«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 7 ottobre 2014

Ecco il Giro (quasi) d'Italia 2015

Diverse le regioni lasciate fuori dalla nuova corsa rosa. Niente Dolomiti, niente sud Italia (se non poca cosa in Campania), super-crono nel trevigiano, un’arrivo in Svizzera e uno all’autodromo Enzo e Dino Ferrari).
Ci hanno provato, ma nonostante i lodevoli sforzi fatti dalla RAI, la presentazione il Giro 2015 ha ricevuto una buona visibilità sulla stampa e quindi attenzione dal pubblico. E così anche quest’anno una corsetta da sagra paesana, a quanto sembra denominata Giro Ciclistico d’Italia 2015 (si dice sia fatta da persone che usano macchine di metallo chiamate biciclette…), è stata presentata nei TG sportivi RAI con un’imponente spiegamento di mezzi e uomini, che al massimo della loro potenza sono valsi un commovente servizio televisivo di quasi 90 secondi. Questa competizione ciclistico-sportiva che pare, sembra, si vocifera, goda di una certa notorietà pubblica, da due anni è questione RAI solo per la messa in onda primaverile. Per il resto la tivù di Stato ha riproposto una visibilità pari quasi allo zero di quello che un tempo era un momento molto gradito e molto sentito dagli appassionati, cioè la presentazione dell’evento. Ma siccome adesso la RAI non può più sbandierare il Giro come fosse figlio suo (lo ha fatto per buoni 15 anni), allora ecco che i servizi al riguardo meglio vadano verso una specie di minimo sindacale, in maniera che questo modo di lavorare non possa comunque essere bollato di menefreghismo. LA CORSA: saranno 7 gli arrivi in salita, con i traguardi sull’Abetone (5^ tappa), Campitello Matese (8^), Monte Berico (12^), Madonna di Campiglio (15^), Aprica (16^), Cervinia (19^) e Sestriere/Colle delle Finestre (20^). L’inizio è una vero è proprio Giro della Liguria, con 4 giorni filati nei pressi del Mar Ligure, poi giù lungo le coste del Mar Tirreno fino in Campania, lungo trasferimento per risalire e ripartire da metà Stivale (costa adriatica), dove si risale verso il Veneto che darà vita ad una super-cronometro individuale di 60 chilometri (si sfioreranno forse gli 80 minuti di corsa), che potrebbe dar vita a distacchi molto pesanti. Poi le Alpi del nord-ovest italiano a mettere il timbro nell’ultima settimana. La partenza avverrà in Liguria a San Lorenzo a Mare sabato 9 maggio, la conclusione è prevista a Milano domenica 29 maggio, 21 tappe, 2 i giorni di riposo (lunedì 18 e lunedì 25), i trasferimenti sono stati finalmente ulteriormente limati.
PROTAGONISTI: quasi certo Contador, sicuro Aru, quasi certo Uran (da due anni 2°), tutti gli altri da Nibali a Kwiatkowsky (o come diavolo si scrive!), da Quintana a Froome sono ancora un punto di domanda, più verso il no che verso il si. PARTICOLARITA’: la prima tappa del Giro sarà una crono-squadre di 17 chilometri e mezzo, percorsa interamente su percorso ciclabile. È la prima volta che succede. Ci sarà uno sconfinamento in svizzera (arrivo a Lugano mercoledì 27), e la frazione numero 11 partirà da Forlì per concludersi all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Si diceva delle Dolomiti lasciate da parte, così come Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Umbria. E chissà che continuando in questa maniera, il prossimo anno la presentazione del Giro d’Italia 2016 non avvenga il giorno dopo quello appena finito il Giro 2015. Ci sarebbero poi un paio di problemucci doping all’Astana, ma di quello si può scrivere anche tra un po’.

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