«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 13 agosto 2014

Uno, due, tre...fante, cavallo e Re: e poi?

Con l’inizio del Giro di Spagna non più lontano, s’inizia la scrematura definitiva in vista dei mondiali iberici: Visconti, Ulissi e Nibali hanno già il biglietto in mano. E gli altri?
Con la brutta caduta rimediata, scendendo dallo Stelvio, di Domenico Pozzovivo – stagione finita e arrivederci al 2015 – il CT Cassani ha perso un probabile azzurro, visto che saranno diversi gli italiani che verranno tenuti d’occhio alla Vuelta dal Commissario Tecnico romagnolo. Ma se dal punto di vista delle ‘punte’ italiane non sembrano sussistere dubbi, con Ulissi, Visconti e Nibali con il biglietto in mano, per il resto tutto è ancora da decidere, anche se la lista dei convocabili azzurri da parte di Gigi Sgarbozza pare abbia superato quota 60 (quest’anno è ‘magra’ rispetto al solito…). Quasi certamente Nibali potrà metter becco per almeno un gregario (probabilmente due) da portarsi appresso dall’Astana, ma per il resto tutto è ancora un po’ per aria. Visto che di Moreno Moser si sono perse le tracce da mesi – diciamo pure un’anno intero – sarà abbastanza curioso vedere chi formerà il gruppo azzurro. Affidarsi a qualche vecchietto non dovrebbe essere nei piani del CT, a meno che non stia pensando ad un Paolini, magari tra le riserve, per avere un luogotenente nel gruppo azzurro. Paolini aveva detto stop con la Nazionale l’anno scorso, ma vedi mai che un ruolo di secondo piano nel dietro le quinte non sia disposto ad accettarlo. Basandoci sui risultati conseguiti durante la stagione, Pozzato, il già citato Moser e Cunego i mondiali dovrebbero (e meriterebbero) di sognarseli la notte, a meno che Ulissi non metta una mezza parola per un uomo Lampre. Tutto il resto sembrerebbe improntato ad un buon alleggerimento della carta d’identità, scaricando la squadra italiana dei 30 anni d’età media portati a Firenze l’anno scorso. Siamo sempre sulle spalle – ben robuste se è per questo – di Nibali, ma il percorso iridato pare che non dovrebbe rivelarsi poi così tremendo. Per questo motivo, a meno di un tempo vigliacco in stile Firenze 2013, servirà fare corsa dura per costruire la selezione necessaria per far emergere i migliori.

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