«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 27 marzo 2011

ASSOLO IN RE(GINA) MAGGIORE!!


Festival Pooley!! La britannica (29 anni) domina il Trofeo Binda 2011.

UNA VITTORIA MAGNIFICA, SCHIACCIANTE, COME MAI SI ERA VISTA NEGLI ULTIMI ANNI. QUASI 80 CHILOMETRI DI FUGA SOLITARIA, CON UN GRUPPO INSEGUITORE SCANDALOSO PER ARRENDEVOLEZZA.
EMMA POOLEY STRAVINCE LA SUA SECONDA EDIZIONE DEL TROFEO BINDA. LE ALTRE? LASCIAMO PERDERE!.....
ANZI, NO!

Comincio dall’inizio, ringraziando l'amico Alessandro per le informazioni sulla messa in onda.
La sovrimpressione televisiva ci consegna due facce “straniere” per il ciclismo femminile. Piergiorgio Severini (voto 3, perché sa parlare bene l’inglese) e Paolo Savoldelli (voto 2; Auro ma che t’è venuto in mente?) come telecronisti. Lascio a voi l’immaginare le frasi uscite dalla bocca di chi scrive in quei successivi 30 secondi… La loro telecronaca sarà di una banalità devastante, con momenti di noia da medaglia olimpica. Così, mentre Severini intervista l’ex iridata Marta Bastianelli chiamandola Monia (e la RAI mette in sovrimpressione il nome Valentina…) si parte.
Il cielo è grigio, la pioggia cadrà per trequarti gara. Unico momento di splendido sole, la brevissima intervista pre-gara alla Guderzo.
Nella prima parte non capita niente di particolare. Il GPM di Cunardo viene affrontato senza patemi da quasi tutte. La gara è semplicemente soporifera. Probabilmente le borracce non contenevano acqua, ma Camomilla concentrata.
La Zablinskaya e la Loews tentano un allungo, ma l’esito è misero. La corsa è “legata” e le fughe ( e chiamiamole così…) non trovano respiro. La Pooley fa diversi tentativi, ma non le riesce mai l’allungo buono. Finchè, quando siamo a un’ottantina di chilometri dalla fine, l’iridata a cronometro scatta in maniera definitiva. Il Cittiglio 2011 è finito.
Il gruppo inseguitore, con tanti ritiri già in elenco, non combina un’accidente. Nessuna delle altre atlete più attese (italiane e non), fa qualcosa se non guardarsi l’un l’altra. Un teatrino. Le uniche che provano a fare qualcosa sono la Corset e la Ferrier – sul finale – forse perché avevano paura di prender sonno.
Emma Pooley arriva al traguardo e conquista una vittoria da fuoriclasse, impressionando Paolo Savoldelli che si capisce come nemmeno sapesse che anche le donne fanno ciclismo. Brava RAI, complimenti. Al Giro di luglio chi ci mettiamo? Bruno Vespa? Perfetto!!
Emma Joahnsson vince la volata del 2° posto, davanti alla Van Vleuten e a Martin Bras. Ma quello che ha colpito è l’arrendevolezza uscita dal gruppo. Nessuna azione da parte di alcuna delle più attese. Non si può parlare di delusione per qualche atleta in particolare (“Tati” mia,…) perché è stata una non-reazione collettiva. Questa era una corsa di Coppa del Mondo, ma nel vedere la gara l’hanno detto solo alla Pooley. Se volevano fare uno spot al ciclismo rosa, formattino pure il disco per altre occasioni.

venerdì 25 marzo 2011

E adesso tocca a loro; via al Trofeo Binda 2011!!



Il GS Giordana/MCipollini prende la mira (foto N.Cooke per album FB M.Bastianelli). Mettiamola così: se vince una a caso tra queste atlete, a chi scrive non dispiacerebbe.

CON IL TROFEO ALFREDO BINDA DI CITTIGLIO, SI APRE LA STAGIONE EUROPEA PER LE GRANDI CORSE ROSA. NONOSTANTE L’ASSENZA DI GIORGIA BRONZINI E MARIANNE VOS (VISTI I MONDALI SU PISTA), LA LISTA DELLE POSSIBILI PROTAGONISTE E’ DA CINQUE STELLE.

35; le edizioni già disputate
11; le vittorie straniere
10; gli anni dall’ultima vittoria italiana (2000: Fabiana Luperini)

Dopo le prime corse stagionali, che hanno permesso alle girine di trovare la gamba giusta, si alza il sipario sulle corse di primo piano. Il Trofeo Alfredo Binda di Cittiglio (Varese), mette il suo Albo d’Oro a disposizione delle migliori al mondo, per consegnare alla storia il nome della vincitrice per l’edizione 2011.
Il nome di Giuseppina Micheloni è il primo di questa lista, a cui seguono altri nomi di primo piano. Troviamo la mitica Maria Canins come regina delle edizioni 1984, 1990 e 1992. Seguono poi altre fior d’atlete come la Luperini (1994 e 2000), Valeria Cappellotto (1995 e 1996), Diana Ziliute nel 2003, fino alle ben più recenti Nicole Cooke (2005 e 2007), per arrivare alle ultime edizioni con la fuoriclasse olandese Marianne Vos, che ha messo la prima firma sull’ordine d’arrivo negli ultimi due anni.
C’è tanta voglia d’Italia, questo è certo.
L’ultima vittoria tricolore porta il nome della pluri-vincitrice del Giro Fabiana Luperini. E sempre legato al Giro è il nome della ciclista che vanta il maggior numero di vittorie (3), con la già citata Canins.

Ecco il terreno di battaglia che il 27 marzo scriverà la storia del “Binda” 2011; 121 i chilometri previsti, 5 i giri conclusivi prima dell’arrivo a Cittiglio. Buon Roata a tutti, anche se non si sa a che ora avverrà la messa in onda della gara.



giovedì 24 marzo 2011

E bravi azzurri!!


CON RITARDO ANDIAMO A DIR BRAVI A DUE NOSTRI RAPPRESENTANTI AI MONDIALI OLANDESI SU PISTA DI APELDOORN.
ARGENTO PER VIVIANI E BRONZO PER LA BRONZINI CHE SI CONFERMA AI VERTICI (ANCHE SE FORSE CI POTEVA SCAPPARE QUALCOSINA IN PIU’…)

Cos’è a volte il ciclismo rosa? Vedere atlete piangere come ragazzine per una medaglia d’oro, ma anche “soltanto” per una medaglia d’argento. La bielorussa Tatsiana Sharacova è la nuova campionessa del mondo per la pista nella corsa a punti, davanti alla (piangente pure lei) Jarmira Machacova. Chi non piangeva, ma che forse forse si mangia un po’ le mani è la brava Bronzini che ha conquistato il 3° posto conclusivo. Le atlete più controllate erano l’italiana e l’olandese Marianne Vos che non cavato un ragno dal buco.
Giorgia Bronzini e la Vos hanno corso guardando l'una cosa faceva l’altra, e la sveglia Sharacova ha saputo approfittare della situazione. Ha accumulato punti pesanti, e solo nel finale la Bronzini ha saputo strappare con un paio di belle volate i punti per la medaglia di bronzo.
Molto bravo Elia Viviani che nella specialità Scratch (se così si scrive) ha vinto la medaglia d’argento con una gara brillante. Hong Kong ha vinto con Kwok Ho Ting ed il bronzo è stato per Morgan Kneisky.
Massì, insomma; bravi i nostri ragazzi!

sabato 19 marzo 2011

CASINO' DI SANREMO; SBANCA GOSS!!


GIOVE PLUVIO ROMPE LE SCATOLE QUANDO IL PLOTONE SCENDE SULLA COSTA LIGURE. POCHE GOCCE AL MOMENTO GIUSTO E TANTI SALUTI AI PIANI DEI BIG.
MATTHEW GOSS ALLUNGA I FESTEGGIAMENTI PER IL CICLISMO AUSTRALIANO!

Matthew Goss (24 anni, australiano) del GS HTC, compagno di squadra di Marc Cavendish ha vinto un’edizione “pioggerellosa” della Milano-Sanremo.
Quando siamo a circa 80 chilometri dalla fine alcune cadute iniziano la selezione, ed ecco il primo nome eccellente in rilievo di cronaca. Thor Huschovd sbatte a terra e finisce la sua Sanremo. Tornerà in gruppo, ma le botte sono più forti delle energie per rimontare. Il gruppo si spacca in due tronconi, e diversi favoriti rimangono staccati; Freire (caduto), Visconti, Huschovd e Cavendish.
In testa un primo gruppone di 45 uomini, con molti favoriti. Il gruppone di Freire si avvicina molto lentamente, ma con l’arrivo della Cipressa gli scatti in testa rialzano la media dei leaders. Per molti favoriti rimasti indietro la Sanremo finisce lì.
Proprio in quel momento di corsa Michele Scarponi allunga con la forza dell’orgoglio, e speriamo solo quello, ed inizia a recuperare sui primi con un’azione strepitosa. Mangia letteralmente 50 secondi “usando” la salita della Cipressa e la sua discesa. Raggiunge il primo gruppone a 15 chilometri dalla fine, riprendendoli da solo.
All’inizio del Poggio tutti i migliori sono davanti a tirare, e l’azione di Avermaet – uscito con un gruppetto prima – non riesce ad andare in porto, grazie a Nibali che accende la miccia prima dello scollinamento. L’italiano “spinge” tutti i migliori a rincorrerlo, e tutti assieme acchiappano Avermaet poco prima della fine discesa.
Il finale è scoppiettante; Cancellara, Scarponi, Goss, Nibali, Ballan, Gilbert, Pozzato, O’Grady, Chanel sono tutto uno scatto e controscatto. A 500 metri dalla fine Scarponi tenta la carta della disperazione, Gilbert gli si mette a ruota con Cancellara pronto. Ma in mezzo a tanti finisseurs è il più velocista del gruppetto, Matthew Goss ad avere la meglio davanti a Cancellara e Gilbert. Ballan è 4°, Pozzato chiude 5° e l’Australia festeggia una primavera da ricordare con la vittoria nella Tirreno-Adriatico e poi nella Sanremo con l’accoppiata Evans-Goss.
Il prossimo fine settimana tocca all’altra metà del sellino, con il Trofeo Binda a Cittiglio.

martedì 15 marzo 2011

Boing, Boing, Boing,...EVANS!


Per Cadel Evans (foto) la primavera ciclistica è già positiva. La vittoria della Tirreno-Adriatico conferma che la sua condizione è figlia di un’inverno ben fatto.

L’EX IRIDATO EVANS VINCE LA TIRRENO-ADRIATICO 2011. DIETRO AL CANGURO IL TALENTO DI GESINK E SCARPONI CHE CONQUISTA IL PODIO BASSO. E ORA IL POGGIO.

Con Federica che “ha visto bene” Thor Huschovd, la Sanremo dovrebbe essere già decisa. Infatti Cassani l’ha copiata facendo anche lui il nome dell’iridato.
Facendo finta di niente, torniamo ad Evans che vince la Corsa dei 2 Mari davanti a Gesink e Michele Scarponi. La cronometro conclusiva è stata vinta senza troppi pensieri da Cancellara, ed Evans non ha patito molto per conservare la maglia di leader della generale.
Nel complesso dei giorni di gara Basso e Nibali sono stati con i primi, ma senza dare segnali di condizione sopraffina. Meglio di loro Cunego, poca roba per Garzelli che mai è stato protagonista. Senza più Masciarelli e Paolini, l’Acqua & Sapone ha perso tanto. Bravo il lamonese Malacarne che porta a casa la “verde” dei GPM.
In vista della Classicissima, il neo-vincitore della Tirreno-Adriatico non ci sarà. Nemmeno Basso la correrà. Ora l’attenzione si sposta verso i velocisti che si sono nascosti abbastanza bene (Freire), mentre Scarponi, Nibali, Gilbert, Cancellara e soci hanno potuto affinare la gamba. Gilbert sembra non aspettare altro che girare il manubrio a destra per uscire dalla Statale Aurelia ed iniziare a “menare” il 53/15 per strapazzare il gruppo.
Una cosa da tenere in considerazione saranno le condizioni atmosferiche, visto che per tutta la settimana il cielo è previsto a cambiamento continuo, con piogge sempre pronte a farsi strada. La classica di primavera non è detto che sarà per forza corsa in mezzo al sole ed ai fiorellini. E allora potemmo iniziare a divertirci senza dover sempre aspettare gli ultimi 15 chilometri.
Ultima nota; domenica 27 coppa del mondo a Cittiglio per l’altra metà del sellino.

mercoledì 9 marzo 2011

Non solo ciclismo.



RAMMARICO? RABBIA? GIUSTIZIA? STUPORE?
UNA “SENTENZA” CHE PUZZA DI POLITICA. FORSE NEL TIMORE DI NON CREARE UN BUCO DOPO LE CREPE INTRAVISTE SULLA SUPERFICIE.

Se Franco Pellizotti avesse avuto la meglio verso l’Unione Ciclistica Internazionale, si sarebbe creata una falla, legalmente sfruttabile da altri, che l’UCI non avrebbe potuto contrastare. Questo è forse il motivo per cui lo stesso Ente ha messo in campo fior di legali, per impedire che il ciclista italiano riuscisse a spuntarla.
La vittoria di Pellizotti sarebbe stata l’inizio della fine per il Passaporto Biologico. Uno strumento apprezzato negli intenti, ma criticato nelle valutazioni. Probabilmente anche la posizione del ciclista in ambito internazionale ha fatto in modo che il suo caso durasse tanti mesi. Per Contador le cose sono andate avanti in tempi ragionevoli, e bella botta di culo (se tale questo è stato) per lo spagnolo, che il suo caso sia arrivato in autunno, quando la stagione stava sparando gli ultimi appuntamenti in agenda.
Mentre a Suor Alessandra brillano gli occhi quando può attaccare responsabilità e colpe nel ciclismo al Presidente McQuaid (ci aspettiamo accuse nei suoi confronti anche in caso di foratura di Vincenzo Nibali, state pronti), l’UCI ha nel suo organico anche vice-presidenti, consiglieri, segretari, ecc… tra cui tali Di Rocco e Adorni. In una questione dove la puzza di politica è abbastanza forte, lo si tenga da conto.
Probabilmente lo stesso Pellizotti ha capito che la sua è una “sentenza” ciclistico/politica, e proprio per questo ha deciso che non vale la pena tener duro fino alla fine. Non perché si tratti di lui, ma più per quello che il suo caso rappresentava.
Il rammarico resta, come resta Di Luca in gruppo, ma lui è potuto tornare perché quando ha spifferato quel che sapeva l’ha fatto per i giovani (Gazzetta dello Sport del 16 ottobre). Lo sconto sulla squalifica per la collaborazione l’ha chiesto lui, o l’avranno obbligato a riceverlo quelli dell’UCI e dell’FCI?

lunedì 7 marzo 2011

Nel cuore d'Italia, verso Sanremo; via alla "Tirreno" 2011!


LA POESIA DELLA PRIMAVERA SI FA SENTIRE, MENTRE IL SALMASTRO ACCAREZZA I CAMPIONI AL VIA DELLA CORSA DEI 2 MARI.
ECCO LA TIRRENO-ADRIATICO 2011 (che stavolta accompagniamo con un po’ di cultura).

Ho bei ricordi, fin da ragazzino, delle vecchie edizioni della Corsa dei 2 Mari. Una corsa leggendaria come poche, visto che annovera Luigi Sgarbozza nel suo albo d’oro, con un mostruoso 4° posto nel 1969.
A cavallo tra la seconda e la terza settimana di marzo prende il via l’edizione 2011 della Tirreno-Adriatico. La televisione ci regalerà i primi prati verdi e i primi fiori dell’anno da Marina di Carrara, il 9 marzo, fino al tradizionale arrivo a San Benedetto del Tronto il 15. Il cronometro aprirà e chiuderà questa edizione, grazie all’innesto di una cronosquadre iniziale di 17 chilometri, e alla prova contro il tempo individuale di 9 chilometri, e briciole, dell’ultimo giorno di corsa.
Ci saranno tappe per velocisti (con gli arrivi ad Indicatore e Perugia nelle frazioni 2 e 3) com’anche per uomini da 39/25 negli arrivi di Castelraimondo (240 km., 5^ tappa) e il penultimo giorno con l’arrivo a Macerata (178 km).
Diversi i ciclisti importanti al via con Filippo Pozzato, Thor Hushovd, Fabian Cancellara, Vincenzo Nibali, Oscar Freire Gomez, Cadel Evans, Tom Boonen a rifinire la gamba per la Sanremo. Ma anche uomini che si giocheranno più avanti la stagione, e che butteranno un’occhio sugli avversari per sapere come sono le gambe “nemiche”; Ivan Basso per guardare come pedala Andy Schleck, Michele Scarponi per guardare come pedala Vincenzo Nibali, e Stefano Garzelli per prepararsi a quella che probabilmente sarà la sua ultima primavera da professionista (classe 1973, anche se in testa gira l’idea di tener botta fino al Giro 2012). Questi sono nomi per le classifiche assolute, ma anche tra le ruote veloci quasi tutti i più forti velocisti, italiani e non, saranno della partita.
Con la disputa della Tirreno-Adriatico, il calendario inizia a profumare di grande ciclismo. Nello stesso periodo si riempiono le borracce anche per la Parigi-Nizza che si correrà dal 6 al 13 marzo. Una convivenza, nel calendario, che meriterebbe una disputa in momenti differenti, ma oggi si è talmente strapieni di corse che non concede soluzioni. La Tirreno 2010 si concluse con la vittoria di Garzelli a parità di tempo con Scarponi; un piazzamento fece la storia. Cadel Evans occupò il 3° posto a soli 12” dai due italiani.
Ricordo le prime telecronache stagionali di Adriano De Zan, che spesso raccontava soltanto gli ultimi 5 o 10 chilometri, tanto era sconclusionata la RAI nel far vedere corse che non erano i Mondiali, il Tour od il Giro. Mio padre osservava ogni anno come la vite nel nostro giardino non aveva nemmeno le piccole gemme all’apice degli stralci, mentre in TV si vedevano alberi con le prime foglie, e sulle coste del Tirreno e dell’Adriatico i primi fiori già a salutare il passaggio dei corridori. La Sanremo è considerata la classica di primavera, ma è probabilmente la Tirreno-Adriatico a rappresentare la vera primavera ciclistica.


Invito all’ascolto TV, premendo il tasto “muto”, se non volete ascoltare Cassani;

Le 4 stagioni (di Antonio Vivaldi 1678 – 1741)
“La Primavera”
Allegro; svolgimento in 5 sequenze.
• Il clima festoso annuncia la dolcezza e la natura fiorita (probabilmente la Guderzo)
• I telefoni cellul… pardon… i violini si scambiano lieti trilli che rievocano il canto degli uccelli
• Uno svolgimento di note alternate significa lo scorrere delle acque nei fiumi, nelle fontane e lo spirar della brezza
• Note battute rapidissime da tutti gli strumenti annunciano il tuono (caro Mura, troppe prugne fan questi scherzi): scale e terzine energicamente arpeggiate dal violino principale fanno balenare i lampi
• Il temporale è cessato (vedi sopra); i trilli dei violini rifanno il verso degli uccelli che abbandonano i loro rifugi. Riecheggia il clima festoso della primavera (con Cassani danzante nel, di marzo, sereno tramontar).

Largo;
Una dolce melodia espressa dal violino principale, e il lento cullare di suoni saltellanti degli altri violini, conciliano il sonno del capraio (Sgarbozza?), mentre rare note delle viole manifestano l’abbaiare del cane (Birillo?) che sorveglia il gregge.

Allegro; svolgimento in 3 sequenze.
• Caratterizza questo tempo una danza pastorale dove contadinelle (!?) danzano al suono della zampogna (suonata da Roata)
• Una nube (Auro?) sembra oscurare la luminosità della scena: questa sensazione viene data dal passaggio della tonalità da maggiore a minore
• Conclude la danza il tema in MI Maggiore.

Buona Tirreno a tutti. Per sapere chi la vince lo domandate alla Federica e a posto così.

sabato 5 marzo 2011

Dove eravamo rimasti?....Ah si,....GILBERT!!


UNA BELLA EDIZIONE DELLA “STRADE BIANCHE” CON TUTTI I MIGLIORI DAVANTI. MA IL PRIMO BIGLIETTO DA VISITA CONSEGNATO ALL’ALBERGO SANREMO, PORTA IL NOME DI TALE GILBERT PHILIPPE.


Bel tempo e 57 chilometri di polvere. Questo il menù alla partenza. Dopo 40 chilometri prima fuga da cui usciranno O’Grady e Van Aermaet (si scrive così?...) che saranno eroi di giornata.
Un moscerino spiaccicato sulla telecamera ci farà compagnia per la maggior parte della corsa, mentre Ballan, Cunego, Schleck; Cancellara, Visconti e Gilbert mettono fuori il naso. Arrivati al settore numero 6 i nomi importanti iniziano a “menare” e la rimonta inizia pian pianino. Ottimi Visconti e Cunego, che sarà autore di una bella corsa.
Al settore numero 8 i migliori rientrano e Cunego scatta con Oscar Gatto che si fa…. cane segugio alla ruota dell’ex “bocia”. I capitani però rientrano. Gilbert e Visconti stanno sempre a ruota a controllare gli altri.
Attorno a Siena il gruppo si ricompone. A 500 metri dalla fine Gilbert si mette in testa a frantumare il gruppo. Resiste Ballan che però a 100 metri dalla fine viene superato in…. Staccata da Gilbert che vince senza troppi patemi. Cunego bel terzo.

martedì 1 marzo 2011

Marzo; l'editoriale.



LA STAGIONE ENTRA NEL VIVO CON LE PRIME CORSE STORICHE. VEDREMO QUANTO LE BATOSTE DI FEBBRAIO INFLUIRANNO SU UNA CREDIBILITA’ GIA’ DI CARTAPESTA.
COMINCIAMO PERO’ DALL’ALTRA META’ DEL SELLINO, SPERANDO DI NON FARE LA FIGURA DEL CATTIVO (perché vai a sapere come la prendono).

1° MARZO; MANCANO 67 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA (e probabilmente 122 a quello femminile).

Verso la fine del mese sarà Cittiglio, con il Trofeo Alfredo Binda, ad aprire il calendario delle corse più importanti riguardanti il calendario femminile. La stagione rosa su strada sembra ripartire senza troppe attese al proprio riguardo, probabilmente per il fatto che l’interesse dei media continua ad accendersi soltanto a ridosso degli eventi agonistici, e non si versa molta attenzione durante l’inverno. Peccato, perché il pubblico va “coltivato e curato” per poterlo convincere che il ciclismo rosa può essere spettacolo da seguire. Non bastano gli slogan, per quanto indovinati, ad avere un’effetto che duri nel tempo. Guardandola dal lato opposto magari, questo può rivelarsi un bene per le atlete stesse, che fino a cinque minuti prima di una corsa non vengono guardate che da poca gente, e quindi la “pressione” dell’evento agonistico non le tocca che in minima parte. Comunque pare che le parole post iride di Giorgia Bronzini siano già Blowing In The Wind….
Rapporto fans e “movimento” rosa sul web. Spiace una cosa; in alcuni siti (non tutti) che seguono espressamente il ciclismo rosa, si lasciassero perdere le foto da calendario, e si lavorasse più sulla ciclista che non sulla ragazza. Altrimenti si rischia di tornare alla fine degli anno ’80, quando il ciclismo femminile sembrava solo una cosa tanto carina e tanto bellina da guardare e poco altro. Il ciclismo femminile ha solo da mostrare? Proprio per niente, ma a vedere certi siti sembra solo così. Sveglia ragazze, fatevi valorizzare, ma come cicliste!
E i maschietti che fanno? Le prime corse storiche tornano puntuali con il mese di marzo. Piccoli antipasti si sono avuti con il Giro di Sardegna (un bel Cunego), per quanto riguarda l’Italia, ma da ora gli albi d’oro iniziano ad essere ambiti. Mentre i riverberi della vergognosa storia di Riccò si faranno sentire – perché lo sputtanamento si pagherà per un bel pezzo – si torna a guardare come pedalano i primi protagonisti attesi al varco.
Come da tradizione, Parigi-Nizza e Tirreno-Adriatico serviranno a chi punta alla Sanremo per affinare la gamba, e per fare finta di essere fuori forma quando su modeste salite alcuni velocisti si staccheranno, fingendo di essere in ritardo di condizione. Per la classica di primavera sono diversi i possibili “cacciatori”, che vedono Cavendish come sorvegliato speciale tra le ruote veloci straniere (ma se Freire la corre…), e con il trio Petacchi/Bennati/Modolo come riferimenti per Casa-Italia-54/11.
In queste prime settimane di corse – anche se è ancora presto per sapere chi correrà certamente la Sanremo – le ruote di Damiano Cunego sembrano già vicine alla temperatura buona. L’ex bocia di Cerro Veronese sembra già avanti nella condizione, vedremo se il suo GS lo schiererà per accendere la Sanremo dalla Cipressa in poi. Atteso anche Scarponi, che probabilmente già vorrà imporsi nella Tirreno-Adriatico, gara vinta ma non vinta l’anno passato (vedi alla voce “piazzamenti” di giornata).
Grazie alla discesa del Poggio, ecco che Vincenzo Nibali rientra tra gli uomini, se presente in gara, che potrebbero far lavorare la Liquigas per tenere insieme la corsa negli ultimi 60/80 chilometri. Portare “Senor Vuelta” ad iniziare il Poggio in buona posizione (salita non dura), potrebbe essere trampolino di lancio per un colpaccio a scendere.
Per non tirarla troppo per le lunghe, chiudiamo con Fabian Cancellara che dovrebbe avere il Team Leopard tutto per lui fino alla discesa conclusiva, visto che in caso di volata probabilmente dovrà fare da ultimo uomo per Bennati. Chi scrive ha lasciato per strada diversi altri sicuri protagonisti, italiani e non (Visconti, Farrar, Pozzato, il fuoriclasse belga Philippe Gilbert,…) ma d’altronde la “facilità” della Sanremo ci costringerebbe ad allungare questo articolo in maniera chilometrica, e siccome vogliamo chiudere come abbiamo cominciato, torniamo per un’ultima nota “rosa”.
Sono stati presentati due appuntamenti importanti; Trentino femminile e Trofeo Binda di Cittiglio. Del Giro d’Italia femminile ancora zero notizie. Forse c’eravamo abituati troppo bene l’anno scorso con la presentazione di febbraio, ma qualche briciola di notizia potrebbero anche lasciarla cadere sotto al tavolo. Sperando che – parlando di ciclismo femminile – non ci siano ancora incertezze (vedi voce “euro”) riguardo alla manifestazione.