«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

venerdì 27 giugno 2014

Cominciamo proprio d'un bene guarda!.....

Con l’assegnazione dei vari (e sparpagliati) titoli tricolori, questa settimana inizia concretamente l’era tecnico/ciclistica di Davide Cassani, per impostare la squadra in vista del prossimo mondiale. Allergie a parte……
Cassani vestito in canottiera, matita sull’orecchio, con in testa un cappello fatto con carta di giornale, alla guida dell’ammiraglia italiana con il manico di un badile che spunta dal finestrino posteriore, e una tanica di scurente per capelli sempre pronto all’evenienza in un’angolo del bagagliaio? L’immagine calza, visto che il nuovo CT deve soprattutto ricostruire dalle fondamenta la nuova nazionale di ciclismo. Ecco arrivare la notizia che Ulissi è stato trovato ‘non-negativo’ al benedetto Salbutamolo (vedi Petacchi, per capirci in fretta), sostanza medicinale trovata nell’organismo del ragazzo in dose quasi doppia rispetto ai limiti consentiti. Conosciuto con il lato prettamente commerciale di Ventolin, il prodotto è noto nei ciclisti allergici. Un’etnia sportiva che negli ultimi 20 anni si è moltiplicata in maniera spaventosa a qualunque livello. La colpa di questa espansione parrebbe dovuta al fatto che il ciclista è un essere vivente che si sposta ovunque, quindi pare più soggetto all’inquinamento che con il tempo indebolisce il suo sistema immunitario, rendendolo soggetto ad allergie dei più disparati tipi. Il CT Cassani si è subito schierato dalla parte del ciclista della Lampre – che rischia due anni – dicendo che il Ventolin non è l’EPO, quindi non influenza le prestazioni. L’UCI aveva già alzato il limite, proprio per non rischiare situazioni simili e non ritrovarsi con discussioni su dosi superate di un niente. “Va bene figliolo, ti alzo il limite consentito così non mi rompi le balle, ma poi non accamparmi più cento scuse”. Questa la sintesi dell’UCI-pensiero. Ma quello che dice il CT non è vero, visto che proprio il medico della Nazionale di ciclismo, Massimo Besnati, nella medesima pagina della ‘rosea’ di giovedì 26 giugno spiega che superato un certo limite, l’azione del farmaco smette di essere solamente terapeutica e può avere un’effetto anabolizzante, anche se non può diventare un ‘coprente’ per roba più pesante. Cartellino giallo in vista?

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