«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

sabato 18 febbraio 2017

La scommessa

Un anno fa si preparava alla sua ultima stagione. Oggi resta in sella con gli italo-americani della Trek-Segafredo per puntare al Tour. E Guercilena ci crede.
Luca Guercilena è uno dei tecnici più competenti del gruppo. Molto giovane per il suo ruolo, 43 anni, rappresenta quel ciclismo, ancora purtroppo in minoranza, fatto di conoscenza della materia sportiva legata alla prestazione dell’atleta che ne fa, nello stesso tempo, una di quelle figure viste un po’ come fumo negli occhi da tecnici dal capello bianco che erano, e alcuni lo sono ancora, convinti che il direttore sportivo debba avere poteri simil-Gesù Cristo, senza titoli costruiti sullo studio, onnipotenti e onnicompetenti. Manager odierno della Trek-Segafredo – team che ha salutato un pezzo da novanta come Cancellara e lo ha sostituito con un altro big come Degenkolb – punta a quella che sarebbe una bella impresa davvero e cioè ritentare la vittoria nel Tour con Alberto Contador, passato alla formazione italo-americana. Squadra che anche per questa stagione sarà affiancata dal Centro Studi Mapei, eccellenza a livello internazionale.
Nonostante lo spagnolo non sia più di primo pelo, 34 anni, sulle pagine della Gazzetta di alcuni giorni addietro Guercilena non nasconde una vena decisamente ottimistica su quello che potrà fare Contador in questa stagione. Aldilà della positività dell’italiano nei confronti dello scalatore iberico (e vorresti ben vedere se dicesse il contrario), l’unica speranza di poter essere competitivo per vincere è quella che Alberto giunga a luglio nel miglior momento di forma possibile, visto che il colpo di pedale da un pezzo non ha più lo smalto delle sue stagioni migliori. Probabilmente l’obiettivo di Contador è anche un altro, oltre al terzo (per lui quarto) Tour vinto. Riuscire a chiudere la carriera rivincendo tutti e tre i Gran Tour anche dopo la squalifica di alcune stagioni addietro che di fatto ha come diviso in due la sua storia ciclistica. Prima dei guai doping patiti nel 2012 aveva infatti vinto i tre Gran Tour, e dopo di questi ha rivinto Giro e Vuelta, ma non il Tour. Per lui sarebbe una rivincita morale molto importante. Per tutti e due, Guercilena e Alberto, una scommessa vinta

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