«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 20 giugno 2017

Aspettative tante: basterà?

Attraverso i campionati nazionali – ed il Giro di Svizzera – la pattuglia italiana guarda ormai oltre le Alpi. Senza dimenticare il rosa delle ragazze, ad un passo dal via.
Chiamiamoli segni di speranza, dopo una primavera sottotono, e avviciniamoci al Giro di Francia fiduciosi. In verità non abbiamo, al momento, molti assi nella manica, anche se la non partecipazione al Giro di alcuni protagonisti (chi per costrizione, chi per scelta, chi per ordini superiori) potrebbe fare da viatico per dare un colpo di pedale più vigoroso del solito. Non facciamo nomi, pensiamo più a fare il tifo per una bici italiana che andrà in Francia con necessità di robusta rivalsa. In Svizzera abbiamo ritrovato un podio (Damiano Caruso secondo) e vittorie di tappa con leadership momentanea (Pozzovivo), ma inutile dire che serve ben altro valore di prima firma sulla linea bianca per rilanciarci a ottimo livello.
Come da tradizione pochissime righe scritte, e forse manco quelle, riguardo al Giro-Donne che tra poco tempo – pochi giorni prima del Tour – inizierà con poche speranze anche lì di avere una visione di classifica generale con dei nomi italiani da attendere al varco. Ci affidiamo all’attesa di giornata, a meno di sorprendenti debacle esotiche, ma perlomeno con una bici rosa che rispetto agli anni passati, nelle ultime edizioni ha ripreso a colorare di azzurro i podi di giornata. Nel buttare un occhio alle cronache di non così tanti anni addietro, stupisce in senso negativo di come diverse giovani cicliste di casa nostra non abbiamo più mostrato segni di conferma. Al momento continuiamo a non avere una rappresentante per la generale, se non vedendola spuntare da eventuali disgrazie ciclistiche di atlete straniere. E anche qui la parola speranza sarà protagonista. E “speranza” è anche di non vedere un Giro-Donne maltrattato dalla RAI come l’anno passato.

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