«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

sabato 1 agosto 2015

Agosto; l'editoriale

Froome è sospettato di essere un ennesimo fenomeno dopato e l’ambiente Sky, con il suo ciclismo blindato in tutto, non lo aiuta troppo nello scrollarsi di dosso le voci. Ma gli altri favoriti non sono mancati in qualcosa?
“Se Froome ha vinto il Tour è stato perché il suo rendimento è stato il migliore tra quello di tutti i big attesi alla disfida francese. Il timore di molti è che la superiorità di Froome sia figlia di qualche maledetto artifizio dopante dell’ultima generazione, mentre la certezza di pochi è che siamo semplicemente davanti ad un atleta totale, seguito in maniera totale, da una squadra che ritiene il ciclismo come la matematica: una scienza esatta. Se doping sarà, il britannico verrà messo in croce come giusto che sia. Ma guardiamo anche da altre parti. Contador ha fatto capire che Giro e Tour si possono capitalizzare ad alti livelli, ma quando hai di fronte chi si prepara da mesi solo per il Tour la differenza la senti e la paghi. Già di suo la pedalata dell’iberico non ha più lo smalto dei tempi andati, l’agilità che sapeva portare per chilometri si fa vedere solo a sprazzi. Ormai la sua condizione deve appoggiarsi al periodo buono, e arrivare ad un Gran Tour (come ama dire lui) al momento giusto. Dopo aver vinto il Giro 2011 chiuse il Tour visibilmente stanco (anche allora 5°), e questa volta l’impressione è stata la stessa. Dove ha vinto l’ultimo Giro? In salita, o forse non l’ha mica incorniciato nella superba cronometro di Valdobbiadene? Quintana non ha mai dato i colpi pesanti che gli hanno fatto vincere il Giro, ma quando vinse la corsa rosa Froome e Nibali non c’erano sulle nostre strade. Questo era un Tour per scalatori, lui è considerato il numero uno delle vette, i chilometri a cronometro erano pochi. Potrebbe avere perso un’occasione d’oro, altro che storie. Nibali ha pagato la brillantezza mancata nella prima settimana, forse facendo capire che fare settimane di altura ti aiuta ma non con gli stessi risultati per tutti, come vanno dicendo in molti, forse in troppi. Ha trovato tre giorni balordi e questo è bastato per far si che la RAI ci facesse una testa così per una settimana, chiamando in causa pure il manager del siciliano che non ha nessuna autorevolezza per spiegare una debacle ciclistica. Diamoci un taglio e anche una misura. Tornando al vincitore, Froome non è molto amato dal pubblico transalpino. Forse perché una cultura ciclistica radicata nei decenni non va pazza per un atleta che rappresenta una squadra-computer, dove anche gli starnuti vengono analizzati. Che in bicicletta non sia una meraviglia di stile tutti d’accordo, ma teniamo conto che il britannico è stato anche quello che quando ha trovato il terreno buono per lui lo ha sfruttato, quello che quando doveva difendersi lo ha fatto, e quello che aveva la squadra più compatta. D’altronde qual è stata la squadra che dopo Sky è stata più presente? Forse la Movistar. Per che squadra corrono Quintana e Valverde secondo e terzo?”

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