«Non ho mai potuto fare il dirigente sportivo perché nel nostro Paese la competenza nello sport è un elemento di destabilizzazione». Pietro Paolo Mennea.

sabato 18 gennaio 2014

Dove eravamo rimasti?

ALESSANDRO IL GRANDE NON ESISTE PIU’. DOPO RE IMBROGLIONE ECCO UN’ALTRO IRIDATO (ITALIANO) CHE HA TENTATO L’INGANNO.
Con Rebellin, Sella e Santambrogio andò in maniera diversa. Gente con la faccia del bravo ragazzo, che spuntò d’improvviso come bugiarda e imbrogliona. Con Cipollini il ciclismo riconquistò di botto quasi tutta la prima pagina della Gazzetta. Ma se per Armstrong si leggeva in giro di un’atleta che aveva disonorato la maglia gialla, del velocista toscano niente di tutto questo riguardo a quella iridata. Sfortunate quanto improvvise amnesie giornalistiche, o semplice imbarazzo per il testimonial scelto dalla Federazione, che aveva già iniziato a registrare filmati web per propagandare nel mondo i Mondiali toscani, e che da quasi 20 anni era la star applaudita ovunque, tivù compresa? Certamente la prima, vi pare? Con Ballan è stato diverso perché da due mesi ci si aspettava la notizia riguardante la squalifica per il nostro ultimo Campione del Mondo (Varese 2008, anni Lampre) e nostro ultimo vincitore del Fiandre (2007, idem). Due anni la squalifica, che per il veneto vale a dire carriera finita, e finita male. Una storia strana questa, diversa dal solito, per il fatto che il ciclista non ha mai negato queste pratiche, dicendo però che non si è trattato di trasfusioni ma trattamenti di ‘ossigeno ozono-terapia’ per curarsi. Una decina le sedute, fatte non lontane una dall’altra. Ballan è stato un fesso? Ha dato retta a gente che era meglio perdere che trovare? Probabile, ma non è una scusante. Ballan non ha 15 anni, è stato per alcune stagioni uno dei nostri ciclisti migliori per le classiche, sapeva in che mare si naviga nel ciclismo ad alto livello, che pesci s’incontrano.
Ballan è forse il primo mattone tolto dal muro Blu-Fuxia, e dopo Cipollini il secondo iridato italiano a finire in maniera triste la carriera. Dal febbraio dell’anno scorso il toscano si è nascosto dietro un totale oblìo giornalistico, anche se continua ad andare in giro a firmare autografi e a ‘posare’ per foto ricordo. Avrà pensato che non bastava imbrogliare, e già che c’è meglio prendere anche tutti per il culo. L’Italia intanto continua ad essere l’unica Nazione in cui nessun ex ciclista o atleta in attività abbia ammesso pratiche dopanti, se non perché beccato in fallo. Regno sportivo di due santoni del doping a livello Mondiale come Conconi e Ferrari, negli ultimi 4-6 anni abbiamo avuto confessioni da ciclisti di mezzo mondo. Forse il motivo è proprio quello che s’era scritto tempo addietro: i nostri eroi sono sicuri che finché non verranno pizzicati con l’ago ficcato in vena da 15 giornalisti contemporaneamente, ed in diretta televisiva mandata in prima serata a traino del TG1, la gente continuerà a batter loro le mani. Avessero mica ragione?.....

2 commenti:

"Cactus" ha detto...

Questa è l'ItaGlia e questi sono i ciclisti itaGliani. Secondo me in questa ItaGlia finirà in una bolla di sapone tutto...non siamo capaci di ricominciare (da dove poi?)...dopotutto basta vedere gli amatori...mi giro intorno e non è cambiato nulla, non hanno più paura di prima, controlli continuano a non essercene e i C.O. di GF (e dintorni) non hanno soldi da spendere per richiedere controlli antidoping (e nemmeno sono interessati). Di cosa stiamo parlando? Dell'ItaGlia di Schettino ecco la verità. Che poi magari diventano dirigenti federali e magari politici di professione?
Dopotutto è la nostra Storia a tutto tondo sin dall'unità (presunta) d'ItaGlia.
Comunque io sono e rimango uno sportivo italiano...quelli itaGliani non li frequento e li evito.
Purtroppo mi sembra di essere circondato...come Custer a Little Big Horn...

Manuel (Ciclismo PST) ha detto...

Mi par tutto giusto.