«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 1 ottobre 2014

Ottobre; l'editoriale

Se Tizio avesse…., se Caio magari….., se lo scatto di Sempronio…., un’Italia spenta proprio nel momento decisivo, ma (oilalà!) pare non sia stato così.
“Un motivo per tirare le orecchie al CT Cassani? Potrebbe essere quella di aver detto a fine gara iridata che, dopo avere mesi addietro visionato il percorso, con Ulissi avrebbe avuto, fatto, impostato un finale diverso. Cosa mi vieni a tirar fuori discorsi che si sapeva da settimane erano impossibili? Andiamo su! Per il resto non possiamo pretendere che l’Italia fosse chissà cosa. In questo momento il nostro ciclismo è buono, ma oltre il buono c’è solo Nibali (che si è visto soltanto quando è stato inquadrato dalla tivù spagnola mentre si rialzava dalla caduta nel 4° giro). Il migliore dei nostri è stato De Marchi, che aveva funzioni da gregario per gli ultimi 60/80 chilometri e invece si è ritrovato a fare quello che doveva fare Visconti. La notizia potrebbe essere allora che le elite donne non hanno beccato medaglia. Era dai Mondiali varesini, 2008, che non capitava, ma intanto ancora le donne hanno ri-salvato il sedere alla Federciclo, con l’argento delle juniores. Chiuso il periodo dei Pozzato, Paolini, Cunego, Basso, Scarponi, Quinziato siamo adesso in quelli di Nibali, uno scalino più basso Ulissi e Visconti e di Moser vai a sapere dove metterlo. Colbrelli, primo dei nostri, parlava del fatto che l’importante era; “…essere stati protagonisti”. Caro Sonny, protagonisti quando? A 60 chilometri dall’arrivo? Evviva, tutti a casa contenti perché i nostri hanno svegliato una corsa soporifera. L’impressione è che il ‘materiale umano’ attualmente a disposizione di Cassani sarà questo per alcuni anni. Tra gli Under 23 viviamo di 100 speranze che crescono in un mezzo deserto di progetti e idee. Con gli elite arrivavamo da un Mondiale fiorentino con un’età media di 30 anni. Abbiamo una schiera di velocisti (Modolo e Ferrari per dirne due, ma si potrebbe fare i cattivi anche con un’altro paio) che vincono a febbraio in corse che i campioni usano per trovare la gamba, ma tanto basta per esaltare giornalisti più superficiali che a volte necessitano di un titolo. Scrivendo di stampa specializzata, una cosa si è capita in maniera abbastanza chiara. L’unica possibilità esistente che Cassani venga criticato dai giornalisti RAI sarà (forse) quando il CT sfascerà una sedia sulla schiena di Suor Peppa Pig o Conti. Per il resto, avesse convocato anche Saronni o Giovan Battista Baronchelli, avrebbero detto che voleva giustamente atleti d’esperienza. Con la speranza che quindi una sedia vada prossimamente in frantumi in diretta tivù, questa è la situazione (anche giornalistica) attuale, e da questa per ora non ne usciamo.“

4 commenti:

The preacher ha detto...

Non ho visto la corsa perchè lavoravo ma immagino il solito canovaccio: fuga di 4 disperati in cerca di contratto fin dal via, l'Italia che fa la corsa perchè (e non se ne conosce la ragione) DEVE fare la corsa, perchè il peso della corsa DEVE (perchè ?) ricadere tutto sull'Italia e poi ? Poi gli altri passano all'incasso e sentitamente ringraziano. È andata così anche quest' anno ?

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Beh, UOMO diciamo che non sei andato troppo lontano.

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Beh, UOMO diciamo che non sei andato troppo lontano.

The preacher ha detto...

Pensavo che con un fine stratega come Cassani le cose fossero andate diversamente, ho ancora nelle orecchie le sue telecronache... "hanno non più del 25% di possibilità di arrivare al traguardo". :-)