«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

lunedì 10 marzo 2014

Si emerge dal Tirreno, per un tuffo nell'Adriatico; comincia il ballo.

Quintana, Ulissi, Pozzato, Contador, Cavendish, Cunego, Sagan, Porte, Greipel, Uran, Basso, Gilbert, Evans, Cancellara, Modolo,….. abbiamo tutto quel che serve per non lamentarci.
Alberto Matador è ancora tale o l’annata stramba appena lasciata alle spalle è stata il silenzioso inizio del suo declino ciclistico? Richie Porte ha dovuto sostituire nella leadership di squadra Chris Froome all’ultimo momento. La Corsa dei 2 Mari è l’occasione per il salto di qualità: coglierà l’attimo? Sacha Modolo è solo un talento o qualcosa di più? Tra Cavendish, Greipel e Kittel chi saprà fare il Pinocchio e nascondersi meglio in vista della Sanremo? Evans e Basso hanno fatto bene a non ritirarsi? Diego Ulissi è il nostro favorito per vincere la corsa? Pozzato e Cunego butteranno un’altra primavera? Anche se dispiace non avere al via Froome (infortunio), Nibali (Parigi-Nizza) e il fresco vincitore del vecchio ‘Lazio’ Valverde, la Tirreno-Adriatico mette nel piatto un ‘cast’ che al Giro si sognano. Dopo la due giorni ciclistica toscano/laziale – Strade Bianche più Roma Maxima – s’inizierà con una cronometro a squadre, si finirà con una cronometro individuale, in mezzo due giorni per sistemare ben bene la classifica generale, due per le ruote veloci e una per entrambi (decideranno le gambe…).
Diego Ulissi sembra essere l’italiano più in palla. È stato l’unico a dare segnali di un minimo di continuità nelle prime gare della stagione. Tenendo conto che pedala da fine gennaio, non è da escludere che proprio alla Tirreno correrà in ottima condizione di forma, forse rivestendo i panni dell’uomo di punta Lampre. Pozzato, Cunego, Sagan, Gilbert e Cancellara sono proiettati più verso il mese prossimo, di Scarponi non si sa che poco se non che lui punta al Giro e quindi potrebbe essere in forma tra 3 o 4 settimane. Basso ed Evans invece dovrebbero pedalare col pensiero molto avanti per le tentazioni di risultato. I velocisti dovranno farsi vedere. La Sanremo è dietro l’angolo e questa edizione della classica ligure potrebbe essere l’ultima che arride ai portabandiera del 54/12, che fino a due settimane addietro in molti tra questi avevano già tirato una riga sulla partecipazione alla corsa. Se questa edizione non sarà così impegnativa nel finale, lo si deve solamente al fatto dei danni provocati alle strade, a causa delle pesanti nevicate e piogge invernali. Un gruppo partenti come questo non lo rivedremo fino al Tour. Speriamo di potercelo godere come si deve.

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