«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 14 luglio 2017

"Tornerò il prossimo anno"

Sorride a metà Annemiek Val Vleuten, perché se il Giro non l’ha perso nella frazione più facile della corsa, di certo lo ha pesantemente compromesso.
Alla fine chiude con il terzo gradino del podio e due vittorie di tappa. Risultato per la quale molte sue colleghe sarebbero disposte a pagare, vivendo di rendita per il resto della stagione. Appare soddisfatta Annemiek Van Vleuten, anche se il verbo “festeggiare” può farsi strada soltanto fino ad un certo punto; “Chiudo con ottime sensazioni ma anche con qualche rimpianto. Siamo andate alla grande, la seconda tappa vinta (la Zoppola-Montereale Valcellina), poi la vittoria nella cronometro (Sant’Elpidio a Mare), ma la quarta tappa (Occhiobello-Occhiobello) non è andata bene. Però essere atlete vuol dire anche saper gestire qualche delusione e andare avanti. Penso al fatto positivo di aver potuto giocarmi la classifica generale. Quindi tornerò il prossimo anno, sperando di trovare un percorso più difficile, con degli arrivi in salita“.
Quindi la Van Vleuten ama la salita? Diciamo che certamente non avrà un bel ricordo della pianura Veneta e di quella quarta frazione che a causa del vento, e della bravura della squadra Boels Dolmans nel saperlo sfruttare a proprio vantaggio, le ha pesantemente bruciato tantissime possibilità di vincere la corsa. Perdere un minuto e quaranta nella più piatta frazione possibile è cosa davvero grossa. Lo capirono immediatamente, quel giorno, le migliori del gruppo che pedalarono di buona lena proprio perché si dovevano catturare più pesci possibili dopo che la rete era stata gettata. Annemiek vi è finita dentro.

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