«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 5 gennaio 2016

Stagione 2016; la Lampre festeggia prima di tutti

Un sospiro di sollievo lungo un chilometro. Questo probabilmente il sentimento della squadra Lampre dopo la decisione arrivata dalla Procura di Mantova di assolvere quasi tutti gli imputati dalle accuse di doping di squadra, accuse emerse alcuni anni fa, e che avevano coinvolto quasi tutti gli atleti Lampre di fine decennio scorso, compresi diversi tra dirigenti e tecnici. La fine di un periodo che aveva messo sulla graticola nomi importanti come Bontempi e Saronni, Ballan e Cunego. La giustizia sportiva aveva dato due anni di squalifica a Ballan (pesante negligenza), assolto adesso dalla giustizia penale per la questione del sangue “ozonato” per riprendersi da un virus, anni che ormai sono andati persi per l’ex iridato di Varese 2008. Amarezza molto forte è stata espressa da parte di Fabrizio Bontempi per la carriera finita anzitempo di alcuni ciclisti del gruppo Lampre. Le uniche e per di più lievi condanne riguardano il farmacista Nigrelli (otto mesi con interdizione dalla professione, ma pena sospesa) e il cicloamatore Sebastian Gilmozzi (cinque mesi). Per la serie “oltre al danno, mi toccherà mica sorbirmi anche la beffa?”, dei 29 indagati iniziali l’unico ad aver pagato con una condanna di 12 mesi è l’ex ciclista toscano Emanuele Bindi, che decise di patteggiare la pena. Va così a chiudersi, con tempi biblici, una questione che pesava non poco sul ciclismo di casa Italia, visto che la Lampre è l’unica nostra formazione facente parte del World Tour UCI, ed i sospetti di un doping di squadra sono stati discussi alcuni anni, dopo aver ascoltato un numero enorme di persone interessate.

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