«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 4 giugno 2008

Giro; promossi e bocciati.


Per Marzio Bruseghin (nella foto sopra, un tifoso), un Giro bellissimo.


Lasciate anche voi un vostro giudizio. Di sicuro avrò dimenticato qualcosa. Succede sempre quando si tratta di dare dei voti a tanti protagonisti. Considerate i primi 5 come promossi, e gli ultimi 4 come bocciati.

Voto 11;
Emanuele Sella – l’11 non esisterebbe, come voto. Ma ci sono 3 vittorie, nelle 3 tappe più attese. Maglia Verde con una settimana d’anticipo sulla fine del Giro. Il più bravo di tutti al Giro d’Italia 2008.

Voto 10;
Marzio Bruseghin – 2 palle così! Comunicato a tutti gli italiani! Gli asini hanno imparato a volare! Glielo ha insegnato ‘papà’ Marzio! Che Giro! Ha salvato la faccia della Lampre, che ha corso un Giro ‘di presenza’. Cunego non può rinunciare ad uno così, se vuole vincere il Tour de France.

Voto 9;
Alberto Contador – ha avuto 2 vere occasioni nella carriera (il ragazzo è del 1982); al Tour 2007, ed al Giro 2008; li ha vinti tutti e due. Testa e pazienza nei primi 10 giorni, gambe negli altri. Il primo giorno non teneva nemmeno la ruota dei suoi compagni nella crono-squadre. A 26 anni è già tra i grandi del decennio per le gare a tappe. Il bello è che si sapeva che, se restava in corsa, prima o poi erano dolori.

Voto 8;
Team CSF Navigare e Visconti – la squadra migliore del giro. La famiglia Reverberi ha portato a casa 3 tappe e la Maglia Verde. I loro ciclisti sempre nelle fughe, e sempre presenti – in più d’uno – nei momenti finali delle tappe decisive. Visconti ha tenuto la maglia Rosa per una settimana, quando si diceva che l’avrebbe tenuta per 3 giorni al massimo. Deve tanto a Bettini e alla squadra, ma è stato tra i più bravi nella prima settimana di corsa.

Voto 7;
Riccardo Riccò, Team Liquigas e Gilberto Simoni – 6° nel 2007, 2° quest’anno, con 2 vittorie di tappa. A Riccò darei 2 voti in più, ma li perde per la baruffe che fa con gli altri ciclisti. Non puoi andare a far polemiche con Sella – che poteva essere un suo alleato – proprio nei giorni che ti giochi il giro. La Liquigas ha vinto la Maglia Ciclamino con Bennati (3 tappe vinte), ed è arrivata al 4° posto della Generale con Pellizotti. A Simoni l’onore delle armi. Ma quella mantellina non messa nello scendere dal Vivione… uno sbaglio da dilettante, caro Gibo.

Voto 6;
Danilo Di Luca e Franco Pellizotti – al di sotto delle attese il primo, soprattutto a cronometro. Si salva per la grinta. Per Pellizotti l’acuto a Plan de Corones, dove ha tirato fuori – concedetemi il gioco di parole – i ‘coiones’ nel fenomenale finale di crono-scalata! Deve avere più continuità.

Voto 5;
i trasferimenti del Giro – troppe tappe che necessitavano di trasferimenti a fine giornata. Così facendo si accumula ulteriore stanchezza nei corridori, che pagano nella terza settimana; quella decisiva. L’amico Gianpietro Corso aveva visto giusto, già alcuni mesi fa, proprio notando i tanti trasferimenti.

Voto 4;
Team Lampre – la squadra di Giuseppe Saronni deve fare un monumento a Bruseghin. Il veneto ha portato in dote una vittoria di tappa – la cronometro individuale – ed il fenomenale 3° posto finale; ma non per meriti di squadra.

Voto 3;
Vincenzo Nibali – ha fatto un giro ben al di sotto delle attese. Qualche ‘fuoco di paglia’ in qualche tappa, ma niente sostanza. Tanto fumo e pochissimo arrosto. Un passo indietro rispetto all’anno passato visto che, di questo ragazzo, in tanti ne dicono solo bene. E pure io la penso uguale.

Voto 2;
Claudio Pasqualin (quello dei calciatori, esatto!) – il procuratore di Emanuele Sella ha pensato bene di andare i televisione a dire che quando andranno a parlare con la dirigenza del Team CSF Navigare, non si accontenteranno di “due pezzi di formaggio” per pagare l’aumento che Sella merita dopo questo Giro. Complimenti per la cretinata fatta in diretta al Processo alla Tappa, e per aver così messo Sella – presente in trasmissione – in enorme imbarazzo.

Voto 1;
Gigi Sgarbozza e Mario Beccia – si dice che il doping sta sparendo. Ma avete visto gli occhi di Gigi Sgarbozza durante il Processo alla Tappa? Gli escono dalle orbite, e quando parla la faccia diventa color Maglia Ciclamino. Sul parrucchino di Mario Beccia stendiamo un velo pietoso, con una dose abbondante di carità cristiana. Se avete perso il gatto, cercatelo sulla zucca di Beccia. Forse quella roba che aveva in testa, è il vostro micio che dorme.

Voto 0;
Polizia Stradale al Passo Manghen – non si può avvertire solo 8 ore prima i Vigili Urbani della zona, dicendo loro di chiudere la strada per il Manghen a mezzanotte. Costringendo tantissime persone a salire a piedi per chilometri, quando ci sono parcheggi vuoti lungo la salita, che così non sono stati nemmeno usati. Male. Così non piace a nessuno.