«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 28 ottobre 2016

A chi la rosa speciale?

Aru e Nibali per l’Italia, i ‘sogni’ Sagan e Froome, il possibile Quintana, l’attesissimo Chaves, i super velocisti stranieri con la Germania fortissima e il punto di domanda su quanto valga ancora Contador.
Miguel Indurain si sarebbe rifiutato di correre questo 100° Giro. Mica per le salite, ma per il fatto che ai suoi tempi Giro e Tour avevamo quasi l’obbligo d’inserire quantità enormi di prove a cronometro. In questa edizione ve ne sono 67, distanze che lo spagnolo dell’allora squadra Banesto considerava da minimo sindacale. È un Giro che sorride agli scalatori, ma che abbiano un passo discreto a cronometro. Le due prove contro il tempo richiamano il lungo rapporto senza una salita in mezzo a dar speranza agli uomini leggeri. Quello che però interessa gli appassionati – e ancor più la Gazzetta – è sapere chi sarà in Sardegna il 5 maggio. Tra gli italiani non dovrebbero esservi defezioni importanti. L’edizione numero 100 è troppo ghiotta. Aru e Nibali sono dati per quasi certi, non fosse altro per le tappe loro ‘dedicate’ nella primissima parte di corsa. Corsi e ricorsi: come quando Nibali si staccò da Basso per camminare con le proprie gambe, ora ecco Aru ereditare l’Astana del siculo. Forse dovremo prepararci a un tam-tam ciclistico da non poterne più fin da questo inverno.
Se in casa nostra già si sa su chi saranno accesi i riflettori, a livello di stranieri potremmo ritrovarci un Alberto Contador più italiano visto il passaggio alla Trek-Segafredo. Ma che Contador sarà con 35 anni sulle gambe? Capiamo che Horner ha vinto la Vuelta ben più vecchio e questo non molti anni addietro, ma non voliamo di entusiasmo in maniera esagerata. Chi potrebbe fare calcoli per la vittoria è Nairo Quintana di cui non si sa niente sui programmi 2017. Ha già vinto il Giro nel 2014, ha vinto l’ultima Vuelta raddrizzando una stagione ch’era imperniata sul Tour. E se scrivi di Tour e di stagione imperniata sulla gara transalpina, non si nasconde che il sogno di RCS per la generale ha la faccia di Froome e relativa corazzata Sky. L’impressione è che Froome seguirà le direttive pro-Tour della sua squadra. Tra i cinque nomi che più interessano mediaticamente il suo è il meno possibile. Tra gli altri, saranno probabilmente le ruote veloci a indirizzare gli sguardi del pubblico: Kittel, Cavendish, Sagan, Degenkolb, Greipel: chi di questi in Italia per il Giro? Tutti? sarebbe semplicemente fantastico. Tutto in attesa di vedere Esteban Chaves, talento cristallino predestinato, Amador, protagonista al Giro scorso, e se Dio vorrà magari Romain Bardet per capire, se correrà la corsa rosa, quanto valeva il bellissimo Tour 2016 che gli è valso in grande 2° posto finale.

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