«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

mercoledì 1 gennaio 2014

Gennaio; l'editoriale

TECNICI? ATLETI? GOVERNO DEL CICLISMO? AMATORI? SQUADRE? SE L’ANNO RIPARTE SEMPRE DAL 1° GENNAIO, IL CICLISMO ITALIANO HA UN 1° GENNAIO DA DOVE RIPARTIRE?
“Da dove può iniziare a risistemarsi il ciclismo nostrano? Dai giovani? Sarebbe la cosa più logica: quello che semini oggi, se Dio vuole domani ce l’hai nelle mani. Ma che tipo di piante ci ritroveremo tra qualche anno grazie alla bella pensata della Federciclismo sui medici sportivi che nel ciclismo – tranne che nel professionismo – teoricamente non avrebbero più nemmeno necessità d’esistere? Parliamo di qualcosa cha interessa all’incirca 3.000 società affiliate. Dal governo del ciclismo cosa possiamo aspettarci, se anche per quanto riguarda il settore tecnico è un vivere alla giornata? Chiedetelo a Bettini o Sciandri, protagonisti di un cambio delle guardia preannunciato nientemeno che dal presidente, tant’è che poi la persona nominata (e mai diventata) prossimo CT, non aveva nemmeno notizie da chi di dovere. Poi l’uscita di scena di Bettini dalla sera alla mattina e Sciandri che torna il lizza per mezza giornata per poi fare strada a Davide Cassani. Sul fronte atleti quanti nomi abbiamo oltre a Nibali, Ulissi e Moser? Esempio semplice: esiste una classifica UCI per Nazioni basata sui punti dei rispettivi vari rappresentanti in classifica. A ottobre l’Italia era seconda, ma Nibali vale il 60% dei punti totali. Ciclisticamente parlando è un’abisso. Volenti o nolenti le generazioni dei Pozzovivo, Cunego, Pozzato, Scarponi, Pellizotti non sono più votate al futuro. A meno che in gruppo gli Horner (attualmente disoccupato!) non si moltiplichino a iosa, ma speriamo di no con tutto il cuore. Dal settore amatoriale non ne usciamo bene. Questione evidenziata dalla stessa Federciclo ricevuto il rapporto riguardante il doping nello sport italiano, stilato dal Ministero della Salute con le positività che nel settore dei ciclisti della domenica surclassa i professionisti. A livello squadre facciamola breve. Avevamo Cannondale e Lampre in 1^ fascia UCI. La prima è sempre più ‘stars & stripes’ e sempre meno tricolore, mentre la seconda avrà tecnici e dirigenti di primo piano che durante l’inverno parleranno più con i rispettivi legali che con i ciclisti. Da qua si riparte. Dove si arriverà di questo passo non si sa.”

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