«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 8 agosto 2014

Il colpo grosso è della Saxo.

Il talento più seguito delle ultime stagioni, l’atleta che a 23 anni aveva già superato quota 50 vittorie, il ciclista che rappresentava il pezzo più pregiato del mercato, un ragazzo che agli anni ‘italiani’ Liquigas & Cannondale deve tanto (come Nibali).
Con il passaggio di Peter Sagan alla Tinkoff-Saxo di Mister 60% (Bijarne Riis in versione Tour 1996) è iniziata l’uscita del Team Cannondale dal gruppo, almeno come sponsor principale. La formazione statunitense aveva ereditato la squadra Liquigas di patron Zani ed ora si è aperto il supermarket degli atleti verde-pisello. Formazione che da due anni ormai girava intorno alla figura di Sagan (Basso vive di rendita), la Cannondale deve le proprie migliori fortune ai tempi Liquigas, quando nella squadra di Roberto Amadio iniziarono a crescere alcuni dei migliori talenti a livello internazionale. A parte il già affermato Ivan Basso, che con Amadio rivinse il Giro del 2010, molti talenti anche italiani sono stati modellati dal gruppo italo-statunitense, sempre meno ‘italo’ nelle ultime due stagioni. Roman Kreuziger, Valerio Agnoli, Eros Capecchi, Damiano Caruso, Moreno Moser, Vincenzo Nibali, Daniel Oss, Peter Sagan, Elia Viviani, Sylvester Szmyd. Team che sapeva come far crescere un’atleta senza fretta, la Liquigas ingaggiò un giovane Nibali dalla Fassa-Bortolo, ed una pedalata alla volta lo affiancò a Ivan Basso per ereditarne quelle qualità che portarono il giovane siciliano a vincere negli anni seguenti tutte le più importanti corse a tappe fino al recente Tour. Vincenzo Nibali non fu gentile con la Liquigas quando nel maggio del 2013 (stava vincendo il Giro) disse che all’Astana aveva più libertà nella preparazione rispetto agli anni Liquigas dove gli controllavano anche quello che metteva nel piatto. Fatto sta che proprio il preparatore Paolo Slongo (ex Liquigas-Cannondale) è stato voluto fortemente dal siciliano, e proprio Nibali ha nelle sue qualità migliori l’attenzione al particolare, cosa che Basso e Amadio gli inculcarono nella zucca negli anni in verde pisello. Adesso siamo all’inizio della fine con il passaggio del tre volte vincitore della maglia Verde Sagan ai giallo-blu di Alberto Contador. Chissà se alla Saxo di Mister 60% riuscirà il colpo dell’Astana, che tesserò Nibali nel momento migliore della sua carriera e oggi se ne vedono i risultati.

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