«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 1 marzo 2015

Marzo; l'editoriale

”Eccoci nel periodo in cui si corrono le prime corse importanti. In Italia ci arriviamo con la Strade Bianche, la Tirreno-Adriatico e la Sanremo. Lasciando da parte l’ultima di queste, la Strade Bianche è la più affascinante tra le classiche nate recentemente, piaciuta fin dall’inizio, complice la decina di tratti sterrati che solitamente ne compongono il percorso. Cosa importante, è piaciuta un sacco agli stessi protagonisti, che fossero vincitori o meno. Un robusto antipasto ciclistico per lanciare una successiva Corsa dei Due Mari che (anche) quest’anno presenta una lista partenti tecnicamente ai massimi livelli. Froome, Nibali e Contador occuparono il podio due stagioni fa, poi lo spagnolo della Tinkoff e il colombiano Quintana si classificarono al 1° e 2° posto l’anno scorso. Senza dimenticare le affermazioni di Evans nel 2011 e la ‘prima’ di Nibali nell’edizione 2012. Un’evento 2015 che certamente avrà una lista partenti migliore del Giro stesso, e forse anche del Tour. Sono passati gli anni in cui la si correva guardando alla Sanremo. Oggi i protagonisti dei grandi giri vogliono essere protagonisti di questa corsa ch’e ormai diventata l’appuntamento più sentito del periodo d’apertura stagionale. Il succo del discorso è: godiamocele, sperando nel bel tempo. Perché ci sono altre corse italiane che si sta cercando di salvare per il rotto della cuffia, e non è detto che ci si riesca. Mancano soldi, gli sponsor non ne hanno più da spendere, e se li hanno li mettono da parte per avere visibilità nelle corse più importanti. Il resto è un boccheggiare continuo di organizzatori che stanno facendo i salti mortali, attorniati da una Federciclo fantasma. Ma su quest’ultima cosa badiamo bene di non stupirci. Vorrebbe dire aver vissuto sulla Luna negli ultimi anni.”

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