«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

martedì 8 aprile 2014

In fondo, adesso si può solo far meglio. Giusto?

Una settimana per riordinare le idee, una settimana per tirare le prime somme. Ma la campagna del Nord italiana è iniziata come potevamo aspettarci.
Le parole di Pozzato nel dopo Fiandre sono perfette per disegnare lo stato confusionale del nostro ciclismo. Nel primissimo dopo-corsa il ciclista veneto spiega a Ciro Scognamiglio della Gazzetta di non sentirsi stanco appena finita la gara, vinta da Spartacus per la terza volta, però poi mette lì di aver avuto i crampi “fino alle orecchie”. E se i crampi non sono sintomo di stanchezza, da dove arrivano? Questione mentale, roba di nervi? Da un’atleta che bazzica le classiche da un decennio? E come l’anno scorso non ne capisce il motivo. Domenica lo aspetta la Roubaix, ma lo attendono anche Boonen, Cancellara, Kristoff e altri forti contendenti. Con due soli atleti classificati nei primi trenta posti – per la precisione tra il 17° ed il 25° (Oscar Gatto) – il terzo appuntamento con le classiche importanti registra un’altro colpo a vuoto. La sensazione è che fino al classico trittico delle Ardenne (Amstel, Freccia e Liegi) non pare che l’Italia possa avanzare concrete pretese di giocarsi un traguardo. Certamente la Roubaix è la corsa che più d’ogni altra sa riservare spettacolari delusioni e affascinanti ritorni contornati di gloria, ma fin’ora il bilancio è al di sotto di quello 2013 nelle prime importanti gare di un giorno, ed il 17° posto di Pozzato è il secondo peggior piazzamento dal 2000 (nel 2010 il miglior italiano ottenne un 28° posto) nella gara del Fiandre. Nella Roubaix 2013 l’Italia vide il suo miglior atleta piazzarsi al 21° posto. prima ci furono 7 anni con uno dei nostri sempre nei primi dieci. Se anche domenica il risultato sarà opaco, le speranze si dovranno aggrappare alla seconda metà di aprile. Lì dovremmo essere messi meglio (in teoria…).

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