«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

giovedì 21 agosto 2014

Al supermarket Cannondale, Tinkov riempie il carrello.

Ha scelto un pezzo del suo passato per un ruolo che non ha mai ricoperto prima. Chiuderà la carriera da gregario, con l’uomo che l’ha lanciato tra i migliori e forse l’ha anche rovinato in quegli anni migliori.
Libiamo nei lieti calici che la bellezza infiora? A guardare l’immagine che ha annunciato ufficialmente il nuovo matrimonio sembra così. E così alla fine non siamo più alla fine. Ivan Basso seguirà Peter Sagan alla corte di Bijarne Riis, Mister 60%, l’uomo che lo maturò e forse ne rovinò la carriera nel periodo migliore, nelle stagioni CSC. Basso pedalerà fino alla corte di Alberto Contador, e fino alla corte del pluri-milionario Oleg Tinkov, forse l’unico che può avvicinarsi all’Astana per lo scettro di portafogli d’oro del ciclismo d’oggi. Basso chiude l’esperienza italiana prima e italo-americana poi, per dipingere sulla tela della sua carriera sportiva un tramonto (certamente ben pagato) fatto di borracce portate e vento in faccia, cose a cui non era abituato. Era da maggio, Giro d’Italia, che il nome di Basso veniva spifferato in qua e là parlando della prossima squadra Tinkoff-Saxo, e adesso la notizia – in verità la stessa è già vecchia di qualche giorno – che l’italiano andrà a chiudere la carriera pedalando a fianco di Contador, Majka e Sagan con cui già correva da qualche stagione. Raggiunto il ‘picco’ di rendimento con la vittoria del Giro 2010, Basso ha passato altre 4 stagioni sempre più in ombra, fino alle ultime due che sono state una delusione appresso all’altra. Aveva dato segnali incoraggianti alla Vuelta dello scorso anno, quando stava portando avanti una classifica generale che poteva fargli intravedere una speranza di podio, finché un violento e improvviso colpo di freddo ne provocò il ritiro. Per il resto il varesino aveva perso da un paio d’anni ogni abitudine ai cambi di ritmo, che quando venivano impressi da altri atleti lo vedevano puntualmente perder colpi, fino a staccarsi dai migliori senza colpo ferire. Basso non poteva più dire niente in una generale di un grande giro, ma dal punto di vista dell’esperienza Contador avrà vicino un’atleta con una buona quintalata d’esperienza. Non sappiamo se questo potrà evitare la naturale fase calante che anche Contador ha iniziato (resurrezioni ciclistiche come quella di Horner alla Vuelta 2013 vorremmo non rivederle), anche perché Nibali sta vivendo i suoi anni migliori proprio in queste stagioni, ma tra il talento di Sagan e la voglia di chiudere al meglio di Basso, la Saxo-Tinkoff guidata purtroppo da Mister 60% si è ulteriormente rafforzata.

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