«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

domenica 20 aprile 2014

A Pasqua risorge Gilbert!

Un’edizione che si è giocata negli ultimi 10 chilometri, un’allungo tremendo del belga lanciato benissimo da Samuel Sanchez, e un’altra corsa opaca dei nostri.
E così Philippe Gilbert risorge nel giorno in cui un’altro simpatico ometto fece lo stesso un po’ di tempo fa. Scattato nello stesso punto che gli fece vincere il Mondiale due anni fa, il belga torna a vincere l’Amstel Gold Race (3^ vittoria) e apre a modo suo il trittico delle Ardenne. Gilbert che pochi giorni fa vinse la Freccia del Brabante. Tre stagioni fa vinse queste due corse, seguite da Freccia e Liegi. Farà lo stesso? Proprio lui si dice meno forte che quell’anno, ma intanto la forma cresce. La corsa in sé si è giocata nell’ultima decina di chilometri e anche stavolta l’Italia è stata poca cosa. Va menzionato il veneziano Nicola Boem (originario di S.Donà di Piave) per aver fatto parte di un trittico al comando nelle ultime decine di chilometri, ma per il resto l’encefalogramma ciclistico azzurro è sempre ai battiti minimi. Dietro a Gilbert si sono classificati Vanendert, Gerrans, Valverde, Kwiatowsky, Geschke, Mollema e Gasparotto primo dei nostri. La prossima corsa sarà la Freccia Vallone. A meno di una giornata di tempo inclemente, facile un finale simile con tutti i favoriti a giocarsela nello strappo conclusivo. In teoria, proprio perché non così difficile fino al Muro di Huy, la Freccia Vallone potrebbe dare più risalto agli italiani, che nei nomi più attesi si sono visti ben poco, quasi niente, con un’allungo di Caruso nel finale e un paio di tirate da puro gregario da parte di Nibali.

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