«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 19 dicembre 2014

50 candeline per la Corsa dei Due Mari; auguri!!

Non vale una stagione, ma da tanti anni non è più soltanto quella gara lanciata nel ’66 per dare agli italiani un’allenamento per la Sanremo. E i migliori ci saranno quasi tutti.
Con la prossima 50^ edizione della Corsa dei Due Mari, la Tirreno-Adriatico diventa una piccola grande corsa. Un’ideale aperitivo verso il Giro, un’appuntamento che da una decina d’anni è diventato sempre più sentito dai maggiori protagonisti e non solo per gli italiani. Anche questa volta – ed era prevedibile fosse così, visto il taglio del nastro ‘targato’ 50 – i più forti saranno presenti quasi nella loro totalità. Se le righe della Gazzetta non sono bufale di pura propaganda scritte più sull’onda dell’entusiasmo che delle vere certezze, Froome, Nibali, Sagan, Contador, Rodriguez e pare Valverde se la sono segnata nell’agenda agonistica dei loro impegni, per la prima parte della stagione. Già questi nomi sono garanzia che la classifica non mancherà di un pedigree importante. Non mancano le notizie preoccupanti, soprattutto perché Dino Zandegù – l’uomo che vinse nel ’66 la prima edizione che al tempo durava pochi giorni – ha detto di voler mettere in piedi una canzone da cantare dedicata proprio alla Tirreno. L’UCI che aspetta ad intervenire? Il percorso avrà sempre la storica conclusione a San Benedetto del Tronto, con quest’ultima che sarà raggiunta dopo sette tappe; 1^ Lido di Camaiore (cronosquadre 23 km.), 2^ Camaiore – Cecina 153 km.; 3^ Cascina – Arezzo 203 km.; 4^ Indicatore – Castelraimondo 218 km.; 5^ Esanatoglia – Terminillo 194 km.; 6^ Rieti Porto Sant’Elpidio 210 km.; 7^ S. Benedetto del Tronto (cronometro ind. 10 km.). Saranno attraversate 4 regioni: Toscana, Umbria, Lazio e Marche. Si corre dall’11 al 17 marzo, e ci sarà un’arrivo di tappa sul Terminillo, che dovrebbe dirci chi non potrà più vincere la gara, se non addirittura il vincitore della stessa, visto che la cronometro conclusiva è un crono-epilogo che difficilmente cambierà la classifica, a meno che i distacchi non sino contenuti in pochi secondi.

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