«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 8 marzo 2017

Dal Bahrain all'Italia (del Giro)

Una squadra nata dal nulla con un uomo al comando, riferimento principale di un progetto ricco di denaro e ambizioni.
Una squadra nata dal nulla. Non una formazione già esistente, magari un po’ affermata, che decide il grosso investimento, il passo avanti per cercare il salto di qualità. Niente di questo. Quello che gira intorno a Nibali è un progetto totale ma nuovissimo, cose che in passato avevano preso forma raramente con nomi tipo Armstrong e progetti come US Postal negli anni ’90, o RadioShack all’alba di questo decennio. Nibali ha messo parola su corridori da lui graditi, tecnici d’ammiraglia da contattare, e uomini che lui ha preteso come il preparatore Slongo, conosciuto e apprezzato dai tempi in cui militava in Liquigas, e il fidatissimo Agnoli. Come gregario avrà anche Giovanni Visconti, che una decina di anni addietro rappresentava con lo stesso Nibali e Riccò una ‘triade’ ciclistica che vedeva roseo nel futuro ciclistico italiano. Un gruppo ristrettissimo di uomini fidati in sella e giù di sella, con ritorni robusti anche per i loro onorari. Un gruppo a cui hanno aderito corridori che erano ormai ai margini, vedi Pellizotti. Un progetto ricco di curiosità com’anche di milioni di euro investiti.
Questa stagione Vincenzo la baserà su tre gare in particolare. La Tirreno-Adriatico (in corso proprio in questi giorni), sarà il primo spartiacque per capire come vanno motore e squadra. Poi per un pezzo non lo vedremo, vista la scelta di non correre il mese delle classiche (difficile al momento vederlo alla Sanremo) e di saltare anche il Giro del Trentino, visto che il Giro di Croazia pare ricevere più simpatie da parte degli sponsor della squadra. Arriverà al Giro con attorno una tonnellata di curiosità e non troppi giorni di corsa. In compenso vi saranno gli ormai abituali stage in ritiri programmati, per affinare la preparazione sua e degli uomini che vorrà a maggio in Italia. Terzo obiettivo stagionale dovrebbe essere la Vuelta, a meno che il Giro non sia da buttare anzitempo per episodi inaspettati e quindi ecco che il ripiegamento potrebbe riguardare una partecipazione al Tour de France. Intanto la Tirreno, poi si tira una riga e si faranno i primi conti per capire come stanno andando le cose.

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