«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 4 ottobre 2016

Ma davvero non c'era altro?

Se un tizio ha idea di andare in Formula 1 con un proprio team, una delle prime cose a cui viene sottoposto dalla FIA (Federazione Automobilistica Internazionale) è una specie di “screening” economico per sapere se ha i soldi per fare quello che dice di voler fare, da dove gli arrivano questi ultimi, e se ha le strutture dove costruirsi la sua macchinetta da corsa tanto bella e colorata. Sono infatti diverse le squadre che in passato si sono presentate come quasi imminenti, con modellini finiti in galleria del vento e poi sparite senza manco un giro di pista. Nel ciclismo il problema ‘strutture’ non è importante come nell’automobilismo. La strada è l’impianto principale per allenamenti e gare mentre gli alberghi sono spesso i box per i corridori. Desta curiosità la nuova squadra del Bahrain che avrà in Nibali il suo capitano, visto che al momento vi è poca chiarezza (e non molte notizie) sulle due persone a cui gira attorno quasi tutto. Il principe ereditario dello stesso Bahrain, che come comandante delle forze armate della sua nazione è accusato di violazione dei diritti umani, e del suo braccio destro, uno sloveno, ex ciclista, che a tutt’oggi è noto come importante commerciante di cavalli.
L’UCI ci ha messo un po’ a decidere se assegnare la licenza World Tour, anche se restava in piedi la possibilità del Team Professional e quindi poter usufruire di inviti alle corse importanti, specie se tra le fila hai Nibali, cioè uno dei ciclisti più forti in attività. In passato, sempre dalla terra dei petrol-dollari, era nato un altro progetto avviato e poi naufragato in maniera anche abbastanza ridicola. Protagonista l’allora pilota Ferrari di Formula 1 Fernando Alonso, che venne scelto come una specie in intermediario per sondare il terreno con sponsor e uomini. La cosa pareva ben avviata, tanto che persino Paolo Bettini ‘mollò’ l’ammiraglia azzurra convinto a far parte del ricchissimo progetto, forse anche perché l’esperienza con la Nazionale non lo aveva mai davvero ‘preso’ fino in fondo. Tanto che poi di guidare un’ammiraglia Bettini non ne ha mai voluto sapere. Difficile che Nibali viva un altro bidone di quelle proporzioni, visto che sono già diversi i corridori che hanno dato l’assenso alla nuova formazione, tra cui Visconti. Certo è che dal punto di vista dell’immagine passare da Vinokurov a un super-miliardario di cui si sa solo l’avere una montagna di soldi su cui sedersi non entusiasma.

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