«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 26 luglio 2009

Grande!



L'ERA DI ALBERTO CONTADOR CONTINUA SENZA OSTACOLI. ERA DALLA PRIMA META' DEGLI ANNI NOVANTA CHE UN CICLISTA - INDURAIN - NON VINCEVA 4 GRANDI GIRI IN 3 STAGIONI.
E LA VUELTA ANCORA NON SI E' CORSA...

Alberto Contador entra ancor di più nella storia del ciclismo. La sua era iniziata due anni addietro, ha ormai preso il posto di quella di Lance Armstrong, grazie a 4 grandi giri in 3 anni. Dobbiamo tornare agli anni di Miguel Indurain per avere un ciclista che totalizza 4 corse a tappe in 3 anni; allora tra il 1991 ed il 1993 con Tour, Giro e Tour, e ancora Tour. Tra gli avversari attesi c’è stata la conferma per baby Schleck che ha provato a opporsi ma tra il lussemburghese e lo spagnolo ci sono ancora uno scalino e mezzo di differenza.
L’Italia ha fatto un bel Tour. La Liquigas ha fatto un bel Tour. Un bravo e generoso Franco Pellizotti porta a casa la maglia a pois vinta con grinta, costanza e con diversi giorni fatti in fuga per conquistare una vittoria di giornata, dopo aver incamerato strada facendo i punti per la classifica degli scalatori. Vada come vada il resto della stagione, per “il delfino di Bibione” (come viene soprannominato lo scalatore friulano) questo 2009 è stato di gran livello. Tra i migliori al Giro con il podio finale di Roma (3° posto probabilmente tramutato in 2°), e quindi la maglia di miglior scalatore al Giro di Francia.
Come lasciar poi da parte la maglia gialla, che il volenteroso Rinaldo Nocentini a portato sulle proprie spalle per una settimana? È stata una bella parentesi da ricordare per l’italiano, com’anche per noi che per diversi giorni vedevamo quella piccola bandierina italiana che veniva messa in sovrimpressione, in cima alla lista dei nomi che formavano la classifica generale. Scherzi del destino, Nocentini ha vestito la maglia gialla più giorni di Marco Pantani, che proprio il Tour lo aveva vinto una decina di anni addietro.
Per quella che è stata questa edizione 2009 della corsa francese, un percorso mal disegnato non ha certo contribuito allo spettacolo. Diverse le tappe che avevano salite lontane dal traguardo, compromettendo la voglia stessa dei protagonisti di tentare fughe per guadagnare minuti in classifica. Non avrebbe avuto nessun senso, per chi correva con la classifica generale in testa, cercare la fuga se poi doveva pedalare per qualche decina di chilometri lasciando al gruppo il tempo di organizzarsi per rientrare.
Se a suo tempo il percorso del Giro del centenario non ha suscitato grandi entusiasmi, peggio ancora quello di questo Tour, che alla conta dei fatti ha proposto una tappa veramente importante per la classifica generale (Bourg Saint Maurice – Le Grand Bornand) soltanto a metà della 3^ settimana di gara. Tappe come la numero 9 (Saint Gaudens – Tarbes) con il mitico Col du Tourmalet a settanta chilometri dalla fine sono sembrate senza senso.
Il Tour 2009 era l’esame per Nibali. Ha fatto bene, ma la maglia bianca gli è scappata ancora. Ancora non vale Schleck, soprattutto per la personalità di provarci. Nella tappa del Mont Ventoux, il penultimo giorno di gara, poteva provare a scappar via mentre gli altri si guardavano come le belle statuine. Tanto la sua classifica non sarebbe cambiata e poteva rischiare di ‘saltare’ senza danno. Sia il lussemburghese, sia l’italiano dovranno battere Contador se vorranno vincere il Tour. Questa è l’unica certezza che i due ‘ragazzini’ si portano a casa.
Per quello che riguarda noi, se qualcuno aveva l’orecchio fino, ecco la conferma che Bulbarelli si fuma stecche intere durante le telecronache, e che a sentire i Tour che correva Cassani – ascoltandone i racconti in cabina di commento – la corsa francese assomigliava a uno spaventoso film horror con tappe corse con 60 gradi all’ombra, 15 gran premi della montagna al giorno, gravi allucinazioni per la fatica, e mostruose crisi di fame a 150 chilometri dall’arrivo. Questo erano i Tour di Davide Cassani.

mercoledì 22 luglio 2009

Un'altra vittoriosa sconfitta.



L'AGENZIA ANSA OGGI HA DATO LA NOTIZIA DI UNA DOPPIA POSITIVITA' PER C.E.R.A. DI DANILO DI LUCA AL GIRO. UNA BRUTTA NOTIZIA PER NOI APPASSIONATI, UNA GRANDE NOTIZIA PER LA LOTTA AI FALSI.
CHE NE PENSATE VOI, VISTO CHE IO AL MOMENTO SONO OTTIMISTICAMENTE ARRABBIATO?

martedì 21 luglio 2009

Giro-Donne 2009; conclusioni.


Noemi Cantele (GS Bigla Cycling Team); una delle poche note di rilievo del giro-Donne, per quel che riguarda casa Italia. Da oggi il pensiero è per Mendrisio 2009.

PASSATO IL GIRO-DONNE, SI CHIUDE IL PERIODO CLOU PER LA STAGIONE ITALIANA. FORSE DANDO IL VIA AL PASSAGGIO DI CONSEGNE TRA ALCUNE CAMPIONESSE DI IERI E TALENTI DI OGGI.
ARRIVEDERCI ALL’ANNO PROSSIMO, SPERANDO (TANTO PER CAMBIARE), IN QUALCOSINA DI MEGLIO PER IL DISCORSO ORGANIZZAZIONE.

“Grazie a tutte e arrivederci.” Chissà se patron Giuseppe Rivolta ha salutato così le ragazze che iniziavano a caricare le loro bici nelle ammiraglie, ma stavolta con destinazione casa propria. Il Giro 2009 ha forse dato il via al naturale cambio generazionale per alcune cicliste, che da anni erano le protagoniste del gruppo.
Fabiana Luperini ha, questa volta quasi sicuramente, corso il suo ultimo Giro. Anche Diana Ziliute saluta le colleghe del gruppo del Giro, ma almeno lei rimane attivamente nell’ambiente. Edita Pucinskaite facilmente resterà ancora, ma il suo periodo migliore forse è vissuto fino alla passata stagione. Stessa cosa dovrebbe essere per la tedesca Judith Arndt, che al Giro è stata vittima di una caduta che le ha portato via il podio finale. Ora i nomi che si prestano a rappresentare il ciclismo in rosa sono quelli delle due regine assolute del movimento; la britannica (Gallese) Nicole Cooke e l’olandese Marianne Vos. Entrambe però nemmeno hanno corso il Giro, ed è stato un gran peccato.
Dalla corsa di casa nostra è maturata la stella di Claudia Hausler che dal bianco del 2008 e arrivata al rosa di questa edizione. Per come ha vinto il Giro, o questo per la tedesca è stato un anno di grazia, oppure saranno mazzate anche i prossimi anni. Dal Giro esce bene anche Emma Pooley che, nonostante un tribolar continuo in discesa, ha tenuto la maglia di leader per 3 giorni. Sempre dal Regno Unito arriva il nome della maglia bianca 2009, con Elizabeth Armistead del GS Lotto Ladies Team.
Tra “…color che son sospese…” (Roata docet) la svizzera Nicole Brandli sarà quella che più resisterà all’ondata giovane. Anche perché la Brandli vinceva il Giro quando la Hausler o la Vos forse iniziavano a correre. Però non riesce più ad avere lo spunto di alcuni anni addietro. Sarà mica che vincendo da giovane i Giri, ha già dato tutto?
CASA ITALIA; con la Luperini che stavolta dovrebbe essere veramente all’ultimo anno – domanda; e se corre e vince il Mondiale di Mendrisio? – l’Italia ha un solo nome che parrebbe ideal cornice per un tentativo di vittoria in una gara a tappe. Non posso portare giusto esempio di imparzialità, conoscendo la mia partigianeria, scrivendo il nome di Tatiana Guderzo. Ma guardando le classifiche delle ultime 3 stagioni è stata, nel complesso, l’italiana migliore tra le giovani. Dispiace che quest’anno non abbia continuato la crescita degli ultimi 2 anni. Per il resto, Giorgia Bronzini si conferma la migliore delle velociste italiane, (con la Toitemberg ancora regina in generale) e altre per ora non ne arrivano, anche se mi aspetto una Elena Frisoni che dovrebbe tirare anche lei delle belle sventole arrivando dalla pista, dove va forte.
Sembra che Noemi Cantele inizi finalmente a vincere, dopo che da 2 stagioni riceve tante attenzioni dai critici (pure da Cassani. Porterà mica sfiga?) ma le scappavano sempre i momenti buoni negli appuntamenti importanti. Al giro ha vinto una gran bella tappa, e con la maglia tricolore a crono forse si è sbloccata definitivamente. Aspettiamo il ritorno in gruppo dell’ex iridata Bastianelli, anche se dopo questi anni non sapremo con che spirito la laziale tornerà in corsa. Di certo è molto giovane e passare dagli altari alla polvere in meno di un’anno, a quell’età può farti perdere volontà nel faticare. Speriamo sia il contrario.
L’ITALIA DI QUESTO GIRO; io ho avuto l’impressione che se di gente l’anno scorso se ne vedeva pochina, stavolta anche meno. Non saprei dirvi se il ciclismo femminile – come quello maschile – vive la sua maggiore popolarità nelle ‘solite’ 4 regioni-regine; Emilia Romagna, Toscana, Lombardia e Veneto. Di certo un’edizione che correva la maggior parte dei suoi chilometri al sud Italia, forse non era lo scenario ideale per attirare pubblico. E attirare pubblico è l’unico modo per attirare sponsor e soldi per promuovere l’attività. Anche come mi raccontava Alessandro da una delle sue trasferte ciclistiche per seguire le corse, già dalle persone che compongono la carovana non traspare una grande… energia, per provare a fare mezzo passo in più.
Altra cosa fastidiosa, strade vuote a un chilometro dalla fine, anche se quest’ultimo passava nei centri abitati (vedi ultima tappa), lavori in corso mal segnalati in discesa – anzi, forse nemmeno quello – nella tappa numero 8 (S.Marco dei Cavoti – Pesco Sannita), strade che avevano pezze d’asfalto risistemate alla; “Prega-Dio-che-non-s’ammazzino-lo-stesso!” anche se quest’anno non si sono visti cartelli appesi con il fil di ferro sui rami degli alberi. Ma pensa…
Si conclude quindi l’avventura 2009 delle ragazze che inseguivano la mitica maglietta rosa. Sperando che il prossimo anno possano pedalare anche da queste parti – mi pare che non toccano il bellunese dal 2001, ma non vorrei sbagliarmi – un ringraziamento a tutti voi che avete seguito le notizie sulle ‘girine’ nell’avvicinamento alla corsa, e nel suo atto conclusivo. Sperando che qualche nuova appassionata si sia ogni stato fermata a leggere qualcosa su questo sito, un saluto a tutti e a tutte, forza Tatiana e arrivederci al prossimo post.

PS; Ale è tornato con un sito rinnovato (link nella consueta lista in alto a destra). Non avete più scuse! L’altra metà del sellino è pronta! E voi siete pronti per www.ciclismo-femminile.blogspot.com/?

(sta frase sembra una reclame di MTV… avrò mica esagerato?
Ma chi se ne frega!....)

giovedì 16 luglio 2009

Giro-Donne 2009; lente d'ingrandimento.

Ultim’ora (o quasi);
arresti e denunce sono scattati per diverse persone, che procuravano sostanze dopanti a ciclisti professionisti già noti alle cronache, e genitori che accompagnavano la figlia minorenne a fare trasfusioni per doparla. Il tutto filmato.
Notizie – specie la seconda - che fanno schifo solo a sentirle, ma l’importante è che si continui su questa strada senza carità cristiana. Ora il pezzo sul Giro-Donne.

SI PUO’ DARE DI PIU’? DI SICURO SI PUO’ FARE DI MEGLIO.
SI E’ CHIUSO IL GIRO FEMMINILE. ATTESE E SPERANZE DI IERI, CONFERME E RISPOSTE DI OGGI. MA PURTROPPO ANCHE PASSI INDIETRO. SIA NELLA CORSA (AHI, AHI, CASA ITALIA…) , SIA PER CHI LA VOLEVA SEGUIRE IN TV.



Mamma RAI non ha entusiasmato per niente. Piovono critiche? Lorenzo Roata mostra una soluzione. Ma diamogli più spazio!

Consegniamo dunque alla storia il 20° Giro d’Italia Femminile. Claudia Hausler scrive il suo nome nell’albo d’oro del Giro numero 20, trovando nella gara di casa nostra la consacrazione tra le atlete d’elite. Dopo la maglia bianca – miglior giovane 2008 – ecco il rosa che le fa ereditare la corona di Fabiana Luperini.
Il GS Cervelo ha fatto il bello e il brutto tempo per buona parte del Giro. Solo la Columbia High High road ha tenuto testa fino a che la Hausler, nelle frazioni più attese, ha iniziato a rompere gli indugi. Un 3° posto nella 3^ tappa (Calcinaia – Monte Serra) per avere la certezza del suo stato di forma, ed ecco che tra la 6^ e la 7^ frazione la tedesca giunge 2^ e poi 1^, vestendo la maglia rosa; i 2 giorni che forse le cambieranno la carriera. Una vittoria bella ed autoritaria da parte della ragazza di 23 anni del Team Cervelo.
Ha corso un bel Giro anche Emma Pooley – stesso GS – che ha vestito per 3 giorni la rosa. La britannica in miniatura, si è arresa il giorno del ribaltone di classifica avvenuto nella 6^ frazione (Cerro al Volturno – Santa Elena Sannita), che ha visto la vittoria di una bravissima Judith Arndt. Peccato proprio per la tedesca, rappresentante del Team Columbia, che a causa di una brutta caduta nella penultima tappa ha dovuto salutare le compagne, per salire in ambulanza e chiudere anzitempo il suo Giro d’Italia.



Brava Nicole! La Brandli ancora sul podio italiano del Giro. Con la Luperini anche lei è storia della corsa.

‘VECCHIE’ REGINE; tra le ‘vecchie’ regine del Giro, Edita Pucinskaite ha collezionato una bella vittoria di tappa nella 1^ tappa (S.Piero a Pieve – Pratolino di Vaglia), spegnendosi pian piano con il passar dei giorni di corsa, ma almeno vestendo di rosa per un giorno. Brava anche Diana Ziliute che ha salutato il Giro-Donne con un 3° posto che profuma di simbolico addio a quel podio che un po’ ovunque ha saputo conquistarsi con una gran carriera ciclistica.
Lasciatemi ora fare i complimenti ad una grande ciclista. Ancora una volta Nicole Brandli ha conquistato il podio del Giro. E da tutto il decennio, o quasi, che fa presenza sul podio italiano. La bella svizzera ha passato una giornata negativa nella prima salita vera (3^ tappa), e forse giocandosi qualche possibilità di un 4° trionfo assoluto sulle strade d’Italia. Nell’arrivo a S.Elena Sannita la 3^ posizione di giornata, faceva vedere che l’elegante pedalata della campionessa svizzera sapeva sempre farsi valere. E insieme al 3° posto finale della classifica generale, arriva al 2° in quella dei GPM.
Tra le velociste, poche occasioni per loro, Ina Yoko Toitemberg ha fatto capire che il metro di paragone è sempre lei. Che avesse una buona gamba lo si è capito non solo nella vittoria della 4^ tappa (Porto Sant’Erpidio), ma più ancora il giorno dopo con la sua 3^ posizione nell’unica giornata buona per i nostri colori.
Nell’8^ tappa (Sam Marco dei Cavoti – Pesco Sannita), è arrivata quella che per me è stata la vittoria più bella di tutta il Giro. Mentre un gruppetto uscito dal gruppo recitava la parte di; “…color che son sospese…” per cercare di acchiapparla, una tenace Trixi Worrak arrivava in solitaria cogliendo una bellissima vittoria di giornata. Anche se fin’ora non sembra, c’erano anche cicliste italiane in questo Giro d’Italia. Da qui in avanti ecco le note, non proprio intonate, suonate dall’Orchestra Italia.

CASA ITALIA; l’ancor fresca Campionessa d’Italia a cronometro Noemi Cantele ci ha regalato una bella vittoria nella 5^ tappa (Fossacesia – Cerro al Volturno). Chi lo sa che il titolo vinto a Imola non abbia fatto scattare la molla di questa atleta che da un pezzo fa sperare, ma le occasioni erano sempre a un passo dal divenire. Una vittoria nell’arrivo in salita che – scherzi del ciclismo! – ha visto 2 velociste come Bronzini e Toitemberg al 2° e 3° posto di giornata. Ma le soddisfazioni di casa nostra si fermano qui.
Tra le tappe (9) e il cronoprologo, i posti sul podio erano in totale 30; l’Italia porta a casa 5 sole presenze. Un 1° posto (Cantele), 3 piazze d’onore (Luperini, e Bronzini due volte) ed un 3° (Baccaille); una miseria, parlando di giro d’Italia. Alla Luperini vai a sapere che cosa chiederle ancora. Per un pelo non si è ritirata nell’autunno scorso, e forse solo il percorso duro dei Mondiali di Mendrisio l’ha fatta salire in sella un’anno ancora. Protagonista solo nella 1^ tappa (2° posto a Pratolino di Vaglia) ma poi sempre in affanno anche nelle salite, terreno dove le gare a tappe le vinceva. La Bronzini arriva sempre a mezza pedalata dalla vittoria. L’iridata su pista forse ha perso qualcosa in forza nelle gambe, guadagnando sul ‘fondo’. Fondo che le ha permesso di migliorare come passista, vista la fuga nella 4^ tappa (2° posto), e la fuga – con 3° posto – nella prova in linea tricolore.


Nell'autoscatto qui sopra, il sottoscritto a fine Giro pensando alla Guderzo...

“OH, MIO CUORE, CHE TANTO MI DOLESTI!”; quasi invisibile la Guderzo. E scriverlo mi costa. Avevo sentito in TV, proprio dalla forte vicentina, che l’avvicinamento al Giro era stato fatto a singhiozzo. Cambiamento di GS a stagione iniziata, poche corse nel suo calendario per fare la gamba, con la necessità di correre anche gare Juniores con i maschietti per trovare il ritmo gara. Solo nelle ultime giornate di gara s’iniziava ad intravedere la marosticense nelle posizioni migliori. Nella penultima tappa anche un tentativo di fuga per lei, in compagnia di altre compagne di ventura. Ma nel complesso ha fatto un Giro grigio. Che anche lei come la Cantele pensi ai Mondiali, è certo. Nel ciclismo non s’inventa niente, ma questa edizione non era impegnativa come lo scorso anno e poteva essere ideale terreno di conquista.

RAI; i “Roata Boys” stiano tranquilli. Lorenzo Roata non ha perso lo smalto dei giorni migliori. La definizione che ha usato per definire i 2500 metri del crono-prologo, sono stati la battuta dell’anno. Caro Lorenzo, se mi dici che 2,5 chilometri di crono – penso 6 minuti di corsa – sono stati “razione robusta”, stiamo messi bene! Ma se Roata è stato per l’ennesima volta la cosa migliore, male il resto. La gara veniva mandata in onda sul Satellite a orari sempre diversi ogni giorno. Il modo migliore per fare in modo che l’appassionato/a non potesse seguire la corsa con regolarità. A volte anche il tiro alla fune (!) ha fatto spostare la trasmissione. Robe da matti! Lo scorso anno c’erano interviste nel pre-gara (e indovinate chi le faceva), che quest’anno sono scomparse. Niente interviste nemmeno alla fine del Giro (e indovinate chi ancora le faceva). E poi con tutti i momenti che una regia può scegliere di mostrare, far vedere le ragazze in reggiseno mentre si preparano nella vestizione pre-gara, è una scelta invadente e di cattivo gusto. Su RAIDUE certi giorni la gara veniva mostrata, altri giorni (causa G-8) invece niente. Superato l’arrivo, nel giro di mezzo minuto classifiche, podio, applausi e saluti a tutti. Nemmeno le bocce vengono trattate in questo modo.
Per ora è tutto – e se non vi basta non ci credo, perché non ho mai scritto così tanto su un argomento – ma sul Giro-Donne tornerò con altre considerazioni conclusive.

lunedì 13 luglio 2009

Giro-Donne 2009; ecco la nuova regina!



IL GIRO-DONNE INCORONA LA TEDESCA CLAUDIA HAUSLER. E’ LA CONSACRAZIONE PER QUESTA GIOVANE TEDESCA, MAGLIA BIANCA DELLA SCORSA EDIZIONE. DUE I GS PADRONI DELLA CORSA; COLUMBIA-HIGH ROAD E CERVELO.
E L’ITALIA? MALACCIO. MA PER IL MOMENTO I NUMERI DELLA CORSA 2009.

20° GIRO D’ITALIA FEMMINILE
3 – 12 Luglio 2009.

(Dopo il prologo la maglia rosa era di Kristen Wild)

1^ Tappa; San Piero a Sieve – Pratolino di Vaglia (km. 99)
1^ Edita Pucinskaite
2^ Fabiana Luperini
3^ Judith Arndt.
MAGLIA ROSA; EDITA PUCINSKAITE

2^ tappa; Pontedera – S.Maria a Monte (km. 13,5 – cronometro ind.)
1^ Amber Neben
2^ Krinstin Armstrong
3^ Emma Pooley
MAGLIA ROSA; AMBER NEBEN

3^ tappa; Calcinaia – Monte Serra (km. 107)
1^ Mara Habbot
2^ Emma Pooley
3^ Claudia Hausler
MAGLIA ROSA; EMMA POOLEY

4^ tappa; Porto Sant’Elpidio (circuito, per un totale di km. 110)
1^ Ina Yoko Toitemberg
2^ Kristen Wild
3^ Monia Baccaille
MAGLIA ROSA; EMMA POOLEY

5^ tappa; Fossacesia – Cerro al Volturno (km.110)
1^ Noemi Cantele
2^ Giorgia Bronzini
3^ Ina Yoko Toitemberg
MAGLIA ROSA; EMMA POOLEY

6^ tappa; Cerro al Volturno – S.Elena Sannita (km. 120)
1^ Judith Arndt
2^ Claudia Hausler
3^ Nicole Brandli
MAGLIA ROSA; CLAUDIA HAUSLER

7^ TAPPA; Andria – Castel del Monte (km. 131)
1^ Claudia Hausler
2^ Judith Arndt
3^ Mara Abbott
MAGLIA ROSA; CLAUDIA HAUSLER

8^ tappa; S.Marco dei Cavoti – Pesco Sannita (km.117)
1^ Trixi Worrach
2^ Shelley Olds
3^ Svetlana Bubnenkova
MAGLIA ROSA; CLAUDIA HAUSLER

9^ TAPPA; Grumo Nevano (circuito, per un totale di km, 112)
1^ Kristen Wild
2^ Giorgia Bronzini
3^ Diana Ziliute
MAGLIA ROSA; CLAUDIA HAUSLER

CLASSIFICA FINALE

VINCITRICE;
Claudia Hausler (GER) Cervelo Test Team in 25h 21’ 32”

2^ Mara Abbott (USA) Team Columbia High Road a 30”
3^ Nicole Brandli (SVI) Bigla Cyclung Team a 2’ 33”
4^ Emma Pooley (GBR) Cervelo Test Team a 6’ 35”
5^ Svetlana Bubnenkova (RUS) Fenixs a 8’53”

MAGLIA VERDE; Mara Abbott (USA) Team Columbia High Road
MAGLIA BIANCA; Elizabeth Armstead (GBR) Lotto Ladies Team
MAGLIA CICLAMINO; Claudia Hausler (GER) Cervelo Test Team

QUESTO IL GIRO-DONNE NEI NUMERI.
NEL PROSSIMO (LUNGO) POST, L’ANALISI A 361° DELLA MANIFESTAZIONE.


DOMINATRICI ASSOLUTE; CERVELO TEST TEAM 2009.

giovedì 9 luglio 2009

Gli occhi del diavolo. Occhio, Alberto!



GRAZIE A TUTTI VOI - PIU' DI QUEL CHE PENSAVO - CHE AVETE SEGUITO IL SONDAGGIO PRECEDENTE. LANCE ARMSTRONG NE E' USCITO VINCITORE NELLE PREFERENZE.

Cunego e i grandi giri; cosa manca al 'bocia'?


CUNEGO E I GRANDI GIRI.
IL GIRO DEI 100 ANNI E’ STATA LA PAROLA FINE PER IL VERONESE NELLE GARE DI 3 SETTIMANE? UN SALTO INDIETRO NELLE ULTIME STAGIONI, CON TANTE DOMANDE E UN SONDAGGIO SE VOLETE DIRE LA VOSTRA.

Nel 2004 Cunego vinse il Giro d’Italia. Per tutti gli addetti ai lavori era l’inizio di un’epoca d’oro per il ‘bocia’ di Cerro Veronese. Ma pensando proprio a quel Giro, ci ricordiamo che per il ciclista spezzino Alessandro Petacchi – allora ruota veloce del GS Fassa Bortolo – fu il Giro record per le vittorie di tappa? Se a cogliere tutte queste vittorie fu un velocista, quanto era difficile quell’edizione? Se restiamo con la memoria a quel 2004, ricorderemo anche che dietro a Cunego arrivarono Gonchar – un cronoman che ‘tirava’ rapporti immensamente lunghi – e Simoni ‘ammanettato’ dall’essere suo stesso portacolori. E le squadre? Una delle discussioni che iniziarono a farsi sempre più presenti dalla 2^ settimana, era che quel Giro veniva dominato da 2 GS su tutti; Saeco/Cannondale e Fassa Bortolo.
L’avversario principale di Cunego era Simoni, che però era anche suo capitano. Ricordate le tappe in cui Cunego veniva attaccato da altri ciclisti (Garzelli il giorno della tappa sul Gavia) e si voltava verso ‘Gibo’ per sapere come comportarsi? Va detto che l’antipatia tra i due era già iniziata, e solo per questioni d’immagine del proprio GS Simoni non fece la guerra a Damiano per soffiargli la maglia rosa. Quello vinto da Cunego fu forse il Giro più facile – meglio sarebbe dire il meno difficile, per rispetto alla fatica – di questo decennio. Abbiamo sopravvalutato Damiano Cunego per le corse di 3 settimane?
Nel 2005 il ragazzo non ha avuto colpe per il Giro, avendo dovuto tribolare per la mononucleosi che gli rovinò la corsa. Negli anni seguenti Cunego corse un bel Tour nel 2006, vincendo la maglia bianca. Ma al Giro non voleva saperne di diventarne protagonista fino alla fine. Non arrivò mai (2006) a preoccupare Basso per la generale. Arrivò 4°, ma a quasi 20 minuti dal vincitore. Eppure Simoni, che quel Giro se lo giocò fino in fondo, era andato in un’altro GS e proprio Cunego aveva avuto tutta la squadra per lui. Nel 2007 il distacco dal vincitore (Di Luca) è minore – 4 minuti – ma il piazzamento andò all’indietro (5°).
Nel 2008 rinuncia al Giro per puntare al Tour. Si ritira dalla corsa transalpina per i postumi di un brutto volo in corsa, ma già aveva fatto vedere di portare con sé una pedalata pesante, dura, legnosa, forse il seguito del lavoro svolto per incrementare la forza dei muscoli delle gambe svolto durante l’inverno. La delusione per quel Tour lo porterà a cambiare preparazione l’anno dopo. Ecco allora il Giro dei 2009, corso in maniera deludente e anonima. Un guizzo d’orgoglio nella tappa più attesa, che fu solamente un mediocre fuoco di paglia.
Il ciclista che 5 anni fa era uno dei più temuti in salita, ora prende dai 7 ai 10 secondi a chilometro quando la strada sale in maniera impegnativa. Spesso abbiamo visto i suoi gregari ammorbidire la pedalata per attenderlo, e come arrivano i cosiddetti cambi di ritmo da parte degli avversari, poche reazioni all’altezza. Personalmente ho una mezza domanda. Lampre/Cunego; sarà mica ora di cambiare aria?

mercoledì 1 luglio 2009

Luglio; l'editoriale.



APERTI GLI OMBRELLONI, ECCO SULLE STRADE I GRANDI APPUNTAMENTI DI LUGLIO; GIRO-DONNE E TOUR DE FRANCE.
20 CANDELINE ROSA CHE PEDALANO VERSO IL SOLE DEL SUD ITALIA, E L’ESAME DI MATURITA’ PER NIBALI, GRANDE SPERANZA TRA LE GAMBE GIOVANI DI CASA NOSTRA. INFINE, LE CONFERME CHE VORREMMO AVERE DA FILIPPO POZZATO CHE VESTIRA’ TRICOLORE.

Purtroppo s’inizia male. Alcuni giorni fa è morta, in seguito ad un brutto incidente stradale, la ciclista Zinaida Stahurskaia, vincitrice del Campionato del Mondo del 2000 e del Tour Femminile 2002. Aveva vestito i colori del GS Chirio Forno d’Asolo. Ha perso la vita in seguito ad un orrendo schianto frontale con un’auto, mentre si allenava per il suo Campionato Nazionale. Aveva 38 anni. E ora le righe per questo mese.

È la gara più importante al mondo per il ciclismo femminile, e solo il Mondiale gode più considerazione. Il Giro-Donne sta alle cicliste come il Tour sta ai maschietti, e vive questo 2009 come un bel traguardo che ci porta alle 20 edizioni. La corsa di quest’anno non consumerà le strade del nord Italia, ma forse meritava proprio un arrivo storico su qualche cima leggendaria per il ciclismo. Invece ecco la scelta di dedicare gli anni pari ad un tracciato che guarda verso nord, e negli anni dispari una corsa che porti le girine al sole dello stivale più bello del mondo.
La carovana che più rosa non potrebbe essere, arriva ai nastri di partenza con buone impressioni per le ragazze di casa Italia. L’atleta di riferimento, vista la settimana tricolore da poco conclusa, sarà Noemi Cantele. Dopo qualche anno in cui il suo nome è sempre tra i pronostici degli addetti ai lavori, sarà stata la corsa a crono tricolore la gara della svolta? Sempre ai Campionati Italiani, tutte le più attese si sono fatte vedere; dalla Luperini alla Bronzini, passando per la Guderzo (segue personale sospiro di speranza…) e vedi mai la nuova Campionessa d’Italia Monia Baccaille. Per il GS Michela Fanini non potevano esserci acquisti migliori, con la marosticense e la neo-campionessa tricolore, che si portano a casa una medaglia ciascuna.
Se Marianne Vos e Nicole Cooke correranno il Giro, buonanotte al secchio. Ma se dovessero essere al via sarà al contempo un Giro fenomenale per quantità e qualità delle atlete partenti. Al momento di scrivere questo editoriale di Luglio, non ho la certezza che la Cooke e la Vos saranno al via, anche se almeno per la fuoriclasse olandese non dovrebbero esserci rinunce dell’ultimo momento. Se Nicole Cooke parteciperà sarà la favorita.
Ma ci sarà gente dietro a ‘ste benedette ragazze? O sarà una corsa mal promossa come il Giro Dilettanti da poco tempo concluso? Certo è che 20 edizioni sono un traguardo importante, e meriterebbero una cornice di pubblico un po’ più alta del passato. Come qualche mese addietro mi scrisse Ale – eroico viaggiatore di TrenItalia, con un palmares che all’attivo riporta molte sveglie all’alba per seguire le corse – il ciclismo donne non raggiungerà mai chissà quali picchi d’interesse. C’è gente che nemmeno alza il c**o anche quando la corsa passa a 10 minuti di macchina da casa. Speriamo che ci sia almeno un piccolo incremento. Non servirebbe chissà che cosa, ma un’altro mezzo passo in avanti. In modo da evitare di vedere cartelli dell’organizzazione di una corsa che si chiama Giro d’Italia, appesi con il fil di ferro ai rami degli alberi, come fosse una corsa della domenica mattina per la sagra di paese.
Valichiamo le Alpi e prepariamoci ad essere travolti dal fascino del Tour. Contador, Armstrong, Sastre, Andy Schleck; 4 nomi che più di altri saranno sulle bocche degli appassionati. Valverde ormai rappresenta una delle prese in giro più grosse che il ciclismo si è ritrovato davanti. E forse neanche per colpa dell’atleta, ma grazie a un ridicolo teatrino che la Spagna tiene in piedi da quasi 3 stagioni, e con l’UCI che non può fare altro che provare a salvarsi la faccia (da c**o di McQuaid), lasciando che siano l’Italia con il CONI a fare la parte dei cattivi.
L’Italia avrà in Pelizzotti l’uomo che per esperienza e risultati sarà il primo tra gli atleti di casa nostra da tenere in considerazione, ma sarà più di altre volte l’occasione che Vincenzo Nibali deve far diventare qualcosa di concreto. Da sempre considerato l’Università del ciclismo, il Tour de France 2009 deve essere l’esame di maturità che altri ciclisti di casa nostra (Simoni, Cunego; anche se il veronese è da 2 anni un punto di domanda eterno) non sono riusciti a superare. Nibali ha rinunciato al Giro per non dover essere gregario di Basso e Pelizzotti, e per poter fare la sua corsa in Francia. Questo è quello che vogliamo vedere. Il ragazzo si è dichiarato pronto ad affrontare l’esame transalpino, e noi ne saremo gli attenti esaminatori. Salutiamo anche Filippo Pozzato fresco tricolore, sperando che sia l’inizio del periodo vincente nella carriera di questo atleta. E sappiamo tutti di quanto non sia l’ora che capiti con più continuità che non in passato.
Per finire, alcune righe ancora di colore rosa; Marta Bastianelli sta vivendo un periodo molto pesante. Grazie alla voglia dell’UCI di dare l’esempio – Valverde ringrazia! – per un’altro anno non avremo sulle strade l’ex iridata. Ciclisti che hanno imbrogliato molto più pesantemente (Riccò; che nel 2009 correrà per il GS di Filippo Simeoni, o anche Sella) hanno ricevuto mesi di sconti sulla squalifica. All’inizio dell’anno scrivevo che finalmente chi sbaglia paga. Ma la misura è ancora tutta sballata. Si è fatto un passo avanti certamente, ma con la camminata dell’ubriaco.