«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 5 aprile 2016

Un'occhiata sul Giro Rosa 2016

Nove frazioni ed un prologo, con tre tappe buone per definire la classifica. Quattro le giornate per le ruote veloci. Questo il Giro femminile 2016. Diamogli un’occhiata.
Chi sarà l’erede di Anna Van Der Breggen? Partendo dal Veneto (Gaiarine) e con un chilometraggio totale di 860 chilometri, il prossimo Giro-Donne mette sul piatto tre giornate buone per cercare di vincere la corsa. Le cicliste dovranno vedersela con tre scogli principali, grazie alle frazioni Grosio-Tirano di poco meno di 80 chilometri, dove troveranno il Mortirolo, anche se unica erta e distante dall’arrivo (circa 33 chilometri), la frazione da Andora ad Alassio dove ad attendere le girine vi sarà l’arrivo alla Madonna della Guardia, per la frazione più interessante con 4 salite su 119 chilometri di giornata (Passo Ginestro, Colle di Nava, Passo Caprauna e l’arrivo suddetto).
Cronometro per lunghi rapporti quella di 22 chilometri da Albisola Superiore a Varazze, mentre le velociste non avranno di che lamentarsi, visto che quattro frazioni strizzeranno loro l’occhiolino: Gaiarine – San Fior (104 km.), Montagnana – Lendinara (120), Costa Volpino – Lovere (99) e Riscaldino – Legnano (100). Non sarebbe da escludere la Verbania – Pallanza datosi che nei suoi 105 km. totali mette la salita del Bée a 13 chilometri dalla fine, ma forse la si può considerare una tappa per finisseurs come la Tarcento – Montenar di 111 chilometri, con circuito finale (2 giri) a Gemona del Friuli.
All’inizio di tutto un mini-prologo di due chilometri a Gaiarine, che più piatto non si potrebbe. Pura vetrina, che non dovrebbe superare i pochissimi minuti di gara, e che non richiederà manco la borraccia sulla bicicletta.

Nessun commento: