«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 1 dicembre 2015

Dicembre, l'editoriale

“In questi anni la questione Lampre – scoppiata nel 2012 ma riguardante gli anni 2008/2009 – è andata avanti dal punto di vista burocratico/legale. Notizie al riguardo quasi zero. Cunego ha chiesto l’assoluzione e vediamo come andrà. Per tante altre persone coinvolte la cara vecchia (e italica) strada della decorrenza dei termini è la via difensiva più amata, anche perché solitamente da noi ha spesso successo, grazie alle terrificanti tempistiche giudiziarie italiane. Forse non sapremo mai se la Lampre aveva davvero messo in piedi un’organizzazione doping di squadra – anche se in maniera indiretta, cioè lasciando fare agli atleti senza fare loro troppe domande – e se lo sapremo sarà magari troppo tardi per punire gli eventuali colpevoli. Chissà poi se la prossima stagione rivedremo in gruppo il quasi dimenticato Alessandro Ballan, che qualche mese fa si dichiarava speranzoso di tornare in gruppo per cercare di chiudere la carriera, senza l’epilogo di una squalifica per manipolazione del sangue tramite la nota ozono-terapia. A Cunego, forse davanti all’ultimo inverno da ciclista, auguri di potere venir assolto con formula non piena ma pienissima, a Ballan di ritrovare serenità, a tutti e due di accettare quello che verrà nel caso nessuno tra loro riuscisse nei rispettivi intenti”.

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