«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 9 febbraio 2015

Dubai Tour, cioè; "...Cameriere, un litro di caffè, grazie!"

Annunciato da una sigla che ne parla come se fossimo di fronte a dei cyborg arrivati dallo spazio, la faraonica corsa del deserto ha regalato emozioni paragonabili al segnale orario delle 15:00.
Il Dubai Tour che si è corso da pochi giorni ci ha fatto vedere un ciclismo che dal punto di vista tecnico rasentava il Trofeo Ciclistico Santa Pazienza. Frazioni che partivano con un solo punto interrogativo, riguardante il nome che avrebbe vinto la volata. Un’arrivo in salita, grazie ad una rampa di nemmeno 200 metri, esistente grazie ad un bacino artificiale che rappresentava la Cima Coppi di questa corsa multimiliardaria. Con in telecronisti impegnati ad inventarsi qualunque cosa possibile per non far dormire la gente in poltrona; “Hai visto com’è pulito dappertutto?” “Molto bella la metropolitana che hanno qui” “Si, ma guarda ch’è uguale alle nostre” “Si, ma a prender le nostre mi piace meno…” e contenuti tecnico/ciclistici che come emozioni hanno regalato; “Ma secondo te, il gruppo, questo qui lo lasciano vincere?” “Beh, sai, un ciclista tunisino che vince una tappa di una corsa World Tour farebbe notizia….” Abbiamo potuto ammirare palazzi splendidi e splendenti; “Qui i lavavetri devono essere miliardari….” E apprezzato le varie attrattive del luogo “Se noi abbiamo gli ippodromi, qui ci saranno i cammellodromi….” Queste grandi emozioni sportive ci faranno capire e forse patire di più la scomparsa di alcune corse nostrane ‘rinviate’ ad….. anno da destinarsi, se non ormai appartenenti alla sola memoria. Mark Cavendish ha vinto il Dubai Tour. La notizia era questa. A proposito, avete notato che ormai le magliette da ciclismo non esistono più? Siamo in un’epoca dove gli atleti ormai vestono delle simil-calzamaglie super aderenti, e la maglia di campione d’Italia di Nibali fa lo stesso schifo dell’anno scorso. E poi l’impressione di un ben ‘tirato’ Gilbert, che pare aver perso un po’ delle le cosce ben robuste delle ultime due stagioni per una linea muscolare più leggerina. Meno bistecche o (speriamo di no) meno qualcos’altro?

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