«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 28 giugno 2009

Campione d'Italia!


PARLA VENETO IL CAMPIONATO ITALIANO 2009. FILIPPO POZZATO REGOLA DAMIANO CUNEGO ALLA PIAZZA D’ONORE, CON LUCA PAOLINI AL 3° POSTO FINALE.
E ORA IL TOUR.

È stato un Campionato Italiano deciso in volata, ma combattuto negli ultimi 20 chilometri quello che Filippo Pozzato porta a casa. Tutti i protagonisti più attesi – come nella gara femminile – si sono fatti vedere; da Cunego a Nibali, da Pelizzotti fino a Pozzato che ha succhiato le ruote ai migliori fino alla fine.
In volata non c’è stata una grande battaglia ed il vicentino, una volta lanciatosi, si è imposto senza troppo penare, anche se Cunego era riuscito a rimontare negli ultimi 100 metri, ma non abbastanza.
Nibali ha confermato la sua buona gamba ed in vista del Tour è quello che interessava. Ora tocca proprio alla Grande Boucle che sabato parte con una crono di 15 chilometri dal Principato di Monaco. Al 4° posto si è classificato Gavazzi – che se avesse lavorato per Cunego forse lo avrebbe portato al tricolore – e al 5° posto Bertolini. Si è visto un Ballan in palla e per la corsa di Luglio è un bel segnale. Il campione del mondo va sempre meglio.

giovedì 25 giugno 2009

Campionessa Italiana!! La Baccaille...fa faville!!



Monia Baccaille (GS Fiamme Azzurre/GS Michela Fanini) 25 anni. Campionessa Italiana su strada Donne Elite 2009.

MONIA BACCAILLE NUOVA REGINA TRICOLORE DI CASA NOSTRA. LE FIAMME AZZURRE SI CONFERMANO AL TOP, IN QUELLA CHE E’ LA SETTIMANA TRICOLORE SU STRADA.

Lo scorso anno un oro e un argento (entrambi dalla Guderzo), quest’anno ancora un titolo italiano. Monia Baccaille tiene ben accesa la fiamma azzurra delle Fiamme Azzurre, diventando Campionessa d’Italia 2009 Elite.
In una gara dove le più attese sono state protagoniste, la corsa si decide all’ultimo giro, quando la talentuosa ciclista di casa Italia parte a testa bassa, mentre tutte le avversarie restano a guardarsi e a fare le belle statuine. Nel gruppo delle migliori oltre alla Baccaille, poi scattata e mai più vista, anche Noemi Cantele (4^ al traguardo e neo Campionessa Italiana a crono), Fabiana Luperini, l’iridata su pista Giorgia Bronzini (3° posto finale), Giorgia Bozzolo (2^ al traguardo) e Tatiana Guderzo (5^ all’arrivo), che ha solamente succhiato ruota alle altre per chilometri e chilometri con una classe spaventosamente unica.
Favorita quindi anche dalla regia sapiente, perfetta, previdente, ineccepibile, elegante, determinante, precisa, tempestiva, lungimirante, poetica di Tatiana Guderzo, la Baccaille ha vinto in maniera splendida il titolo tricolore, arrivando sola sotto lo striscione d’arrivo nell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.
Da rilevare le boiate di Gigi Sgarbozza che nel parlare della Baccaille ne ha elogiato gli anni da Juniores, dicendosi dispiaciuto che la ragazza solo ora inizi a trovare dei risultati importanti su strada. Caro Gigi, guarda che (dall’alto delle tue DUE, e ripeto DUE!!!, vittorie da professionista), non è così semplice il passaggio da Juniores a Elite. Per chi non fosse a conoscenza, nel settore femminile la categoria Under 23 non esiste, e passare da Juniores a Elite da un anno all’altro può portare a dover fare anche 2 o 3 anni prima di ingranare. Buone notizie per il Giro-Donne vista la buona gamba delle atlete più attese in casa Italia e in particolare di una certa ciclista di Marostica di cui non ricordo il nome.


Per il GS Fiamme Azzurre 2 ori e un argento nelle ultime 2 edizioni della Settimana Tricolore.

sabato 20 giugno 2009

Great, Nicole!!




NICOLE COOKE REGINA DEL TRENTINO-DONNE 2009! LA FUORICLASSE GALLESE SBANCA L'ANTIPASTO CHE PORTERA' ALLA SETTIMANA TRICOLORE.
RIPORTO - CIOE' COPIO - DAL SITO DELLA FCI IL TESTO SULL'EVENTO CICLISTICO IN ROSA.

Faedo (TN) (19/6) - La firma iridata e olimpica di Nicole Cooke (nella foto) illustra la 16^ edizione del Giro del Trentino Donne. Una vittoria di forza, favorita dal profilo altimetrico della seconda e ultima tappa, con ben quattro Gran Premi della Montagna. Il primo, di seconda categoria, a Comano dopo trentadue chilometri dal via. Il secondo traguardo parziale della montagna, sempre di seconda categoria, a San Lorenzo in Banale, dopo quarantatre chilometri. Il terzo, di prima categoria, a Andalo, dopo cinquantotto chilometri. l’ultimo all’arrivo di Faedo, anche questo di prima categoria dopo centosei chilometri. Proprio sulla salita di Andalo avviene l’episodio decisivo della corsa. Dopo gli sprint di Svetlana Bubnankova (Fenixs Edilsavino) a Comano e a San Lorenzo in Banale per aggiudicarsi la classifica GPM, è l’allungo di Karin Thurig (Bigla Cycling Team) sulla salita di Andalo a fare selezione. Prende infatti le redini in mano la Vision 1 Racing di sua maestà Cooke, che va al contrattacco insieme alla compagna di squadra Vicky Whitelaw. Inseguono con successo Kimberly Anderson (Team Columbia High Road), l’australiana Carla Ryan (Cervelo Test Team) e Svetlana Bubnenkova (Fenixs Edilsavino) e si forma un quintetto che fa il vuoto.
Sulla salita finale verso la Pineta di Faedo si scatena la bagarre tra le fuggitive. Prima a cedere sotto il ritmo imposto dalla Cooke è la Whitelaw, mentre la Anderson alza bandiera bianca a tre chilometri dalla conclusione. L’iridata non ha fretta, aspetta i trecento metri dal traguardo per sferrare il colpo micidiale che risolve a suo favore la partita. L’ordine d’arrivo definisce anche la classifica finale, che parla straniero. Migliore delle italiane è Fabiana Luperini, nona a 5’59”. Con la consolazione del primo posto conquistato da Marina Romoli nella classifica giovani: un sorriso che viene dal futuro.

2^ TAPPA: 1. Cooke Nicole (Vision1 Racing) km. 106 in 3h07’12”, media 33,974; 2. Ryan Carla (Cervelo Test Team) a 8”; 3. Bubnenkova Svetlana (Fenixs Edilsavino) a 18”; 4. Anderson Kimberly (Team Columbia High Road) a 31”; 5. Arndt Judith (Team Columbia High Road) a 5’25” 6. Abbott Mara (Team Columbia High Road) a 5’29”; 7. Hausler Claudia (Cervelo Test Team) a 5’31”; 8. Pucinskaite Edita (Gauss Rdz Ormu Colnago) a 5’41”; 9. Luperini Fabiana (Selle Italia Ghezzi) a 5’59”; 10. Worrack Trixi (Equipe Nurnberger) a 6’11”.

giovedì 18 giugno 2009

GIRO D'ITALIA FEMMINILE 2009



Marianne Vos ed Edita Pucinskaite; due regine del ciclo-donne. La prima si vocifera che ci sarà (e saran dolori...) la seconda senz'altro al via.

MENTRE E' IN CORSO IL GIRO DEL TRENTINO FEMMINILE, VOILA’!... TOLTO IL VELO AL 20° GIRO-DONNE. L’EDIZIONE 2009 SI CORRERA’ DAL 3 AL 12 LUGLIO, PARTENDO DA SCARPERIA E CONCLUDENDOSI A GRUMO NEVANO IN CAMPANIA, I CHILOMETRI TOTALI SARANNO 922; 16 QUELLI A CRONOMETRO.

Eccovi le 9 fatiche e ½ del 20° Giro Ciclistico d’Italia Femminile; 3 / 12 Luglio 2009.

Difficoltà; * poco
** impegnativo
*** difficile
**** tappa dura
***** molto dura

Venerdì 3 Luglio; SCARPERIA km. 2,5
(*) crono prologo per dire “salve a tutti!”

Sabato 4; SAN PIERO A SIEVE – PRATOLINO DI VAGLIA km. 99
(**) finale rognoso

Domenica 5; PONTEDERA – S.MARIA A MONTE km. 13,5
(**)

Lunedi 6; CALCINAIA – MONTE SERRA km. 107
(**) forse se messa come 5^ o 6^ tappa si sentiva di più

Martedì 7; PORTO S. ELPIDIO (circuito) Km. 110
(*) velociste al 1° appello!

Mercoledì 8; FOSSACESIA – CERRO AL VOLTURNO Km. 110
(**)

Giovedì 9; CERRO AL VOLTURNO – S.ELENA SANNITA Km. 120
(***) tappa regina per gli organizzatori, ma l’arrivo potrebbe trasformarsi in tappa per le ruote veloci.

Venerdì 10; ANDRIA – CASTEL DEL MONTE Km. 131
(***) una stellina in più per la distanza

Sabato 11; S.MARCO DEI CAVOTI – PESCO SANNITA Km. 117
(****) gambe ormai stanche. Forse è questa che può far saltare il banco

Domenica 12; GRUMO NEVANO (circuito) Km. 112
(**) probabilmente show per velociste

E ora i GS partecipanti al Giro d’Italia;

USA NATIONAL TEAM

BIZKAIA

SELLE ITALIA GHEZZI

BIGLA CYCLING TEAM

SAFI - PASTA ZARA TITANEDI

GAUSS RDZ ORMU - COLNAGO

TEAM SYSTEM DATA

CERVELO TEST TEAM

FENIXS-EDILSAVINO

TEAM FLEXPOINT

TOP GIRLS FASSA BORTOLO RAXY LINE

MICHELA FANINI RECORD ROX

USC CHIRIO FORNO D’ASOLO

TEAM COLUMBIA HIGHROAD WOMED

LOTTO - BELISOL LADIES TEAM

EQUIPE NURNBERGER VERSICHERUNG

AUSTRALIA NAZIONALE

TEAM CMAX DILA




ECCO PERCHE’ NON MI CONVINCE TROPPO.

Sarà che sono sempre uno rognoso da far contento, ma il percorso del Giro-Donne non mi entusiasma. Se lo scorso anno la cronometro era sembrata robetta, quest’anno siamo appena sopra. 13 chilometri a crono, soprattutto al 2° giorno di gara, non li senti nemmeno.
La tappa ‘Regina’ viene considerata la numero 6 (vedi grafica) ma il finale è abbastanza piatto e se non mi parte la fuga da lontano, rischia di essere una tappa per velociste ed inutile per la classifica. Ho dato 3 stelline per il fatto che al 6° giorno di corsa le gambe dovrebbero iniziare a perder qualche colpo, ma se fossimo al 3° giorno di corsa ne avrei date 2.
La tappa che invece vedo dura – anche per la fatica accumulata nei giorni di gara – è la numero 8 (vedi grafica). Niente pianura, se non poca roba, e strada in leggera salita per l’arrivo. Se qualche ‘Big’ avrà le gambe stanche potrebbe saltare, ma non vedo distacchi pesanti.
Di solito le corse non difficili (la tentazione era di usare la parole “facile”) riservano sorprese, ma ho l’impressione che l’avversario più forte sarà il caldo. Il Giro si correrà a Luglio e si andrà verso il Sud d’Italia con il rischio di trovare 35 gradi all’ombra. Se Marianne Vos (foto sopra) parteciperà sul serio al Giro vedremo chi arriverà 2^. Se anche la Cooke lo corre, saranno fuochi d’artificio tra fuoriclasse. Non mi pare un Giro da scalatrici. Edita Pucinskaite potrebbe uscir fuori e tentare il colpo gobbo, mentre per la ‘Lupa’ non mi paiono strade ideali per lei. Forse gli occhi verdi di Nicole Brandli potrebbero tornare protagonisti?
Sul piano delle italiane non faccio nomi, anche perché la mia partigianeria per una certa ciclista non ha bisogno di ripetizioni. E se poi la Vos il Giro lo corre sul serio, non c’è Guderzo che tenga a meno che non faccia la cronometro a 65 di media. Ma allora lì inizierei a preoccuparmi…

mercoledì 10 giugno 2009

Ciclo-donne; verso il 'trittico'.



ECCO UN POST DI DIMENSIONI GIGANTI, PER LE NOSTRE MERAVIGLIE IN BICICLETTA. PASSATA L’ONDATA ROSA DEL GIRO DEI 100 ANNI, CI AVVICINIAMO AL 20° GIRO-DONNE. TRA PASSATO (LUPERINI) E FUTURO (GUDERZO?) NEL CICLISMO DI CASA ITALIA.

Le foto di Tatiana Guderzo e Giorgia Bronzini sono di Alessandro Oriani. Quelle più in basso sono anch’esse di Alessandro Oriani e si riferiscono alla corsa della Categoria Esordienti corsa a Villadose il 2 Giugno 2009, mentre la foto di Fabiana Luperini è tratta dal sito; www.girodonne.it.

Un’anno fa si scriveva della chiusura di un’epoca ciclistica molto importante, per il ciclismo femminile di casa nostra. Fabiana Luperini chiudeva da Regina Assoluta un periodo d’oro che le portò Giro del Trentino, titolo nazionale e Corsa Rosa. Dalla stessa pluri-vincitrice, arrivavano frasi di commiato dall’ambiente. Poi ecco che la voglia di bici ha avuto la meglio e le idee di vacanza permanente sono state rimesse in un’angolo dalla campionessa toscana. Oggi ci ri-avviciniamo a questi appuntamenti con Fabiana ancora in gruppo e con altri nomi che dovranno, se sapranno farlo, prenderne il testimone.
L’Italia ciclistica in rosa si ritrova alla vigilia di questi 3 appuntamenti con qualche nome importante in meno e qualche altro che nel giro di 12 mesi è diventato più importante per blasone. Marta Bastianelli sta vivendo un periodo nero da diversi mesi. Sembrava possibile averla al via del Giro – qualche speranza si era fatta strada – finché ecco che il ricorso dell’UCI non viene accettato e l’iridata si ritrova a dover stare ferma 2 stagioni. Forse è solo la giovane età dell’italiana che non l’ha spinta a mandare tutto al diavolo.
Dall’altra ecco che il futuro ci mette sul piatto del nostro ciclismo una nuova Campionessa del Mondo; Giorgia Bronzini. Pedala vicina a lei la speranza che anche sulle prove su strada sappia diventare una numero uno. Non mancano le avversarie straniere che – aiutate da ‘treni’ di gran livello – si sono imposte con autorità sulle nostre strade. Ina Toitenberg si tutte. Al giro dello scorso anno la velocista estera fece la parte della leonessa nei primi giorni di corsa con alcune “tappe tagliatella” (Roata docet) che l’aiutarono in questo.
Nel gruppo rosa di casa nostra, da 3 stagioni migliora costantemente Tatiana Guderzo. Facendo finta di niente sulla scandalosa partigianeria del sottoscritto (fate conto Fede col ‘Berlusca’ o l’Ilaria con Baby Schleck) verso la ciclista marosticense, tenendo conto che lo scorso anno la vicentina si è difesa molto bene in salita, e che fino a ieri a cronometro andava forte, se non inizia a vincere da questa stagione, quando? Scrissi ancora lo scorso anno che nel 2009 la Guderzo doveva vincere o battagliare per vincere il Giro. Ha cambiato GS e se si cambia lo si fa, solitamente, per il meglio rispetto a prima. Ora tocca a lei.
Il Giro-Donne spegne 20 candeline, sperando che siano sempre di più le persone che vogliono idealmente soffiare su di esse. Cresceranno altre protagoniste per il ciclismo rosa di casa nostra? Così sembrerebbe. La speranza è che dalle loro sorelle maggiori venga prima di tutto trasferito quello spirito di semplicità che vive ancora nell’ambiente femminile, e che ormai è sempre meno avvicinabile tra noi maschietti. Ora comunque stiamo entrando nel periodo principe per le nostre ragazze. Dal ‘Trentino’ al 20° Giro d’Italia Femminile. Lo spettacolo continua!




FACILMENTE, INFATTI, PER LA META’ DI GIUGNO CONOSCEREMO IL 20° GIRO-DONNE NEL DETTAGLIO (APPUNTAMENTO ANCHE SU CICLISMOFEMMINILEPROJIECT). INTANTO, ECCOVI QUALCHE ANTICIPAZIONE, GRAZIE AL SITO SOPRACITATO ED A; WWW.GIRODONNE.IT.

A quanto sembra saranno 900 e rotti i chilometri che le girine del Giro-Donne 2009 inizieranno a percorrere da venerdì 3 Luglio, fino a domenica 12. Un Giro-Rosa che all’inizio è un Mini-Giro di Toscana visto che tra crono-prologo, 1^ tappa e la cronometro individuale della 2^ frazione, vivrà 3 giorni in questa bella regione.
Un’anno addietro scrissi che la cronometro del Giro ’08 era poca roba con – se ricordo – solo una dozzina di chilometri o giù di lì. Robe da corsa della domenica mattina al paesello. In questa edizione, a quanto sembra ci sarà una distanza più degna di una corsa come il Giro che, tanto per gradire, in questi anni vale per le donne come il Tour per i maschietti.
La 3^ tappa regalerà un’arrivo in salita permettendo di capire quali, tra le atlete di punta, si saranno preparate un po’ meglio rispetto ad altre. Poi il Giro muoverà verso le Marche, per una tappa che farà la gioia delle velociste. Altra storia l’8 Luglio, dove Abruzzo e Molise saranno visitate dalle cicliste, e dove il finale sembrerebbe (condizionale ancora d’obbligo) destinato alle passiste-scalatrici.
Ancora la terra molisana il giorno dopo, ed ecco la regione che compone il celebre tacco d’Italia – la Puglia – con quella che sarà la frazione più lunga del Giro-Donne 2009. Poi, dalla Puglia, si sale un po’ per entrare in Campania, con quest’ultima che diventa scenario finale della manifestazione con gli arrivi della penultima tappa, e poi con la conclusione per le velociste, che riceveranno gli ultimi applausi per il 20° Giro Ciclistico d’Italia Femminile. Per le Maglie vince la tradizione; ROSA (generale), CICLAMINO (punti), VERDE (GPM) e BIANCA (giovani).
Potrete seguire la manifestazione grazie a 2 siti in particolare; www.girodonne.it per seguire quotidianamente l’evento, oppure, per altre notizie al riguardo; CICLISMOFEMMINILE PROJECT (il sito di Ale, per capirci…). Se poi non vi fa schifo passare anche di qua, sono anche contento.
Con la speranza che ritroveremo al microfono RAI l’uomo delle “tappe tagliatella” Lorenzo Roata (che mito. Manco Montanelli o Brera potevano inventarsi un termine del genere), e con la speranza che Martinello sia invece al mare, l’appuntamento è per le prossime notizie al riguardo del Giro-Donne 2009; il Giro numero 20.



venerdì 5 giugno 2009

Pagelliamo




PAGELLINE DEL GIRO 2009. UN PO’ DIVERSE DAL SOLITO, PER DIRE 2 PAROLE SU MOMENTI O PERSONAGGI CHE RENDONO (QUASI) SEMPRE BELLA LA CAROVANA ROSA.

VOTO 10 all’Italia del Giro;
tanta gente ogni giorno, ed in migliaia anche su salite brevi. Lo spettacolo più bello, vario, colorato, emozionante, che ti lascia dentro ricordi che non hanno bisogno di fotografie per farteli tornare in mente.

VOTO 9 a Mario Beccia e al libro ufficiale della Gazzetta sul Giro;
nel Giro dei 100 anni non potevano mancare persone o cose che solo in una manifestazione di popolo come la corsa rosa, tornano come un patrimonio di tutti. Grazie perciò a Mario Beccia che anche in questa edizione ci ha regalato l’immagine del suo parrucchino che almeno quest’anno – rispetto al 2008 – non era messo mezzo di traverso come l’anno passato. Voto 9 anche al suo coraggio per andarsene in giro con quella… roba sulla testa.
Stesso voto per il libro sui 100 anni del Giro; bello. Tante foto inedite uscite dall’archivio Gazzetta: Vale i soldi che chiedono e forse di più.

VOTO 8 alla sigla RAI e ad Ilaria Pranzini;
finalmente una sigla TV all’altezza dell’evento. Riguardo alla tifosa numero 1 in Italia di Baby Sleck, è stata presente a Venezia, Firenze, Milano e forse Roma. Serve dire altro?

VOTO 7 ad Alessandra De Stefano;
alta poco più di una bicicletta, alle partenze e agli arrivi corre come una pazza a destra e a manca. Perché? Perché Andrea Fusco, dal palco del Processo a fine tappa, vuole intervistare 5 ciclisti al colpo. Lei ti fa le interviste in inglese, in spagnolo ed in francese; Wonder Woman.

VOTO 6 al percorso;
il Giro dei 100 anni non sarà ricordato molto per le difficoltà del percorso. Tanti chilometri in discesa, e solo 2 tappe che facevano tremare le gambe ai protagonisti. Le Dolomiti dopo 4 giorni sono come il tiramisù per antipasto.

VOTO 5 alla carovana pubblicitaria;
non so se quella che ho visto a S.Martino di Castrozza era la carovana al completo, ma – senza fare paragoni con la cosa enorme del Tour – era poca roba. Era il giro dei 100 anni o no?

VOTO 4 a Marino Bartoletti;
le brevi poesie in rima preparate per la trasmissione Si Gira, meriterebbero una valutazione vicina a quella appena sotto. Forse non siamo a quei livelli, ma siamo sulla buona strada.

VOTO 3 ai controlli anti-doping;
anche quest’anno è continuata la vergognosa rinuncia a non fare i controlli anti-doping a Luigi Sgarbozza. Capiamo tutti che i risultati degli esami darebbero responsi terrificanti sulle sostanze usate dall’ex ciclista, sentendo certi suoi interventi al Processo alla Tappa. Ma questo doping, usato probabilmente a dosi da cavallo, deve essere fermato.

VOTO 2 ai ciclisti nella tappa di Milano;
una presa per il naso a migliaia di persone che avevano fatto ore di traffico per vedere una corsa di… 30 chilometri? E lasciamo perdere Armstong, che se gli altri non hanno palle per dirgli di no peggio per loro. Cosa sono, signorine?

VOTO 1 agli appassionati esagerati;
l’acqua non si getta in faccia ai ciclisti. Si corre a un metro da loro, e gli si porge una bottiglietta d’acqua. Se l’atleta ha sete, allungherà una mano e se la prenderà da solo. E sempre i ciclisti non si affiancano a 40 cm. gridandogli nelle orecchie come dei deficienti.

VOTO 0 al pubblico della tribuna sul Blockhaus;
Garzelli fischiato durante la vestizione della maglia verde, e poi preso a male parole mentre scendeva verso il suo pullman. Non scrivo altro.

lunedì 1 giugno 2009

Giugno; l'editoriale.



ASPETTAVAMO IL NOME DEL NUOVO RE DEL GIRO, ED ECCO LO ZAR VESTITO DI ROSA. IN UNO DEGLI SCENARI PIU’ IMPORTANTI AL MONDO, CALA IL SIPARIO E SALUTIAMO IL GIRO DEI 100 ANNI. HA VINTO DENIS MENCHOV E CON LUI ANCHE NOI.

Da Dicembre l’attesa girava intorno al nome di Ivan Basso con il fascino del ritorno del cow-boy venuto dal Texas a riempire riviste, blog e fantasie degli appassionati. Erano loro i 2 protagonisti delle chiacchiere di noi tutti. Di Luca, Pellizotti, Cunego, Sastre erano in seconda fila nelle idee della gente.
Il sipario rosa è calato nella terra dei gladiatori. Questi ultimi – Di Luca come loro miglior rappresentante – si sono tolti l’elmo e hanno porto l’onore delle armi a Zar Denis Menchov. Plaudiamo questo silenzioso pedalatore che dall’Est colora di internazionalità un Giro che poche volte ha avuto tante nazioni a contendersi la coppa color oro che sale a spirale verso il cielo. Italia (Basso, Di Luca, Pellizotti), Spagna (Sastre), USA (Leipeimer), Russia (Menchov).
Non voglio scendere nel dettaglio verso i protagonisti. Preferisco scrivere del più bello spettacolo del Giro; noi appassionati. Colorati, tanti, anzi tantissimi ovunque, con applausi per tutti. Io stesso vi posso portare mia testimonianza, com’anche di altre persone, di come Lance Armstrong fosse sempre seguito con interesse enorme da parte di tutti. Il Pullman del suo GS accerchiato di persone dopo ogni fine tappa e – cosa che non dispiace – vi posso portare in queste righe la testimonianza di un’appassionata che ha potuto incontrarlo e salutarlo con una stretta di mano semplice e cordiale da parte dello Space cow-boy. Ma sto entrando nel particolare e invece volevo scrivere di noi.
Il momento più brutto è stato il girono in cui Stefano Garzelli è stato fischiato nella vestizione della maglia verde. In quel momento il ciclismo assomigliava troppo al pubblico del calcio. Mentre il pubblico del ciclismo è stata la cosa più bella di queste 3 settimane. Noi stessi appassionati siamo il vero tesoro che i ciclisti in primis devono conservare con cautela, correndo senza falsità e rispetto nei nostri confronti.
Il Giro 2009 non è stato un Giro come lo avrebbero voluto molti di noi. La secolare storia che veniva festeggiata con questa edizione, è stata la mano che ha disegnato un percorso che dava una carezza alla nostra storia, ma che ha fatto mancare qualcosa. L’unica cosa che non è mai mancata è stata la passione di noi appassionati. Anche noi possiamo salire sul podio e, senza paura d’essere invadenti, trovarvi posto. Un’Italia del Giro che non porta solo i nomi dei campioni, ma anche quelli più semplici di persone che sono parte del tesoro del ciclimo; la sua gente.
Ed ecco che Marco, oppure Ilaria, come anche Monica, o il vecchio leone Renato solo per citarne alcuni con cui ho condiviso sensazioni ed emozioni, diventano nomi in rappresentanza di uno spettacolo che per 3 settimane ha riunito l’Italia.
Scusate se non ho scritto dei ciclisti. Ma una volta tanto anche noi appassionati ci meritiamo un plauso, e le strade piene di fantastica gente ogni giorno, sono state ancora una volta il più grande spettacolo del Giro Ciclistico d’Italia. Prossimamente arriveranno le mie personali pagelle sul mio Giro, e per questo mese vi saluto. Ma non dimenticate che tra poche settimane torneranno le nostre signore del pedale con il Giro del Trentino e che Giugno è anche il mese dei Campionati Nazionali. Non mettiamo le mani in tasca. Tra poco avremo di che applaudire ancora i campioni e le campionesse, ma l’editoriale di questo mese volevo farlo un po’ nostro.
Alla prossima.