«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 26 gennaio 2017

Vengo al Giro! No, tu no! Ma perché? Perché no!

Prima la lista; AG2R, Astana, Merida, BMC, Bora, Cannondale, FDJ, Lotto, Movistar, Orica, Quick-Step, Katusha, Sky, Sunweb, Segafredo, UAE, Bardiani, CCC, Gazprom, Wilier. Queste le squadre che correranno la gara più importante per il calendario 2017. Le formazioni Androni e Nippo hanno parlato di decisione ingiusta e di voler chiudere baracca e burattini, vista l’importanza che per loro riveste il Giro. Dal canto suo Mauro Vegni tramite la Gazzetta ha detto che; “Non possono esserci dirigenti che dicono che se non possono correre il Giro chiudono la squadra. Se il Giro è così importante tanto da essere tutto, vuol dire che non vi è un vero progetto sportivo.“ Vegni ha ragione guardandola da questo discorso, ma probabilmente non è solo questione di progetto ciclistico. Se fosse un discorso legato a questo avrebbe chiuso subito la bocca a tanti.
Il ciclismo ha ormai costi altissimi e un evento come il Giro non può non tenerne conto. Avere formazioni estere importanti per la loro rispettiva nazione, per quanto riguarda la disciplina ciclistica, darà alla Gazzetta la possibilità di avere più ‘curiosità sportiva’ estera sulla corsa. Per alcune scelte forse pesano anche le magagne della questione “Paga per correre” che, se si è risolta con un nulla di fatto, qualche crepa l’ha certamente lasciata. Ma il discorso verte principalmente sui soldi, perché il ciclismo fatto solo di passione è roba di decenni addietro.

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