«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 9 luglio 2017

Giro-Rosa: tappe 8-9-10

Con il pensiero di tutti verso Claudia Cretti, Lucinda Brand vince alla grande la tappa più lunga. L’Italia rialza la testa con Marta Bastianelli e poi sipario calante sulla regina rosa 2017: Anna Van Der Breggen
La frazione più lunga del Giro, da Baronissi a Palinuro con 145 chilometri, si vive con l’angoscia nel cuore per Claudia Cretti. Ma per quella che è la cronaca di corsa, sugli scudi Tetiana Riabchenko che diventa protagonista per buona parte della frazione. Dietro il gruppo delle migliori si assottiglia, anche se non vi sarà bagarre tra le più forti. Forse il caldo, i 145 chilometri che arrivano assieme al giorno numero otto di corsa, sono i fattori non-scatenanti. La brava Riabchenko in discesa non è per niente un asso, con molti tentennamenti nell’impostare alcuni tornanti. Chi invece non tentenna è la ventottenne della Sunweb Lucinda Brandt, che esce dal gruppo, parte all’inseguimento della ciclista in testa, la raggiunge, la supera e la stacca in un amen. Brandt che vince quindi a seguito di una bellissima azione, con la Riabchenko seconda e Megan Guarnier che regola l’ormai gruppetto delle migliori a 1’33” dalla vincitrice. E intanto Anna Van der Breggen sta dominando il Giro. Brandt; “Avevo 30 secondi di ritardo dalla Riabchencko, ho preso velocissima la penultima discesa ma non sapevo più quanto avevo ancora dalla “testa”. Ho avuto anche una caduta di poco conto, e dopo quando ho intravisto la testa della corsa ho dato tutto. Raggiunta, lei non è riuscita a seguirmi. È stato grande anche il mio Direttore Sportivo, che mi ha aiutata molto con le curve di questo finale”.
Stanchezza regina nella penultima tappa che da Palinuro raggiunge Polla dopo 122 (caldi) chilometri. Regina però è anche Marta Bastianelli (Alè Cipollini) che fa rialzare la testa alla nostra bici rosa regolando la volata davanti a Lotta Lepisto e Giorgia Bronzini. Così mentre tutte aspettano l’ultima frazione per chiudere le corsa e decidere la regina di questa edizione, ci pensa la venticinquenne Anna Travisi (Alè Cipollini) ad accendere la miccia di giornata. La Jazinskaya e la Kitchen la raggiungono e le tre sembrano avere un’ottima intesa, ma ai “meno 2” devono rialzarsi e lasciare che sia il gruppo compatto a determinare la vincitrice di giornata. Chi se la ride (con tanto di lacrime di squadra) è l’ex iridata 2007; “Mi sono tenuta bene per oggi, perché ci tenevo a far bene. Avevo vista che la tappa era un po’ impegnativa all’inizio ma poi mi sono tranquillizzata. Ho cercato di tener duro e a parte il gran caldo penso ne sia uscita una bellissima tappa. La fuga di Anna ci ha fatto da punto di riferimento perché la sua azione a costretto le altre squadre a lavorare. Ho avuto un grosso aiuto dalle compagne rimaste con me, in particolare la Paladin che mi ha tirato negli ultimi 300 metri. Lotta (Lepisto n.d.r.) ha cercato di chiudermi verso le transenne, ma ho voluto tener duro per fare il mio sprint”. Sulla forma di tutte è chiara Elisa Longo Borghini; “Le forze iniziano a mancare. Sono però certa che domani Annemiek (Van Vleuten n.d.r.) sarà la prima ad attaccare ed io proverò a tenere e capire come mi sentirò”.
Il giorno successivo tutti aspettano le migliori e l’attesa viene premiata, visto che nella parte conclusiva della frazione che si corre sul circuito di Torre Del Greco, per 124 chilometri, Longo Borghini, Guarnier, Van Der Breggen e Van Vleuten sono da sola in testa. La pedalata decisa della regina del Giro 2015 fa capire che il Giro 2017 non avrà sorprese. Verso la fine dell’ultima erta la Guarnier si stacca. Rientrerà poi a due chilometri dalla fine in compagnia della Spratt e della Niewiadoma, che proprio dietro alla Guarnier si piazzano al 2° e al 3° posto di giornata. “Il circuito iniziale era molto nervoso – spiega la vincitrice di tappa – ma sulla salita eravamo tutte insieme. Il ritmo era molto alto nel salire, e con l’allungo di Annemiek ho perso qualcosa vicino alla vetta. Poi la Niewiadoma e la Spratt mi hanno ripresa e insieme siamo riuscite a rientrare. Nello sprint non ero nella posizione migliore, ma oggi volevo davvero vincere”. Cosa dice invece la regina rosa 2017? E Annemiek Van Vleuten che perde il Giro per un ventaglio nella frazione più piatta del Giro? E come esce l’Italia? Questo prossimamente, per tirare qualche riga e fare due conti.

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