«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 1 dicembre 2014

Dicembre; l'editoriale

Doping che va, che viene, che speri non torni ma poi rieccotelo sotto l’aureola dell’ennesima redenzione, e doping degli ennesimi amatori cinquantenni che si fanno di EPO. A Roma si sono rotti le scatole. E gli altri?
“Iniziamo dalle cose antipatiche. Santambrogio tornerà in gruppo con l’Amore & Vita. Per lui è pronto un programma simil-Di Luca, di cui fu compagno di squadra, con incontri pubblici per dire “scusate, mi dispiace, portatemi la carriola piena di cenere che c’immergo la testa”. Suor Peppa Pig celebrerà la funzione in nome della grande famiglia del ciclismo? Continuiamo con l’Astana di Nibali (e purtroppo anche di un bel po’ di altra Italia tra tecnici e atleti), con casi doping che nell’ultimo mese si sono moltiplicati, teste che cadono, dichiarazioni di pura facciata da parte di tecnici e dirigenti, e Nibali che cerca in ogni modo di prendere più distanze possibili. Cosa diavolo ci faccia Vincenzo ancora in quella squadra vai a capirlo. Lunga vita al conto in banca? Conoscete una gara a cronometro amatoriale che si corre ad agosto nel mantovano? Il nome di questa manifestazione è “Cinque chilometri di Formigosa” ed è per l’appunto una 5 chilometri a cronometro individuale che si corre su tracciato pianeggiante. Il tempo del vincitore è stato di pochi secondi sopra i sei minuti. Praticamente i partecipanti non usano nemmeno la borraccia. Gli ispettori della commissione anti-doping hanno fatto un giretto da quelle parti, ed il risultato è stato (da cyclingpro.it); “Deferimento di Marco Prezzi (tesserato ACSI) alla Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping del CONI (art. 2.1. delle NSA) positivo per la presenza di Cocaina, Benzoilecgonina (metabolita della Cocaina), Mesterolone Metabolita, Eritropoietina ricombinante e Furosemide “. Una situazione ormai imbarazzante quella amatoriale, soprattutto perché come nel professionismo di 15 anni fa eccoci con organizzatori e dirigenti di società sordi e ciechi. Ma il marcio di queste storie passa per questa volta in secondo piano. A Roma, per la GF capitolina, hanno deciso di dire basta riguardo alle classifiche. I partecipanti dovranno accontentarsi di fare ciclismo solo per passione. Gli basterà o sembrerà loro una bestemmia? Avranno ancora i tempi per le scalate sulle salite, ma la strada è quella giusta. Da anni lo ‘stimolo’ del numero in classifica a fianco al nome che ‘deve’ (per Regio decreto magari?) essere più basso dell’anno precedente ha reso fuori di testa troppa gente senza distinzione di età e sesso, che sbandierando discorsi che parlano di “sana competitività” nascondono solamente la voglia di riempirsi un qualcosa dentro che conoscono soltanto loro e guai a toccarglielo. Sport per sola passione? Che cazzata! Ma siamo tutti matti? A Roma forse si. Finalmente.”

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