«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 1 dicembre 2016

Dicembre; l'editoriale

“Ah, che belle le feste natalizie che i riconciliano col mondo. L’albero, i regali, baci, abbracci, sorrisi, dolci, abbracci, le luci colorate, tanta felicità per tutti e soprattutto belle notizie.”
“Prima notizia: alla metà di gennaio Renato di Rocco si presenterà forse come unico candidato per rivincere, riconfermarsi e raggiungere i 16 anni di residenza della Federciclo. Di Rocco è un pensionato di 70 anni che vuole aprire il suo quarto mandato consecutivo. Il “forse” riguardante la sua unica candidatura chiama in causa la possibile candidatura per la stessa sedia di Norma Gimondi – figlia dell’ex ciclista Felice – e sarebbe una notizia, visto che nelle precedenti ‘corse’ alla presidenza i concorrenti sono stati sempre poca cosa. Seconda notizia: l’inchiesta “paga per correre” si è risolta con una bolla di sapone o quasi. Erano coinvolti nomi molto importanti tra le mani che tengono in mano le ammiraglie italiane. Tutti sono stati assolti e da domani torneranno a essere personaggi rispettati e ammirati, ma intanto chiediamoci se i tanti ciclisti che hanno mandato in malora baracca e burattini, cioè le loro carriere, erano tutti ubriachi persi e avevamo messo in piedi un piano malefico di pesante discredito a livello nazionale, o se invece l’assoluzione non sia figlia del timore – giustificatissimo – che anche una sola condanna avrebbe distrutto un bel pezzo del nostro ciclismo, dirigenti e affini compresi. Terza notizia: alla fine del mese di ottobre la rivista Cyclingpro da notizia che alla GF Roma tre controlli anti-doping su tre hanno dato esito positivo con sostanze molto pesanti nel sangue. Uno di questi era il vincitore delle ultime due edizioni. Gli altri amatori che bazzicano delle medio-fondo a livello regionale. Eventi considerati meno importanti e quindi anche meno soggette all’attenzione dei medici anti-doping. Sorprendersi? Mica tanto. La stessa rivista cita la GF Roma come una GF dove i controlli sono fatti con un certo scrupolo. Un servizio anti-doping ben organizzato a livello nazionale quante macerie lascerebbe a livello amatoriale? Buone feste a tutti!!”

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