«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 3 luglio 2017

Giro-Rosa: tappe 1-2-3

È iniziato con un passo televisivo ben diverso dal solito il Giro-Rosa 2017, poi purtroppo si è tornati alle sintesi flash. La “generale” si è già data un primo colpo di assestamento.
Con il commento di Stefano Rizzato, e l’ex tricolore Giada Borgato come “spalla” tecnica, il Giro-Donne RAI 2017 ha fatto un ottimo esordio. Migliore senza dubbio delle cose proposte e raccontate (a volte in modo imbarazzante) negli ultimi anni. Purtroppo non è durata. Se tra le squadre preannunciate come protagoniste della crono-squadre di apertura (la prima in assoluto al Giro) i pronostici sono stati tutto sommato rispettati, da segnalare la prima “rosa” della corsa a favore della campionessa nazionale canadese Karol-Ann Canuel per la Boels Dolmans (2^ la Sunweb, 3^ la Orica); “Non mi aspettavo nemmeno io di poter andare così forte. Abbiamo corso con grande affiatamento, nonostante la prova fosse molto corta. Per la classifica delle nostre capitane bisogna prendere secondi dove possibile. Non era programmato che fossi io a tagliare il traguardo per prima, e quindi prendere la maglia rosa, ma erano tutte contente per questo.”. Bella presenza di pubblico all’esordio, sempre belle le cittadine friulane, e nota di cronaca la differenza (ritmo di pedalata, cambi, giochi di scie, “rilanci” dopo le curve) che si notava tra squadre abituate all’impegno a cronometro di gruppo e quelle che, forse, la vivevano per la prima volta.
Il secondo giorno di gara, con la Zoppola-Montereale Valcellina, le migliori non si sono fatte aspettare. Ad Annemieik Van Vleuten la frazione; “Fin dalla prima salita ho voluto subito provare a sentire come andavano le mie gambe. Anna (Van Der Greggen n.d.r.) non mi ha aiutata perché nel gruppo delle inseguitrici aveva la Guarnier (co-capitana n.d.r.), però sono riuscita ad andare lontano e forte”, e proprio ad Anna Van Der Breggen è andata la maglia rosa, rimasta questione di casa avendola presa alla compagna di team Canuel. Tappa veloce nella sua media con Elisa Longo Borghini protagonista della fuga di giornata con le due sopraccitate colleghe. Frazione che ha dato una botta niente male alla generale, visto che il gruppo delle altre migliori ha buscato quasi 2 minuti, e il gruppo rimanente oltre due minuti e mezzo. Comunque contenta, dopo la seconda frazione, la nostra Longo Borghini; “Ha vinto la più forte. Abbiamo lavorato fino alla fine, ma per me è importante provare a correre bene qualche frazione, e capire come sto ogni giorno. Voglio correre senza pressioni. Solitamente ho sempre un giorno dove ”muoio” e mi devono raccogliere con il cucchiaino. Spero che non vada così quest’anno, ma non per la classifica generale, ma anche perché….non è divertente!”.
La “pacchia” televisiva RAI è durata un solo giorno. In venti minuti scarsi tutta la tappa, datosi la messa in onda “dentro” la frazione del Tour. L’impressione è che ho ti mangi sta minestra oppure eccetera-eccetera. Peccato, perché finalmente una coppia (Rizzato-Borgato) che riusciva a “tenere” in piedi la telecronaca con una conoscenza delle cicliste che avevamo dimenticato. Sul traguardo di San Vendemmiano nulla cambia per la classifica generale, e dopo una volata un po’ caotica, alla fine di una tappa molto controllata dalle formazioni maggiori, emerge la ventiquattrenne Barnes. Lei stessa, di vincere al Giro, non ci pensava proprio. “Sono quasi scoccata, non so cosa dire, è stata una sorpresa trovarmi sul podio. È bellissimo vincere in questa corsa importante, la squadra cercava da tanto una vittoria, ed io stessa la cercavo dopo una serie di piazzamenti. E stata una specie di maledizione finalmente cancellata”.

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