«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

sabato 28 giugno 2014

Dopo 23 anni, la maglia tricolore torna al Tour con Nibali!

Davide Cassani sarà contento, e non solo per come gli è riuscita più uniforme l’ultima scurita di capelli. È stato un bel Campionato Italiano quello che si è corso con il bis del Trofeo Melinda tra la Val di Sole e la Val di Non in Trentino. Eccezionale il finale del veronese Davide Formolo, che ha tenuto testa al capitano dell’Astana Vincenzo Nibali. Il titolo tricolore del siciliano viene esaltato da una bella corsa, dalla vittoria del nostro numero uno, e dal finale senza timore alcuno del ciclista della Cannondale. Era dal lontano 1991, allora con Gianni Bugno, che non si vedeva la maglia tricolore al Giro di Francia. Con la vittoria di Vincenzo Nibali – molto emozionato e singhiozzante appena tagliato il traguardo – si è vista una corsa dal finale intenso, con diversi nomi attesi a giocarsi la gara, mentre altri nomi attesi hanno deluso e va detto che sono sempre i soliti. Si capiva subito durante il penultimo giro che Scarponi avrebbe lavorato per Nibali, e lo ha fatto in maniera esemplare, lavorando in maniera robusta nelle fasi conclusive. Undici gli atleti a giocarsi il titolo nel finale, con Matteo Rabottini che accende le polveri a meno di 3 chilometri dall’arrivo. Non aspettava altro Nibali e soprattutto un grande Formolo che senza il minimo timore reverenziale si univa al siciliano e rilanciava l’azione, fino a contendergli il titolo con una volata ristretta a due. Solamente a 50 metri dalla fine Formolo ha alzato bandiera bianca e Nibali ha potuto esultare. Martedì lo aspetta un aereo per l’Inghilterra, con destinazione finale Parigi. Vestirà tricolore e questa sarà una cosa a cui dagli anni ’90 non eravamo più abituati a vedere sulle strade di Francia.

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