«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 28 giugno 2011

Pausa,...respiro,...GIRO!


“Oh, silente speranza. Tu che vivi nel sospirar della gloria, e che ode alcuna mai ti raggiunse…” (foto; Il Giornale di Vicenza).

DALLA CITTA’ DEI 7 RE, PASSANDO PER GLI APPENNINI, FINO ALLA TERRA DI GIULIETTA PER ARRIVARE ALLE PORTE DI TORINO.
E POI LA VAL DI DENTRO, LE TORRI DI FRAELE, IL SOLE DI LUGLIO, IL MORTIROLO, IL MURO DEL FERRO,…
930 MOTIVI PER GUARDARLO, 10 GIORNI PER VIVERLO.

“Ciao.
Io sono il Giro. Il Giro d’Italia.
Si, come quello che vive da più di cent’anni. Ma non sono lo stesso. Sono più giovane, sono un Giro diverso.
Non sono quell’evento di maggio che forse conosci in ogni sua piccola cosa, in ogni suo nome, in ogni sua strada. Io nasco nel sole dell’estate. Sono il vero Giro in rosa, che più rosa non potrebbe essere.
Ho anch’io le mie imprese, le mie fughe, le mie emozioni, le mie campionesse, i miei difetti, i miei pregi. Lo sai che quando iniziai a scendere in strada per riempirla dei miei colori, tanti mi guardavano come fossi soltanto una storiella carina da guardare e da raccontare? Eppure anche io ne regalavo di fatica, e v’erano fior di cicliste!
Allora qualcuno ha iniziato a fermarsi un po’ di più ad osservarmi, a conoscermi, a curiosare su di me. Scoprendo che la passione, la fatica, e a volte le lacrime per una vittoria o per una corsa andata male, le regalavo anch’io a chi mi guardava.
Anche in questa estate sono qui che aspetto la gente. Con il sole, con la pioggia, io passerò. E aspetto anche te.
Chi potrai vedere? Beh, ti porterò le cicliste migliori al mondo, le migliori scalatrici, le migliori velociste, le migliori squadre. Lo sai che sono la corsa più importante del calendario? Se i maschietti hanno il Tour, le cicliste hanno me.
E se ci sarai anche tu, allora si che potrò dire di essere stato un bel Giro.
Io ti aspetto. Che fai?”




sabato 25 giugno 2011

Alla conquista del pianeta giallo.


Andy se la ride (foto; zimbio.com). Riuscirà a salire quel benedetto gradino del podio che ancora gli manca nei grandi giri?

PARIGI, EVANS, BASSO, I PIRENEI, CAVENDISCH, IL GALIBIER DUE VOLTE, SCHLECK, SANCHEZ, L’ALPE D’HUEZ, CONTADOR, LE PASSAGE DU GOIS, WIGGINS, L’IZOARD, PETACCHI, I SECONDI, VINOKOUROV, IL COLLE DELL’AGNELLO, GILBERT, SUPER-BESSE, CUNEGO, GESINK, LE ALPI,….
IL GIGANTE STA RIAPRENDO GLI OCCHI.

L’enorme carovana del Tour sta facendo gli ultimi tagliandi alle migliaia di veicoli che ne portano a spasso la storia. Fino alla seconda settimana del Giro d’Italia, la sensazione era che Alberto Contador dovesse appoggiarsi a Giro e Vuelta per questa stagione di gare. Per la felicità di Nibali che aveva proprio l’idea – e ce l’ha ancora – di correre in Spagna per difendere il 1° posto del 2010. E anche per un sospiro di sollievo da parte di “leopardino” Andy, che sembrava dover pensare solamente a Ivan Basso come suo principale concorrente per la gialla dei Campi Elisi. Per Basso, abituato a vedersela con tali Amstrong ed Ullrich nei loro anni migliori, la sfida con Contador sarebbe stata (e ora tale sarà) una motivazione ulteriore. Certo è che proprio la presenza di Matador in Francia cambia lo scenario dei pretendenti.
Si partiva con Basso e baby Schleck come nomi di riferimento, e con Cadel Evans ed Alexandre Vinokourov in seconda fila per recitare un ruolo di outsiders di lusso. Dietro a questi, Samuel Sanchez, Bradley Wiggins e Robert Gesink sembravano destinati ad essere le micce di giornata pronte a minare la classifica. Ora tutti a fare un passo indietro.
Contador diventa, come al Giro, il ciclista da battere. Schleck ritroverà di fronte a sé l’uomo che da due stagioni gli porta via il sogno giallo, guidato da Bijarne Riis in ammiraglia. Il DS danese conosce come nessuno il forte passista-scalatore lussemburghese. E se è per questo, conosce molto bene anche il nostro Ivan.


Toh!, Chi si vede! (foto; 34x26.wordpress.com/)

Al Giro, soprattutto sull’arrivo dell’Etna, Contador ha lasciato di… marmellata molti. Soprattutto i giornalisti italiani che sembrava volessero chiedere a Michele Scarponi o Vincenzo Nibali come mai non riuscivano a tenere la ruota dello spagnolo. Nel concreto, il discorso è molto più semplice; Contador ha corso hai suoi livelli. Ha fatto lo scalatore – di due categorie più su – in un Giro da scalatori. Il più duro, forse troppo, da tanti e tanti anni a questa parte. Da considerare però che avendo già vinto il Giro, Contador non avrà l’ansia del risultato a tutti i costi, anche se vincere sempre fa diventar golosi di riprovarci. Indurain non riuscì a sopportare il fatto di non avere rivinto ancora il Tour. Si ritirò e amen, forse intimorito dalla sua carta d’dentita.
Chi avrà pressione addosso sarà Andy Schleck, che forse preferirà saltare per aria piuttosto che arrivare ancora secondo. Potrebbe essere proprio quest’idea; “Salto io, o saltano loro!” l’unica chance per vincerlo davvero? Ha una squadra tutta per lui, costruita appositamente attorno a lui – e Cancellara a seconda del tipo di corse – e probabilmente con la maggior parte dei compagni di squadra scelti in prima persona. Per avvicinarsi al Tour ha corso le gare che voleva. Nel suo palmares il Sampei del Lussemburgo vanta tre secondi posti nelle corse di 3 settimane (in Italia nel 2007 dietro Di Luca, e da due anni al Tour).
Come testa è un ciclista che non teme nessuno. Vinse la Liegi 2010 scattando in faccia ai favoriti e se ne andò senza voltarsi arrivando da solo. Al Giro arrivò secondo a 22 anni. Ormai non è più un talento, ma un giovane campione. Ha un difetto; non è pignolo. Ha un pregio; può ancora diventarlo. Quando vuole sa tirare fuori le palle come altri non sanno fare, ma gli alibi ormai stanno a zero. Unica cosa che dispiace, è che da anni non vuole proprio saperne di fare il Giro. Speriamo non diventi come Greg Lemond, che arrivò a correre la nostra corsa quando gli anni migliori erano andati in malora. Ha grande rispetto per Ivan Basso, che fu suo capitano alla CSC di Bijarne Riis che voleva il Tour con Basso (prima), con Andy (dopo), e ora ci riprova con Contador.



Operazione Tour per Basso; spompato dal Giro l’anno scorso, quest’anno si gioca tutto sulle strade d’oltr’Alpe. L’ultima vittoria italiana arrivò con Pantani nel 1998.

Ivan Basso è nella stessa posizione di Schleck per il discorso nella scelta del calendario di avvicinamento al Tour. Al Criterium del Delfinato corse una cronometro da mal di pancia (6 minuti persi da Millar, in 42 chilometri!), che diede più di un pensiero sulla sua forma fisica. Speranza vive nel fatto che di certo, vista la forma non eccelsa al Delfinato, non rischierà di arrivarci troppo avanti. Dal punto di vista della testa, Basso al Tour è una bella garanzia.
È pignolo fino a spaccare il capello in quattro, e per questo ricorda molto Armstrong che stravedeva per lui. Conosce la pressione che emerge sempre dalla gara francese (ciclisticamente parlando Ivan arriva da lì), e sa prepararsi come pochi (discese a parte…). In corsa corre nella prima metà del gruppo quasi tutto il giorno. Quando Vincenzo Nibali corse con lui il Giro 2010, e questi gli chiese perché stesse nelle prime posizioni anche a 100 chilometri dal traguardo, rispose; “Sono io che vorrei sapere perché tu non lo fai!” Dovrebbe avere una squadra migliore di quella di Nibali al Giro, anche perché la Liquigas stessa ha nel Giro di Francia l’obiettivo principe della stagione.
Vinokourov ed Evans reciteranno la parte dei terzi incomodi. Mister Astana per l’ultima recita, Evans per l’ennesimo tentativo. A Livello di formazioni sulla strada il primo dovrebbe avere una squadra più forte dell’australiano. Da questo lato, forse Basso potrebbe avere il jolly proprio nei compagni di squadra. Non si conoscono ancora le composizioni ufficiali dei vari GS, ma Liquigas e Saxo Bank sembrano in testa nei pronostici. Certo il Tour non è solo classifica generale o a pois. Petacchi e Cavendish torneranno a contendersi la verde, con tale Gilbert Philippe che torna dopo le classiche da lui dominate. Parlavamo di classiche?



Sembra un destino; atteso tra i protagonisti al campionato nazionale, Cunego è “sparito” strada facendo.

L’Italia porta in Francia un Damiano Cunego ritrovato e (quasi) vincente dalle strade del Giro di Svizzera. Il ciclista veneto continua ad esprimersi ad alto livello quando da lui poco t’attendi. Doveva correre la corsa elvetica per cercare la condizione migliore in vista del Tour, e per un pelo non riesce a portare in Italia quella che si può definire “la piccola gialla”. Certamente la delusione per la vittoria sfumata per pochi secondi è molto forte, visto che un’occasione come questa capita poche volte. Ora la speranza è quella che in Francia l’attesa nei confronti dell’ex “bocia” di Cerro Veronese non si trasformi in un’aspettativa che non porta a casa nulla, come in passato è capitato. Certamente la nuova linea del DS Damiani – non più Damiano unico personaggio leader nell’ambito Lampre, ma in coabitazione per questo con Michele Sarponi – ha tolto responsabilità allo scalatore veneto. Di contro, ecco forse lo stimolo di dover “combattere” contro Scarponi per rimanere il ciclista simbolo della Lampre.
Altre storie sportive ed umane arriveranno. Tanti ciclisti, qui non citati, saranno certamente protagonisti. Ma non si può rendere un’articolo lungo tre giorni. Giocando con le parole, ci aggrappiamo a Basso per tornare in alto!

giovedì 23 giugno 2011

TRICOLORE!!



Unica rappresentante per la Garmin, Noemi sorride con merito.

NOEMI CANTELE VINCE IL TITOLO NAZIONALE IN LINEA, DOPO AVERLO VINTO L’ANNO SCORSO A CRONOMETRO. QUASI TUTTE LE MIGLIORI IN EVIDENZA, COM’ANCHE LE “STELLINE” ATTESE IN FUTURO.

Con 35° di temperatura ed il bel mare di Sicilia poco distante, l’immagine automatica di ogni appassionato è quella di Don Lorenzo in cabina di commento con camicia hawaiana, piedi in ammollo dentro una bacinella, granita siciliana, e occhiale da sole. Ma stavolta abbiamo Andrea De Luca a fare da voce principale, con Silvio Martinello in appoggio. Se avevano le granite, per il momento non ci è dato sapere.
Noemi Cantele vince il titolo in linea, dopo aver atteso Tatiana Guderzo in seguito ad un suo attacco. Le due collaborano con una Guderzo meno generosa, e che nella volata conclusiva si è risolta con la marosticense praticamene invisibile contro il colpo di pedale della Cantele.
Dietro alle due stelle azzurre, una generosa Silvia Valsecchi che ha corso sempre “…tra color che son sospese…” per tutti i chilometri finali, ed è giunta terza al traguardo a chiudere il podio.
Dietro alle tre di testa, si sono viste Valentina Scandolara, Rossella Callovi e la Longo Borghini, che raggiunte dalla Bronzini e dalla Berlato hanno tirato i remi in barca definitivamente, e l’azione dell’iridata si è così spenta al ricongiungimento con le tre.
Dopo il trio Cantele, Guderzo, Valsecchi, Valentina Bastianelli e Valentina Scandolara hanno chiuso al 4° e 5° posto conclusivo.

domenica 19 giugno 2011

Judith Arndt, ed il Giro ha la prima favorita!


Complimenti a Judith Arndt (foto;Facebook), ora ufficialmente tra le favorite del Giro d’Italia.

GERMANIA SUGLI SCUDI AL TRENTINO-DONNE 2011. JUDITH ARNDT ESCE VINCITRICE DALLA BREVE CORSA A TAPPE ITALIANA. ADESSO TUTTE AI RISPETTIVI CAMPIONATI NAZIONALI, E POI L’INSEGUIMENTO AL 22° SOGNO IN ROSA.

Ha nel Giro e nel mondiale i suoi obiettivi principali, ma intanto Judith Arndt dell’HTC High Road si avvicina al Giro d’Italia nel modo migliore.
La ciclista tedesca succede alla britannica Emma Pooley nell’albo d’oro della corsa trentina. Emma Johansson conquista la vittoria odierna e la piazza d’onore in classifica.
Buone protagoniste le italiane, con l’incomparabile Tatiana Guderzo che sperava di portare a casa la corsa, visti i soli 10” di distacco che accusava prima della terza ed ultima frazione.
Sono comunque buone le indicazioni sulla forma della divina atleta del GS MCipollini, sul podio della manifestazione, in vista della corsa rosa che partirà tra una diecina di giorni.
Proprio la Guderzo sarà capitana al Giro, insieme a Fabiana Luperini che torna in gruppo dopo un’anno e mezzo di inattività professionistica.

Nel sito ciclismorosa.blogspot.com altre notizie ed informazioni sulla corsa trentina.

venerdì 10 giugno 2011

Ciclo-donne; verso il trittico.


Una grande vittoria in solitaria nel 2009, una volata vincente dal gruppetto in fuga l’anno scorso. Monia Baccaille cerca il tris consecutivo nel tricolore.

GIRO DEL TRENTINO, SETTIMANA TRICOLORE, GIRO-DONNE; CON L’ARRIVO DEL MESE DI GIUGNO, IL PROGRAMMA FEMMINILE VA INCONTRO AL TRITTICO PIU’ SENTITO DEL CALENDARIO NAZIONALE, CHIUSO DALL’EVENTO ROSA.

Con il Giro del Trentino femminile ormai prossimo al via, inizia il periodo di avvicinamento al Giro-Donne del 1° luglio. Una corsa quella trentina – che affianca la Settimana Tricolore, quest’anno siciliana – dove Casa-Italia dovrà affinare le gambe per la corsa rosa.
Solitamente il “Trentino” serve per capire chi, tra le atlete scalatrici, dimostra una condizione più o meno buona in vista del Giro. La griglia di partenza vede al via molte tra le migliori del gruppo, sia per quanto riguarda le cicliste straniere, che per le nostre ragazze. Saranno 3 i giorni di gara, che vivranno da 17 al 19 giugno.
Per quello che invece sarà l’appuntamento tricolore, occhi puntati sulla corsa in linea elite, con la curiosità di vedere se Monia Baccaille riuscirà a confermarsi per il 3° anno consecutivo in maglia tricolore. La velocista e portacolori del GS Fiamme Azzurre (ai Campionati Italiani questa dovrebbe essere la rappresentanza), avrà davanti a sé l’iridata Giorgia Bronzini come principale avversaria. Il percorso siciliano di Milazzo proporrà 120 chilometri con 11 giri da coprire. Due salite corte nella prima metà del percorso, ed una seconda metà che arride alle ruote veloci. Difficile che il gruppo lasci scappar via alcune atlete. Ma in un campionato nazionale, atlete che corrono nello stesso GS spesso (almeno in teoria) diventano momentanee avversarie per quel giorno.
Per la prova a cronometro di Paternò, i 28 chilometri contro il tempo ci diranno se Tatiana Guderzo troverà ulteriore conferma contro le lancette. In questa prova, la lista delle avversarie è meno affollata. Tutto questo in vista della partenza rosa di Roma. Intanto però facciamo una pedalata alla volta, iniziando dalle fresche vallate montane del nord, per poi passare alle assolate giornate siciliane di cui diamo l’agenda.

SETTIMANA TRICOLORE 2010; IL PROGRAMMA
(fonte; Bicisport)

Sabato 18 giugno;
Catania; amatori Master
Paternò; Chilometro paralimpici

19 giugno;
Catania; amatori Master – amatori elite sport Master
Paternò; paralimpici strada

22 giugno;
Giardini Naxos; strada Junior uomini

23 giugno;
Milazzo; strada Junior donne – donne elite

24 giugno;
Canicattì Bagni; strada elite uomini SC (Senza Contratto) – under 23

25 giugno;
Aci Catena; elite uomini

26 giugno;
Paternò; cronometro donne elite – under 23 – open uomini elite – uomini elite SC

mercoledì 8 giugno 2011

Fa tristezza, ma bisogna anche darne notizia.



PRESENTATI AL PARLAMENTO, E DIVULGATI A LIVELLO QUASI ZERO DALLE TIVU’, ECCO I NUMERI PRINCIPALI SULL’ARGOMENTO DOPING NELLO SPORT AMATORIALE IN ALCUNE SPECIALITA’ PER L’ANNO 2010.

Atletica, ciclismo, pesistica, sport invernali; queste discipline sportive che risultati hanno dato a livello amatoriale sulla questione doping? Ecco i numeri diffusi dal Ministero della Salute e resi noti, tramite una relazione, in Parlamento.

1115:
gli atleti sottoposti a controlli (65,6% uomini – 34,4% donne);
positivi il 4,7%

Le sostanze più usate;
steroidi anabolizzanti: 37,1%
corticosteroidi: 14,4%
diuretici: 12,4%

Ripartizione per disciplina sportiva;
atletica leggera: 174 esaminati – 1 positivo (0,75%)
sport invernali: positivo il 3,94%
ciclismo: 289 esaminati – 26 positivi (9%)
pesistica e cultura fisica: 46 esaminati – 5 positivi (10,9%)

ALTRO;
il 60% degli atleti positivi lo era per una sostanza
il 40% per due o più sostanze
3 persone assumevano più di 5 sostanze.

Due note veloci; viene da pensare a quelle tre persone con 5 o più sostanze nel sangue, chiedendoci se quest’ultimo è ancora di colore rosso. Probabilmente sarà tendente ad un rosso/marciume.
E poi preoccupa l’uso di prodotti diuretici, certamente semplici da trovare. Prodotti che aiutano nelle discipline dove il peso viene sempre tenuto da conto.
C’è poco da fare. Se fa rabbia sapere di atleti o atlete che imbrogliano nel professionismo, sapere che per vincere il prosciutto nella sagra di paese la situazione non è migliore, fa solo tristezza. Speriamo che saltino fuori cifre che riguardano anche altri sport, per non mettere in croce solo i praticanti delle discipline sopraccitate.

sabato 4 giugno 2011

Pagelline rosa.



CHI PROMOSSI E CHI BOCCIATI? MOLTO PERSONALI NEI GIUDIZI, TORNANO LE SEMISERIE PAGELLE DEL GIRO.

Voto 14; Andrey Tchmill
Sabato 28: a domanda di suor Alessandra; “Allora, Pozzato rimane?” risposta; “Nel ciclismo sicuro!” Pozzato inizi a cercar squadra.

Voto 10; Alberto Contador, Dino Zandegù e striscione alla partenza da Torino.
Graziato dalla giustizia spagnola (giusto era dargli almeno 6 mesi), lo si aspettava al Giro per vederglielo vincere sulle montagne. Come sono iniziate le salite ha dato una spazzolata a tutti già sull’Etna, facendo capire cosa sia uno che vince tre Tour.
Il brano “El Contador” (di Zandegù – Zandegù) sarebbe da mandare in onda a nastro nelle radio. Magari nella zona di Madrid.
Striscione a Torino; “Alberto, domani grigliata. Porti tu la carne?”

Voto 9; Andrea De Luca
La scommessa di Bulbarelli forse è vinta. De Luca, collegato da Moto 1, riesce ad incrociare un racconto in diretta riguardante la 1^ guerra, con i piatti tipici del bergamasco e dintorni. Il maestro ha un buon allievo.

Voto 8; Stefano Garzelli e Silvio Martinello
Garzelli arriva vicino al tramonto della carriera – correrà fino al Giro 2012 – vincendo la sua seconda maglia verde. Bravo.
Martinello racconta in diretta ad una puntata del “Processo” le fasi più interessanti della tappa di giornata; “…ed ecco i protagonisti della fuga di oggi…” sbagliando vocale ed usando la “I” al posto della “U”.
Savoldelli direbbe; “A VOI!!”

Voto7; mercoledì 25 maggio. Partenza di tappa da Feltre
Una signora chiede a mio fratello; “Quegli altri li conosco… ma chi è quel vecchio?” Era Gigi Sgarbozza.

Voto 6; pubblico del Giro
Meriterebbe 10 per essere ancora lì nonostante le porcherie del doping, ma perde ben 4 punti perché ormai molti tifosi che affiancano i ciclisti sono più una preoccupazione che non un sostegno. Gente, meglio se ci diamo una calmata! Dal prossimo anno che si fa? Gli saltiamo addosso per fare cavalluccio?

Voto 5; percorso del Giro.
Caro Zomegnan, ci hai regalato il Giro più duro degli ultimi decenni, ma con tutte ‘ste montagne sembrava uno spot d’incoraggiamento all’uso del doping. Troppa roba!

Voto 4; Francesco Pancani
Si sente la mancanza dell’Auro nazionale. Barbetta fa sempre un’ottimo lavoro, ma i pochi riferimenti eno-gastronomici rendono le telecronache semplici racconti di quel che si vede. Il ciclismo è più di questo. Come Basso, lo aspettiamo al Tour, dove Auro apriva simpatiche parentesi dedicate ai vini e ai formaggi dei vari dipartimenti francesi (le nostre province).

Voto 3; sigla RAI per il Giro.
Lasciamo perdere va...

Voto 2; Denis Menchov e suor Alessandra
Sostenuto dalla Federica il russo non rispetta le attese. Non vorrei essere nei suoi panni se la ragazza lo incrocerà da qualche parte.
Il Processo alla Tappa è ormai luogo per domande senza domanda, dove chi risponde deve cercare di dire le cose appena dette dalla De Stefano, allungandole nel brodo, ma senza darlo a capire.
Esempio di domanda della De Stefano; “Beppe Conti, siamo a Torino. Diciamo ai più giovani che Torino fu la 1^ capitale d’Italia?” Risposta; “Effettivamente Torino fu proprio la 1^ capitale d’Italia.”
Ma si può mandare in onda una roba del genere?

Voto 1; Carlos Sastre e suor Alessandra (parte 2)
Fossi Mister Geox (o Diadora, che tanto è quello) lo licenzierei di botto. Insieme a Contador sarebbe stato il secondo spagnolo da lasciare a casa. Solo che almeno il primo ha dato spettacolo, Carlos ha fatto cabaret.
Mercoledì 25 maggio. Un’immensa, elegante, splendente ciclista italiana, di cui come sempre non ricordo il nome, è ospite del Processo alla Tappa. In quasi un’ora di trasmissione, avrà potuto parlare per circa 40 secondi. Poi lamentiamoci che del ciclismo femminile frega poco!

Voto 0; “Si Gira”, cioè BAR-Toletti
Come la stessa carovana del Giro (Dio mio quanta gente inutile che si tirano dietro!), un programma dove viene invitato l’amico dell’amico, a parlare di un’altro amico. E poi Bartoletti che parla del povero Weilandts ogni santo giorno per rinnovare la TV della lacrima, che piacerà a lui ma dopo una settimana inizia a stufare quando è fatta in questa maniera.

mercoledì 1 giugno 2011

Giugno; l'editoriale.



FORSE UNICA REALTA’ DAL VALORE VERAMENTE INCALCOLABILE PER IL MONDO DEL CICLISMO, GLI APPASSIONATI HANNO RIEMPITO ANCORA LE STRADE DEL GIRO.
QUALCOSA PERO’ HA STONATO; IL VERGOGNOSO PASTICCIO DEL CROSTIS, ED IL COMPORTAMENTO SEMPRE PIU’ INCOSCIENTE DI MOLTI APPASSIONATI ALLE CORSE.

1° GIUGNO; MANCANO 30 GIORNI AL VIA DEL 22° GIRO FEMMINILE.

Certamente l’aspettativa comune è leggere della corsa rosa appena finita. Due, tra tante altre, sono le cose emerse dalle tre settimane del Giro; la prima è che dopo la presa per il sedere verso il pubblico con il cambiamento del percorso nella tappa del Monte Crostis (e l’annullamento della scalata a quest’ultimo), si evince come tutto il “movimento ciclistico” sia sempre più un “baraccone ciclistico” senza capo ne coda. Il secondo guarda al comportamento sempre più preoccupante di noi appassionati quando siamo alle corse.
È certo che riguardo al Monte Crostis l’Unione Ciclistica Internazionale abbia aspettato troppo per dire; “Ragazzi, fermi tutti! Di lì non si passa!”. Si è detto che correre in quelle strade avrebbe costretto i ciclisti a rimanere per quasi 40 chilometri senza le rispettive ammiraglie al seguito. Per una tappa presentata nell’autunno dell’anno scorso, non è accettabile aspettare l’ultimo giorno per aprir bocca. Mesi di preparazione, settimane di lavori, con almeno la consolazione di pochi soldi spesi visto che le protezioni usate erano quelle prese in prestito dalle piste dello Zoncolan. Per il resto decine di volontari pagati con un panino e un bicchier di vino.
Alcuni Gruppi Sportivi hanno reputato pericolosa una strada, affidandosi a notizie di mesi prima, senza andare a vederla prima del Giro quando i lavori per la messa in sicurezza erano ultimati. La decisione dell’UCI è figlia della minaccia dei GS sulla necessità di tenerseli buoni, perché gli stessi GS minacciano – per questioni di guadagno – di costruirsi una specie di calendario alternativo in stile Formula 1. Il Presidente dell’FCI Renato Di Rocco è vice-presidente dell’UCI. Possibile non avesse saputo niente per tempo? Una presa in… Giro, e basta. Certamente nel futuro gli stessi organizzatori non si faranno sorprendere come in questa occasione, e chiederanno lumi all’UCI fin dall’inizio. Però nel vedere tutte queste manovre politico-sportive prendere corpo, si esalta il fatto che il ciclismo di oggi non si merita il pubblico che ancora gli è rimasto.
Proprio riguardo a noi appassionati, la situazione riguardante il comportamento alle corse sta diventando sempre più insopportabile. Che di corridori un po’ speciali a fianco dei ciclisti se ne siano visti di tutti i tipi, e solitamente molto spassosi, questa è cosa nota da qualche decennio. Ma ora si sta andando verso situazioni di pericolo, probabilmente sbronza-dipendenti, e che vogliono inventarsi di tutto per apparire in televisione per un momento. Durante il tappone dolomitico, poi nel salire lo Zoncolan, e ormai anche in tante altre salite, il pubblico si comporta ai limiti della sopportazione. Non è possibile vedere gente rimbambita dalle birre, o proprio cretina di suo, urlare come un’ossessa nelle orecchie dei ciclisti. Oppure gruppetti di 3 o 4 persone quasi circondare il ciclista in fuga dimenandosi e sbracciandosi come dei tarantolati. Durante un traguardo volante della corsa, eravamo a circa metà Giro, un ragazzino in bicicletta entra in strada e percorre 200 metri di percorso fiancheggiando il gruppo. Cose da pazzi incoscienti. Tutto per “entrare” nell’inquadratura un’istante, senza rendersi conto del pericolo corso, visto che ci sono automobili e motociclette che viaggiano a 80/90 chilometri orari.
Per trent’anni abbiamo visto due corse; quella del corridore ansimante in salita, e quella dell’appassionato che correva a due metri di distanza incitandolo. Era un momento simpatico, ma oggi questo all’appassionato non basta più.
Torniamo a incitare i ciclisti, se vogliamo corrergli al fianco facciamolo solo su strade larghe, spaziose, e non serve urlare loro addosso come dei folli disperati. Se dobbiamo avere un comportamento da curva di stadio calcistico anche appresso al ciclismo, stiamo attenti perché se c’è una cosa che nel ciclismo non è ancora arrivata in grandi dosi è l’inutile, insopportabile e gratuita stupidità del pubblico. Però stiamo iniziando a portarcela. Già quest’ultima ce la mettono i ciclisti che imbrogliano, se ci mettiamo anche noi, buonanotte.
Conclusione per parlare di doping. l’operazione “borracce trasparenti” è ottima per l’immagine, ma non cambierà le cose. Magari cambiandola con l’operazione “manette sempre pronte” qualcosa combini. Quando poi al Processo alla Tappa dei rappresentanti del GS Lampre (questa poi!) portano un quadernone contenente un decalogo che parla di etica nello sport, ricordiamoci che negli ultimi 50 anni sono state incise e cantate migliaia di canzoni che parlano di libertà, rispetto, pace ed amore. Infatti oggi il mondo è il Paradiso, giusto?
Alla prossima.