«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 17 settembre 2014

Questo qui, quante balle ci raccontava piangendo?

Balle per non farsi trovare, diverse E-Mail a confermare un rapporto con Conconi che non fu affatto occasionale, e l’uso illegale dell’apparecchiatura per simulare la camera ipobarica.
Rispuntano le eminenze di Conconi e Ferrari a seguito dell’inchiesta che la Procura di Bolzano sta portando avanti sulla questione riguardante Alex Schwazer. Situazione che ora coinvolge l’ex fidanzata Kostner, sospettata di aver detto un’emerita balla agli addetti al controllo anti-doping, quando suonarono alla porta della casa tedesca della pattinatrice italiana, e che dalla stessa si sentirono dire che il fidanzato in quel momento non era in casa. Conconi e Ferrari, principali protagonisti nel dietro le quinte di molte specialità (e medaglie) sportive italiane degli ultimi 20 anni, hanno incontrato Schwazer quando Ferrari, il dottor Mito, era già inibito, mentre Conconi non era stato incontrato ‘una tantum’ come detto dall’ex marciatore trentino, ma con diverse E-Mail scambiate tra i due e un rapporto di ‘collaborazione’ a quanto pare addirittura triennale. Conconi ha ormai ottant’anni, ed è dirigente del Centro Studi Bio-Medici applicati allo sport (!). Noto come il ‘padre’ dell’EPO per quanto riguarda l’importazione in Italia del farmaco ad uso (e abuso) sportivo. Molto amico di Francesco Moser, che l’ha voluto al suo fianco nella festa che il trentino ha fatto per i 30 anni del suo record dell’ora a Città del Messico, aveva proprio Ferrari come spalla principale nei vari tentativi del campione trentino, sia nel 1984 che 10 anni dopo per il nuovo tentativo. Per sapere chi sia Francesco Conconi è consigliato il libro “Lo sport del doping” di Alessandro Donati e scoprire i tempi semplicemente impressionanti che Conconi faceva nello scalare il Passo dello Stelvio in bicicletta. Per sapere chi sia Ferrari, basta seguire ciclo-amatori danarosi che lo incontrano nella zona del Monzuno, nel bolognese, per dei test molto privati. A proposito, se vedete in quella zona un ciclista sessantenne con una divisa della vecchia US Postal aguzzate l’occhio, hai visto mai che…..

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