci vuole per fare uno starnuto.

6) Andy Schleck ha vinto il Tour?
Potrebbe finire proprio così ma, come scritto sopra, l’incertezza dimostrata dall’UCI può rivelarsi decisiva anche nell’altro senso.

7) L’UCI cosa potrebbe/dovrebbe fare adesso?
L’Unione Ciclistica Internazionale ha in mano una possibilità; cercare ancora in laboratorio le tracce di eventuali sostanze “coprenti”. In quel caso lo spagnolo dovrebbe ricevere una squalifica senz’ombra di dubbio. Ma per quello che l’UCI ha in mano in questo momento, forse siamo davanti alla possibilità di una squalifica leggera.

8) È difficile rintracciare una sostanza “coprente”?
Può essere una bella rottura di scatole, perché devi sapere cosa cercare. Esempio:
una persona vi dice di entrare in una stanza piena di attrezzi di ogni tipo, e che gli portiate l’attrezzo che gli serve. Ma non vi viene detto qual’è attrezzo di cui ha bisogno. Cosa capita? Probabilmente passereste davanti all’attrezzo 100 volte senza sapere cosa portare fuori dalla stanza.
Se la persona però vi dice che dovete entrare e cercare un martello, allora saprete cosa cercare. Entrerete in quella stanza e, se in questa benedetta stanza c’è un martello, lo troverete senza troppi problemi.


PER RICCO’ ANCORA FANTASMI E FORSE GUAI, PER IL CICLISMO AMATORIALE ANCORA IMBROGLIONI; Un’altro ciclista spagnolo potrebbe vedere in questo caso finita la sua carriera. Ezequiel Mosquera, arrivato 2° alla Vuelta dietro a Nibali, è stato trovato positivo ad un diluente del sangue. Diluire il sangue fa abbassare l’ematocrito. La favola di Mosquera alla Vuelta si è rivelata proprio una favola triste, nel senso di prestazione non vera e costruita a forza di fialette.
Ma quello che nemmeno a farlo apposta risalta, è che lo scalatore spagnolo doveva essere prossimo compagno di team per l’italiano Riccò. In più ci sono guai per il professionista Donato Cannone, compagno di team di Enrico Rossi, entrambi ex compagni di Riccò. Su Riccardo ho già espresso la mia idea con un’articolo di alcuni giorni addietro e per questo non ci torno troppo dentro.
Brutte notizie ancora dall’ambiente dei ciclisti della domenica; il vincitore della Maratona delle Dolomiti Michele Maccanti e altri 5 amatori (una donna tra loro) hanno subito perquisizioni dai NAS. Ritrovate porcherie in buone quantità; dall’EPO all’efedrina, dal nandrolone ai “vecchi” anabolizzanti.

Questo l’antipasto ciclistico che ci offre il mese di ottobre. Tra pochi giorni Ciclismo PST andrà in vacanza, e la cosa forse arriva al momento giusto, in tutti i sensi.