«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 20 aprile 2014

"Gli altri più forti di me..." L'onestà di Gasparotto

Cos’hanno detto i protagonisti nel primo dopo corsa? Su tutti svetta l’ex iridato Philippe Gilbert, che racconta di come la situazione era un po’ complicata, fino all’inserimento di Van Avermaet nel gruppetto dei contrattaccanti; “Ero nervoso, e lo sono stato per tutta la corsa, perché c’era una fuga, ma dietro, in gruppo, nessuno voleva prendere l’iniziativa. Dopo la situazione è stata migliore per noi, con Van Avermaet nel gruppetto davanti. Allora abbiamo potuto approfittare del lavoro che la Quik Step è stata costretta a fare, riportandoci sotto tutti. Poi nel finale ho detto a Samuel Sanchez di scattare all’inizio dell’ultima salita. Lui mi ha detto ‘non sto bene!? Ma gli ho detto che provasse lo stesso perché io invece mi sentivo bene. Questo gli ha dato la motivazione per fargli fare un lavoro straordinario. Per me è sempre meglio se qualcuno scatta all’inizio delle salite, ed io posso tentare in seconda battuta. So che tre anni fa ho vinto quattro classiche – Brabante, Amstel, Freccia e Liegi – ma quest’anno sono meno forte di tre anni fa.” Onesta ed esemplare l’auto-valutazione di Enrico Gasparotto (Astana), il migliore dei nostri, e vincitore dell’Amstel due anni addietro; “Un grande grazie lo devo a Bosic alla fine perché ha fatto un lavoro incredibile. Io ho avuto un tentennamento rispetto a Gilbert e Valverde, ma il discorso è che loro sono più porti di me. C’è poco da fare” Più speranzoso è Vincenzo Nibali in vista della prossima settimana; “Gasparotto stava molto bene, voleva tentare la volata. Le mie sensazioni sono buone, non il massimo. Ho fatto tanta fatica, nel finale ero lì davanti, ma le gambe non c’erano. Domenica prossima con la Liegi trovo una gara più adatta a me, quindi vedremo.”

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