«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 29 ottobre 2010

PST Ciclista dell'anno 2010; a voi.


ANDY SCHLECK FU IL VINCITORE 2009. IL RICONOSCIMENTO CHE TUTTI VORREBBERO VINCERE, TORNA A CHIEDERE LA VOSTRA OPINIONE.
ECCO LA LISTA PER IL SONDAGGIO “PST CICLISTA DELL’ANNO”.

Questa prima griglia vi da la possibilità di scegliere due nomi. I due atleti più votati andranno alla finale, dove si contenderanno questo nobel ciclistico deciso da voi.

FABIAN CANCELLARA (GS Saxo Bank); vincitore Giro delle Fiandre, vincitore Parigi – Roubaix.

GIORGIA BRONZINI (GS Gauss RDZ); Campionessa del Mondo su strada, vincitrice Coppa del Mondo su pista (corsa a punti).

VINCENZO NIBALI (GS Liquigas); 3° posto Giro d’Italia, vincitore Giro di Spagna.

PHILIPPE GILBERT (GS Omega-Lotto); vincitore Amstel Gold Race, 3° posto Gand Vevelghem, 3° posto Giro delle Fiandre, vincitore Giro di Lombardia.

IVAN BASSO (GS Liquigas); vincitore Giro d’Italia.

FRANK SCHLECK /GS Saxo Bank); Campione Nazionale in linea, vincitore Giro di Svizzera.

domenica 24 ottobre 2010

SENZA RESPIRO!


ZONCOLAN, COLLE DELLE FINESTRE, ETNA, CROSTIS, GIAU, FEDAIA… LO SPETTRO DEL DOPING SARA’ ANCORA LASSU’ PER CHIAMARE A SE DEI FALSI CAMPIONI?
DOPO UN MESE TRIBOLATO ECCO L’ANTEPRIMA DELLA GRANDE FAVOLA ROSA 2011. RIEMPIAMO L‘ANIMO DI PASSIONE, PRONTI PERO’ AD ESSERE SEVERI CON CHI CERCHERA’ D’IMBROGLIARCI ANCORA.

Presentato a Torino, dove partirà per omaggiare l’Italia nei suoi 150 anni d’unità tricolore, l’edizione 2011 della corsa rosa si è svelata agli appassionati. Un Giro che non lascia troppo spazio a giornate dove si potrà tirare il fiato, e che presenta diverse tappe con finali a trabocchetto. Trampolini non duri, ma quel che basta per dare a chi vuole l’occasione per accendere le polveri.
Poi ci sono le salite e ve ne sono di dure; la Marmolada, lo Zoncolan e la novità del Crostis, per far piangere le gambe. La crono-scalata dell’Alpe del Nevegal per dirci chi non potrà più vincere la corsa, ed il Colle delle Finestre per il probabile verdetto finale. Per motivi di “celebrazione” Zomegnan e compagni l’hanno resa una corsa strapiena di trasferimenti. Una rottura di scatole che nella terza settimana si aggrappa ai fisici dei ciclisti, e porta via quella brillantezza che una notte di sonno ancora ti da nei primi dieci giorni. Un Giro che sarà duro come quello dell’anno scorso, con la differenza che l’edizione passata ha tritato le gambe negli ultimo 8 giorni, mentre questo lo farà poco alla volta fin dalla prima settimana.
Un Giro che è disegnato per gli uomini della montagna, con ciclisti come Riccò o Contador che, se correranno la corsa italiana, saranno i probabili favoriti visti gli 8 arrivi in salita, crono-scalata compresa. A cronometro si chiuderà il sipario a Milano, tornando così nel capoluogo lombardo per salutare tutti. Per i velocisti ci sono alcune tappe disegnate appositamente per loro, altre se le dovranno guadagnare tenendo duro in alcuni finali insidiosi. Ma viste le tappe, non è da escludere che per le ruote veloci il Giro si chiuderà alla 12^ frazione con l’arrivo a Ravenna.


UN’ALTALENA DI EMOZIONI.
QUESTA LA SENSAZIONE CHE PRENDE GLI APPASSIONATI, NEL VEDERE L’ALTIMETRIA GENERALE DELLA CORSA. PREMIATA LA PROVINCIA DI BELLUNO CON DIVERSI GIORNI VESTITI DI ROSA (COME IL COLORE DELLE DOLOMITI QUANDO IL SOLE TRAMONTA).

Fra tappe che vi transitano, altre che l’hanno eletta a sede di tappa, oppure come partenza di giornata e infine come sede per il secondo giorno di riposo, la provincia di Belluno sarà casa ospitante della carovana dalla fine della seconda settimana, fino a metà dell’ultima. Per 5 giorni si parlerà di Giro nella terra delle Dolomiti.
Incantato reame di leggende, che il sole al tramonto illumina di rosa, lassù dove si estendono dei scintillanti ghiacciai o degli assolati pascoli cosparsi di laghi montani, contenenti acque azzurre come poche, e dove si aprono vallate e conche il cui fondo verde smeraldo dei pascoli, spicca tra un verde più cupo di foreste. Quelle foreste che da secoli ed in silenzio, immerse nell’Adriatico, stanno sostenendo Venezia che può così continuare a mostrarsi agli occhi del mondo.

RAI; la presentazione è stata un passo indietro. Ormai anche il Giro sta diventando sempre più un prodotto della RAI, e si è visto quando sono stati fatti salire sul palco Martinello, Beppe Conti e Savoldelli, con Martinello che si dava arie da santone del ciclismo. Se penso che Gianni “sette bellezze” Mura ha più cultura ciclistica di quei tre messi insieme… Passi per Cassani, ormai di casa, quest’anno nessun filmato a descrivere nessuna tappa. In compenso, eccoti l’idea di copiare il Tour con il filmato d’apertura del Giro scorso, se non fosse che certe inquadrature la RAI se le sogna. In alcune regioni italiane (Veneto compreso!) buchi audio hanno reso snervante la spiegazione di alcune frazioni. Sul fronte del doping pochi accenni sulla questione, anche perché ci pensa la De Stefano a far girare i discorsi su altri temi quando questa piaga viene toccata.
Un’ultima annotazione; al Giro del Millennio (2000) arrivo a Feltre, al Giro del Centenario passaggio per Feltre, al Giro per i 150 anni d’unità tricolore Feltre sede di partenza. Manca la ciliegina sulla torta; datemi la Guderzo!!!

mercoledì 20 ottobre 2010

Presi per il sedere; punto.


Alla salute del ciclismo onesto, apriamo una bottiglia in allegria!!

“L’HO FATTO PER I RAGAZZI DI OGGI” (Danilo Di Luca – Gazzetta dello Sport del 16 ottobre 2010). SIMPATICA COMICA FINALE, OPPURE CICLISTICA PRESA PER IL DERETANO? SALUTIAMO COMMOSSI L’ARRIVO DEL NUOVO SALVATORE PER I CICLISTI DEL FUTURO.

Marta Bastianelli è stata proprio fessa. Eh si, la ragazza si è fatta due anni di squalifica, senza tante manfrine, per un prodotto dimagrante, quando facendo uso di doping ben più pesante e grave poteva cavarsela molto prima.
Come accidenti lavorano nelle procure anti-doping? Quali sono le motivazioni per dare un pesante sconto di squalifica a Danilo, ascoltando poi il ciclista affermare alle telecamere RAI che lui non ha fatto nomi? Aiuti per l’inchiesta sul Giro-Bio riguardante la squadra Lucchini-Unidelta di Bruno Leali? Cosa sapeva Di Luca di tutta quella storia? Siamo alla presa in giro bella e buona. Altro che Contador, qui siamo al limite del mandare a quel paese le procure e non i ciclisti.
Di Luca ha detto di non aver fatto nessun nome riguardo ad altri ciclisti. Ha tenuto a sottolinearlo, così almeno i colleghi non gli daranno della spia e l’onore è salvo. E l’omertà sorride, perché la sua pianta cresce ed ha fatto sbocciare un’altro dei suoi fiori puzzolenti. Ha ”collaborato” riguardo alle metodologie che vengono messe in atto per fare uso di sostanze dopanti. E per questo motivo ha meritato 9 mesi di sconto sulla squalifica; grazie tante.
Imbrogli con il CERA (l’EPO di ultima generazione, e non una purga per perdere mezzo chilo), poi una volta scoperto mi gridi ai 444 venti che i controlli dell’UCI non sono affidabili, e bla-bla-bla-bla… La tua collaborazione me la devi dare senza il lecca-lecca in regalo perché non hai pianto dopo la punturina. Mi dici chi ti ha detto cosa comprare, chi ti ha aiutato a doparti, se ti sei arrangiato chi te lo ha insegnato o dove lo hai imparato. Stai zitto? Fai due anni (io ci metterei anche il divieto per un’anno, dopo il ritorno alle gare, di vestire la maglia della nazionale), oppure la scelta più dolorosa; alzarti alle sette di mattina e andartene a lavorare 5 fottuti giorni su sette (se non 6), come fanno in tanti che sono vero e concreto esempio per i giovani!
Gianni Bugno (presidente dell’Associazione dei Corridori Professionisti) dice bene sul fatto che Torri ha sbagliato a tirare scariche di mitra su tutti i ciclisti. Ma il mitico Gianni – uno dei pochi idoli di chi scrive – dovrebbe dire ai ciclisti squalificati di non rompere le balle e collaborare come si deve senza chiedere nulla in cambio. Questo sarebbe il comportamento più rispettoso nei confronti dei colleghi del pedale onesti – che ce ne sono – e più ancora degli appassionati che sono stati presi in giro, quando si prendono il giorno di ferie con 3 o 4 mesi di anticipo, si alzano alle 6 di mattina, si fanno 2 ore di macchina per andarsene sul tornante del tale Passo, e lì aspettano 4 o 5 ore, per poi farsi altre 2 ore per tornare. Oppure vanno al Giro di Lombardia e si prendono tonnellate di pioggia quando potrebbero starsene al calduccio a casa loro.
“L’ho fatto per i ragazzi di oggi.” Allora ricordiamo ai ragazzi di oggi che Di Luca arriva dalle inchieste per avere frequentato il dottor Carlo Santuccione, che nel suo ambulatorio aveva un vero e proprio crocevia del doping, ai Mondiali del 2007 viene mandato a casa per l’inchiesta “Oil for Drug” con 3 mesi di squalifica, poi la famosa “pipì degli angeli” nel dopo Zoncolan a quel Giro, quando le urine del ciclista erano stranamente perfette, visto che dopo uno sforzo del genere nelle urine ci sono delle fisiologiche dissonanze legate allo sforzo, che lì invece non avevano lasciato segno.
La Madonna del Ghisallo è la protettrice dei ciclisti? Meglio protegga gli appassionati da questi ciclisti, che di legnate in quel posto ne abbiamo prese già troppe.

OMERTA’;
1) solidale intesa che vincola i membri della malavita alla protezione vicendevole, tacendo o mascherando ogni indizio utile per l’individuazione del colpevole di un reato
2) intesa tacita o formale fra membri di uno stesso gruppo o ceto sociale.
(Nicola Zingarelli – Vocabolario della lingua italiana)

Dimenticavo; ben ritrovati a tutti.

martedì 19 ottobre 2010

sabato 16 ottobre 2010

lunedì 4 ottobre 2010


SANREMO, FIANDRE, GIRO, TOUR, VUELTA, MONDIALI, CANCELLARA, EVANS, BASSO, CONTADOR, NIBALI, DOPING, SGARBOZZA, BRONZINI, L’ANGELO AZZURRO, ROATA,….
MERITATA OPPURE NO, VACANZA!!

Chi di voi bazzica da qualche anno questo sito sa che, per un po’ di tempo in questo periodo, Ciclismo PST chiude i battenti. Dopo i Mondiali infatti, si abbassano le ideali saracinesche della passione, rialzandole probabilmente verso la fine del mese.
Si tornerà con le notizie sul Giro 2011 e forse anche con le prime considerazioni invernali de “Il ciclismo davanti al caminetto” per interagire sull’argomento bicicletta sorseggiando un bottigl… un bicchier di vino in vostra ideale compagnia. Probabile che il Giro di Lombardia salterà dalla scaletta. Se un italiano non lo vincerà, saranno due anni che non vinciamo una classica. L’ultima volta fu per il 3° Lombardia di Cunego.
Grazie per gli spunti, i commenti, le idee e quant’altro avete espresso anche in questo 2010 ciclistico. Il sito ha aumentato il numero di visitatori superando in qualche rara occasione le 60 visite giornaliere.
Un grazie ai “vecchi” amici di Ciclismo PST, che sono l’ossatura ideale per condividere la passione ciclistica a volte scherzando, a volte andandoci giù pesanti a seconda degli argomenti, ma quasi sempre in maniera che ci fossero un’elogio o una critica che rivelassero costruttivi e propositivi. A chi solitamente legge e basta, dico di iniziare a lasciare anche solo due righe di numero per arricchire gli argomenti con le vostre idee.
W il ciclismo pane & salame e W la Guderzo.
A presto.

PS; queste righe non riguardano il sito dell’Associazione Ciclistica PST. Quello andrà avanti normalmente. Anzi, non mancano le iniziative per questo periodo.

domenica 3 ottobre 2010

THE SALVOLDI' S' ANGELS




Edoardo Salvoldi ha costruito un gruppo mai visto nel nostro ciclismo femminile. Su strada, su pista, tra le elite e tra le juniores vince ovunque da anni.

ULTIMI ARTICOLI PRIMA DELLA CONSUETA SOSTA ORMAI TRADIZIONE PER CICLISMO-PST.
SIPARIO CHIUSO SUL MONDIALE AUSTRALIANO, ED ENNESIMA PROVA DI FORZA DEL CICLISMO ROSA DI CASA NOSTRA, DA ALMENO TRE ANNI NUMERO UNO A LIVELLO DI NAZIONALI.
(E ORMAI QUALCHE NOTIZIOLA DI SFUGGITA SUL GIRO 2010)

Si sono chiusi i mondiali “notturni” cha l’Australia ha ospitato. Mondiali che si sono corsi nel ricordo di Franco Ballerini. Mondiali che vedevano Paolo Bettini seduto nell’ammiraglia azzurra, nel tentativo di portare un’altra iride in Italia. Chi l’iride l’ha portata a casa nostra, per il secondo anno consecutivo, è stata l’Italia rosa di Salvoldi.
Da due stagioni il bilancio della nostra Federazione è in positivo grazie alle ragazze, che costituiscono un gruppo di cicliste come mai abbiamo avuto. Ci sono stati in passati forti nazionali femminili in casa nostra, ma vincere 3 mondiali in 4 anni – solo considerando la prova in linea – con 3 atlete diverse è prova certa che Salvoldi sta lavorando in maniera fenomenale da anni.
Lui parla sempre volentieri del lato “motivazionale” nel costruire le sue squadre. Ed infatti non è facile tenere in una ragazza la voglia di lavorare sodo, anche per qualche anno, visto che il ciclismo femminile è poco considerato da anni. Tranne quando la medaglia arriva, ed ecco che nelle foto compaiono i vari dirigenti dell’FCI.
CICLO VINCENTE 1; Salvoldi ha meriti enormi sulla continuità di rendimento delle sue ragazze, strepitose anche a non essere pretenziose come tanti maschietti. Il percorso cambia? Le ragazze sono quasi sempre le stesse, e si cambiano le capitane in corsa a seconda di come la gara cambia. Un’adattamento che altre nazionali si sognano. Il mondiale di Marta Bastianelli nel 2007 non era altro che l’inizio di un ciclo che in queste stagioni è al massimo con le sue atlete principali. In quel mondiale vinto dalla laziale, ci fu Tatiana Guderzo che accese la corsa a 40 chilometri dalla fine, ci fu Noemi Cantele fermata da una balaustra spostata dal vento che fece cadere lei ed altre atlete, che stavano andando a giocarsi il titolo. Quel giorno Giorgia Bronzini arrivò al 3° posto.
Nel 2008 Tatiana Guderzo arrivò al bronzo olimpico e cominciò a crescere fino al mondiale dell’anno scorso, dove ecco ancora la Cantele sul podio in linea ed a cronometro. Questo che stiamo vivendo adesso è solo il momento migliore di un ciclo che per almeno altre due stagioni può farci sorridere.
CICLO VINCENTE 2; Dietro a tutta questa Italia in rosa, Salvoldi è l’uomo che decide. L’anno scorso disse chiaro e tondo che se un’atleta voleva correre il mondiale a cronometro, doveva correre la crono ai Campionati Italiani. Le due più brave in Italia, avrebbero fatto la crono iridata. Niente posti assegnati “sulla fiducia”. Da due stagioni Cantele e Guderzo si scambiano i primi due posti sul podio nazionale. Rispetto nei confronti delle sue ragazze, ma anche saperne ricevere. Monia Baccaille è da due anni consecutivi Campionessa d’Italia in linea. Ai Mondiali è stata riserva proprio nella prova in linea. Venitemi a dire che tra i maschietti sarebbero stati zitti!
Su pista ha lavorato con Antonella Bellutti, nostra signora delle piste. Finiti gli anni della Bellutti eccolo con Vera Carrara ed i suoi Mondiali, passata Vera Carrara ecco Girogia Bronzini con 2 Coppe del Mondo e il Mondiale sull’anello veloce. All’orizzonte? Per ora ancora la Bronzini, ma tenevi in testa Elena Frisoni. Tutti questi risultati e tutti questi nomi portano ad Edoardo Salvoldi, plurivincitore in ogni pista o strada in cui le sue ragazze girino i pedali.
“PIPPO”, CHE C***O FAI!; Zucchero Fornaciari a parte, tra gli uomini l’unica considerazione possibile è che quasi tutti hanno corso facendo la loro parte. Il “quasi” è Filippo Pozzato che ha accusato crampi dopo aver pedalato per 200 chilometri al riparo del gruppo. Evans era atteso e si è visto, Gilbert era il più temuto, e per un pelo non va al traguardo da solo. Pozzato è mancato quando era arrivato il suo turno. Già da gennaio il povero Ballerini gli aveva parlato di questo mondiale. La nazionale era nata intorno a lui. Ha deluso, non per essere arrivato quarto, ma per non avere mai fatto nessun minimo tentativo di fare una selezione. E siamo ancora lì, per questo ragazzo che arriva sempre lì intorno alla vittoria, ma gli manca quel centimetro, quell’attimo, quel riflesso, quel colpo di pedale che fa vincere le corse.

GIRO 2010; Feltre potrebbe ospitare di nuovo il Giro, anche se ancora non si ha certezza se come arrivo o come partenza di tappa. Più probabile la seconda, visto che si parla di una crono-scalata verso l’Alpe del Nevegal, a 20 minuti di strada fuori Feltre. Quindi il carrozzone rosa potrebbe restarsene nel bellunese per due giorni.
Si vocifera su questo argomento perché alcuni alberghi della zona, hanno ricevuto la domanda di prenotazione da parte di alcune persone per conto di RAI-TV. Il periodo – in attese di certezze sulle date – cade tra il 22 ed il 25 maggio. Alla presentazione, che dovrebbe arrivare il 23 ottobre, l’ultima parola.



sabato 2 ottobre 2010

ANCORA VOLATA; THOR USCHOVD IRIDATO!!


Dalla fatica ha alzato le braccia solo dieci metri dopo la linea bianca. Bravo Thor!



Gilbert era il più temuto, ed ha rispettato il pronostico come possibile protagonista. Per un pelo non saluta tutti e arriva al traguardo.

ANCORA UN’ALTRA VOLATA, PER L’AFFERMAZIONE STORICA DI THOR USCHOVD.
QUANDO PHILIPPE GILBERT SEMBRAVA VEDERE L’IRIDE, RIENTRA IL GRUPPO E L’EPILOGO E’ UNA FOTOCOPIA DELLA CORSA UNDER 23 E DONNE ELITE. BRAVA L’ITALIA, FINO ALL’ULTIMO GIRO. PER POZZATO MEDAGLIA DI LEGNO.

Sono 4 gli “eroi di giornata” che arrivano ad avere 20’ di vantaggio. Il gruppo ricuce gir dopo giro, e la corsa vera inizia con Tosatto, Nibali e Visconti che forzano per indurire la gara. Pozzato resta a ruota dei migliori.
Ad un tratto Nibali allunga e costringe gli altri a spingere sui pedali, ma l’italiano viene ripreso. Freire e Cancellara restano staccati in un primo momento, poi rientrano nel gruppo di Gilbert, Pozzato ed Evans.
A 22 dalla fine il gruppo ritorna compatto, ed il Belgio attacca per fare ancora selezione. Cancellara molla al suono della campanella dell’ultimo giro.
Sulle ultime due salite di giornata, quando i capitani non velocisti devono uscire, Gilbert allunga e fa a pezzi il gruppo dei migliori. Per 5 minuti Gilbert sembra andare via, ma poi il gruppo rientra approfittando della strada in discesa.
Dopo la corsa degli under 23 e delle donne elite, è ancora una volata l’epilogo del Mondiale australiano. Ed è la Norvegia con Thor Uschovd ad avere la meglio davanti al danese Breschel e al ciclista di casa Allan Davis.
Filippo Pozzato vince l’antipatica medaglia di legno, mancando proprio nell’ultimo giro causa crampi, sentendo Pozzato alla fine.

1° Tohr Uschovd (NOR)
2° Brescel (DAN)
3° Davis (AUS)
4° Pozzato
5° Van Avermaet (BEL)

L'ALBA PIU' BELLA; GIORGIA BRONZINI CAMPIONESSA DEL MONDO!



UN CORSA CHE HA REGALATO UN FINALE DEVASTANTE PER EMOZIONI E PAURE DI AVERE PERSO L’OCCASIONE.
LE “SALVOLDI’S’ANGELS” PORTANO L’ORO ALL’ITALIA CON LA VELOCISTA DELLA GAUSS RDZ!
MARIANNE VOS AL 2° POSTO PER IL 4° ANNO CONSECUTIVO!
"PER FRANCO BALLERINI"; LE PRIME PAROLE DELLA NEO-IRIDATA.

La prima ora e mezza di corsa è tutto un raccontarsela; sia in gruppo che in RAI. Le gambe delle velociste ringraziano. Valentina Carretta esce dal gruppo ed acchiappa l’americana Mattis, che poi ritenta da sola ad andar via. Beppe Conti ed Alessandra De Stefano reclamano la brioches del mattino, mentre Cassani mordicchia un panino dall’altra parte del mondo. La Mattis va via ed il gruppo vivacchia.
VivaIddio, a due giri dalla fine le migliori iniziano a farsi vedere. L’Olanda della Vos prende in mano la corsa e la Mattis viene ripresa. Il gruppo diventa di circa 30 atlete, con tutte le migliori.
Emma Pooley pedala da Dio, e rintuzza ogni allungo, e risalta Luisa Tamanini che è stata una delle più brave tra le nostre, sempre attenta anche nel finale a marcare le avversarie. All’inizio dell’ultimo giro cominciano i fuochi d’artificio.
Noemi Cantele forza ancora, ma l’Olanda non molla. Il discorso non ha bisogno di tante spiegazioni; la Vos si prepara. Tutte attendono la Guderzo, la Arndt e la Pooley.
Scatta Elena Berlato ma è un fuco di paglia. Tutte guardarsi terrorizzate dal pensiero di scattare al momento sbagliato. Quando Guderzo, Pooley, Johansonn e Vos allungano sembra che sia l’azione buona. Ma in discesa è Nicole Cooke a partire come una moto. Le migliori si scuotono e la riprendono. Per l’iridata di Varese 2008 è solo l’antipasto.
Poco dopo ancora la Cooke e Judith Arndt allungano e fanno il buco. Dietro tutte a guardarsi “Chi è più bella di noi?” le due in fuga ringraziano. Per fortuna il Canada tenta una disperata rincorsa e riporta il gruppo delle migliori (Bronzini inclusa!) a riprendere Arndt e Cooke a mezzo chilometro dalla fine.
Marianne Vos parte ai 200 metri dalla fine. La strada è in salita e la Vos fa due sbagli; rapporto troppo duro, ma forse e soprattutto, le mani sulla parte alta delle leve dei freni che non le consentono di spingere al 100%. Negli ultimi 50 metri spunta Giorgia Bronzini molto più agile nella pedalata, e riesce a vincere a braccia alzate il titolo del mondo, dopo quello su pista di dell’anno scorso. Marianne Vos è seconda, Emma Johansonn è terza.
Buongiorno Italia!!

1^ GIORGIA BRONZINI

2^ Marianne Vos (Olanda)
3^ Emma Johansonn (Svezia)
4 Nicole Cooke (GBR)
5 Judith Arndt (Germania)

venerdì 1 ottobre 2010

Ottobre; l'editoriale.



IMPORTANTE; Questo editoriale è basato sulle notizie fino alla serata del 30 settembre. Sono arrivate novità che complicherebbero la questione riguardante Alberto Contador, ma non sono state inserite come argomentazione nella stesura dell’articolo.

ALBERTO CONTADOR E’ UN CRETINO DA MEDAGLIA D’ORO, OPPURE UN FURBO DA POLE POSITION? CONSEGNATA AI POSTERI LA STORIA DELLA BISTECCA, RICORDIAMOCI CHE IN QUESTI ANNI IL DOPING HA PEDALATO FORTE PER PRENDERCI IN GIRO.
ATTENTI POI A COME E’ STATA GOVERNATA LA QUESTIONE DAL “SOSPETTATO”.

“Macelleria da Alberto” non è un brutto nome. Suona simpatico tipo: “Birreria da Andy; Open All Night!”. Questo finale di stagione non avrà come notizia principale chi sarà il Campione del Mondo 2010. La notizia arrivata ieri, è una bomba abbastanza forte per riempire le chiacchiere invernali. Ma visto che Alberto Contador rischia di correre la Vuelta solo nel 2013, vediamo di stabilire cosa è capitato, e soprattutto di capire perché “Matador” potrebbe pure cavarsela per il buco della serratura.

1) Che cos’è il CLENBUTEROLO?
È una sostanza che stimola il sistema nervoso centrale. È utile nella perdita di peso, per l’ipertensione, per l’asma e tra le altre cose anche per il mal di testa. È un brucia-grassi, senza il bisogno di essere supportati da cure dimagranti. Viene usato in dosi molto alte negli allevamenti del bestiame. Sopravvive alla cotture del cibo, e Alberto potrebbe basarsi su questo.

2) Perché Contador potrebbe cavarsela con poco?
Perché la quantità di sostanza trovata nel suo sangue è veramente ridicola per trarne dei vantaggi, ma anche perché la positività del ragazzo è emersa da controlli interni, dandone poi avviso all’UCI; o Alberto è un cretino da medaglia d’oro, oppure questo avvisare l’UCI potrebbe per assurdo girare a suo favore. Visto che poi la stessa UCI ha chiesto ulteriori approfondimenti al riguardo, cosa molto rara visto che di solito le squalifiche di questo ente scattano senza complimenti.

3) Lo spagnolo rischia 2 anni di squalifica?
Così dovrebbe andare, ma ricordiamoci la ridicola tiritera di Valverde, che ha corso due anni quando doveva farseli in poltrona. Ed in quel caso il ciclista iberico aveva negato fin dall’inizio, cosa che Alberto ha invece sbandierato in conferenza stampa.

4) Chi ci rimette di più?
In teoria Contador. Alla fine sarà ancora il ciclismo a farne di più le spese.

5) A cosa potrebbe aggrapparsi il campione spagnolo?
Non è stata l’UCI o la WADA ad avvisare l’Astana, ma il contrario. Questo è un fatto mai visto ad alto livello, e l’UCI non potrà non tenerne conto. Poi la quantità della sostanza trovata, paragonabile all’energia che ci vuole per fare uno starnuto.

6) Andy Schleck ha vinto il Tour?
Potrebbe finire proprio così ma, come scritto sopra, l’incertezza dimostrata dall’UCI può rivelarsi decisiva anche nell’altro senso.

7) L’UCI cosa potrebbe/dovrebbe fare adesso?
L’Unione Ciclistica Internazionale ha in mano una possibilità; cercare ancora in laboratorio le tracce di eventuali sostanze “coprenti”. In quel caso lo spagnolo dovrebbe ricevere una squalifica senz’ombra di dubbio. Ma per quello che l’UCI ha in mano in questo momento, forse siamo davanti alla possibilità di una squalifica leggera.

8) È difficile rintracciare una sostanza “coprente”?
Può essere una bella rottura di scatole, perché devi sapere cosa cercare. Esempio:
una persona vi dice di entrare in una stanza piena di attrezzi di ogni tipo, e che gli portiate l’attrezzo che gli serve. Ma non vi viene detto qual’è attrezzo di cui ha bisogno. Cosa capita? Probabilmente passereste davanti all’attrezzo 100 volte senza sapere cosa portare fuori dalla stanza.
Se la persona però vi dice che dovete entrare e cercare un martello, allora saprete cosa cercare. Entrerete in quella stanza e, se in questa benedetta stanza c’è un martello, lo troverete senza troppi problemi.


PER RICCO’ ANCORA FANTASMI E FORSE GUAI, PER IL CICLISMO AMATORIALE ANCORA IMBROGLIONI; Un’altro ciclista spagnolo potrebbe vedere in questo caso finita la sua carriera. Ezequiel Mosquera, arrivato 2° alla Vuelta dietro a Nibali, è stato trovato positivo ad un diluente del sangue. Diluire il sangue fa abbassare l’ematocrito. La favola di Mosquera alla Vuelta si è rivelata proprio una favola triste, nel senso di prestazione non vera e costruita a forza di fialette.
Ma quello che nemmeno a farlo apposta risalta, è che lo scalatore spagnolo doveva essere prossimo compagno di team per l’italiano Riccò. In più ci sono guai per il professionista Donato Cannone, compagno di team di Enrico Rossi, entrambi ex compagni di Riccò. Su Riccardo ho già espresso la mia idea con un’articolo di alcuni giorni addietro e per questo non ci torno troppo dentro.
Brutte notizie ancora dall’ambiente dei ciclisti della domenica; il vincitore della Maratona delle Dolomiti Michele Maccanti e altri 5 amatori (una donna tra loro) hanno subito perquisizioni dai NAS. Ritrovate porcherie in buone quantità; dall’EPO all’efedrina, dal nandrolone ai “vecchi” anabolizzanti.

Questo l’antipasto ciclistico che ci offre il mese di ottobre. Tra pochi giorni Ciclismo PST andrà in vacanza, e la cosa forse arriva al momento giusto, in tutti i sensi.

Michael Matthews iridato Under 23.

BOING!, BOIGN!, BOING!.... MICHAEL MATTHEWS ERA TRA I FAVORITI ED IL GIOVANE CANGURO AUSTRALIANO VINCE TRA L’EMOZIONE DEL PROPRIO PUBBLICO.
BENE L’ITALIA FINO ALLA VOLATA DOVE.…

Una giornata di sole – e vento – è la cornice della prova Under 23. Una giornata che porta l’oro all’Australia, un’altra medaglia alla Germania e il bronzo agli USA.
Bravo Moser tra i nostri protagonista fino a due giri dalla fine, ad un giro e mezzo dal termine prova a scappar via il francese Galloppin (professionista della francese Cofidis, ma under 23, per questa fesseria che da anni convive con i ragazzi nelle prove iridate). Con lo scatto del francese si accende la corsa dei favoriti.
Nessuna nazionale riesce ad avere un uomo che fa la differenza. Gallopin, che era stato ripreso, a 5 dalla fine ritenta il colpo gobbo. Viene ancora ripreso a 2 chilometri dalla conclusione. La volata generale è lì da venire.
Sul rettilineo, in leggera salita l’Italia, se la corre male gli ultimi 300 metri. Spunta l’australiano Matthews davanti al tedesco Degenkulb e allo statunitense Phinney. Miglior italiano Sonny Colbrelly che “vince” l’antipatica medaglia di legno.