«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 1 settembre 2014

Settembre; l'editoriale

Altro che Mondiali spagnoli. Se il ciclismo di alto livello è meno sporco, come possiamo trovarvi soddisfazione, se poi tra i giovani saltano fuori la cara vecchia EPO e suoi ‘parenti’ vari?
“Bello poter parlare di ciclismo pulito, ma quando ti ritrovi degli juniores con metabolici della cocaina nel sangue, o ventitreenni che si fanno d’EPO hai voglia di buttarla in propaganda. Magari c’è gente (sempre quelli) che ci prova lo stesso. La realtà e drammatica, pesante, grave. Appena la Federciclo ha stanziato (miracolo, altro che l’acqua in vino!) dei fondi per aumentare i controlli antidoping nelle categorie giovanili le positività (con roba da non scherzarci) sono spuntate con puntualità. Ovvio che alla maggior parte degli appassionati si parlerà delle feste post-Tour di Nibali e dell’avvicinamento alla prova iridata, perché se parli di minorenni che si riempiono il sangue di porcherie la ciambella non riesce più col buco e l’appassionato ignorante (nel senso di quello che non sa le cose) smette di esserlo e diventa un pericolo per chi sa cosa dirci e (soprattutto) cosa evitare di raccontarci. Pochi giorni fa hanno sepolto Alfredo Martini, storico CT italiano, che amava ripetere spesso che un giovane ha il diritto di fare sport senza diventare un campione. Juniores appena maggiorenni beccati con Nesp (Darbepoetina), oppure con della benzoilecgonina (metabolita della cocaina) nel sangue non sono lo spot migliore per il ciclismo. Poi ecco tornare la cara vecchia EPO per uno ‘stagista’ che corre in squadre di terzo piano per competizioni di quarto. Il tutto condito dalle solite dichiarazioni delle società ciclistiche di turno che ‘prendono le distanze’ da questo e da quest’altro, ‘riservandosi’ la decisione se dare lavoro ai propri legali per il danno all’immagine eccetera, eccetera. Intanto hai voglia di far stare tranquilli i genitori (quelli che non trasformano i loro figli in soprammobili da esibire al mondo) che hanno un figlio quindicenne con buone prospettive verso la specialità. L’età dei dopati, lentamente, a piccoli passi ma inesorabilmente continua a scendere e quando li beccano non lo fanno per via di troppa caffeina da Coca-Cola nel sangue. E ricordiamo il colpo di genio dell’autunno scorso ‘lanciato’ tempestivamente – leggi: elezioni FCI – da Di Rocco, per togliere l’obbligo del medico sociale per gli juniores. Ma si sa che questo è il mese dei Mondiali, vuoi mettere?”

4 commenti:

The preacher ha detto...

... e non mi stupisco... faccio parte della categoria degli ex "paracarri" (nel senso che ho smesso di far numero in gruppo da troppi anni), ero uno dei tanti mi allenavo, mi allenavo, mii allenavo e ancora mi allenavo, spesso (parlo di quando ero allievo, ma anche da junior) coi dilettanti di 1a e 2a serie (non c'erano gli u23), gente che in salita apriva il turbo, che "faceva male" per davvero e poi ? La domenica facevo una fatica della Madonna coi miei pari età, ero scarso e non lo metto in dubbio, ma sai com'è... L'ambiente è piccolo, la gente mormora, inizi a sentir parlare di iniezioni, di genitori che "portano i figli dal medico"... Ti viene il dubbio che forse ti sei aperto il **** e te lo sei fatto a capanna a forza di allenamenti (a volte anche due al giorno se conti le ripetute in salita)PER NIENTE, perchè "gli altri", quelli che incrociavi in allenamento, che andavano sempre "a spasso", avevano la benzina irregolare, come le F1 degli anni '80.
Continuo a pensare che aveva ragione Ceruti (criticato da Di Rocco che giudicava eccessiva la battaglia di Ceruti, affermando che “l’allarme doping è alle spalle”) quando diceva che bisognava fermare tutto per 5 anni... Aveva ragione ***** (!), 5 anni di stop e, aggiungo io, una nuova generazione di TECNICI con una vera "formazione" alle spalle, non un corso di tre giorni che può fare chiunque abbia un pò di tempo e soldi... Non è possibile ***** (!), da 30 anni a questa parte, i presunti ds in ammiraglia alle corse di allievi/junior/esordienti sono sempre e comunque gli stessi, bovari cresciuti con la cultura della "bomba" e del "quando correvo io", ignoranti "cosmici" cui è impossibile "cambiar la testa", soggetti che non sanno cos'è il ciclo di Krebs o la formula di Karvonen, asini (con tutto il rispetto per gli asini intesi come quadrupedi)senza uno straccio di nozione di anatomia e di fisiologia ai quali le famiglie affidano i figli (e le figlie)... Rabbrividente.

PS Chiedo scusa per il disturbo.

The preacher ha detto...

... e chiedo scusa per la punteggiatura, il blog riporta come orario le 18:38 del 2 Settembre 2014, in realtà erano le 3 e mezza del mattino, più o meno; ero stanchino... :-)

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Non badate all'orario del blog che ha un orologio sballato come certi dirigenti.
Sai dirvi dove trovare qualcosa su Krebs e Karvonen?

The preacher ha detto...

Ciao, basta cliccare su google (bella scoperta Alessandro !!!) e trovi tutto quello che vuoi, ad ogni modo era solo un esempio. :-)

PS Sto sempre più con Ceruti: fermare tutto e tutti per 5 anni e poi ripartire da altre basi, ma figurati... Troppa gente là dentro non sa fare altro che non sia guidare una sw variopinta ad una velocità tra i 30 (in salita) e i 65 km orari in pianura, troppa gente "ha da magnà"