«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 19 marzo 2014

E ora la Sanremo (con l'ombrello?).

Se la Pasqua ciclistica di Contador si è dunque celebrata in Italia, sono passate sottosilenzio le mere presenze di diversi atleti che, se stavano a casa, nessuno se ne sarebbe accorto e non avrebbero fatto così magre figure.
Chiusa una Corsa dei 2 Mari targata Contador Velasco, che tecnicamente non è stata a livello della scorsa (chiaro che senza Nibali, Froome e un Wiggins di pura ‘presenza’ pochi erano i nomi per la generale) spunta la Sanremo. Una gara che dovrebbe vertere su nomi veloci in primis: Cancellara e Gilbert per il Poggio, Greipel, Sagan e Greipel per il post Poggio. Corsa che potrebbe però trovare altri spunti d’interesse a causa del cattivo tempo. Infatti, il meteo del fine settimana non sembra per niente buono. E siccome le Sanremo hanno avuto sempre finali interessanti principalmente quando il tempo ci ha messo lo zampino, l’ultima Sanremo targata 54x12 potrebbe allargare la rosa degli uomini vincenti. Non c’è molto da dire se non attendere la gara. La Tirreno-Adriatico appena chiusa a giustamente dato merito a Contador, anche se la Gazzetta ne scriveva manco avesse già mezzo Tour in mano. Una Tirreno che spicca per alcune silenziose delusioni. Ulissi, Basso e Scarponi potevano restarsene a casa. Cunego si pensava che ci fosse rimasto sul serio a casa, ma le inquadrature del suo arrivo nella prova a cronometro ci hanno confermato che aveva invece partecipato. Porte è stato poca roba rispetto alle attese, Quintana meglio ma ben lontano dall’ultimo Tour. Evans si è ritirato senza colpo ferire e vien da chiedere se è un atleta che ha ancora delle motivazioni. La stessa domanda è ancora lì per Cunego ed Andy Schleck. Il secondo ha corso la Parigi-Nizza e sembra la grigia fotocopia delle ultime due stagioni. Del ‘bocia’ di Cerro Veronese invece si è già scritto. Entrambi stanno andando verso il mese delle classiche. Periodo sul quale, negli anni scorsi, puntavano forte. Resta da vedere se le rispettive formazioni vorranno puntare ancora su di loro, perché i ciclisti che stiamo vedendo da due stagioni a oggi continuano ad essere dei parenti ben lontani da come li conoscevamo, e di tempo ne hanno avuto a tonnellate.

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