«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 9 ottobre 2014

Andy dice "basta" e scende di sella.

Un ginocchio vigliacco che non vuole più saperne di guarire, ed il più giovane dei fratelli Schleck alza bandiera bianca.
A causa di continui problemi fisici relativi ad un ginocchio, che da diversi mesi lo facevano tribolare casua una caduta, il lussemburghese Andy Schleck ha deciso di ritirarsi dall’attività. Nelle ultime stagioni le sue prestazioni erano apparse sempre più deludenti, e spesso inspiegabili. Nonostante Andy non fosse mai stato un ciclista da 4 stagioni, e abbia sempre programmato con attenzione i sui sforzi con obiettivo Tour de France, questo malanno fisico si è rivelato la sua salita più dura. Un’erta che però il ragazzo ha capito essere insuperabile e di qui la decisione di lasciare il gruppo. Con il ritiro del più giovane degli Schleck si chiude la carriera di un talento che, seppur giovane, al tempo del Giro 2007 si fece conoscere impressionando gli addetti ai lavori. Chiuse al secondo posto l’unica partecipazione alla gara italiana dietro al super-dopato Di Luca, e gli venne assegnato il Tour 2010 per la squalifica retroattiva di Contador. Vinse l’edizione 2009 della Liegi con un’azione esemplare nel finale, che si rivelò incontenibile per gli avversari. Avrebbe voluto vincere un Tour in maniera totalmente diversa, senza sentenze, ricorsi, avvocati, squalifiche, confessioni o altro che uscisse da un’aula udienze di un tribunale. Ci furono anche altri problemi negli ultimi anni, ma siccome adesso siamo davanti ad un ex ciclista inutile, forse ingiusto, darne ulteriore evidenza. Ora lo aspetta il lavoro di papà a tempo pieno.

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