«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

sabato 1 luglio 2017

Luglio; l'editoriale

Nel Tour apparentemente più aperto degli ultimi 10 anni, Contador dovrebbe vivere la sua ultima recita transalpina. Sette grandi giri vinti (per lui nove), e l’ultimo disperato tentativo dell’iberico di vincere la corsa che lo rese grande. Specialmente nel 2009.
“Dieci anni fa, proprio in Francia, Contador accese la sua stella. Due anni dopo rivinse una edizione tremenda per pressione e rivalità feroce, facendo a testate con un texano dagli occhi di ghiaccio suo compagno di squadra. Nel 2004, al Giro della Asturie, Alberto Contador finì a terra in preda a convulsioni. Venne salvato da soccorsi rapidi e da un’operazione al cervello per combattere una cosa chiamata ”cavernoma”, che provocò una improvvisa emorragia celebrale. Tornò in gruppo con la nomea di miracolato, come capitò all’allora suo idolo Armstrong sette anni prima. Scherzi del destino. Si perché il rivale con cui ha portato avanti e vinto, nel 2009, la sua battaglia ciclistica più pesante, fu proprio Lance. Era il Tour di fine decennio e Contador si ritrovò il peggior compagno di squadra che chiunque potesse avere. Contador che fino a due stagioni prima era pupillo di Lance, Lance che fino al tardo autunno del 2008 era l’idolo di Contador. Vincendo quel Tour 2009, con Amrstrong potentissimo co-capitano, dimostrò di avere due palle pesanti. Armstrong era figlio di una cultura pronta a far diventare marketing anche un colpo di tosse, e forse è stato l’unico capace di questo. Spietato, calcolatore, intelligente nell’uso dei media, persona di parola con tutti, bastava che l’ultima fosse la sua. Ma se dall’altra parte trovi un ragazzo che vince il suo secondo Tour a ventisette anni – Indurain, per fare un esempio, a quell’età non aveva iniziato ancora a vincere i suoi cinque Tour consecutivi – significa che non ci sono solamente gambe buone. Contador subì situazioni al limite dell’assurdo, per usare un eufemismo, come il doversi comprare di tasca sua delle ruote ultima evoluzione in un negozio di bici, prima di una cronometro, perché l’unico paio di ruote disponibili fatte arrivare alla squadra era a disposizione di Lance. Contador ha vinto molto di più di quei due Tour, anche un Giro 2011 (poi toltogli) tra i più duri degli ultimi decenni, ma quel Tour 2009 sarà sempre la sua vittoria più difficile, forse la più difficile tra quelle sette (per lui nove) che oggi può vantare nei Grandi Giri”.

Nessun commento: