«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 1 gennaio 2017

Gennaio; l'editoriale

“E adesso dove li mettiamo?” si chiedono i sindaci di tutta Italia, da un anno e mezzo a questa parte, per vicende tutt’altro che sportive. Stessa domanda che sarebbe curioso farsi per i ‘profughi’ del gruppo.
“Verso la metà del mese di dicembre è arrivato l’annuncio di Matteo Tosatto sul suo ritiro dall’attività. Trevigiano, 42 anni, trentaquattro Gran Tour disputati, uno dei migliori gregari degli ultimi 15 anni, Tosatto ha ritenuto di non voler; “mendicare un altro contratto”. Il suo desiderio sarebbe quello di trovare un lavoro nel ciclismo guidando un ammiraglia. Ha iniziato ha darsi da fare studiando per diventare direttore sportivo. Non ha specificato se nelle categorie juniores o altre, ma difficile che un ex della sua esperienza non venga contattato da dirigenti o tecnici in ambito professionistico. Stessa cosa parrebbe voler fare Damiano Cunego, che ha rinnovato questo autunno con la Nippo, e che da qualche anno ha preso in mano i libri per acchiappare un titolo di studio in scienze motorie e rimanere nell’ambiente quando dirà basta. Non ci sono state notizie sul come stanno avanzando i suoi impegni scolastici. Ivan Basso sta già lavorando nel ciclismo come (pare) manager ciclistico, con compiti ancora mai esattamente spiegati con chiarezza. Lo si vede a convegni su argomenti ciclistici a volte tra i relatori, lo si vede alle corse più importanti parlando e intrattenendo i rappresentanti di aziende sponsorizzatrici, lo si vede come occasionale accompagnatore in “ritiri” organizzati per ciclisti amatoriali (dall’ottimo stipendio), che possono pedalare qualche giorno in zone dal clima semi-estivo anche in autunno con campioni del ciclismo che furono o che sono, lo si vede intento a correre maratone, forse tirato dalla giacchetta dal CT Cassani. Tre esempi che includono solamente ciclisti od ex ciclisti di casa nostra. Domanda; moltiplicando queste situazioni per tutti gli ex o quasi ex che gravitano nel ciclismo anche di altre nazionalità, dove metteranno tutta questa gente?”

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